Belli stronzi
Insomma, se tempi televisivi devono essere che televisivi siano, altrimenti il confronto con Mantova, improponibile sul piano musicale, diventa imprevedibilmente combattuto su quello televisivo.
Comunque, avendo già fatto l'analisi logica e grammaticale dei 22 pezzi in gara nelle cronache (qui e qui) delle prime due serate del Festival, sintetizzo ad personam.
RENIS
Approcciato il Festival come fosse Cosa Sua, perde quotidianamente chili di autostima facendosi mettere i piedi in testa un po' da tutti, dalla Ventura alla Zanicchi, dai discografici ai giornalisti, dagli amici stranieri che non sono venuti a quelli italiani che sono venuti. [...]
La pubblica autodifesa allestita in diretta dal palco dell'Ariston ha il sapor della sconfitta anche quando arriva Celentano.
Sprofonda nel ridicolo e nel livore quando recita da mafioso, la cosa comunque riuscitagli meglio.
Uomo d'onore e di governo, smarrisce quasi subito il sorriso da vincente rifugiandosi imbarazzato e inesperto sotto lo zuccotto rossonero cromaticamente troppo allusivo.
Regala comunque brividi di spettacolo consegnando ad imperitura memoria pericolose e scomposte divaricazioni della gamba, moon walking piene d'attrito, zompettini isterici e virtuosismi da balera tipici di chi ha perso ogni freno inibitore e non vede l'ora che tutto sia finito.
Approcciato il Festival come fosse Cosa Sua, perde quotidianamente chili di autostima facendosi mettere i piedi in testa un po' da tutti, dalla Ventura alla Zanicchi, dai discografici ai giornalisti, dagli amici stranieri che non sono venuti a quelli italiani che sono venuti. [...]
La pubblica autodifesa allestita in diretta dal palco dell'Ariston ha il sapor della sconfitta anche quando arriva Celentano.
Sprofonda nel ridicolo e nel livore quando recita da mafioso, la cosa comunque riuscitagli meglio.
Uomo d'onore e di governo, smarrisce quasi subito il sorriso da vincente rifugiandosi imbarazzato e inesperto sotto lo zuccotto rossonero cromaticamente troppo allusivo.
Regala comunque brividi di spettacolo consegnando ad imperitura memoria pericolose e scomposte divaricazioni della gamba, moon walking piene d'attrito, zompettini isterici e virtuosismi da balera tipici di chi ha perso ogni freno inibitore e non vede l'ora che tutto sia finito.
VENTURA
Poverella, tutto sommato pensavo peggio.
A prescindere dagli oggettivi demeriti artistici suoi e di un evento che aveva delle pretese anche in tal senso, la signora Bettarini sul palco si è pure contenuta.
Vestita senza infamia e senza lode nonostante i roboanti annunci della vigilia, del suo look si ricorderanno fondamentalmente i reggiseni in bella mostra e i crocifissi in esposizione tra i reggiseni di cui sopra.
Molla gaffes nella media soprattutto se nei paraggi c'è Masini.
Poverella, tutto sommato pensavo peggio.
A prescindere dagli oggettivi demeriti artistici suoi e di un evento che aveva delle pretese anche in tal senso, la signora Bettarini sul palco si è pure contenuta.
Vestita senza infamia e senza lode nonostante i roboanti annunci della vigilia, del suo look si ricorderanno fondamentalmente i reggiseni in bella mostra e i crocifissi in esposizione tra i reggiseni di cui sopra.
Molla gaffes nella media soprattutto se nei paraggi c'è Masini.
GNOCCHI e CROZZA
Deludenti oltre ogni più lecita previsione.
Probabilmente filtrati da una potentissima sordina, insinuano nello spettatore il timore che quello del rigore dovuto sia solo un alibi per due satiri pericolosamente avviati verso un repertorio da Bagaglino.
Deludenti oltre ogni più lecita previsione.
Probabilmente filtrati da una potentissima sordina, insinuano nello spettatore il timore che quello del rigore dovuto sia solo un alibi per due satiri pericolosamente avviati verso un repertorio da Bagaglino.
CORTELLESI
A differenza dei suoi colleghi maschi, lei ha l'opportunità o l'idea di far valere le sue doti canore impreziosite dalla collaborazione di Rocco Tanica con il quale confeziona 3 apparizioni che lasciano il segno.
Anche se lasciare il segno sul Festival non è difficile, quella della Cortellesi è la voce migliore con i testi migliori.
A differenza dei suoi colleghi maschi, lei ha l'opportunità o l'idea di far valere le sue doti canore impreziosite dalla collaborazione di Rocco Tanica con il quale confeziona 3 apparizioni che lasciano il segno.
Anche se lasciare il segno sul Festival non è difficile, quella della Cortellesi è la voce migliore con i testi migliori.
OSPITI
Chiunque sia l'ospite ha l'obbligo di essere o fingersi rincoglionito.
