Apolitico, apartitico, anfame

by Diego Bianchi il 11 giugno 2004 @ 14:03 / Cose_Nostre / 16 Commenti
Io voto e voto Uniti nell'Ulivo.
Nessun problema, nessuna remora, nessun indugio.
Chi sta leggendo deve considerare che il tenutario di questo blog è, rispetto alla politica, quanto di più quotidianamente sputtanato e meno modaiolo si possa attualmente immaginare.
Sono un ex figgicciotto, ma non un semplice iscritto.
Da minorenne facevo la diffusione dell'Unità la domenica mattina, poi sono diventato segretario di uno dei circoli della FGCi con più iscritti di Roma (il circolo Woody Allen, una piccola rivoluzione onomastica nella galassia dei circoli Gramsci e Togliatti), ho fatto parte dell'organigramma della FGCI romana e sono stato tra i delegati che a Pesaro emularono i più grandi votando lo storico passaggio da Federazione Giovanile Comunista Italiana in Sinistra Giovanile.
Ho fatto in tempo a votare PCI, poi ho sempre segnato con decisione il simbolo della quercia.
Ho avuto per molto tempo la tessera del Partito.
Non solo. [...]
Ho sempre espresso preferenze, spesso anche per miei amici, come farò anche stavolta votando Nicola Zingaretti (segretario della FGCI romana dei tempi succitati).
Io voto.
Voto perchè non ne posso più di sentir dire “sono apartitico, sono apolitico” (“anfame” diceva Fassari).
Politica = brutto, è una cazzata.
“E' tutto un magnamagna” è una cazzata.
La politica è un'arte nobile e difficile, un'esperienza formativa e unica per chiunque l'abbia affrontata attivamente almeno una volta,
anche e soprattutto votando.
E' vero, gli interpreti vanno cambiati, parecchi di loro sono improponibili, tanto a destra quanto a sinistra.
Embè?
Questo sarebbe l'alibi per mollare tutto e rimanere a fare la principessa sul pisello? Questa sarebbe l'inoppugnabile motivazione che giustificherebbe l'astensionismo?
Io non so chi vincerà.
Ma spero che vinca la sinistra, sempre, a prescindere dal contesto europeo o circoscrizionale. Sono tifoso, tifoso di ciò che penso sia meglio (o meno peggio) per la collettività, me incluso.
Anch'io vorrei tanto vedere facce nuove a sinistra, facce di persone capaci, intelligenti, umili, colte, preparate, intellettuali, liberi pensatori, persone “normali”, persone che dicano e facciano qualcosa di sinistra.
E per questo vado a votare.
Quello che degli intellettuali di oggi più mi fa incazzare, di certi intellettuali, è la capacità più unica che rara di non sporcarsi mai le mani, di non prendere posizione quando veramente servirebbe, di rimanere su un trespolo buono per sputazzare oggi sull'uno, domani sull'altro, dando esempi di qualunquismo più forti di qualsiasi massaia di Voghera votante, distinguendosi per appiattimento sulle opinioni dei più anzichè per capacità di fare l'opinione dei più.
Così è troppo facile, troppo comodo.
Troppo vigliacco.
Se volete lamentarvi, fatelo costruttivamente.
Metteteci la vostra di faccia, una volta.
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16 commenti a “Apolitico, apartitico, anfame”

  1. ecc’hai raggione!

  2. scritto il 11 giugno 2004 15:24 da fire

    E’ piu’ comodo lamentarsi dall’alto … quelli che quando parlano di politica con te non aspettano altro che di poterti inquadrare , classificare, archiviare…
    dimenticando che sarebbe un bel gesto starti ad ascoltare… controbattere… discutere… una bella zuffa dialettica non puo’ che arricchire…

  3. scritto il 11 giugno 2004 15:26 da pip

    ecco la mia di faccia.
    mi associo a buona parte delle cose che hai detto, questa volta penso che voteremo la stessa cosa. in passato ho votato molto verde talvolta rifondazione e una volta ds, di fatto mi sento verde più di ogni altra cosa, ma il voto all’ulivo è il mio modo di dare un segnale che voglio una sinistra unita e basta a divisioni e personalismi. ok uniti nelle differenze, ma uniti, altrimenti stiamo sempre quì a riceverlo dietro (il che può piacere ma in altri contesti). l’alternativa è fregarsene o sparare e sono due attività che non mi attirano e non mi sembrano utili.

