E ho detto tutto

by Diego Bianchi il 12 novembre 2003 @ 15:02 / Guera / 8 Commenti
A pranzo ci si chiedeva da quanto tempo non morissero tanti italiani in un contesto bellico, cosa ci facessero dei carabinieri in Iraq e perchè qualcuno avesse deciso di ammazzarli.
Domande elementari, semplici, facili facili, senza risposte logiche.
Intanto arrivava la notizia che stasera Vespa sarà in prima serata a materializzare, oltre al tragico danno, l'inevitabile beffa della sua inopportuna rituale presenza.
E' tutto tremendamente ovvio, prevedibilmente scontato, emotivamente già visto. [...]
Non dovrebbe creare scompensi il fatto che dei militari in Iraq vengano uccisi, ma a spostare improvvisamente il baricentro dell'attenzione, a farci rizoomare verso la guerra che avevamo vinto è il fatto che i morti, oggi, siano italiani.
Come noi.
Se fino a ieri ce ne fregavamo degli americani e degli iracheni che s'intestardivano ad ammazzarsi a telecamere spente, oggi siamo indignati e feriti, ricarichiamo contenti le batterie dei nostri miserrimi dibattiti dove anche stasera ci sarà qualcuno che darà del terrorista, del comunista o del fascista a qualcun altro.
Ho visto Ciampi dire che ora andrà da Bush a portargli la parola di un Paese unito e forte.
Il Paese sarebbe l'Italia, un paese diviso su tutto, forte su niente.
Poi penso a mio zio carabiniere, a mio cugino carabiniere, a quei 14 carabinieri e in testa mi continua a rimbalzare l'unica riflessione possibile, la sintesi più efficace ed immediata, più vera e più cruda: quella fatta da Brontolo nel titolo del suo post (mentre il resto del post è decisamente mediocre per il livello medio del personaggio).

Mortacci nostri.

E ha detto tutto.
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8 commenti a “E ho detto tutto”

  1. la diffrenza sta nell’avere qualcuno lì, fuori dalle macerie, o ancora sotto, e non poter sapere se è vivo o morto. Vivere l’attesa angosciosa di sapere, solo sapere, per adesso vivo o morto non fa differenza.

  2. Concordo!

  3. Il brutto è che quando ci sono queste tragedie (che comunque ricordiamoci, in fondo sono morti sul lavoro, come purtroppo tanti altri che magari fanno lavori meno “al fronte”) Vespa è sempre pronto a farsi la prima serata, come se non aspettasse altro che una disgrazia per guadagnarsi il suo spazio mediatico.
    E poi esulano Luttazzi perché fa due battute di troppo…

  4. Pensa poi come è andata nei palinsesti per fare spazio a Vespa: la nazionale era su RAI1 al posto di Bonolis.Su RAI2 doveva esserci Incantesimo.Per far posto al sopracitato insetto in prima serata la partita è andata su RAI2 e Icantesimo cancellato.Vedia che serve leccare i potenti?

  5. scritto il 13 novembre 2003 13:38 da Settemerende

    Mamma Rai che non si smntisce mai, ha si convocato d’urgenza Vespa per la puntata straordinaria di Porta a Porta ma durante il minuto di silenzio in Polonia-Italia ha pensato bene di mandare lo stacco pubblicitario! Mi sorprende che Costanzo non abbia invitato la Arcuri a suon di milioni in quanto interprete della bellissima serie “CARABINIERI”. Ora vado a vomitare…..

  6. scritto il 13 novembre 2003 18:23 da panda4x4

    Si parla sempre, e troppo!

  7. scritto il 14 novembre 2003 11:11 da tao

    Un grande saggio del nostro tempo dice:”La maggior parte di noi aspetta che una guera sia scoppiata, prima di mettersi a fare uno sforzo per fermarla. Molti ignorano che le radici della guerra sono ovunque, anche nel nostro modo di pensare e di vivere. Noi non siamo capaci di vedere la guerra quando è ancora nascosta, cominciamo a concentrare l’attenzione su di essa solo quando esplode apertamente e se ne comincia a parlare in giro. Allora ci sentiamo travolti dalla sua intensità, ci sentiamo impotenti, prendiamo le parti di uno dei contendenti e ci convinciamo che quello ha ragione e l’altro ha torto. Noi condanniamo una delle due parti, ma non abbiamo nessun contributo valido da portare per mettere fine alle distruzioni che la guerra provoca”.

  8. scritto il 4 marzo 2006 12:53 da Anonimo

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