Colpevoli

by Diego Bianchi il 5 marzo 2005 @ 07:08 / Canzonette / 6 Commenti
Quando la notizia è certa sono nel traffico di San Giovanni.
Dalla radio quelli di Caterpillar chiedono ad automobilisti ingorgati di suonare il clacson e urlare fuori dal finestrino che è stata liberata Giuliana Sgrena, così, tanto per gioire.
Guardandomi intorno scruto le persone nelle altre macchine per vedere a chi potrei dire una cosa del genere e quanto effettivamente possa fregare al prossimo di macchina di un fatto tanto importante quanto facente ormai parte di una alterata quotidianità che forse neanche emoziona più.
Devo avere un'espressione più ebete del solito mentre  penso ad un Vespa in ansia da prestazione finalmente  gaudente per l'opportunità di riprendersi la ribalta Rai, magari con finestre di news e immagini dall'Iraq ripetutamente aperte ora su un classic, ora su un giovane, ora su un ministro. [...]
Ma il pensiero muta in pochi minuti, ribaltato dal TG5 che dice che uno 007 italiano, che poi sarebbe un uomo, una persona, è stato ucciso in un conflitto a fuoco nell'atto di proteggere la Sgrena dal fuoco “amico “di soldati americani. Senza parole prima e con troppe parole poi mi convinco per 5 minuti che la serata sanremese salterà certamente e che il palco sarà  inevitabilmente tutto di Vespa, in un mix di gioia contenuta e incredula costernazione.
E invece niente.
Immerso nell'occhio di bue di un teatro funereamente senza luce, Bonolis apre la serata citando prima la Sgrena e poi Calipari, dicendo che siamo contenti ma pure dispiaciuti, e che stasera sarà comunque una grande serata di musica.
Mentre considero che il conto del Festival è di due morti e una liberazione in sole 4 serate (non dimentichiamoci che la morte di Castagna è il fatto che più di tutti ha fatto barcollare l'evento e scosso i protagonisti) mi pongo una inutile domanda: qualora Nicola Calipari avesse avuto riflessi diversi e al suo posto fosse stata uccisa Giuliana Sgrena fresca di agognata liberazione, cosa sarebbe andato in onda stasera?
 
RICREARE
Probabilmente lo stesso spettacolo che è andato effettivamente in onda. Quello di 16 concorrenti chiamati a reinterpretare le proprie creazioni con compagni d'avventura diversi, arrangiamenti diversi, intenzioni diverse. In sostanza si chiede agli artisti di essere artisti, di dare prova di creatività ulteriore, di esibire fantasia e coraggio, di uscire dagli schemi da suoneria polifonica e immaginare,  qualora ne siano capaci,  qualcosa di più.
Se nella maggior parte dei casi lo stratagemma sarà decisivo nel rivelare l'aridità di gente senza arte né parte, in altri migliorerà alcune impressioni negative dei primi ascolti, fino all'evento vero e proprio della serata musicale, fino a quel Go Man che è già storia.
 
 
QUELLI PESSIMI
Se ti si offre una simile opportunità creativa davanti a cotanta audience e non la sfrutti, due sono le ipotesi: o sei poco furbo, o non sei capace, e le due ipotesi, si badi bene, non si escludono necessariamente a vicenda.
- Gigi D'Alessio – Amici di Maria de Filippi
La scelta dei bambini viziati di Maria è il suggello in ceralacca sulla liaison D'Alessio-Mediaset e sulla mediasettizzazione della Rai. Mai si era visto campeggiare il logo di un programma di Canale 5 nel programma Rai più visto dell'anno.
D'Alessio c'è riuscito, Costanzo c'è riuscito, Cattaneo c'è riuscito, ed è facile capire perchè Vendrame non parli più o, come oggi, perchè venga fatto tacere da quattro cafoni urlanti seduti tra il pubblico.
 
- Meneguzzi – Di Riso
Il pezzo non cambia una virgola all'originale e le stecche dell'idolo del Belize sono doppiate da quelle di un tizio uguale a lui, più brutto di lui, che canta come lui. Cantano e si guardano e si sorridono e un po' si amano, accarezzando il microfono in maniera ambigua, tra un gridolino e l'altro, senza ballerini a rompere l'idillio. Se mi è difficile mantenere la calma il sangue freddo mentre li ascolto, non posso non esultare quando li elimineranno.
 
- DJ Francesco – Max Pezzali
Da Diggei mi aspetto caciara e schiamazzi, tante cubiste con scritto Franciasca da una sisa all'altra, Kabir Bedi a suonare il sitar, la Ventura a ballare e i Pooh a dirigere l'orchestra. E invece, colmo dei colmi, Diggei decide, o forse Cecchetto decide, che ad affiancarlo debba esserci Max Pezzali, quello che a 40 anni ancora canta le gesta della proffi e il sollazzo dell'ora di ricreazione.
Nel ritornello infilano “Giuliana è libera”, rinunciando al “Nicola è morto”. “Due generazioni che s'incontrano ma parlano la stessa lingua”, commenterà la Clerici, cinica e spietata come non mai.
 
