Premio fedeltà

by Diego Bianchi il 5 agosto 2003 @ 15:41 / Cose_Mie / 8 Commenti
Mamma e papà hanno vinto il premio fedeltà.
Anni 20, mio bisnonno paterno maestro elementare, anni 40, mio zio materno medico condotto, poi le famiglie, poi mio padre, poi mia madre, poi le vacanze, poi l'amore a distanza tra Parma e Roma, poi il matrimonio a Cupra, poi io. La mia famiglia a Cupra dagli anni 20 ad oggi.[...]
Io che sto qua nella gremita piazza Gregorio Possenti col mandato di filmare le sequenze della premiazione dei miei al cospetto di almeno mille tra cuprensi e villeggianti o sciacquaculo, come dicono da queste parti.
Zoom sul pubblico.
Canotte, bermuda, panze, ragazzini in culla, pelli bruciate, anziani folk, sandali e infradito, tanga e tatuaggi, tutti insieme intorno al palco dove i miei stanno per salire a ricevere il premio fedeltà.
Non so se esserne contento.
C'è il rischio di una grossa mancanza di rispetto. C'è il rischio che il contesto alteri il momento.
Se la storia non la si conosce, se i protagonisti non li si conosce, c'è il rischio di un annacquamento del significato, di un azzeramento dell'adrenalina, di un premio senza anima.
E poi i mille non sono lì per mio padre o per mia madre.
No. Sono lì per CuprAmare, evento del quale mio padre e mia madre stanno per prendersi 3 o 4 minuti al massimo.
CuprAmare è un pretenzioso evento modaiolo dal nome tanto fantasioso quanto prevedibilmente contraente keyword scontate che ogni anno, all'inizio di agosto, quando la stagione turistica è vatussa, si tiene nella piazza principale del paese.
Lo scopo è quello di dare il top della visibilità a tutte le realtà politico imprenditoriali attive nel Piceno, dalle medie imprese ai piccoli bottegai, dalle autorità locali alle associazioni, dalle cooperative al volontariato, dall'aspirante spintarella, all'aspirante allenatore, all'aspirante assessore.
Io a CuprAmare non ho mai resistito più di 10 minuti. I miei anche meno.
CuprAmare è sempre uguale.

CuprAmare consta di:

- Un presentatore locale fresco di scuola di dizione che nel camuffare l'accento marchigiano facente capolino dall'imitazione standardizzata di un Frizzi alle prime armi ostenti serenità, benessere e voglia di emergere. Il presentatore deve essere il fidanzato ideale, lo sposo ideale, il figlio ideale; ogni 10 parole deve obbligatoriamente fare ricorso ad un superlativo accrescitivo maggiorativo a prescindere dall'argomento trattato.
Proibito scendere con l'aggettivazione al di sotto di incredibile, stupefacente, magnifico o fantastico.
Occhiale da vista e sorriso da colpo d'aria sono requisiti base.
Il gel è un optional gradito.
- Una presentatrice fisicamente appetibile che non si limiti a far da complice spalla al presentatore di cui sopra ma vanti nel cv la mancanza di pudore di proporre almeno una canzone d'amore con la sua bellissima, ma che dico bellissima, incredibile voce. Il volume del pezzo deve essere esagerato, la base musicale a velocità singhiozzata e lo sguardo sognante e tranquillizzante per le famiglie. L'intonazione è un optional ma può aiutare soprattutto se fisicamente non si è particolarmente appetibili.
- Un cabarettista senza peli sulla lingua, triviale, diretto, che disconosca il doppio senso a favore del senso unico, capace di lavorare sulle viscere e i pruriti più peticellosi della goliardica platea.
A CuprAmare va in scena Luciano Lembo, segnatevi sto nome.
Presentato come colui che è arrivato secondo al programma di Luisa Corna, il romano Lembo si presenta con una spassosissima battuta su due signore che fanno la cacca al campo santo e si puliscono con quello che trovano; il suo show prende poi brio con un variopinto repertorio snocciolante per lo più battute su omosessuali, filippine, paralitici e piselli.
Immancabili le imitazioni.
Zoom sul pubblico che ride a squarciagola.
Forse ho riso anch'io una o due volte.
Zoom su Michela che ride, forzatamente ma ride. Lei negherà ma io l'ho zoomata.
Colpo di scena del Lembo che cambia mood alla performance e dedica una straziante poesia sui barboni ad un ragazzo in carrozzella premiato poc'anzi.
Il ragazzo non si sa come abbia preso la battuta sul paralitico, ma tant'è. Trionfo del Lembo che chiude ricordandoci che sta lavorando con Castagna e la Corna e che stasera ha sentito belle vibrazioni.
Mai sentita una persona ripetere così spesso e ossessivamente il proprio nome.
- Uno o più concorsi di bellezza.
Le candidate sono prese tra il pubblico e tra le aspiranti veline di provincia e dintorni.
Diciotto tra marchigianelle, abruzzine e turistonze, parecchie delle quali minorenni, sfilano senza vergogna davanti alla giuria. Il defilè le vede prima vestitine e poi strizzate nei bikini più hard dei loro guardaroba.
Zoom tra la giuria della quale scopro far parte anche mia madre.
Mi dice che quelle da lei votate sono state tutte segate da quote garantite di rappresentanti locali che dovevano andare avanti. Le cuprensi sono le più brutte ma tra le urla degli amici passano tutte il primo turno.
A me piaceva la 2, subito seccata. E vabbè.
Vince una pescarese dal nome russo, fiera proprietaria di un infratangato culetto pieno di cellulite accompagnato da un ammicante tatuaggio verticale sull'ombelico. Zoom sul culetto, zoom sul tatuaggio.
Andatura e occhiata da Mertz in provetta montate su un fisico smilzo l'hanno avvantaggiata sulle sprovvedute concorrenti volteggianti in passerella con la grazia di presciolosi ippopotami sui tacchi.
Gli amici di mio padre e mia madre si distraggono nell'attesa facendo il tifo per le miss.
- Le modelle e l'intimo.
Parallelamente al concorso amatoriale ci sono sempre 6 modelle vere che sfilano con i capi delle aziende della zona.
Ogni edizione di CuprAmare termina con la sfilata di intimo delle modelle prof, possibilmente con un topless, abituale riempipiazza dell'evento.
Stavolta niente topless ma modella brasiliana dal fondoschiena sambato che sciorina un tanga sbrilluccicante di gioielli.
Zoom sui preziosi.
Applausi e cori, brava, brava e ancora brava. Qualcuno dice “è un travestito”, tutti gli altri dicono che è brava e le nere sono diverse, hanno le spalle montate diverse, con le cosce montate diverse. Nessuno dice che hanno il ritmo nel sangue.
Zoom reiterato sul culo che è veramente diverso da tutti gli altri.
- I premi.
Ogni paese del vicinato ha un sindaco da far vedere, ogni sindaco ha un caso umano o un successo sportivo da raccontare, ogni caso umano ha due parole da dispensare, ringraziamenti da fare, santi da pregare, parenti da salutare.
Dalle chiappe delle miss al presepe umano del paese di Porchia il passo è brevissimo, la Cuprense ha pure vinto il campionato di Prima Categoria, la Croce Rossa è sempre una bella cosa, ecc. ecc.
Zoom su me stesso che sto da due ore in piedi dietro alle telecamere ufficiali.
Poi finalmente, mamma e papà.
Il premio fedeltà.
Il presentatore fa rimbombare dalle casse i loro nomi, gli amici applaudono, tutti gli altri se ne fregano ma applaudono leccando coni gelato in attesa dei prossimi culi.
Intervista a mamma che dice che viene da Parigi ma pure da Parma e da Roma, momentaneo tilt del presentatore, intervento di mio padre che ricorda che loro a Cupra ci si sono anche sposati, incredibile, fantastico, pazzesco del presentatore, consegna a mia madre di un ciondolo con conchiglia cuprense tempestata di fili dorati cuprensi, saluto di uno della Pro Loco incazzato perchè non figura tra i patrocinanti della manifestazione, foto del fotografo locale e i miei scendono dal palco ricevendo mazzi di fiori dagli amici e strette di mano dal sindaco con signora. Poi altri premi, altri bikini, altri casi umani.
In tre minuti si ufficializza la storia della mia famiglia.
Anni 20, mio bisnonno paterno maestro elementare, anni 40, mio zio materno medico condotto, poi le famiglie, poi mio padre, poi mia madre, poi le vacanze, poi l'amore a distanza tra Parma e Roma, poi il matrimonio a Cupra, poi io.

Poi Michela, poi Anita.

Penso al'ipotesi di vedere mia figlia sculettare sulla passerella.
Penso a quando il premio fedeltà lo riceverà lei che a Cupra è stata addirittura concepita.
Penso che s'è fatto tardi e Anita è a casa che dorme da un pezzo.
I suo nonni stasera sono diventati qualcuno.
Ufficialmente.

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8 commenti a “Premio fedeltà”

  1. scritto il 5 agosto 2003 19:53 da mikela

    per la precisione:non sono quella ke ha riso alle battute del Lembo.

  2. scritto il 5 agosto 2003 19:54 da mikela

    e non sono nemmeno la miss pescarese…

  3. scritto il 6 agosto 2003 14:53 da marte

    a zoro ma dicce la verita’…vera pero’..ma quanto te stai a diverti’ a cupra???
    un abbraccio forte da chi faticosamente cerca di portare a termine un’altra giornata di lavoro

  4. scritto il 9 agosto 2003 09:39 da donaz

    ciao zoro…. cm va? il tuo blog, come al solito è cambiato… COMPLIMENTI! a presto,don*z

  5. scritto il 10 agosto 2003 10:03 da freak

    la prossima vacanza falla ad amsterdam, jazz, culi di tutti i tipi, e vi potreste anche esibire a leidsplein. ciao

  6. ciao zoro, ho trovato il tuo blog per caso; mi piace, ci metti dentro delle cose ben scritte. Ne ho parlato anche nel mio blog.
    ciao micol

  7. scritto il 18 agosto 2003 23:32 da deb

    Mi manchi…

  8. l’ho scoperto per caso questo post zoro e mi stavo piegando in due, perchè la tua descrizione è davvero impressionante come veridicità. sono un cuprense e sono stato una sola volta a CuprAmare (obbligato dal giornale locale su cui scrivevo), ma devo ammettere che hai colto il succo del dramma.
    mi sono permesso di segnalare il tuo post su freaknet.it
    ps hai dimenticato la presenza del membro della famiglia Ciccarelli che premia una delle miss con il titolo di Miss Cera di Cupra.
    grazie
    dario

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