Ago

by Diego Bianchi il 24 febbraio 2004 @ 08:47 / Calcio_Antico / 36 Commenti
Avevo apppena 9 anni quando accompagnato da mia madre mi ritrovai nel mezzo di una serata che ogni bambino sognerebbe, imbucato non so come in una festa organizzata dalla Roma, con tutti i giocatori della Roma.
Con diario e penna giravo per la sala ammucchiando autografi più o meno improbabili, sospeso nei movimenti a guardare le mie figurine preferite che si animavano, che prendevano voce, che bevevano, che ridevano, che erano tristi.
Tristi come Francesco Rocca alle prese con l'infortunio che ne stroncò la carriera.
Allegri come Sergio Santarini, il capitano di quella squadra, che beveva sul divano.
Ma io cercavo Pruzzo e non lo trovavo.
A quel punto andai da Agostino.

-Ma Pruzzo dov'è?- gli chiesi [...]

Lui mi prese la testa tra le mani e mi disse di cercare in giro, che neanche lui lo sapeva.
Poi mi chiese quanti anni avessi e cosa volessi fare da grande.
“Il calciatore” risposi con un lampo d'originalità.
Al quel punto, sorridendo, Agostino mi disse di provare a giocare a calcio ma di non smettere mai di studiare, che studiare era importante, molto importante.
Mi diceva le stesse cose dei miei genitori e in quel contesto sto consiglio non me l'aspettavo.

Poi passarono un po' di anni.
E quella Roma diventò Campione d'Italia e il suo capitano era proprio Agostino.
Con il numero 10 sulle spalle lui era uno che non si lasciava mai andare ad un gesto scomposto, uno vecchio stampo, uno che col calcio in realtà non c'entrava niente se non per quella sua capacità di calciare la palla esattamente come ti insegnano alla scuola calcio, come io che non ho mai fatto la scuola calcio non ho mai saputo fare, come pochissimi ancora adesso sanno fare anche in serie A. La palla colpita al centro, secca, forte, con gli esagoni che restano immobili mentre bucano l'aria.
Lo stile, l'esecuzione, l'eleganza.
Poi passarono ancora un po' d'anni.
E Agostino se ne andò a trovare più facile fortuna al nord, per poi finire al sud, per poi smettere del tutto e diventare definitivamente una “persona normale”.
Ma in realtà lui normale lo era sempre stato.
Agostino sapeva colpire la palla al centro, forte e deciso, e con quel gesto imporre il silenzio tutt'intorno, il rispetto, il carisma, senza bisogno di inutili parole.
Ora quel calcio così perfetto c'era da insegnarlo agli altri, ma la strada si mostrò piena di complicazioni impreviste e immeritate. Agostino era un persona troppo normale per restare in quel mondo; avrebbe dovuto alzare la voce ma non l'aveva mai fatto, non ne aveva mai avuto bisogno e ciò adesso rappresentava un problema.
E passò qualche altro anno.
Quando nel corridoio della facoltà di Scienze Politiche vidi quella persona che timidamente scorreva l'elenco delle date degli esami fui l'unico a riconoscerlo. Agostino, lui che tanti anni prima mi aveva ammonito circa l'importanza di studiare, si era messo a studiare dove stavo studiando io, o almeno fu così che interpretai quella sua presenza in quel posto.
Non ebbi il coraggio di dirgli niente.
Ero stupito, emozionato, il mio capitano, nel corridoio di Scienze Politiche, e nessuno che lo riconoscesse.
Passò poco tempo.
E Agostino si sparò un colpo al cuore.
Ora, si può essere cinici quanto si vuole, ma io quel giorno ho pianto come un cretino, e pure tanto.
Ho ripensato a quella serata di tanti anni prima.
E ho continuato a studiare.
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36 commenti a “Ago”

  1. :-(

  2. scritto il 24 febbraio 2004 09:33 da amlo

    znif.

  3. scritto il 24 febbraio 2004 11:06 da Sfoja

    Grande calciatore e grande uomo Ago. Ci manca.