- Cutugno, Minetti – Rita Pavone
La Pavone si ritirerà dalle scene a fine anno.
Dice che farà un grande concerto dove ripercorrerà le tappe (nel senso di momenti) più importanti della propria vita. Inevitabilmente penso alle similitudini con il libro di Endrigo presentato ieri sera (Quanto mi dai se mi sparo?), quello del cantante a fine carriera che organizza in diretta il proprio suicidio.
 
- Marcella Bella -  Gianni Bella, Edoardo Costa
La mia signora Michela fa la battuta e dice che Marcella sarà accompagnata da Gianni. Ma non c'è niente da ridere perchè Gianni c'è davvero e sta per cantare “uomo bastardo”. Per mantenere il profilo etero immagino da parte sua l'intonazione di un “donna puttana” e invece niente, suona e basta. Poi uno mezzo nudo si ravana il pacco e da vero uomo bastardo poggia la mano intrisa di sapori sulle spalle della cantante contenta.
 
- Peppino Di Capri – ballerina straniera
La mascella di Peppino bascula in orizzontale mentre una ballerina tenta invano di far distogliere l'attenzione dal pezzo.
Ma quella che balla, per l'appunto, è una panchinara.
Carla Fracci, la titolare, sta poco bene e manda la giustificazione sotto forma di letterina di Natale. Mentre Bonolis legge le belle parole, Peppino piange commosso.
Carla, a casa, fa le giravolte per il pericolo scampato.
 
- Anna Tatangelo – Amici di Maria, Rossella Brescia, Josè Perez
Alla bonezza della Tatangelo si somma quella di una Rossella Brescia sbatacchiata sul teatro dell'Ariston dal ballerino fico della De Filippi. Tal Samantha di Amici doppia Anna, nella rappresentazione sfacciata dell'ennesima postilla del contratto D'Alessio (autore della Tatangelo)-Mediaset.
 
- Marina Rei – Riccardo Sinigaglia
Più le dicono che il suo è un sound Sinigaglia, più lei s'incazza, più Sinigaglia ci infila dentro.
E il risultato è quello che è, troppo triste per essere vero.
 
 
QUELLI COSI' COSI'
 
- Le Vibrazioni – Elio
Vedere Elio vestito da Vibrazione è un colpo al cuore, ma siccome so che sta per distruggergli il pezzo per poi rimotarglielo nota per nota, mi tranquillizzo.
E invece no. Elio suona il flauto evocando i Jetro Tull, commenta e colora, ma lascia tutto al posto suo, perdendo l'occasione propizia e temo irripetibile di minare le fondamenta della cresta troppo alta del cantante.
 
- Renga
Grande discussione sul divano di casa sul cantante in questione. A Michela piace lui e la canzone, io sostengo che lui è bravo ma proprio per questo mi fa incazzare di più perchè ogni volta che lo vedo fa sempre lo stesso pezzo triste e introverso.
E mi delude anche stavolta, limitandosi a far suonare il piano al suo maestro di canto.
Capito perchè mi ci incazzo?
 
- Marco Masini
Lui invece per cambiare cambia, ma il giovamento al pezzo è veramente minimo e serve solo ad allenare le mie doti da Rain Man allorché capisco dopo poche note che quella assisa sul trespolo a fare il controcanto è nientemeno che la cantante dei Gazosa ormai in età da marito.
 
QUELLI MIGLIORATI
 
- Niky Nicolai/Di Battista – Alessandro Preziosi
Di questa performance ero stato allertato stamattina dalla mia collega fan di Preziosi con la quale mi becco spesso perchè per me Preziosi recita peggio della Felini. “Canterà con i jazzisti”, mi aveva detto, e ho pensato che la fine dell'ascesa del jazz italiano nel mondo fosse veramente vicina, tanto per colpa della Nicolai quanto per il prezioso colpo di grazia.
Ma Preziosi è una sorpresa, introduce il pezzo al piano permettendo a Di Battista un solo di sax fin qui negato, poi canta più o meno come recita ma la sua normalità costringe la Nicolai a fare meno ghirigori e a far capire la canzone, che non ha molto senso comunque ma ne esce beffardamente migliorata.
Devo dirlo alla collega.
 
- Matia Bazar
Episodio simile al precedente, ma ancora più assurdo.
Può un modello stonato e impacciato recitare e cantare su un pezzo dei Matia Bazar rendendolo finalmente chiaro, lineare, divertente e piacevole?
Muniz può, Muniz può tutto, portatore sano di una comicità involontaria che la cantante posseduta cavalca sbattendogli in faccia due zinne imprevedibili.
 
QUELLI FICHI
 
- Alexia
Ha un pezzo che non tira, ma è furba e ha il colpo di genio di far “cantare” la Gialappa's. I 3 commentatori la prendono per il culo nei vuoti del pezzo mentre i Funk Off, estroversa marching band di percussioni e fiati, le riarredano tutto il brano, ballando, divertendosi e divertendo. La resa finale è un gradevole gran casino, io e la mia signora diciamo “Uh, la la la” e quella di busker diventa per Alexia un'interessante alternativa artistica.
 
