Quanto è brutto questo mondo

by Diego Bianchi il 7 aprile 2003 @ 18:03 / Cinema / 0 Commenti

Sarà la guerra, saranno le coincidenze, sarà che di disimpegnarmi in questo periodo più di tanto non mi va (anche se la fuga settimanale del GF è un’evasione delle più clamorose) ma è un periodo che mi vado a vedere prevalentemete film “impegnati” (parola vaga, ambigua, controvera ma che rende l’idea).
Ecco così che dopo Bowling for Columbine mi sono recato con la mia signora a vedere Cose di questo mondo, la storia, a metà tra film e documentario, del viaggio di due profughi da un campo pakistano a un ristorante londinese.
Il film è bello, toccante, traballante nell’intimo (nel senso che fa traballare l’intimo). A traballare costantemente è la telecamera che segue i protagonisti in viaggio, tra macchine, bus, stive di navi, sottocamion e quant’altro possa servire a raggiungere la meta, piedi inclusi (soprattutto quelli).
La scena della stiva che uccide, che toglie il respiro, che annulla gli spazi e il tempo in un buio che puzza di morte è angosciante, soprattutto se si pensa che cose così, in questo mondo, sono successe davvero e continuano a succedere, anche ora, soprattutto ora.
Uscendo dal cinema con lo stomaco un po’ a disagio e la testa decisamente pesante ho avuto davanti la faccia di Bossi, la sua prima frase a guerra iniziata dedicata ai profughi che devono restare a casa loro, i profughi che noi non vogliamo. Ho pensato che questo film Bossi dovrebbe vederlo, magari farselo spiegare. Ma ho pensato subito che non lo capirebbe e forse un film così uno spettatore così non lo merita.
Ho pensato pure che mi sa che il prossimo film che mi vado a vedere sarà una cazzata Vanzina-style, così mi ripiglio, vedo 4 zinne finte e non ci penso più.

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