  4. scritto il 24 febbraio 2004 12:56 da son3mendo

    amaro

  5. scritto il 24 febbraio 2004 13:17 da Darin

    acc…

  6. Secondo indiscrezioni, la Roma starebbe per andare a nafta, nel senso che il Re russo del gasolio starebbe per comprare baracca e burattini.
    E’ curioso constatare che quando uno diventa ricchissimo poi i soldi non gli bastano piu’ e vuole diventare famoso finanziando una squadra di calcio. (Chi conosceva Pellegrini, il re delle mense aziendali, prima che comprasse l’Inter?)
    Fa eccezione Moratti che pur avendo speso migliaia di miliardi nell’Inter, ha sempre una squadra di pellegrini, e lui ha raggiunto la sublime fama del pirla.
    Deve avere una strategia segreta…

    Aldo Vincent

  7. scritto il 24 febbraio 2004 14:37 da mikela

    ke brutto finale :(

  8. Agostino sapeva colpire la palla al centro, forte e deciso, e con quel gesto imporre il silenzio tutt’intorno, il rispetto, il carisma, senza bisogno di inutili parole

    8°°°-(

  9. scritto il 24 febbraio 2004 15:58 da vittorio (quello che ha non ha visto giocare solo Falcao)

    avevo una vecchia uno bianca, funzionava solo la radio, le cassette se le mangiava, ero sotto casa della mia ragazza di allora, aspettavo che scendesse, e improvvisamente sentii alla radio Bruno Conti che piangeva…si piansi anche io e parecchio.
    Mi vengono i brividi. Grande Ago.

  10. scritto il 24 febbraio 2004 17:11 da Il Testimone

    Bellissimo post. Pare che anche tu abbia questo dono di colpire le cose al centro forte e deciso e creare così l’eleganza, la poesia. Grazie.

  11. scritto il 24 febbraio 2004 18:39 da Anonimo

    un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia…quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori tristi che non hanno vinto mai….(quelli come ago tanto vincono tutti contro loro stessi)

  12. scritto il 25 febbraio 2004 00:28 da Prohaska

    Era la mia prima volta allo stadio, quel Roma-Juve.
    Punizione, un tiro esattamente come l’hai descritto tu.
    1-0.
    Agostino, la Roma, quei colori, i colori.
    Agostino.

  13. OOOH AGOSTINO!
    AGO AGO AGO AGOSTINO GOL!

  14. Bel post, davvero bello. M’ha sempre colpito il destino di quel signore serio e triste, che per il campo andava a testa alta e sembrava guardare lontano. Beppe

  15. scritto il 26 febbraio 2004 10:36 da betta

    odio il calcio, per quello che è diventato; tuttavia, e benché non sia mai stata una tifosa sfegatata, ho ancora dentro il ricordo della corale partecipazione di roma alla festa di quello scudetto anni ’80, ricordo le emozioni che anche io ho provato, ricordo il coro di “ago ago ago agostino”, e anche se non so dire come, sì, grazie agostino, anche se sono soltanto calci a un pallone, è incredibile, significano qualcosa. ciao e buon viaggio.

  16. Il ricordo che ho di Ago è quello di una persona molto seria. Poco si vedeva nei rotocalchi del periodo anche se la Vippaggine era di altro livello. Mio padre mi parlava e mi parla tuttora di Ago come il solo ed unico capitano della Roma. Nell’82 avevo 9 anni ma ricordo benissimo le facce e le movenze dei miei idoli in giallorosso. Giocavo con le figurine in ogni pausa e posto possibile, dagli scalini ai sedili dell’autobus. Sempre con lo scudetto della MAGICA in cima al mazzetto legato con un elastico cui seguivano a ruota la figurina di Ago e Bruno Conti. Non capirò mai perchè si tolse la vita, ma il mio ricordo è sempre quello del campione dalla botta secca che sorrideva raramente.

  17. scritto il 1 marzo 2004 22:19 da musa

    Anch’io avevo 9 anni e mi ricordo benissimo quei cuori lucidi di noi tifosi (piccoli e grandi tifosi) di quel campionato fortunato.
    Ciao Ago.