- Antonella Ruggiero
Alzare di livello le performance di questa cantante non è mai semplice ed uscire dallo scrigno dorato ma spesso distante delle atmosfere che la sua voce dipinge non sempre le risulta agevole.
Ma quando uno è musicista davvero, un modo di arrivare alla pancia di chi ascolta lo trova comunque e con due chitarristi classici del calibro di Frank Gambale e Maurizio Colonna l'effetto De Lucia, Di Meola, Mc Laughlin live in San Francisco è ricreato in una miniatura cantata di rara bellezza, tecnica e intensità emotiva.
 
HUGH GRANT
L'ospite internazionale della serata è il british Hugh Grant, attore di successo e noto puttaniere.
Se tanto mi dà tanto, dopo la conversazione sulle carceri con Tyson, con Grant si dovrebbero toccare temi similari. Ma Bonolis glissa, Grant che in quanto british è già antipatico di suo recita pure la parte dell'antipatico e tutti quelli che rompevano le palle per i soldi dati a Tyson spariscono all'istante, o almeno spero.
 
GWEN STEFANI
L'ospite internazionale canterino è invece questa tizia della quale tanto ho visto ma, lo ammetto, poco ho sentito fin qui. Con l'assistenza di ammiccanti  nippoballerine, la ragazza di origini romane canta un discreto pezzo dalle sonorità vagamente ragga, genere che, seppur ormai di largo consumo, resta del tutto assente dai 32 pezzi del Festival.
 
GIOVANI E CLASSIFICHE
Ricantano i giovani di ieri dei quali non so veramente cosa dire se non che il mio ex allievo Max De Angelis è anche ex amico di una mia collega (non la fan di Preziosi, un'altra) la quale mi ha narrato stamattina delle sbronze di gruppo che lei, Max ed altri amici mediamente pariolini erano soliti prendere cantando Baglioni tutti insieme dopo la chiusura del locale.
A questo punto bisogna per forza rivederci tutti insieme.
Non è comunque per questi motivi che Max viene mandato a casa e Valentina Ventavoli, Laura Bono e quelli con la faccina nel nome che non mi va neanche di nominare (tanto vinceranno, quindi dovrò nominarli per forza) vanno in finale.
Dei grandi invece vengono mandati a casa:
Diggei, che è comunque tanto contento di promuovere l'ultimo disco di Pezzali;
Meneguzzi, che regala a Bonolis il disco che siccome ho k a me è già arrivato in ufficio;
Marina Rei, che dice al mondo che domani andrà a passeggiare col figlio e in real time rimedia un pedofilo che dal pubblico le chiede l'orario dell'escursione.
E poi viene eliminato anche lui.
 
THE MAN
Sì, Nicola Arigliano, proprio lui, il migliore, eliminato. E non è stato eliminato da solo, nossignore.
Nicola Arigliano si è presentato con il suo gruppo base impreziosito, come direbbe Bonolis, dalla presenza di Franco Cerri alla chitarra (celebre ai più per essere stato in ammollo per qualche generazione di Carosello), Bruno De Filippi all'armonica e Gianni Basso al sax tenore.
L'esecuzione perfetta e ricca di assoli del brano in gara sarebbe stata già sufficiente a sbaragliare ogni tentativo di concorrenza, ma la jam session che in barba ad ogni scaletta e regolamento prende corpo spontaneamente, consegna Arigliano alla storia di tutti i Festival, vincente laddove neanche Louis Armstrong era riuscito nell'ospitata sanremese del '68 (quando Baudo fu costretto a strappare il microfono dalle mani di Satchmo interrompendone la generosa esibizione).
Del resto, come non capirli 'sti ragazzi?
Sanno suonare meglio degli altri, si divertono e fanno  divertire, hanno microfoni, strumenti e milioni di spettatori a guardarli, stanno dando l'anima, perchè lasciare il palco?
Per farci salire Hugh Grant?
Per farsi eliminare dopo pochi minuti?
Sì, esattamente per questo, con l'amaro di una serata strana, dove le grandi gioie vengono strozzate in gola, e un fuoco amico ti elimina proprio quando hai dato tutto te stesso.
Grazie Nicola.
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6 commenti a “Colpevoli”

  1. scritto il 5 marzo 2005 09:03 da Delta.N

    grazie Zoro.

  2. scritto il 5 marzo 2005 10:37 da darin

    senza parole.

  3. scritto il 5 marzo 2005 12:45 da Bebo

    Stavolta grande.Grazie.

  4. scritto il 5 marzo 2005 13:52 da allylally

    grande Zoro! penna sempre graffiante, bravo!

  5. scritto il 7 marzo 2005 11:52 da Daniela

    Grazie! Sei l’unico opinionista che mi interessi ascoltare. Riesci ad appassionarmi anche ai programmi + trash(=GF)!! Sei uno dei miei miti preferiti!!

  6. scritto il 8 marzo 2005 02:18 da Wive

    E’ stato uno dei rari episodi, in cui pagare il canone è sembrato pure poco.

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