Suona ancora

by Diego Bianchi il 29 luglio 2003 @ 16:34 / Slammer / 16 Commenti
Ho sempre avuto una particolare ammirazione per il lettore cd della macchina di mio padre.
Contiene fino a 10 dischi e quando programmato per la selezione randomica decide lui cosa farti sentire tra i cd inseriti, in che ordine e quando.
Il lettore random diventa arbitro unico e insindacabile della tua musica da viaggio, una specie di entità superiore che decide del tuo umore.
Mentre accompagnato da mio padre tornavo domenica sera a Roma per venirti più vicino nel momento in cui ti stavano aprendo la testa per la seconda volta in due giorni, il lettore cd si rifiutava categoricamente di scegliere la Slammer. [...]
Eppure il cd era inserito, prima o poi l'avrebbe beccato. Ma non lo beccava.
Buena vista Social Club, jazz, Pino Daniele, De Gregori, Paolo Conte, ma la Slammer no.
La Slammer, il nostro nome sul televideo e sui giornali, per un concerto annullato ma ancora beffardamente in scaletta.
Fino all'ultimo minuto di sabato pomeriggio nel dubbio di dover essere richiamati per quel concerto che avremmo dovuto fare vicino all'Olimpico, ci siamo informati e una volta appurato che tanta gratuita pubblicità era solo cattiva organizzazione di chi organizzava, il sabato sera ci si è nuovamente, definitivamente liberato.
Chissà come ti sei incazzato, forse tu più di noi, tu che pure martedì dopo il concerto a Fontana Liri mi hai detto “portame a Roma, famme sonà a Roma, dovemo tornà a sonà a Roma”.
E invece di stare a Roma sul palco a fare il sound-check, ti sei ritrovato a pedalare per le strade della Ciociaria, magari per sfogarti un po', per distrarti, per dare un senso diverso a tanta energia, a tanta vitalità, al bisogno continuo di misurati con te stesso, al tuo essere Pasticcio.
E' da domenica che dico ad Anita che lei ti deve sentire suonare, che così non vale e che è solo uno scherzo che hai fatto per vedere quanta gente ti voglia bene, un viaggio momentaneo nel poi, un giro tra entità superiori per darci la retta via appena ti risveglierai.
Così ti abbiamo immaginato.
Mezzo santone scampato al peggio, illuminato sulla via della musica e pronto a prendere la guida spirituale del gruppo.
Due comunicati al giorno per sapere se sei vivo e quanto sei vivo, tu che di verifiche come queste non ne hai mai avuto bisogno.
Hai fatto un frontale con un camioncino, sei stato in quattro ospedali, hai preso elicottero e ambulanze, ti hanno operato due volte alla testa, ti hanno dato per spacciato.
Al momento la prognosi è riservatissima, le parole dei medici sembrano quelle degli oracoli, pare che il personale stia facendo fatica a sedarti, che i tuoi 4 arti si muovano alla ricerca del tubo che ti fa respirare, tubo che ovviamente tu stai scambiando per un nuovo sax dalla strana forma, magari un po' afono e senza tonalità riconoscibili, senza chiavi, con una diteggiatura nuova.
Devi stare tranquillo Maurizio.
Te lo dico anche se il lettore cd ad un certo punto ha cominciato a selezionare la Slammer, ma tu non c'eri mai.
E io m'incazzavo terribilmente, mi accartocciavo sul sedile, guardavo la strada, rifiutavo un verdetto apparentemente limpidissimo; il lettore cd andava ad estrarre puntualmente, certosinamente e cinicamente solo gli stacchetti coi campionamenti o quei pochissimi brani dove il tuo sax non figura. Ho odiato la nostra musica.
Poi di nuovo jazz, Conte, Daniele, altro.
Non può essere, mi sono detto più volte mentre mio padre guidava e mi riportava da Anita e Michela, non può essere.
Ho pensato agli ultimi due concerti fatti in 5 giorni, quello del saluto di Simone e quello di martedì.
Poi ho pensato a quando siamo andati io e te da John Zorn a portargli il nostro disco.
Tu che gli dai la mano, quindi il disco, nell'incontro sassofonistico del secolo, io a farti da inutile interprete, tu a rimuginare sul perchè sul palco ci fosse lui a prendersi il disco e non tu a riceverlo, consapevole del fatto che in fondo lo ammiri soprattutto perchè è riuscito a realizzare buona parte di ciò che tu hai in testa da sempre.
La tua bellissima testa.
Ho pensato a me e te sul palco a suonare Lo Sceicco, sai quel passaggio solo strumentale dove tu arabeggi e improvvisi col sax e io ti seguo improvvisando col djembè?
Su quegli assoli andiamo tutti e 6 in ipnosi, io e te ci sfoghiamo e chiacchieriamo suonando, gli altri ci tengono in piedi che senza di loro cadremmo subito, il pubblico ci segue dondolando la testa, sono nostre prede, dipendono dalle nostre mani Maurizio, dalle nostre teste, si fidano di noi, in quel momento si farebbero portare ovunque.
Sono sensazioni che bruciano, cicatrici di adrenalina che fare musica regala in continuazione e che noi 6 troppo spesso abbiamo colpevomente sottovalutato considerando scontato quanto riuscivamo a fare.
Se ripenso a tutto ciò mi rimetto a piangere, ma poi penso che tu sei Pasticcio cazzo, tu sei l'istinto, tu sei le dita e le monetine che schioccano e diventano note, tu sei l'attrazione nell'attrazione, tu sei il musicista dei bambini.
Proprio martedì stavamo riprogettando di fare un raid a Ferrara tra i buskers e tu un po' ghignavi un po' non ci prendevi sul serio, ma dentro pregustavi di riprovare quell'esperienza.
Ti ricordi come ti guardavano i bambini, come ti fotografavano gli adulti e come ti ammiravano tutti?
Anita deve ancora sentirti Maurizio, non fare lo stronzo, io gliel'ho detto a lei che torni presto e di non preoccuparsi.
E pure tu non ti devi preoccupare, perchè poi senti che è successo.
Il lettore cd si è scordato che nella sua pancia aveva altri 9 dischi e ha cominciato a scegliere solo pezzi nostri.
E non solo.
Sax, sax, sax ovunque, raddoppiati, distorti, tenori e contralti, effetti e difetti, improvvisazioni e melodie, Pasticcio ovunque, in ogni nota, anche dove non l'avevo ancora sentito.
Quando è arrivato il pezzo con lo schiocco delle tue dita, le percussioni digitali come dice Edoardo, ho cominciato a sorridere e a piangere al tempo stesso, mio padre forse se ne è pure accorto ma ha fatto finta di niente, mi sono fatto sti piantarelli e quando ho rivisto Anita le ho detto che presto ti avrebbe sentito suonare, perchè tu sei il più musicista di tutti noi, perchè tu sei il preferito dai bambini, perchè l'applauso più forte è sempre stato per te e non vedo l'ora di riabbracciarti.
Suona ancora Pasticcio, ti prego.
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16 commenti a “Suona ancora”