  18. scritto il 29 giugno 2004 19:13 da Anonimo

    era un grande

  19. scritto il 30 giugno 2004 19:03 da caterina

    era un grande

  20. Commento molto in ritardo.
    All’epoca, negli ultimi anni di quello che era il gioco del calcio prima che finisse di essere prima di tutto un gioco, abitavo nella curva nord.
    Colori, passioni, tifo opposto a quello romanista.

    Il mio ricordo di Agostino Di Bartolomei risale a un 2-2 di metà anni ’80. La Lazio era in vantaggio – incredibilmente – di due gol dopo venti minuti, la Roma scudettata arrancava e faticava.

    A un tratto Pruzzo sta per segnare il 2-1, un maldestro intervento di tal Della Martira in area lo butta giù. L’arbitro non concede un rigore nettissimo: Di Bartolomei vede tutto, si infuria, protesta per un attimo. Poi, come mi pare fosse solito fare, si zittisce e ricomincia a giocare.

    Qualche minuto dopo l’arbitro non può fare a meno di dare il rigore alla Roma. Di Bartolomei è ancora furioso, si vede: prende il pallone tra le mani, lo mette sul dischetto e spara il suo bolide nella porta laziale.

    Di quella azione mi colpì tutto: la furia nel suo atteggiamento, la sensazione di avere subìto un torto poco prima e di dover aggiustare le cose, la potenza e la sicurezza del suo tiro in porta. Pochi altri avversari di derby mi hanno impressionato come lui per correttezza, serietà, pacatezza. Anzi, se ci penso bene, nessuno come lui.

    Quanta differenza con i pupazzi di oggi che si fanno imporre l’interruzione della partita…

  21. Gran bel post.
    Grande Ago.

  22. scritto il 19 novembre 2007 22:08 da francesco

    Io con la Roma e suoi tifosi non c’entro nulla…perchè sono interista, quindi sportivamente odiabile e odiato. Ho però avuto la possibilità di vedere all’opera Agostino nel bel mezzo del sua carriera (io sono della classe ’72)negli anni in cui la partita potevi sentirtela solo alla radio….(io continuo a farlo ancora oggi alla faccia di SKY)…lì capivi e capisci da quali piedi passa sempre la palla in campo. Dai piedi di Agostino circolava sempre, in continuazione. Il radiocronista ce l’aveva sempre sulle labbra il suo nome. Celebri i suoi calci di punizione quando si pegava quasi ad angolo retto per sparare la sfera all’obiettivo. Nella mia nutrita bibliografia sul calcio e sull’Inter hai trovato spazio anche tu con la tua ULTIMA PARTITA. Ogni tanto ti rileggo e mi dico…..ma io non sono interista?

  23. scritto il 26 dicembre 2007 14:21 da Enricone

    Agsotino di Bartolomei per sempre grazie, incarnava il romanticismo,ormai perso, del calcio. La Roma era l’unica squadra che poteva amare e lontano dalla capitale ha cominciato piano piano a morire. Grande Agostino rimarrai sempre nell’anima della nostra squadra. Forza Roma

  24. scritto il 3 febbraio 2008 23:48 da daniele 91 Ultrà ROMA

    Questo mondo cojone piange il campione quando non serve +, ci vorrebbe attenzione verso l’errore oggi saresti qui, se ci fosse + amore per il campione oggi saresti qui! Ricordati di me, mio capitano! CANCELLA la pistola dalla mano! Tradimento e Perdono fanno nascere un uomo ora rinasci tu, quel sorriso sgomento anche se vinto non mi tormenta +

  25. scritto il 2 aprile 2008 19:41 da Sidney

    eri mio amico Ago…eri amico della mia gente Ago…dal profondo sud ci hai riportato alla gloria Ago…eri anche il mio capitano, fiero condottiero con indosso la maglia Granata della mia Salernitana Ago…eri un grande uomo prima che un grande calciatore. Grazie per avermi onorato del tuo affetto e della tua amicizia, grazie per avermi accolto in casa tua tante volte, quasi come se ci conoscessimo da sempre. Ago grazie di tutto, non ti dimenticherò mai. SEMPLICEMENTE GUIDACI ANCORA AGO!

