Disco Ring

by Diego Bianchi il 3 marzo 2005 @ 07:20 / Canzonette / 11 Commenti
Non è vero che di un evento come il Festival di Sanremo se ne debba necessariamente parlar male.
Certo, se ci si vuole limitare alla critica della proposta musicale in rassegna, se veramente si vuole credere alla funzione di ostetrica per vagiti musicali che Bonolis accredita da due sere alla manifestazione, allora sì, il giudizio finale non potrebbe che essere pesante e impietoso.
Ma che Sanremo e la discografia italiana in generale non siano più in grado di proporre al grande pubblico cose che non puzzino di muffa o di clone è cosa risaputa e palese da anni, al punto che due colossi come Sony Music e BMG hanno deciso di unirsi per meglio affrontare le insidie del mercato e mettere di fatto nella merda buona parte di personale ritenuto in esubero.
Nessuna sorpresa quindi.
Ma Sanremo, va detto, è anche e soprattutto altro: Sanremo è intrattenimento, gossip, polemica, “costume e società”, come si dice nelle rubriche trendy dei magazine nostrani.
E queste componenti nel Sanremo di Bonolis ci sono tutte, a secchiate e ad alti livelli.
E, incredibile ma vero, ci sono pure le emozioni.
Magari poche, sicuramente soggettive, ma ci sono.
Negarlo significherebbe darla vinta ai pregiudizi. [...]
 
