Votare, non c'è più poesia

by Diego Bianchi il 26 maggio 2003 @ 12:10 / Cose_Mie / 9 Commenti
Vado a votare.
Scheda e patente in mano faccio a piedi il tragitto casa mia-scuola Giosuè Carducci, la famigerata Carducci contro la quale ho fatto battaglie da teppisti ai tempi dei Giochi della Gioventù (noi eravamo la Diaz).
Entro nella scuola tra due militari assonnati, noto che il mio seggio è stato spostato al primo piano della scuola, faccio le scale e becco un'accettabile fila composta per lo più da pensionate.
“A sto giro è facile” dice una che esce soddisfatta.[...]
“E' facile signò?” chiede una pensionata, “è facile, è facile, a sto giro è facile” ribadisce quella uscita.
“Certo è nfoglio enorme” fa una 19enne al primo voto in attesa della madre ancora in cabina.
“Davero è enorme signorì?” richiede la pensionata, “è enorme, è enorme, guardi più o meno così” e la ragazzetta allarga le braccia a dismisura.
“Avanti un signore” fanno da dentro il seggio.
La signora davanti a me si gira, mi vede e un po' rammaricata mi dice “ecco ce passa davanti pure lei che è n signore, noi donne dovemo fa a fila, i signori invece ponno entrà”.
Imbarazzato mi scuso a nome della categoria “signori” e mi infilo nel seggio dove riconosco a scrutarmi le solite facce degli scrutatori del mio seggio.
La scrutatrice addetta a verbalizzare i signori non indugia nel confronto foto-patente1987/faccia cadente2003 e con matita e scheda elettorale mi avvio alla cabina numero 3.
Il foglio è enorme, è vero, ma il voto è facile. Richiudere la scheda lo è di meno.
Esco dopo un 30ina di secondi e infilo nell'urna con vigore.
Ripresi i documenti me ne vado via mesto mesto.
Nei corridoi della scuola non c'è traccia di rappresentanti di lista, di sguardi in cagnesco, di messi comunali trafelati con i dati dell'affluenza, nessuno discute, neanche le famiglie scorticate vive dal primo sole di Ostia che tornano a votare con la sabbia ancora tra le dita dei piedi mi hanno aspettato al seggio.
Niente di niente. I militari assonnati non possono neanche vedersi 90esimo minuto perchè si è giocato di sabato.
Una volta andare a votare era molto più poetico.
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9 commenti a “Votare, non c'è più poesia”

  1. beh, signor zoro, sono cambiate le tradizoni.
    Io ancora cerco nomi buffi nelle liste e giro per la scuola guardando le opere d’arte della III B e della IV A (ci sono solo 2 sezioni!)
    Insomma non sono più le votazioni di quando ero piccino, dove si stava ore a sentire i genitori parlare dei candidati, ma comunque qualcosa di carino per passare il tempo si trova sempre…

  2. scritto il 26 maggio 2003 14:27 da dolcix

    Zoro, non demordo.
    E continuo a bloggare/apprezzare.

  3. scritto il 26 maggio 2003 18:27 da mome

    poetico o non poetico, l’importante sarebbe vincerle ‘ste elezioni, e pure le prossime!!!
    ciao, zoro a presto

  4. Bhe cosa ne può capire un bambino di 11 anni di politica? Certo so che come politici non siamo messi tanto bene…. Poesia nella politica comunque credo non ci sia mai stata.

  5. scritto il 26 maggio 2003 22:41 da crisulina

    Toglimi una curiosità ma da voi sino a che ora si poteva votare a ‘sto giro?
    A fine aprile da me (a Genova) c’è stato un referendum e non essendo potuta andare a votare durante il giorno sono andata a votare la sera,ore 21.10 circa. Giunta alla mia scuola elementare,dietro casa,trovo la porta chiusa e un tizio dietro i vetri della stessa che vedendomi mentre tentavo inutilmente di aprirla mosso da compassione mi apre una fessura e mi dice un po’ scazzato: “Signorina guardi che si votava sino alle 21!!!”
    Ma da quandooooooooo? Si è sempre votato sino alle 22, no?????????

  6. scritto il 26 maggio 2003 22:41 da crisulina

    Toglimi una curiosità ma da voi sino a che ora si poteva votare a ‘sto giro?A fine aprile da me (a Genova) c’è stato un referendum e non essendo potuta andare a votare durante il giorno sono andata a votare la sera,ore 21.10 circa. Giunta alla mia scuola elementare,dietro casa,trovo la porta chiusa e un tizio dietro i vetri della stessa che vedendomi mentre tentavo inutilmente di aprirla mosso da compassione mi apre una fessura e mi dice un po’ scazzato: “Signorina guardi che si votava sino alle 21!!!” Ma da quandooooooooo? Si è sempre votato sino alle 22, no?????????

  7. scritto il 26 maggio 2003 23:23 da crisulina

    Zoro scusa ho sbagliato e ho inviato il precedente commento 2 volte, non l’ho fatto apposta, è che sono stordita e imbranata.Ti chiedo umilmente perdono.

  8. scritto il 27 maggio 2003 10:11 da monia

    erano gli occhi attraverso i quali guardavamo la politica a renderla poetica e carica di aspettative…ora si cerca solo di scegliere il male minore…

  9. …dopo aver fatto la rappresentante di lista per le amministrative dello scorso anno, mi chiedo quando mi capiterà una bella giornata d’elezioni come la tua…

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