  26. scritto il 5 maggio 2008 21:49 da Sinistra?

    Bello e vero come poche cose che ho letto. Davvero grazie Zoro.

  27. scritto il 22 maggio 2008 01:03 da Marcello

    Ciao Ago

  28. scritto il 30 maggio 2008 11:49 da il Palomba

    Un altro anno e’ passato, ma il tempo ‘nfame non attenua la tua mancanza e non cancella il ricordo.Sei sempre con noi. Ciao Ago.il Palombahttp://romanews.eu/news.asp?newsID=5305&pag=2

  29. scritto il 24 giugno 2008 14:35 da Floriana

    Ciao Diego, come stai? Ho visto che fai parte dei Mille con Marco Simoni & Co. A parte questo, bello questo post su Di Bartolomei. Allora si narra che Di Bartolomei sia nato/vissuto o simile a Tormarancia. Come circolo PD e giornale del circolo vorremmo organizzare un’iniziativa su questo, tipo far affiggere una targa dove viveva o al bar che frequentava, raccogliendo le firme e facendo una richiesta al Municipio. Hai qualche fonte di informazione che può esserci utile? Hai idee in proposito? Altra questione: sono andata a quell’incontro del circolo Obama. Sono andata via prima della fine, non ho un’idea in proposito.

  30. scritto il 12 agosto 2008 13:04 da Irish

    Ciao Diego,volevo raccontare a te e agli altri tifosi della Roma che vi è un altra città dove AGO rimarrà un mito, ed è la mia città :Salerno. Ago decise di chiudere qui la sua carriera e lo fece portando per mano quella squadra in B dopo che ci avevamo provato per quasi 30 anni.Penultima di campionato C1 89/90: sfida decisiva della Salernitana a Brindisi , si doveva vincere per evitare il sorpasso. A 5 minuti dalla fine , il risultato era inchiodato sullo 0-0 .Il difensore avversario ebbe la sciagurata idea di commettere fallo un paio di metri fuori dall’aria….A quel punto dalla retrovia sembrò aprirsi una sorta di passaggio del Mar Rosso..Era il momento del Capitano. Puoi immaginare come finì. Un istante dopo a centinaia di KM di distanza una città esplodeva di quella gioia repressa per 30 anni. Un boato scosse i palazzi, le case ,le strade e i vicoli quando la voce alla radio (che bello non c’era SKY) annunciava il Goal del capitano della Salernitana Agostino Di Bartolomei . La città festeggiò per giorni la promozione e ogni quartiere si contendeva i giocatori. Ma in quella “sbornia” continua nessuno di noi capiva quesli occhi tristi del Capitano, tutto pensavamo che lui non faceva casino come gli altri solo per questione di carattere..Non avevamo capito,nessuno ti aveva capito e soprattutto questo fottuto mondo del Calcio.Qualche mese fa ho visto un intervista al figlio di AGO e sentendo le sue parole a proposito del calcio e della vita ho avuto la certezza che adesso il Capitano ha trovato la sua pace sapendo che la sua vita non è stata vana.Ciao Capitano

  31. scritto il 12 agosto 2008 13:04 da Irish

    Ciao Diego,volevo raccontare a te e agli altri tifosi della Roma che vi è un altra città dove AGO rimarrà un mito, ed è la mia città :Salerno. Ago decise di chiudere qui la sua carriera e lo fece portando per mano quella squadra in B dopo che ci avevamo provato per quasi 30 anni.Penultima di campionato C1 89/90: sfida decisiva della Salernitana a Brindisi , si doveva vincere per evitare il sorpasso. A 5 minuti dalla fine , il risultato era inchiodato sullo 0-0 .Il difensore avversario ebbe la sciagurata idea di commettere fallo un paio di metri fuori dall’aria….A quel punto dalla retrovia sembrò aprirsi una sorta di passaggio del Mar Rosso..Era il momento del Capitano. Puoi immaginare come finì. Un istante dopo a centinaia di KM di distanza una città esplodeva di quella gioia repressa per 30 anni. Un boato scosse i palazzi, le case ,le strade e i vicoli quando la voce alla radio (che bello non c’era SKY) annunciava il Goal del capitano della Salernitana Agostino Di Bartolomei . La città festeggiò per giorni la promozione e ogni quartiere si contendeva i giocatori. Ma in quella “sbornia” continua nessuno di noi capiva quesli occhi tristi del Capitano, tutto pensavamo che lui non faceva casino come gli altri solo per questione di carattere..Non avevamo capito,nessuno ti aveva capito e soprattutto questo fottuto mondo del Calcio.Qualche mese fa ho visto un intervista al figlio di AGO e sentendo le sue parole a proposito del calcio e della vita ho avuto la certezza che adesso il Capitano ha trovato la sua pace sapendo che la sua vita non è stata vana.Ciao Capitano