  4. scritto il 11 giugno 2004 17:07 da andrea

    Mio caro zoro. Anche io voteró. Anche dalla finlandia, beneficiando della legge per il voto agli italiani all’estero. Con il mio foglietto spiegazzato “in sostituzione del certificato elettorale” recapitatomi direttamete dall’ambasciata (vuoi mettere quanto é fico aver conosciuto l’ambasciatore in persona (che ad ogni modo, per amor di cronaca, non sembra gradire particolarmnte i ferrero roscher, tradendo la mia aspettativa verso il concetto di ambasciatore))con il mio foglietto dicevo, mi recheró a imbucare la mia partecipazione politica in una scatola di cartone scocciata, come all’elezione del rappresentante del consiglio d’istituto al liceo… anche io credo nell’attivismo politico. purtroppo ho sempre avuto un’allergia per i partiti, a me piace la politica spontanea, un tempo di collettivi l’avrebbe chiamata autorganizzata, ma ora é un termine demodé come d’altraparte quello di collettivo. Ma a me nonostante tutto piace tanto. Insieme alla parola antagonista. proprio mi piace il suono. mi piace l’idea di divergenza, di scontro. l’idea che uno per la politica ci si butta dentro, fino alla fine, col corpo. (spero di non dover specificare che non intendo “rompere i cassonetti…”) Insomma anche io andró a votare. Ma purtroppo di remore, di indugi e di problemi ce ne ho fin troppi. Siamo d’accordo il meno peggio, siamo d’accordo la comunitá… quindi io vado a votare, ma lo faccio turadomi il naso con due dita, e soprattutto convinto che di politica, quella bella, giusta e morale (un’altra parola che tutto sommato mi piace, religione a parte) in questa mia azione ce sia veramente troppo poca.

  5. Io difatti non capisco neppure gli anarchici dei centri sociali: troppo comodo prendersela con tutto e tutti, seppure ho il massimo impegno per quello che fanno per la comunità (con il problema che la comunità è di solito ristretta e chiusa…)

  6. scritto il 11 giugno 2004 18:38 da k

    caro zoro ti invidio, perchè io non andrò a votare e non andrò perchè non sono ottimista come te. Il voto è simulacro vuoto, svuotato tanto da B quanto da Fassino e D’alema; anche io ho fatto la trafila nelle “giovanili” ed anche io avrei votato Ulivo, ma per chi? Per Mastella? Per Fassino? Per un amico? Sappiamo entrambi qual’è la reale situazione nel paese. Quell’uomo ha tutti i centri di potere sotto controllo e in questi 4 anni ha reso ancora più saldi i suoi strumenti di controllo. Pensiamo sul serio di costruire qualcosa di alternativo? Di scalzare il nano dal potere? SIamo sicuri che questo risultato sia effettivamente realizzabile? Io ti invidio perchè pensi che questo sia possibile.

  7. scritto il 11 giugno 2004 18:43 da mp

    bravo zoro. sottoscrivo tutto, dalla prima all’ultima riga. beh tutto tutto no: io al circolo woody allen non ci sono mai stato ;)

  8. Curriculum da “cattocomunista” e “satiricomoralista”, voto e voto mancino, forse il Vaurocollegato o più probabile la Gruber. Giù paronBerlusca semper. Que viva partecipazione! In tutte le sue forme.
    MB

  9. scritto il 12 giugno 2004 00:27 da Druuna

    Arrivata tardi (per questioni di età) da minorenne ero iscritta anche io alla Sinistra Giovanile. E certo che andrò a votare, come te.

  10. scritto il 12 giugno 2004 02:25 da wive

    “Sono tifoso, tifoso di ciò che penso sia meglio (o meno peggio) per la collettività, me incluso.”- questa storia del meno peggio, è la prima delle prese per il culo, che i cittadini, subiscono dalla classe governante.
    E io, dovrei votare uno, solo perchè l’altro è peggio?
    Una volta si votava, per il meglio…
    Se la politica, vuole essere seria, che lo sia, una buona volta.

  11. Vorresti che gli italiani si assumessero nientepocodimenoche LE PROPRIE RESPONSABILITA’? Anche a me piacerebbe, così come vorrei vincere al Superenalotto, vedere Federica Fontana che m’implora di uscire con lei ecc. ecc
    ;)

  12. Oddio, dopo l’sms ricevuto dal Pres. Del Cons. alle 4 di mattina,la voglia di votare mi è un po’ passata,pero’ se ci penso bene è proprio per impedire che cazzate -seppur minime- come questa si ripetano che anch’io tra poco andro’ a votare

  13. Condivido pienamente quanto detto nel post ma mi permetto una punta polemica: mai venuto in mente che aver distrutto l’unico partito d’alternativa che esisteva in Italia, partito di massa e partecipato, con mille difetti ma con il pregio di tenere in vita visibilmente ,materialmente nelle sezioni e nelle bandiere la forza di un sogno (termine ora inflazionato aihmè), possa aver contribuito a costruire questo scenario apocalittico di disinteresse e qualunquismo politico che ha portato al governo il capo di un non-partito come Forza Italia?
    Hasta La Victoria…