INTRO
La serata si apre con un medley di dead-classic (Buscaglione, Carosone, Mia Martini) decisamente migliore di quello proposto la prima sera, con altri concorrenti giovani a cantare e corpi di danzatori incatenati ma saettanti tra liane e installazioni avveniristiche.
In un impeto di immotivato buonismo commento con la mia signora che questi giovani, ad orecchio, mi pare abbiano delle belle voci. Anita, invece, stasera non è per niente interessata. Ha già avuto la sua dose quotidiana di Gabibbo ma la presenza a Striscia di Del Piero deve averne smorzato i consueti entusiasmi.
E sì che in quanto giovane mia figlia dovrebbe essere più interessata oggi di ieri, ma la verità è che in cuor suo già sa che il primo fanciullo sbucherà dalla tv in prossimità della mezzanotte.
Prima, difatti, tocca a donne e uomini misurarsi con le eliminazioni, una per categoria, e riascoltare i brani proposti ieri pare sia inevitabile per giungere allo scopo. In merito, il più l'ho detto ieri. Al secondo ascolto da aggiungere c'è molto poco.
DONNE
Stamattina in ufficio si discuteva amabilmente circa la vera età della Tatangelo e la conseguente sanzionabilità penale di un eventuale approccio fisico nei confronti di costei (la discussione, in realtà, si è fregiata di una terminologia più colorita, ma la sostanza del ragionamento credo sia chiara).
Ora, dal momento che la signorina ha di certo superato i 18 si può confermare che la Tatangelo sia bona tanto quanto risulti intrisa di fiction la contrapposizione da lei cantata di una ragazza di periferia innamorata di un uomo bastardo di città. A differenza di Marcella Bella, tuttavia, lei che potrebbe non si fa scrivere niente sul culo.
Antonella Ruggiero, invece, non è bona ma è brava, anche a prescindere dalla necessità di fungere da cuscinetto tra un annuncio funebre e un'esibizione di DJ Francesco, e anche se in carriera ha fatto di meglio, dato il contesto non la si può trattare come gli altri.
E poi il pezzo è di Venuti, uno che, dato il contesto, non lo si può trattare come gli altri neanche a lui.
Marina Rei, invece, va trattata male, anche a prescindere dal brutto pezzo portato. In quanto percuotitore mi perplimo al pensiero che l'immagine delle percussioni in Italia sia in questo momento affidata a lei. E' anche per colpa sua e di troppi finti spazzolatori di congas se non sono mai riuscito a dire “suono le percussioni” senza che qualcuno mi rispondesse “ah, i bonghetti…”.
Quando arriva Alexia è chiaro che la ragazza in mattinata ha fatto altra palestra e la postura a gambe aperte non la migliora in femminilità; Paola e Chiara, relegate a fondo classifica, si vestono di lingerie e jeans, scoprendosi quel tanto che serve per non far deragliare alla partenza la nuova svolta intimista.
La mora racconta alla Clerici di quando era alunna di Vecchioni e pendeva dalle sue labbra. In molti, in quel momento, ribaltano l'immagine e si posizionano idealmente a penzoloni dalle labbra della mora.
Mentre l'immaginazione corre, le sorelle Iezzi vengono mandate a casa, eliminate, pronte per giocarsi nei prossimi mesi la carte del porno-rock, del religious-pop, del muslim-sound o dell'indo-beat.
UOMINI
Se per le donne qualcosa meritava di esser evidenziato, per gli uomini penso veramente d'aver detto quasi tutto nella cronaca di ieri.
Il pezzo di Masini è spudoratamente copiato da se stesso, e fin qui poco male, ma se si copia il pezzo dell'anno scorso c'è il rischio che qualcuno se ne accorga. Mentre m'annoio mi capita incidentalmente di concentrare  l'attenzione sullo stesso dettaglio di ieri. E' durante la sua esibizione che scorgo con certezza, tra le fila di tanti presunti big, un vero big del quale parlerò più avanti.
Come previsto, qualche fan di Renga m'ha scritto, civilmente, per fare coming out e rendere pubblica la propria posizione di fan. Restando in attesa di incontrarne uno per caso, provo a farmi piacere il pezzo, ce la metto tutta, mi sforzo, sembro Tozzi che canta, ma proprio non ce la faccio.
Di Tozzi, prima che venga inesorabilmente eliminato, posso solo dire che la scelta di esibire il Che rappresentava un prevedibile azzardo, pagato a caro prezzo. Ma forse è meglio così, che il Che è uno che all'immagine ci tiene e associare la propria a quella di Tozzi è decisamente autolesionistico, oltreché dannoso per il merchandising no-global.
Meneguzzi non lo seguo né ho intenzione di cominciare ora, ma sarebbe curioso sapere da qualche suo fan se ogni volta che tenta di esibirsi lo fa portandosi appresso quattro sfidanti di Amici a far capriole sganciate da ogni plausibilità con la canzone in essere.
Mi interesserebbe anche sapere, inoltre, come fa a rendere le suddette capriole nelle suonerie del cellulare con trillano i suoi pezzi.
Di D'Alessio, della sua claque e dei plateali complimenti rivolti dal cantante a Bonolis (“solo uno come te poteva organizzare una gara così”) non dico niente.
Anche perchè, di lì a poco, dirà tutto Vendrame, a proprio rischio e pericolo.
GIOVANI
Solo stasera capisco che anche un giovane potrebbe vincere il Festival e tutto ciò è molto bello.
Il problema è che poi i giovani arrivano davvero e l'ostetricia festivaliera dovrebbe far ricorso a massicce dosi d'epidurale per alleviare il dolore del parto.
CONCIDO
Il primo gruppo di giovani si chiama Concido e con sfrontatezza immotivata dichiara esplicitamente che nella vita ci vuole culo quando sarebbe stato più onesto e moralmente corretto dirci veramente come abbiano fatto ad arrivare là sopra e/o se intendano il culo solo ed esclusivamente come metafora. Con scoppola e pettinatura in tutto e per tutto uguali a quelle di Arigliano, il cantante dei Concido dice la parola culo tante volte quante lo spettatore medio vorrebbe anteporle la parola vaffa e chiudere la pratica come in effetti accade.
LAURA BONO
La prima giovane donna è un'imitatrice di Irene Grandi, si chiama Laura Bono e pur sostenendo di non credere nei miracoli, canta a Sanremo e riesce addirittura a passare il turno. Il brano è tipicamente sanremese, laddove con tal aggettivo s'intende una melodia pop senza appiglio rock, dalle grandi aperture d'archi colorate di luci, occhi chiusi e capelli alla Gianna Nannini.
ENRICO BOCCADORO
Dopo Bono Laura è la volta di Boccadoro Enrico, un ragazzo timido dal cognome impegnativo il quale, tristemente seduto al pianoforte, attacca un altro brano molto sanremese.
Per sanremese in questo caso s'intende una cadenza triste con qualche riferimento degregorianamente minghiano, una voce straziata e una bella storia di immigrati albanesi delusi dalla terra nella quale arrivano dopo averla sognata in tv, quella stessa tv nella quale altri albanesi, in quel preciso istante, stanno guardando lui, sognando di diventare come un ballerino a caso di Maria De Filippi senza farsi eliminare come un Boccadoro qualsiasi.
NEGRAMARO
I Negramaro vengono annunciati come fenomeno giovanile del momento, sono salentini, si agitano come Sound System ma si ascoltano la stessa roba che piace alle Vibrazioni tanto che il loro pezzo esce più o meno incasinato come quello del più celebre gruppo. Un guasto tecnico non meglio identificato permette loro una doppia esibizione, aggravandone le responsabilità sul ritardo finale, urtando la sopportazione dell'utente medio, decretandone la giusta e definitiva eliminazione.
LA :-D IFFERENZA
Esatto, forse non si è colto abbastanza, ma questi si chiamano proprio così, con la faccina, quella cosa che quando per pigrizia o incapacità si è a corto di parole si mette in chat per far capire che è in corso uno scherzo, una risata, un'incazzatura, o altro ancora.
La faccina, solitamente concepita come supporto al contenuto, nel loro caso è tutto, è contenuto, è differenza, in peggio.
Sentirli, difatti, non raschia via l'emoticon-fastidio, e vederli esteticamente sospesi tra LImahl e i black bloc, se possibile, lo aumenta.
Ma un accordo tra Sony, Dada e 3 circa la realizzazione di un mobile-reality che segua le gesta del gruppo nei tentacolari meandri del Festival garantisce ai ragazzi un increscioso passaggio del turno.
GIOVANNA D'ANGI
Una cicciona soul con vocione black ci vuole ogni anno e dopo la marchigiana Linda ora spetta alla siciliana Giovanna D'Angi incarnare il ruolo. Il brano non è accio e il sound risulta più groove (così, tanto per sparare un po' di parole che stanno bene con black e soul) degli altri. Tuttavia, per deformazione professionale non posso non rilevare l'ennesima somiglianza, dopo quella di Meri del GF5, con Platinette. Da sola non so se avrà un futuro, ma in trio con le altre la D'Angi può campare per anni, su buoni standard alimentari.
MIKE TYSON
Le emozioni, dicevo.
Tyson è stato emozionante, lo ammetto, soprattutto perchè era imprevisto che lo potesse essere.
E dirò di più.
Non me ne sarebbe potuto fregar di meno di un'ipotetica intervista alla Streisand in luogo di quella a Tyson, come ipotizzato da una polemica Zanicchi già in pathos pre-elettorale.
Un'intervista a Tyson io non l'avevo mai sentita, non così lunga, non così da vicino e quello che veniva dipinto come un imbecille dalle ridotte capacità intellettive ha sorpreso tutti, con frasi da ko, pesanti come pugni, portate sotto la cintura di chi certe cose non solo rifiuta di sentirsele dire ma rabbrividisce al pensiero che possa permettersi di farlo uno con la storia di Tyson.
Avere il coraggio di dipingere gli USA come un'azienda che costruisce carceri, ad esempio, non è stato contenuto da poco. E non è stato da poco non aver ceduto alle ansie di redenzione di chi lo avrebbe preferito reo confesso di un reato che ha sempre negato di aver commesso.
Ed è stata quasi una bestemmia in diretta ribadire che avere coraggio non significa necessariamente porgere l'altra guancia, che è più facile arrendersi piuttosto che combattere e ribellarsi.
Per venirci a dire che non è una bestia Tyson ha preso un sacco di soldi, è vero, ma tutto sommato ho preferito di molto ascoltare lui e la sua storia che non i costosi “cacca” e “culo” del Dustin Hoffman dello scorso anno.
E poi diciamola tutta: quel tatuaggio maori stampato in faccia è qualcosa di strepitoso, di primitivamente sconvolgente.
E soprattutto, visto che a Sanremo si deve parlare di musica, la sua interpretazione rap di “New York New York” resta, al momento, il più bel pezzo eseguito sul Palco dell'Ariston. Con buona pace della Zanicchi.
 