  1. scritto il 29 luglio 2003 19:02 da fish

    sono commosso… … aspetto fortemente il “PLAY”

  2. scritto il 29 luglio 2003 21:17 da edoardo

    lo stronzo sei pure tu… oggi era stato il primo giorno che ero riuscito a non piangere… poi leggo questo post (che è scritto da tutto il cuore, la testa e il corpo della slammer – e soprattutto pasticcio) e………..
    grazie
    fish oltre a grazie di tutto ti dirò slammerianamente che se pasticcio torna play allora avrà avuto qualche problema perchè pasticcio è sempre andato forward “avanti veloce”…

  3. scritto il 29 luglio 2003 23:52 da zen

    non so cosa sia slammer ma il tuo era un post molto bello. scrivi molto bene e soprattutto speriamo!

  4. Ti abbraccio forte!

  5. Alla fine di questo post mi rendo conto di come siano futili le cause dei miei pianti. Pasticcio non so chi tu sia ma tieni duro!

  6. Diego, capisco cosa stai passando perchè ci sono passata anch’io con una delle mie più care amiche non più tardi di due anni fa. Il mondo si ferma, non capisci, ti riavvicini a Dio pregandolo e supplicandolo che aiuti quella persona che sta in bilico tra la vita e la morte, e senti che hai tante cose ancora da dirgli, tanto affetto da provargli e che hai ancora tanto bisogno di lui o lei. Io sono stata fortunata, la mia amica è tornata e con lei è tornata la mia voglia di sorridere. Auguro con tutto il cuore a Maurizio di tornare a regalarti la sua amicizia e a te di riuscire ad essere tanto forte.
    Ti siamo vicini.

  7. scritto il 30 luglio 2003 11:51 da DM

    Ce la farà, Diego.
    Tieni duro, siamo con te.

  8. scritto il 30 luglio 2003 14:52 da monrose

    Prego Dio che lo aiuti.
    Vi abbraccio forte forte

  9. Keep on rolling!

  10. scritto il 30 luglio 2003 15:35 da dolcix

    con un amico come te e con la tua Anita che aspetta… non mollerà…
    concordo con keep on rolling…

  11. scritto il 30 luglio 2003 17:29 da fra-_-

    Le mie parole cmq non potrebbero aiutarti perciò evito dui dire qualsiasi cosa :(

  12. I sassofonisti! Gente strana.
    Sembra che vivano in un mondo musicale a parte, e che quando si esibiscono siano sempre un po’ più soli degli altri, un corpo estraneo che si innesta sull’altrui lavoro d’equipe incastrandosi per miracolo. Ma vi ascoltano sempre. Un sassofonista che non ascolta i musicisti con cui suona è finito. Dipende dagli altri.
    Mi si perdoni la retorica da quattro soldi, ma il vostro amico vi ascolta anche adesso. Non può farne a meno: è deformazione professionale.

  13. Mi hai fatto voglia di riprendere in mano quel vecchio amico, uno strumento d’ottone appeso metaforicamente al chiodo da quasi un annetto. Soffiare ancora mi ha fatto sentire bene, era aria vitale. Tutta per Pasticcio.

  14. scritto il 31 luglio 2003 13:05 da ibrab

    un grosso abbraccio

  15. Aspetto disposizioni (nel senso che sono a disposizione per appianare gli ostacoli eventuali) per un concerto in un paese del Gargano.
    I Maurizio che conosco sono gente tosta.
    Andiamo,amico mio.
    Aspetto ancora di conoscere Anita.
    Facciamo di conoscerci lo stesso giorno che lei ti vede suonare.
    Ti abbraccio.Ma non ora.
    Subito dopo averti visto suonare.
    Dai, Pasticcio.
    Forza.

  16. scritto il 27 novembre 2017 23:03 da martina

    e ora è passato tutto ma a leggerlo mi commuovo e si capisce quanto sei sensibile e dolce

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