  14. scritto il 16 giugno 2004 19:37 da Anonimo
  15. bravo zoro,hai centrato in buona sostanza anke il mio pensiero x quanto riguarda il voto, ke deve essere un dovere x tutti! condivido però anke quanto detto da Great Gig, cioè ke la dissoluzione del PCI non ha avuto molti effetti benefici,tutt’altro! Il PCI simboleggiava l’unico partito ke si rifaceva in un certo qual modo alle masse, e le masse si rispekkiavano in lui, tenendo vivi i suoi ideali fondatori, ke erano il non rispetto x questo nuovo ordine del mondo, x una vera politica sociale, x una vera tutela dei lavoratori e dei + disagiati, x una valida alternativa al pensiero moderato-borghese al potere..e molto altro!
    Ora, i DS, nei quali milito, e dai quali da 1 anno ho preso nettamente le distanze, sono solo la brutta copia “democratica” del PCI! si sono voluti dare una pulita d’immagine, sostanzialmente: via la falce ed il martello (come se fosse uno sbaglio sostenere le nostre radici comuniste!) e dentro la quercia, via la bandiera rossa e dentro le bandiere dell’ulivo! Insomma, è tutto un processo lungo ke dal 1991 ai prossimi 20-30 anni porterà alla cancellazione dell’ideale di sinistra in italia!
    E noi, comunisti e ex-comunisti, dovremo accettare tutto ciò in silenzio?
    I DS hanno imposto alla base,ad ogni iscritto,la lista unitaria dell’ulivo,senza un referendum democratico nelle sezioni x tastare il polso degli iscritti!
    Non solo, ma ki dissentiva da questa “deriva centrista”,come me,è stato messo ad un angolo e costretto a confluire nel “correntore” della sinistra DS,ovvero messi con le spalle al muro!
    questo sarebbe un partito democratico? alla fine, era + democratico il PCI! una sorta di stalinismo latente rimane anke nei DS: ki dissente dalla linea dirigente è messo fuori dalla porta!
    Così non va, ed è per questo ke io ho votato Rifondazione Comunista alle europee, x dare forza e sostanza alla sinistra radicale del paese contro questa sinistra borghese ed istituzionale rappresentata da Fassino e D’Alema!Un tempo nei programmi del PCI si tutelavano solo le classi + deboli, ora si vuole tutelare il piccolo imprenditore ed il medio borghese: e il disoccupato? e l’immigrato? spariti dal target elettorale del partito!
    la verità è ke i DS non sono +,da almeno 6 anni, un partito di sinistra! e fino a ke questa dirigenza non verrà cambiata da gente nuova e con nuove idee, Berlusconi vincerà sempre!
    x questo io auspico ke la gente di sinistra delusa dalla politica vada a votare e ke voti la vera sinistra, quella radicale, e ke nel frattempo ci dia una mano, nei DS, a spostare a sinistra l’ago della bilancia!
    è ora di fare + fatti e meno kiakkere!

  16. scritto il 24 giugno 2005 22:00 da GB

    IO VORREI RIPRENDERE DUE FRASI SCRITTE E COMMENTARLE,OVVERO QUESTE:
    Politica = brutto, è una cazzata.
    “E’ tutto un magnamagna” è una cazzata
    INANZITUTTO SE QUESTE COSE VENGONO DETTE UN MOTIVO CI SARA’ CREDO.
    PERO’ CHI LO DICE NON HA ANCORA CAPITO CHE I VARI BERLUSCONI,PRODI,DI PIETRO, CALDEROLI,CASTELLI ECT.. NON SONO POLITICI MA PROFESSORI,IMPRENDITORI,MAGISTRATI QUINDI NON SONO POLITICI E DI CONSEGUENZA INCOMPETENTI IN MATERIA E I RISULTATI SI VEDONO.
    I VARI CRAXI,ANDREOTTI,ALDILA’ DELLE IDEOLOGIE CONDIVISIBILI O MENO ERANO PERSONE IN GRADO DI MEDIARE E DI ESERCITARE QUEST’ARTE NOBILE.
    QUALCUNO MI DIRA’ CHE HANNO RUBATO CMQ ALMENO QUESTI HANNO RUBATO DA POLITICI EPPURE NELLA LORO ITALIA LE COSE ANDAVANO MOLTO MEGLIO RISPETTO ALL’ ITALIA DEI PROFESSORI,DEGL’IMPRENDITORI,DEI DENTISTI,DEI MAGISTRATI (CHE RUBANO CMQ!!!!!!)
    UN LAVORO VA’ ESERCITATO PER PASSIONE E PER VOCAZIONE NON PER CONVENIENZA E PURTROPPO NEI PEGGIORI DEI CASI PER NECESSITA’

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