Tomo seduto

by Diego Bianchi il 29 settembre 2004 @ 12:08 / Libreria / 4 Commenti
Senza apparenti motivazioni, le mie sempre più stentate letture, ultimamente, sono caratterizzate dalla parola bambini e dell'icona Maradona.
Di recente ho letto Certi bambini, di Diego de Silva, che mi è pure piaciuto, ma siccome l'autore è il fratello di Amleto, non sono riuscito a metabolizzare l'opera con il rigore richiesto dalla tematica.
Insomma, uno legge una cosa così, e poi pensa alla faccia di Amleto e si mette a ridere da solo, e va in totale distonia con quello che sta leggendo e ci si sente pure un po' in colpa.
A seguire, tra una seduta e l'altra, il cesso mi ha fatto buon pro, e ho finito giusto ieri un libro di Emanuela Audisio, uscito qualche anno fa, intitolato Bambini infiniti. [...]
Messa così sembra ci sia un nesso tra l'ambient e il content, e invece no.
A me l'Audisio è piaciuto una cifra leggerla durante le Olimpiadi, la mattina su Repubblica, una volta al giorno, una medaglia al giorno.
Il problema è che leggerla per più di 10 minuti al giorno (le mie sedute richiedono tempi soddisfacenti per essere appaganti) è sfibrante, e ti sembra di leggere sempre lo stesso racconto, si tratti di Tyson o di Senna, di Moses o Baggio, alla fine allappa, arrota, indora, arzigogola, stroppia e intasa, cosa che in quei momenti è poco gradita.
In copertina c'è un giovane Maradona al Boca, con la palla sulla testa e la testa ancora relativamente sulle spalle.
Affascinato da sempre dal mito del mio omonimo fenomeno, giorni fa mi sono comprato Cose che succedono, di Sandro Onofri.
Aspettavo alla Stazione Termini che tornasse Michela, giravo nella libreria, ho visto la copertina con un murales di Maradona con la maglia del Napoli, ho aperto il libercolo e ci ho letto l'incipit di un racconto su Cerezo, ho sbirciato la prefazione di Veltroni, e mentre l'altoparlante annunciava il treno in arrivo, mi sono fatto persuaso di essere al cospetto di una bella penna (che poi ho scoperto essere morta prematuramente) e ho comprato il libro.
Ora il libro sta lì, nel cesto vicino alla tazza.
Va letto con calma, un po' alla volta, quando si può, quando concilia, con la concentrazione di quei momenti lì, con l'orgogliosa consapevolezza di chi da sempre ha costruito la propria cultura sul cesso.
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4 commenti a “Tomo seduto”

  1. scritto il 29 settembre 2004 13:44 da amlo

    sentitamente ringrazio.

  2. scritto il 29 settembre 2004 15:29 da Delta di Venere

    Certi bambini l’ho letto anche io ed è un bellissimo libro. In tema di “bambini” c’è un libro molto affascinante sul tema dell’infanzia perduta: “Bambini nel tempo” di Ian McEwan.

  3. scritto il 29 settembre 2004 15:52 da lupina

    un po’ OT: ce l’ho anch’io la cesta dei libri al cesso, ma d’argento, signora mia

  4. scritto il 29 settembre 2004 20:03 da SanVa

    L’ultimo libro “di bambini” che ho letto è “il signore delle mosche”, ma lì purtroppo non c’è nessuno che si chiami Diego.

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