  32. scritto il 12 agosto 2008 13:05 da Irish

    Ciao Diego,volevo raccontare a te e agli altri tifosi della Roma che vi è un altra città dove AGO rimarrà un mito, ed è la mia città :Salerno. Ago decise di chiudere qui la sua carriera e lo fece portando per mano quella squadra in B dopo che ci avevamo provato per quasi 30 anni.Penultima di campionato C1 89/90: sfida decisiva della Salernitana a Brindisi , si doveva vincere per evitare il sorpasso. A 5 minuti dalla fine , il risultato era inchiodato sullo 0-0 .Il difensore avversario ebbe la sciagurata idea di commettere fallo un paio di metri fuori dall’aria….A quel punto dalla retrovia sembrò aprirsi una sorta di passaggio del Mar Rosso..Era il momento del Capitano. Puoi immaginare come finì. Un istante dopo a centinaia di KM di distanza una città esplodeva di quella gioia repressa per 30 anni. Un boato scosse i palazzi, le case ,le strade e i vicoli quando la voce alla radio (che bello non c’era SKY) annunciava il Goal del capitano della Salernitana Agostino Di Bartolomei . La città festeggiò per giorni la promozione e ogni quartiere si contendeva i giocatori. Ma in quella “sbornia” continua nessuno di noi capiva quesli occhi tristi del Capitano, tutto pensavamo che lui non faceva casino come gli altri solo per questione di carattere..Non avevamo capito,nessuno ti aveva capito e soprattutto questo fottuto mondo del Calcio.Qualche mese fa ho visto un intervista al figlio di AGO e sentendo le sue parole a proposito del calcio e della vita ho avuto la certezza che adesso il Capitano ha trovato la sua pace sapendo che la sua vita non è stata vana.Ciao Capitano

  33. scritto il 24 agosto 2008 16:16 da Massimo

    RICORDO COME SE FOSSE IERI QUELLA MATTINATA DEL MAGGIO DEL 1990 LA SALERNITANA DOVEVA GIOCARE CONTRO IL PALERMO ED ERA IN RITIRO PRE PARTITA AL JOLLY HOTEL IO ERO UN RAGAZZINO DI 10 ANNI ED ERO LI PER QUALCHE AUTOGRAFO, L’EMOZIONE CHE PROVAI NEL VEDERTI NON LA DIMENTICHERò PER TUTTA LA VITA. ERI SEDUTO AL BANCONE DEL BAR DELL’ALBERGO ACCANTO A TE C’ERA BATTARA IO MI AVVICINAI TIMIDO PER CHIEDERTI UN AUTOGRAFO.SALERNO TI DEVE TANTO, GRAZIE A TE NELLA STAGIONE 1988/1989 CI HAI SALVATI DALLA C2 E L’ANNO DOPO CI HAI PRESO PER MANO E DOPO 24 ANNI CI HAI PORTATI IN B SPERAVO CHE CONTINUAVI ANCORA A GIOCARE, MA HAI PREFERITO LASCIARE IL CALCIO DA VINCENTE NEL MOMENTO MIGLIORE.RICORDO ANCORA QUELLA MATTINATA DI FINE MAGGIO DEL 1994 ANCHE SE LA VORREI TANTO DIMENTICARE LA SALERNITANA SI PREPARAVA PER AFFRONTARE LA SEMI FINALE PLAY OFF A ROMA CONTRO LA LODIGIANI QUANDO UNA NOTIZIA TROPPO BRUTTA MA PURTROPPO VERA CI COLSE TUTTI DI SORPRESA, OVVERO AGOSTINO DI BARTOLOMEI SI ERA TOLTO LA VITA, IO NON CI CREDEVO NON POTEVA ESSERE VERO CHE QUEL SIGNORE CHE 4 ANNI PRIMA MI AVEVA FATTO UN AUTOGRAFO ERA VOLATO IN CIELO. QUEST’ANNO LA TUA FOTO è SUI BIGLIETTI DELLA NOSTRA AMATA SALERNITANA ORA COME ALLORA CI HAI PRESO PER MANO E CI STAI GUIDANDO IN B.I MITI NON MUOIONO MAI.SALERNO ED I SUOI TIFOSI (HO AVUTO L’ONORE DI VEDERTI GIOCARE AL VESTUTI) NON TI DIMENTICHERANNO MAI….SEMPLICEMENTE GUIDACI ANCORA AGO!

