In una Label
Max Raabe ci attende. Partiti in motorino da Caracalla ci imbattiamo a Via Cavour in una fantastica manifestazione di non so chi che ci fa respirare scarico di autobus molto più del preventivato. Mentre Simone (il gergoblog vorrebbe che scrivessi Simo, o Sim, o Simy o Slug, ma non ce la faccio proprio) sprona il motorello a prestazioni accettabili, constato che l'estate è ormai arrivata e che in giro ci sono tante belle signorine con gonnelline fiorate e capelli al vento che girano per Roma e il sole le bacia in faccia e i passanti ne scrutano il culo. E vabbè.
Con qualche minuto di ritardo arriviamo alla sede della BMG.
La sede della BMG è un posto che tu quando arrivi la prima cosa che vedi è il faccione di Eros Ramazzotti e quelli di quei bravi ragazzi che si chiamano Le Vibrazioni, quelli di Giulia che si stanno arrabattando col problema di dover necessariamente fare un'altra canzone. [...]
La nostra amica addetta alle relazioni con la stampa (che saremmo noi e la cosa di per sè è già un falso in termini) ci accoglie carinamente come al solito e ci fa accomodare in attesa del Raabe di fronte ad un plasma da GF che manda il video dei Tiromancino.
Va fatta una premessa. Da un po' di tempo siamo riusciti ad entrare nella lista spedizioni della casa discografica e ogni tanto arrivano sulla mia scrivania cd di varia natura da commentare, recensire, promuovere. Per un monomaniaco collezionista di cd come me è manna che piove dal cielo.
Può capitare però che un po' di questa manna non mi piaccia e assalito dal fantasma buonista di Mollica ho chiesto al nostro contatto quanto si sarebbero incazzati in caso di recensione negativa di un loro cd (domanda tanto viscida quanto ponderata, la risposta ufficiale mi interessava) e lei mi ha risposto che basta non scadere nel cattivo gusto che posso scrivere quello che mi pare e continuerà a mandarci dischi lo stesso. Bene, ho pensato io pensando al cd di Ziggy Marley del quale è pressochè impossibile parlare bene visto il punto di non ritorno toccato dal figlio della Luce.
Nel frattempo Raabe finisce la precedente intervista e ci accoglie.
Con il casco da una parte, la telecameretta digitale dall'altra e altri impicci vari ci presentiamo a questo lungagnone impeccabilmente abbigliato in completino marrone, un po' più bruttarello delle foto ufficiali e abbracciato alla boccia di Ferrarelle come se ne stesse promuovendo il marchio.
Ci saluta con un “ciao, buongiorno” e io come un demente gli faccio subito “parli italiano?” e lui “no!”.
Ci metto comunque poco a capire che il mio inglese è di poco più sciolto del suo e il porta a porta tra me che biascico english al singer che rielabora in crucchenenglish al cospetto di Simone che con il crampo alla mano riprende la scenetta scivola via in una mezz'oretta di piacevoli chiacchiere tra uno che ha fatto i soldi e due musicistoidi che rosicano e vanno a intervistare quelli che hanno fatto i soldi.
Chiedere autografi non è un'attività particolarmente attraente ma un po' perchè richiestomi dal mio collega austriaco un po' perchè ancora suggestionato dalla Smith l'intervista culmina con il suo autografo sul cd e la consegna da parte mia del cd della Slammer nelle sue mani, nella speranza che la prossima cover spot della Lancia con Eva Herzigova a sculettare sia La Leva o M.T.M. (nostra risposta in acronimo al Mangio Troppa Cioccolata di Giorgia).
A questo punto grandi pubbliche relazioni e giro per gli uffici della BMG ad arraffar cd (il tutto con il prezioso aiuto di un gancio interno che più che un gancio è un ottimo giornalista che è l'unico ad aver scoperto la Slammer e ad averne scritto quasi ovunque ma siccome la Slammer è la Slammer il suo sforzo è sempre risultato vano e lui rimarrà un ottimo giornalista arrivato ad un niente dall'aver scoperto il miglior gruppo italiano del secolo, e vabbè).
Camminando per i corridoi di questo palazzo a 7 piani ci si imbatte nei dischi di platino di Renato Zero e in quelli, mi pare, di Rino Gaetano appesi alle pareti, tra una foto a grandezza naturale di Withney Houston, la statuetta di Raffaella Carrà e il sorriso sdentato di Gigi D'Alessio.
Ho scoperto che in BMG ci sono un scco di responsabili, addirittura c'è chi si occupa solo di Mia Martini (qui si può pensare che purtroppo ormai ci sia poco di cui occuparsi o che al contrario siccome da morti si vende e produce molto più che da vivi la responsabile sia carica di lavoro), chi ha l'International e chi per lavoro si smazza tutte le foto di Eros Ramazzotti, dalla pubertà da muretto tuscolano alla noia da milanese accannato dalla donna che intanto ha più successo di lui.
Da questi responsabili ho ricevuto:
- doppio vinile di High Profile dei Run DMC;
- doppio cd di Lou Reed;
- cd di nicchia (così mi ha detto la signorina che me li ha donati) di Rory Gallagher e Jorma Kaukonen;
presi da arraffismo discografico abbiamo stilato una lista di cd che ci interesserebbe recensire, evitando con garbo ma decisione Dolcenera, Marco Fasano e Paolo Meneguzzi.
Non dico che per noi mezzi pirati, fan del file sharing, dell'mp3, di Napster e Grockster sia stato un po' come rubare a casa dei ladri ma poco ci manca.
L'importante, in fondo, è dire quello che si pensa del bottino. Smollicarsi non conviene.
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4 commenti a “In una Label”
Torna sul mio blog se vuoi, ci sono notizie sul capomafia…
C’ho pure rimesso na ruota del motorello…
La prossima volta che vedi “le vibrazioni” gli dai un ceffone da parte mia e da parte della figlia 4enne di un mio amico che si chiama appunto giulia, grazie
colgo l’occasione per ricordare che quella “Giulia” sa molto di “Michelle” e ridomandarmi quando mai la finiranno tutti di rimestare nelle spoglie del fu duo Lennon Mc Cartney. Auguri Zoro, bel blog.
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