Le performance di Dustin Hoffman e Celentano sono assolutamente speculari per svagatezza e imprevedibilità, con l'aggravante che Celentano la lingua dovrebbe comunque capirla meglio di Hoffman.
Poi Celentano, che è cantante, canta un rock&roll svogliato, sufficiente comunque a brillare nel buio del talento negato di tutti coloro che su quel palco han cantato per 5 giorni.
Marginali le altre ospitate, dagli Aventura ai Black Eyed Peas fino ad arrivare alla rumena liberata dal comunismo che non si capisce perché abbia deciso di sfruttare la libertà ritrovata cantando al Festival.
Chiunque sia l'ospite ha l'obbligo di essere o fingersi rincoglionito.
Le performance di Dustin Hoffman e Celentano sono assolutamente speculari per svagatezza e imprevedibilità, con l'aggravante che Celentano la lingua dovrebbe comunque capirla meglio di Hoffman.
Poi Celentano, che è cantante, canta un rock&roll svogliato, sufficiente comunque a brillare nel buio del talento negato di tutti coloro che su quel palco han cantato per 5 giorni.
Marginali le altre ospitate, dagli Aventura ai Black Eyed Peas fino ad arrivare alla rumena liberata dal comunismo che non si capisce perché abbia deciso di sfruttare la libertà ritrovata cantando al Festival.
VESPA
Viscido in ogni suo gesto, tronfio dopo la prima serata e giustamente preso per il culo in quelle successive, servile oltre misura con i vari La Russa, Mastella, Bossi e Apicella, si ostina per amor di brand a non farsi chiamare DopoFestival ma ha l'unica intuizione di aver riposizionato sul consono trespolo la coscia un po' avvizzita della Parietti.
Viscido in ogni suo gesto, tronfio dopo la prima serata e giustamente preso per il culo in quelle successive, servile oltre misura con i vari La Russa, Mastella, Bossi e Apicella, si ostina per amor di brand a non farsi chiamare DopoFestival ma ha l'unica intuizione di aver riposizionato sul consono trespolo la coscia un po' avvizzita della Parietti.
MIGLIORI
Dire che un pezzo dei 22 mi sia piaciuto è cosa grossa. Tanto per esser certo di non venir frainteso, non solo non comprerò nemmeno uno dei dischi che Sanremo partorirà, ma non sento la curiosità o il bisogno nemmeno di scaricare qualcosa dalla rete, niente di niente.
Le cose a mio avviso migliori lo sono relativamente al raccapricciante contesto proposto dai selezionatori.
Detto ciò, ho apprezzato la ruvidezza interpretativa di Linda, la caciara del pezzo di Pappalardo, il bondage siculobrazil di Mario Venuti e il tentativo di clonazione dell'ultimo Dalla fatto da Bungaro.
Ascoltare un po' di musica nel loro caso ha giovato e in parte si è sentito.
Dire che un pezzo dei 22 mi sia piaciuto è cosa grossa. Tanto per esser certo di non venir frainteso, non solo non comprerò nemmeno uno dei dischi che Sanremo partorirà, ma non sento la curiosità o il bisogno nemmeno di scaricare qualcosa dalla rete, niente di niente.
Le cose a mio avviso migliori lo sono relativamente al raccapricciante contesto proposto dai selezionatori.
Detto ciò, ho apprezzato la ruvidezza interpretativa di Linda, la caciara del pezzo di Pappalardo, il bondage siculobrazil di Mario Venuti e il tentativo di clonazione dell'ultimo Dalla fatto da Bungaro.
Ascoltare un po' di musica nel loro caso ha giovato e in parte si è sentito.
PEGGIORI
Scegliere i peggiori è molto più complicato essendo più ampia la scelta.
Di certo c'è che Pacifico in 5 serate non è riuscito ad intonare correttamente 10 note di seguito, che Piotta è diventato triste dentro e tremendamente antico all'impatto, che Meneguzzi passa più tempo al trucco che davanti al microfono e forse è un bene, che se sei figlio di qualcuno come nel caso di Modugno o di DJ Francesco non è obbligatorio fare lo stesso lavoro del padre soprattutto se non si è minimamente portati.
Scegliere i peggiori è molto più complicato essendo più ampia la scelta.
Di certo c'è che Pacifico in 5 serate non è riuscito ad intonare correttamente 10 note di seguito, che Piotta è diventato triste dentro e tremendamente antico all'impatto, che Meneguzzi passa più tempo al trucco che davanti al microfono e forse è un bene, che se sei figlio di qualcuno come nel caso di Modugno o di DJ Francesco non è obbligatorio fare lo stesso lavoro del padre soprattutto se non si è minimamente portati.
TESTI E TITOLI
Molte le perle nascoste tra le liriche dei 22 testi.
Dal kamikaze che non si fa più esplodere perché finalmente ha cominciato a trombare al budino telefonino di Dj Francesco.