EZIO VENDRAME
E poi altre emozioni, sissignore.
Tra opinionisti rincoglioniti (Dario Salvatori è riuscito a dire che Tozzi a Sanremo non ha mai avuto fortuna dimenticandone la vittoria in trio con Ruggeri e Morandi)
ma ben vestiti, dice la sua con voce e mano tremante anche un signore che si chiama Ezio Vendrame.
Questo signore, sconosciuto ai più, quando prende il microfono dice quello che pensa, semplicemente, senza filtri e Bonolis lo ha messo lì per questo.
Del resto un opinionista senza opinioni che opinionista sarebbe? deve essersi chiesto colui che a San Siro fece un tunnel a Rivera per poi pentirsi di tanta umiliazione e chiedergli scusa.
E' successo così che, dopo aver fatto incazzare Ambra per aver ammesso di emozionarsi ogni volta che Renga la guarda prima di cantare, Vendrame ha dato del leccaculo a Gigi D'Alessio per aver rivolto inutili e pretestuosi complimenti a Bonolis al fine di ingraziarsi qualche voto in più.
Precludendosi la frequentazione di Napoli e dintorni per chissà quanto tempo, Vendrame ha rintuzzato i fischi del pubblico indignato facendo ricorso, tra l'altro, anche al poco televisivo verbo “vomitare”.
“Se mi mandi in tribuna godo” è il titolo della sua autobiografia e Bonolis lo ha preso alla lettera, godendo anche lui, senza dubbio.
 
