Lento Mr.Ripley

by Diego Bianchi il 29 aprile 2003 @ 13:57 / Tivvu' / 5 Commenti
E insomma, la prima serata televisiva del lunedì non è che di solito offra cose particolarmente interessanti, capita raramente, o almeno a me capita raramente. Un anonimo servizio del TG1 delle 13.30 (un servizio di quelli alla Vincenzo Mollica dove tutto è bello, memorabile e inestimabile) comunica che in serata Rai1 proporrà niente meno che “Il talento di Mr. Ripley“, filmone ammericano con Matt Damon, Gwineth Paltrow e, ciliegina sul castone, una memorabile (testuale) interpretazione di Fiorello.
Puntuali io e la mia signora abbocchiamo e ci stampiamo sul divano con telecomando, grappa e dolci di marzapane in mano. [...]
Dopo 2 ore e mezza circa di film posso dire senza esitazioni che il momento di maggior pathos registrato dai nostri sensori è stato quello in cui è apparsa per la prima volta sul nostro televisore la farfallina Rai lampeggiante di rosso a indicare contenuti adatti ad un pubblico adulto. Ecco, lì ho provato un fremito, mi sono caricato di aspettative e poi…meno male che c'erano la grappa e il marzapane.
Quella narrata è la storia di un tipo che, in un'Italia meridionale degli anni 50 molto da cartolina ed eccessivamente stereotipata, cambia disinvoltamente personalità, scrocca con l'inganno un viaggio in Italia, ammazza l'amico amato sulle tracce del quale era stato fatto parire, poi ammazza l'amico dell'amico che l'aveva sgamato, poi vorrebbe ammazzare l'amica dell'amico ma si taglia la mano col rasoio, infine ammazza l'ultimo amico amante rimastogli, il tutto…facendola sempre franca, anzi, diventando sempre più ricco, inganno dopo inganno.
Ecco raccontata così, in due righe, potrebbe anche sembrare una storia piena di colpi di scena, ma spalmata su oltre due ore con felici pause pubblicitarie vi assicuro che è stata tremendamente noiosa.
La produzione ammericana deve aver mandato una richiesta a Cinecittà del tipo “ci servono belle facce italiane, occhi neri, capelli neri, pella nerasta, simpatia, canzoni, pummarola, briscola e tresette. Ed ecco apparire la famiglia Fiorello al completo a fare i meridionali canterini religiosi fancazzisti e cornuti, la fruttivendola Stefania Rocca ingravidata e divorata d'amore che si suicida per colpa del bell'americano, il commissario Sergio Rubini tignoso alla Colombo che recita in inglese storpiato all'italiana (al punto che il copione prevede anche una battuta dove si rimarca che gli italiani parlano male l'inglese), e tutta una serie di gradevoli caratteristi della commedia all'italiana (anche la moglie del tassinaro di Sordi nei panni della portiera) a cercar di ringalluzzire un film smunto e lento.
Come se non bastasse, anche ad un osservatore disattento come me è balzato all'occhio un clamoroso falso storico: il film è ambientato nel '58, i protagonisti sono frequentatori e patiti del jazz di quegli anni, si citano Parker e Gillespie, tutto perfetto fin quando un'inquadratura reiterata del mobile di casa Paltrow non centra un pila di LP con l'inconfondibile copertina di Tutu a far da primo disco. Di tanti dischi del grande Miles Davis ne hanno preso uno uscito nei tardi anni 80.
Comunque, l'unica cosa di questo film che mi ha fatto un po' pensare è che effettivamente di Mr.Ripley stronzi che salvano sempre il culo e che passano pure per fichi, in giro ce ne sono tanti.
Occhio.
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5 commenti a “Lento Mr.Ripley”

  1. scritto il 29 aprile 2003 15:55 da marco mix

    almeno tu c’avevi grappa e marzapane e puoi dare la colpa a (non a caso) mollica…ma perchè non ho voluto rivedere per l’ennesima volta tre uomini e una gamba???? e c’era pure biscardi…grazie almeno a zelig che mi ha risparmiato il finale

  2. scritto il 29 aprile 2003 18:18 da Bob

    Anche io ho avuto un sussulto quando ho visto la farfallina rossa lampeggiare, ed ho pensato: “ecco un’innovazione della Annunziata”,…capito come?!?

  3. scritto il 29 aprile 2003 19:50 da Mary

    Ho visto solo 15 minuti, ma leggendo i vostri commenti capisco che, almeno per una volta, non ho sprecato tempo. Il merito va alla mia mammina che in un guizzo di rabbia ha afferrato il ‘bastone del comando’ alla volta di Rai2. Non so che sceneggiato fosse (la solita palla…), ma sono incappata in una scena interessante: un ragazzino scappa di casa, incazzatissimo con i suoi genitori. La madre (o la nonna) si accorge dell’assenza perchè il figlio lascia la stanza tappezzata di post-it gialli pieni di dolci parole: “siete tutti mummie” “vi odio”, ecc. A raccontarlo non fa ride, ma insomma è stato “fantasioso”, ottima ispirazione?

  4. scritto il 30 aprile 2003 11:00 da Tita

    quanta grappa? il marzapane da dove veniva? spero che la tua signora abbia mangiato solo quello ; molto bene per ilmuretto. bacioni

  5. scritto il 6 maggio 2003 21:12 da deb

    Pensa che in un momento della mia vita durante il quale ero particolarmente depressa una mia amica l’ha noleggiato e me l’ha portato a casa. Da quel giorno ho capito che non c’è limite al peggio. Grazie Nadia!!!!!

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