Poche cose però hanno colpito il mio immaginario come l'angelo legato al palo da Veruska e il reiterato kcmmè kcmmè kcmmemmemmemmemmè di Andrè.
Molte le perle nascoste tra le liriche dei 22 testi.
Dal kamikaze che non si fa più esplodere perché finalmente ha cominciato a trombare al budino telefonino di Dj Francesco.
Poche cose però hanno colpito il mio immaginario come l'angelo legato al palo da Veruska e il reiterato kcmmè kcmmè kcmmemmemmemmemmè di Andrè.
MASINI
Dopo soli 15 minuti dalla vittoria di Masini becco Vincenzo Mollica dire che il povero ragazzo aveva subito ingiustizie insopportabili e finalmente ora le cose sono cambiate e se lo meritava ecc. ecc. ecc.
Sembra di rivedere tutta l'ipocrisia del dopo Pantani, con la differenza che Masini invece di ammazzarsi ha vinto il Festival.
Dopo soli 15 minuti dalla vittoria di Masini becco Vincenzo Mollica dire che il povero ragazzo aveva subito ingiustizie insopportabili e finalmente ora le cose sono cambiate e se lo meritava ecc. ecc. ecc.
Sembra di rivedere tutta l'ipocrisia del dopo Pantani, con la differenza che Masini invece di ammazzarsi ha vinto il Festival.
Premesso che sul carro del depresso è comunque meglio vedere la gente che ci sale quando il depresso si è ripreso piuttosto che quando non ce l'ha fatta, ciò che è appena iniziato puzza di squallido e falso.
Vaffanculo e Begli stronzi, direbbe Masini autocitandosi.
La verità è che il pezzo di Masini, un po' Dolcevita di Gazebo un po' Captain of her heart dei Double, è meno peggio di quanto da lui realizzato in passato ma comunque inutile e noioso come tutta la sua produzione.
Fatta la premessa e considerato che il Festival non serve né a lanciare talenti né a vendere dischi, se quest'anno si è riusciti a risolvere un caso umano è andata comunque meno peggio del previsto.
Facebook La verità è che il pezzo di Masini, un po' Dolcevita di Gazebo un po' Captain of her heart dei Double, è meno peggio di quanto da lui realizzato in passato ma comunque inutile e noioso come tutta la sua produzione.
Fatta la premessa e considerato che il Festival non serve né a lanciare talenti né a vendere dischi, se quest'anno si è riusciti a risolvere un caso umano è andata comunque meno peggio del previsto.
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14 commenti a “Belli stronzi”
PRIMA zoro che ci fai in piedi di domenica mattina???
sei troppo buono, die’.
lodevole il confronto masini – pantani.
La prima cosa cho ho detto quando ha vinto il festival è stata: “Hanno salvato una vita…”
Concordo in pieno con ogni cosa scritta da te… però secondo me sei stato troppo buono con Andre’… (lo conosco, viene a scuola con me… ti lascio immaginare che persona può essere uno che si ispira stando al laghetto dell’eur) ^__^
Buona domenica Sizi
Kezzemme’ kezzemme’ kezzemmemmemmemmemme….bleah
ma scaviamo nel sordido…il povero masini era depreso perche’ tutti facevano le corna quando passava, dicevano che portava sfiga…mi viene da pensa’ a mia martini che invece ci s’e’ ammazzata. sanremo..depressione..sfiga…mah! pare la lista delle libere associazioni che gli strizzacervelli fanno compilare a pagamento
Bellissima sintesi.
La cantante migliore è stata senza dubbio Paola Cortellesi: fosse stata in gara avrebbe fatto sfigurare tutti gli altri concorrenti (e proprio per questo motivo non le hanno dato il giusto riconoscimento…).
Dico solo: Mantova, punta artistica (a mio avviso) del Tora Tora è il concerto Africa ed Architorti sotto pioggia gelata, musica in primo piano. In una Piazza Sordello da quadro impressionista… I decibel eccessivi della Ventura erano lontani.
Ciao Zoro, mi sono goduta il Festival tramite i tuoi pezzi (e quelli della Selvaggia Lucarelli), ho sempre avuto quest’idea. La cosa più divertente del Festival è starci dentro per lavoro!
Tu demolisci sempre tutto, eh?! Mi domando se nella vita ci sia qualcosa che ti procura gioia. Nessun caso umano risolto, semplicemente il vincitore che il pubblico voleva. La vittoria + meritata degli ultimi 10 anni di Festival. Ma se le cose non ti piacciono, ma che te le guardi a fare?!
secondo me lo fa apposta, così i babbei si pigliano collera e lo commentano.
la cosa + vergognosa del festival è stata l’oppurtunità data da renis a mogol e bella, di mettere le mani su tutto. 2 persone squallide,ladri di canzoni altrui.
ciao zoro bello il tou sito quarda il mio e tu ke 6 esperto commentalo
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