Cinema d’autore (si dice così)

by Diego Bianchi il 6 maggio 2003 @ 15:00 / Cinema / 2 Commenti
Grande iniziativa culturale dei signori Bianchi, che davanti all’ennesimo lunedì televisivo conteso tra Biscardi, Chi l’ha visto? Medico in famiglia e carabinieri vari ha deciso di dar seguito con i fatti all’investimento cinefilo in corso con l’acquisto settimanale dei dvd del cinema italiano gadgettati dall’Espresso.
Al di là delle nuvole, film del ’95 realizzato a 6 mani (Antonioni, Wenders e la moglie di Antonioni ad aiutare il marito malato), è il capolavoro che ha vinto la plancia del nostro lettore.
Vabbè, insomma, rapida recensione.
Il mattone in questione si svolge in 4 episodi tenuti assieme da un episodio cornice.
-Episodio Cornice) Un regista si fa un sacco di domande senza senso e attraverso 4 storie progetta un film nuovo. Il regista è John Malcovich che cammina e pensa, vestito con improbabili camicie violette.[...]
 
1) Piove a Ferrara, dove tra zanzare e pensioncine per camionisti si incontrano un giovane a caccia di idrovore che dice frasi sconnesse che dovrebbero essere profonde e un’insegnante molto bella. Lui purtroppo per noi è Kim Rossi Stuart, lei è Ines Sastre.
I due, appena conosciutisi, neanche fossero in una puntata di Dismissed, si baciano subito, poi vanno ognuno nella propria stanza da letto e lì restano, poi lei se ne va, si riincontrano per caso dopo due anni e vanno subito a trombare.
Ines Sastre nuda è molto magra, lui la sfiora ripetutamente ma poi si alza, si veste e se ne va. Lei ci resta un po’ male. Noi no, ce lo siamo finalmente tolto dal televisore.
 
2) Piove a Portofino, dove tra canali e barchette un regista, John Malcovich, incontra una bella commessa, Sophie Marceau, che ben lungi dal miele del tempo delle mele rivela improvvisamente allo sconosciuto regista di aver ucciso il padre con 12 coltellate.
L’illogica conseguenza è una gran trombata tra il regista e la commessa. Sophie Marceau, nuda è bona, John Malcovich nudo un po’ meno.
 
3) Piove a Parigi, dove un tipo che non mi ricordo come si chiama si fa come amante una tizia che gli racconta una storia in un bar di Parigi. La tizia è Chiara Caselli. La moglie del tipo è Fanny Ardant. Avendo per moglie la Ardant andreste con la Caselli? Io no.
Comunque, lui non riesce a mollare l’amante come richiesto dall’Ardant ed inevitabilmente arriva la scena della trombata, con l’amante. La Caselli, nuda, è troppo magra, ma regala una posa a cavalcioni che è la più stimolante dell’intero film. La Ardant intanto, s’incontra nel suo nuovo flat con un altro cornuto che è Jean Reno, e inevitabilmente ci tromba.
Ma questa trombata non si vede. Forse l’Ardant è stata pagata meno delle altre. O forse, essendo la più anziana tra le attrici di questo film, si è pensato di non farla spogliare.
 
4) Piove a Aix en Provence, dove un giovane Perez tampina per tutte le vie una signorina neanche particolarmente attraente. Lei gli dice che sta andando in chiesa, lui ci va con lei e in chiesa si addormenta. Quando si sveglia, la riporta a casa, piove sempre di più, arrivano fino sul pianerottolo, lui le chiede “posso vederti nuda?” e lei gli risponde “domani entro in convento“. In questo episodio non si tromba.
 
Il film finisce con Malcovich in una pensione dove una coppia sta trombando (per recuperare l’episodio precedente) e lui affacciato alla finestra guarda la pioggia e scompare nel buio.
 
La mia signora mi ha detto che una volta lei questi film impegnati li guardava con entusiasmo, ci trovava il significato recondito, implicito ed esplicito; adesso invece per 3/4 del tempo ride, non capisce il senso delle frasi e la colpa è tutta mia che l’ho fatta diventare così.  Mi sa che ha ragione, però pure lei ci ha messo del suo.
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2 commenti a “Cinema d’autore (si dice così)”

  1. scritto il 6 maggio 2003 16:03 da marcomix

    vorrei vedere a te a interpretare e tradurre i mugugni sconsonati e svocalizzati di antonioni a sua volta filtrati da un tedesco già di suo incomprensibile quale wenders…

  2. scritto il 13 luglio 2003 20:25 da Anonimo

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