GEPY & GEPY
E insomma, a me, grazie a Bonolis, grazie alla Clerici, grazie anche alla Felini, ma soprattutto grazie a Tyson e a Vendrame questa serata musicalmente raccapricciante, è piaciuta.
Ma quello che mi ha fatto più piacere è stato rivedere in video, dopo un mucchio di tempo, un vero e proprio peso massimo della canzone italiana.
Il faccione di Giampiero Scalamogna in arte Gepy and Gepy, mi è apparso in video, letteralmente. La mia signora non è certa che sia lui, io da che ero certo ora ho il dubbio, ma più guardo le foto d'epoca e più mi suggestiono. Al fine di svelare l'arcano mi sono industriato e ho tratto un fotogramma utile all'indagine. E comunque, se il corista in questione non è Gepy and Gepy è un sosia e se è un sosia comunque lo ringrazio per avermelo fatto ricordare.
Gepy and Gepy era sempre in compagnia di fantastiche fanciulle seminude, in pose da ghepardo obeso ma potente, carismatico e hardcore, immortalato nel mio immaginario di adolescente tra le gesta di Montagnani e la mole di un Barry White de noantri.
Altro che Piotta.

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11 commenti a “Disco Ring”

  1. scritto il 3 marzo 2005 08:05 da amlo

    tu e sti bonghetti…

  2. Se vuoi, lo incontri il sabato mattina al mercato di Montesacro, a Roma, dove gira sopra a un “Ciao” che non gli regge più neanche a gridare vendetta.

  3. scritto il 3 marzo 2005 11:52 da Pasquale Bizzarro

    Non capisco perchè su D’alessio non di dici nulla… se è per via di Vendrame o altro… e il rischi e pericolo? si riferice al fatto che poi i fan napoletani si incazzano con te (non credo) o altro per chi vuole intendere?

  4. scritto il 3 marzo 2005 14:22 da SanVa

    Ma cos’e’ il porno-rock?

  5. Ciao pazzo, cercavo qualcosa di più su Riccardo Sinigallia e google mi ha portato qui. La tua intervista a lui, pur se ormai datata, è strepitosa. Sei sempre un grande. Ora mi leggo la tua cronaca sanremese. A presto. Nsr

  6. scritto il 3 marzo 2005 14:55 da zoro

    x sanva, il porno-rock, come mi dissero i prophilax anni e anni fa, è roba de bocchini e inculate
    x pasquale, ho parlato bene di vendrame, che per un fan di d’alessio oggi forse è pure peggio

  7. Letto ieri, oggi, dato sguardo a Tvb, linkato il tutto da me. Fatti vivo!!!

  8. scritto il 4 aprile 2005 10:22 da francesco

    vergognati zoro!.il leccaculo e’ vendrame nn d’alessio.come t spieghi che il “signor” vendrame nn abbia mai parlato d altri artisti al d fuori d renga elogiando,addirittura,il gioco d sguardi tra il bresciano e la moglie????.l’unica volta che ha parlato d un altro artista l’ha fatto per denigrare il maggior avversario del capellone,cioe’ gigi d’alessio…gigi sara’ finito anche dopo renga ma continuera’ a vendere e a riempire gli stadi,alla faccia d ambra e del leccaculo d renga…

  9. scritto il 4 aprile 2005 10:26 da francesco

    un’ultima cosa:dici che gigi ha successo solo a napoli e dintorni..per tua informazione gigi ha gia’ ottenuto il sold out in citta’ cm torino,milano,bologna,ecc a 2 mesi dal tour.se nn lo sai,poi,gigi cantera’ in prestigiosi stadi italiani cm l’olimpico d roma,il renzo barbera d palermo,l’arechi d salerno,ecc ecc.se nn lo sai,poi,gigi vende quanto tutti i sanremesi assieme.se lui e’ famoso solo a napoli gli altri nn lo sn neanche nei loro quartieri…

  10. scritto il 6 ottobre 2005 06:42 da marco

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  11. scritto il 6 ottobre 2005 06:43 da marco

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