Monsieur Pipì

by Diego Bianchi il 16 settembre 2003 @ 11:43 / Cose_Mie / 9 Commenti
Davanti a me si è appena seduto uno che somiglia molto ad Aldo Busi.
Ha gli occhiali in mano e guarda avanti, verso il fondo del vagone.
Ad osservarlo bene somiglia pure un po' a Pinketts.
E' uno che somiglia. Non è, ma somiglia.
Il mio posto è proprio in prossimità della porta di passaggio tra un vagone e l'altro; ogni volta che qualcuno ci si avvicina  le porte si aprono sbuffando per poi richiudersi sbuffando.
Accanto a quello che somiglia c'è un potenziale serial killer che legge lo speciale Sky sulle rose delle squadre di calcio della serie A; contemporaneamente, ogni volta che passa un culo di donna si volta a guardarlo. Senza selezione. E' in inconsapevole multitasking e ha il calzino bianco.[...]
Il 75% dei passeggeri che varca la porta svolta per il cesso.
Un controllore, dopo aver bucato il mio biglietto, si ferma davanti alla porta del bagno supponendo che ci sia qualcuno all'interno.
Bussa robustamente con lo schiaccianoci atto alla vidimazione del biglietto.
Niente, nessuna risposta.
Convintosi di aver beccato il furbastro, attende un po', poi ribussa, niente.
A quel punto, spazientito e con l'espressione tipica di chi la sa lunga e nella vita ne ha risolte di ben più complicate, di chi ha la moglie e i figli a casa e gli amici al bar che lo aspettano per sentirsi raccontare qualche nuova avventura risolta tra una carrozza e l'altra, posa il borsone in terra e mi guarda chiedendomi a mezza bocca se qualcuno si sia rinchiuso nel bagno.
Con un'eloquente e pure un po' offesa mimica facciale rispondo che non raccolgo i centesimi davanti ai cessi pubblici e pertanto non sono in grado di rispondergli o di fare la spia in caso di furbastro rinchiuso per non pagare.
Poi, non so convinto da quale dettaglio, il controllore decide che dentro non c'è nessuno e se ne va.
Flashback.
Mi ricordo che quando stavo a Bruxelles avevo intrapreso una specie di battaglia ideologica contro le Madame Pipì dei locali pubblici. Ricordo lo smarrimento che mi colse quando ad una delle prime feste belghe in discoteca, dirigendomi carico di birra verso le tazze per uomini, trovai una signora grossa e minacciosa a chiedermi soldi.
Madame Pipì (si chiamano così, non c'è nessuna ironia) mi chiedeva soldi per pisciare.
I miei più basici diritti fisiologici stavano subendo una grave violazione, motivo per il quale spesso mi rifiutavo e me la tenevo. Finchè ce la facevo, ai limiti del possibile.
Pagare per pisciare mi sembrava un'assurdità.
Questi belgi, pensavo, noi in Italia ste cose non le facciamo.
Mi comportavo da patriota, anch'io (letta ora questa cosa del patriota e dell'”anch'io” dovrebbe fare un certo effetto, letta tra un mesetto forse non si capirà più, e vabbè).
Poi, anni dopo, ho realizzato che forse era una questione d'igiene da garantire e che pure quello di Madame Pipì è un lavoro utile alla collettività e ora non faccio più tante storie quando mi capita di incontrarne una, quasi sempre grossa e minacciosa. Anche perchè poi la vescica spinge e di battaglie ideologiche non ne vuol sapere più di tanto.
E la resistenza con gli anni diminuisce.
Mentre scrivo sta passando un signore addetto alle pulizie che si è messo a disinfettare il bagno del vagone.
Ha i capelli bianchi e gli occhiali da vista, tuta da lavoro biancoverde, un guanto sì e un guanto no, sa lui cosa toccare e cosa evitare, chissà quante ne ha viste e raccolte in quei bagni.
Anche il suo è un lavoro, finalizzato all'igiene, ma non si fa pagare dagli avventori; i suoi soldi, con ogni probabilità, sono compresi nel prezzo del biglietto.
Uscito l'uomo delle pulizie, il bagno, pulito e lucidato, accoglie nell'ordine:
un ragazzo entrato con gli occhiali da sole e uscito con gli occhiali da sole;
un nippocoreano con le cuffiette nelle orecchie e il cd player in mano.
La gente quando va a pisciare nei bagni dei treni ama complicarsi la vita.
Io intanto mi sento un po' Monsieur Pipì, quasi quasi chiedo due spicci.
Facebook

9 commenti a “Monsieur Pipì”

  1. scritto il 16 settembre 2003 13:59 da kalista

    naaaaa non puoi, tu non sei grasso e minaccioso! ;-Þ e okkio ai serial killer dal calzino bianco… buona giornata.

  2. scritto il 16 settembre 2003 20:42 da GITTI'

    il pedalino bianco fa molto political schik

  3. scritto il 17 settembre 2003 08:58 da fish

    un mio amico uscendo dal bagno disse: “quasi quasi gli lascio 10 sacchi!”.

  4. scritto il 17 settembre 2003 14:47 da BEbbo

    Quella del “patriota anch’io” non l’ho capito. Ma alla fine c’era uno in bagno o no? e se SI ci si era messo per non pagare il biglietto? Io pure mi sento molto “sottobbotta” dai tipi davanti ai bagni con il piattino pieno di euri, in genere la faccio ed esco di corsa con aria da iper-indaffarato, possibilmente parlando al cellulare.

  5. cacchio, speravo che quella del “patriota anch’io” non si capisse tra un mese e invece…. come si dimentica in fretta… ad ogni modo, era riferita a SB che nel giustificare le sue recenti affermazioni promussolini si è proclamato “patriota”, laddove dovendo scegliere tra il Duce e Saddam ha preferito optare per il compatriota. Ha fatto il tifo per il Duce come per la Nazionale di calcio. Tutto qui.

  6. scritto il 17 settembre 2003 16:23 da ilcommentatorscortese

    SBiruleader non parla bene inglese e intendeva dire che si sente un “patriot” e che è sempre stato dalla parte dei patriots soprattutto con saddam… sei un missile terra terra (livello intellettivo dell’arcoreo) – aria aria (l’offerta politica e il contenuto delle sue esternazioni) anche tu?

  7. scritto il 18 settembre 2003 19:46 da michele

    le madames pipì sono terribili,le assumono apposta brutte,o meglio,”imbruttite dalla vita”,per minacciare i poveri clienti con sguardi torvi.Per fortuna sono arrivati i microscopici centesimi ideali a riempire le loro capienti tazze…oops…scodelle…

  8. http://www.5dfootball.too.it
    è BELLISSIMO e NON è porno

  9. scritto il 6 aprile 2004 18:01 da Anonimo

Lascia qui il tuo commento


Creative Commons License