  34. scritto il 24 agosto 2008 16:16 da Massimo

    RICORDO COME SE FOSSE IERI QUELLA MATTINATA DEL MAGGIO DEL 1990 LA SALERNITANA DOVEVA GIOCARE CONTRO IL PALERMO ED ERA IN RITIRO PRE PARTITA AL JOLLY HOTEL IO ERO UN RAGAZZINO DI 10 ANNI ED ERO LI PER QUALCHE AUTOGRAFO, L’EMOZIONE CHE PROVAI NEL VEDERTI NON LA DIMENTICHERò PER TUTTA LA VITA. ERI SEDUTO AL BANCONE DEL BAR DELL’ALBERGO ACCANTO A TE C’ERA BATTARA IO MI AVVICINAI TIMIDO PER CHIEDERTI UN AUTOGRAFO.SALERNO TI DEVE TANTO, GRAZIE A TE NELLA STAGIONE 1988/1989 CI HAI SALVATI DALLA C2 E L’ANNO DOPO CI HAI PRESO PER MANO E DOPO 24 ANNI CI HAI PORTATI IN B SPERAVO CHE CONTINUAVI ANCORA A GIOCARE, MA HAI PREFERITO LASCIARE IL CALCIO DA VINCENTE NEL MOMENTO MIGLIORE.RICORDO ANCORA QUELLA MATTINATA DI FINE MAGGIO DEL 1994 ANCHE SE LA VORREI TANTO DIMENTICARE LA SALERNITANA SI PREPARAVA PER AFFRONTARE LA SEMI FINALE PLAY OFF A ROMA CONTRO LA LODIGIANI QUANDO UNA NOTIZIA TROPPO BRUTTA MA PURTROPPO VERA CI COLSE TUTTI DI SORPRESA, OVVERO AGOSTINO DI BARTOLOMEI SI ERA TOLTO LA VITA, IO NON CI CREDEVO NON POTEVA ESSERE VERO CHE QUEL SIGNORE CHE 4 ANNI PRIMA MI AVEVA FATTO UN AUTOGRAFO ERA VOLATO IN CIELO. QUEST’ANNO LA TUA FOTO è SUI BIGLIETTI DELLA NOSTRA AMATA SALERNITANA ORA COME ALLORA CI HAI PRESO PER MANO E CI STAI GUIDANDO IN B.I MITI NON MUOIONO MAI.SALERNO ED I SUOI TIFOSI (HO AVUTO L’ONORE DI VEDERTI GIOCARE AL VESTUTI) NON TI DIMENTICHERANNO MAI….SEMPLICEMENTE GUIDACI ANCORA AGO!

  35. scritto il 24 novembre 2008 19:11 da antonello

    ricordo roma-dandee di coppa campioni, il suo rigore, la festa per la finale raggiunta. ho ancora la pelle d’oca

  36. scritto il 31 maggio 2010 11:23 da giorgio

    agostino, mio Capitano, sei sullo screen saver del mio pc…e nel mio cuore. per sempre

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