La vescica nella staffa

by Diego Bianchi il 16 giugno 2004 @ 13:06 / Calcio_Antico / 6 Commenti

Dopo l'apatico esordio di lunedì, non era oggettivamente semplice rendersi un po' più antipatici agli occhi di tifosi biscardianamente sbraitanti dagli scranni di processi sempre in corso.
L'irritazione dei bar e dei salotti per l'indiretta proporzionalità tra attenzione al proprio look e prestazione fornita è stata palpabile e inevitabile, quasi cercata da parte di coloro che gonfi di sicumera pensavano che nome, cognome e contratto bastassero a tritar danesi.
Le dichiarazioni del giorno dopo, ciononostante, sono arrivate inopportune a rovesciar taniche di benzina su braceri già ardenti, rinfocolando la genetica predisposizione a clan, correnti e correntoni, con alibi e scuse che in Seconda Categoria non reggerebbero. [...]
Pare difatti che scarpini e calzettoni, troppo nuovi i primi, troppo duri i secondi, avrebbero alterato le prestazioni di alcuni dei nostri, torturandone i preziosi piedi fino ad incrinare momentaneamente il rapporto di mutua e conveniente fiducia tra sponsor e testimonial.
Va detto, ad onor del vero, che il problema dello scarpino nuovo è questione spinosa e dazio da pagare per giocatori di ogni livello.
Fin da quando zompettavo tra i Giovanissimi del De Rossi, mi capitava spesso di aspettare il sabato, un sabato qualsiasi, per acquistare il paio di scarpini che avrebbe dato lustro alla mia stagione agonistica.
La domenica successiva all'acquisto, eccitato dal nuovo supporto e avido di gloria, scendevo in campo improvvisando dribbling sui miei nuovi tacchetti ancora intonsi, correndo agile per 20 minuti circa, accusando le prime vesciche sul finir del primo tempo, terminando la partita dolorante, con talloni sanguinanti e goffe movenze da pattinatore principiante.
A quel punto beccarmi i cazziatoni dell'allenatore e dei compagni per aver commesso uno degli errori più grossolani del dilettantismo calcistico era un attimo: lo scarpino nuovo, e questa è nozione risaputa dalla Terza Categoria in su, prima si prova in allenamento e poi si usa in gara e mai viceversa.
Cosa sia successo con Totti lo ignoro, ma oggi lui ha le vesciche e il sospetto che abbia commesso il più banale degli errori ce l'ho.
L'alibi del calzino poi, è ancor più raccapricciante e divertente.
Il mondo amatorialmente agonista che ogni domenica mette la sveglia alle 7 di mattina per imbarcarsi in improbabili trasferte ai limiti del Tuttocittà, si è diviso per molti anni in due scuole di pensiero: gli amanti del calzettone completo di piede e i nostalgici del pedalone con la staffa, refuso del calcio anni 70/80.
Quando le due tipologie di calzettone han convissuto per qualche anno negli spogliatoi fino al graduale trionfo del primo e alla mesta sparizione del secondo, dal modello di calzettone scelto indossato era possibile individuare perfino la personalità del calciatore. Mediamente più fighetto e attento alla moda il fan del calzettone-piede, più di sinistra e scaciato il nostalgico della staffa. Le cuciture non solo erano dure, ma spesso saltavano, si rompevano, e la terza via, quella del calzettone bucato, prendeva quasi sempre il sopravvento sulle due titolari.
Ora, senza arrivare ai pirleschi eccessi di Gattuso che in uno slancio di populismo degno di una candidatura azzurra ha ricordato che i kenioti corrono scalzi per chilometri e chilometri senza mai lamentarsi, sarebbe veramente carino se, dalla Svezia in poi, i nostri testimonial si specchiassero meno e giocassero poco poco di più.
Anche perchè fin qui, cose meno peggio di quelle prodotte da Totti e compagni, a prescindere da scarpini e calzettoni, da vesciche e alluci valghi, non se ne sono viste molte, e tornare a casa per aver affidato la leadership a Gattuso sarebbe un vero peccato.
Senza alibi.

(questo ed altri miei pezzi sono contenuti nella sezione Sfigo dello Speciale Euro2004 Excite)

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6 commenti a “La vescica nella staffa”

  1. Chissa’ quali altre scuse dovremo sentirci raccontare qualora l’Italia fallisca in questo Europeo.Ricordiamoci che stavolta non avremo ,probabilmente, un Byron Moreno a cui aggrappare scuse e giustificazioni

  2. Parliamo dello Sputo di Totti per favore.

  3. scritto il 16 giugno 2004 15:50 da Pier32

    Totti è un dilettante, Zago c’ha avuto molta più mira

  4. scritto il 16 giugno 2004 19:56 da sedicinove

    ti sono sinceramente vicino in questo momento di dolore ed imbarazzo.

  5. Noi abbiamo ancora quasi tutte le mute con i calzettoni a staffa.

  6. scritto il 16 giugno 2004 20:20 da Tanita

    Promo su La7: “al processo di Biscardi lo sputo di Totti analizzato al supermoviolone”.
    supremo…

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