Non escludo il pacco

by Diego Bianchi il 4 marzo 2005 @ 07:14 / Canzonette / 21 Commenti

Il Festival di Bonolis procede spedito, con record d'ascolti, polemiche sopite ma pronte a riaffiorare, sketch e improvvisazioni, romanesco e italiano avanguardista, confessionali, eliminazioni e dinamiche da reality show fin troppo collaudate per fallire in una prova come questa. Un nuovo medley-tributo viene ammantato di ballerini che si fanno trapezio e di giovani che si fanno da sé, scoprendo il fianco all'ennesimo Battisti più Modugno più Gaetano più spolverate strumentali di strumentalizzabile Nabucco.
Quando un tizio urla Aida, mia figlia capisce “Anita” e sentendosi chiamata dalla tv partecipa alla coreografia trascinando il vaso da notte per tutto il salotto. Sarà questo, tuttavia, l'unico suo momento di partecipazione all'evento, chiaro sintomo di un progressivo ammosciamento dello stesso e di una capacità critica della pupa già superiore a quella del padre. [...]
Come ho ammesso in apertura di Festival, a me la Clerici piace soprattutto in quanto femmina; è per questo che quando si strizza le poppe al grido di “è tutta roba vera” sono contento come vouyeur ma perplesso in quanto genitore di una figlia che già la invoca e un domani potrebbe imitarla.
Bonolis, nel mentre, si tuffa nel golfo mistico a dirigere l'orchestra e quando “Li fiori trasteverini” s'intonano capisco che la par condicio è una brutta bestia, ma da romano mi sento stupidamente orgoglioso più o meno come un padano dopo Verdi, e la cosa è grave assai.
Qui se vonno comprà tutto, cielo, sole ed aria fresca, penso tra me e me, ma comprare questa musica sarà difficile, fuori diluvia e la gara ricomincia, con altri 6 giovani, gruppi e vecchi.
A seguire, alcune annotazioni aggiuntive a quanto detto nella prima cronaca.

GRUPPI
Il pezzo dei Velvet è più sconclusionato di quello delle Vibrazioni, ma nonostante il disagio dell'ascolto sono contento che il cantante sia svociato. La circostanza permette alla regia di virare sempre più spesso verso i coristi costretti a farsi velluto; lo sparuto gruppo di stanchi professionisti è definitivamente caduto nelle mani di Gepy o del suo sosia il quale sorride a favor di telecamera, si agita e sgomita come neanche ai tempi di Body to body.
A favore dei Velvet registro solo la maglietta pro Zeman indossata da un suo componente inneggiante all'offensivismo del 433. Avessero osato quanto Zeman sarebbe stata un'altra musica.
Il mitomane egocentrismo del cantante delle Vibrazioni, intanto, non conosce argini. Tuttavia, tanto è ampia la soglia dell'esibizionismo nostrano che mille pose fuori luogo combinate con abbigliamento da “Ritorno al presente” non ne garantiranno un morrisoniano arresto per atti osceni.
Nicoletta Braschi Nicolai persiste nella caricatura di se stessa e il manierismo con il quale esegue un pezzo privo anche di auspicabili guizzi coniugali penalizza oltremisura potenzialità difficilmente presenti in un contesto quale quello sanremese.
Meglio in campagna elettorale che mai, penso dopo aver saputo che Storace appoggia molto pubblicamente l'iniziativa pro-Darfur, e mentre lo penso arriva un DJ Francesco triste e sconsolato, ancora scosso dalla fresca visione di Aida in quel di Striscia, chiappa a chiappa con Greggio, primo love-boat della modella venezuelana sulla strada del successo a pagamento.
Per la cantante dei Matia Bazar, infine, c'è bisogno di un esorcista bravo. Qualcuno contatti Milingo, che è anche cantante e magari la rimpiazza.

CLASSIC
Questa è la categoria che vanta i pezzi migliori o perlomeno gli unici due pezzi plausibili del Festival.
Colpevole, la canzone di Arigliano, si conferma come la canzone  più bella presentata al Festival.
La cosa bizzarra è che Arigliano canta in maniera che più classic non si potrebbe un brano standard, semplice, lineare, chiuso e finito come solo una bella canzone sa essere.
E nel far tutto ciò risulta terribilmente moderno.
Marcella Bella brilla solo quando mostra a Bonolis il culo spoglio di bastardità maschili, Di Capri straparla di panchine traballanti manco fosse Moratti, e su Cutugno mi distraggo di proposito perché far inciampare una non vedente sulla scalinata dell'Ariston è roba da delinquenti, più o meno come alitarle addosso ogni finale guardandola negli occhi.
E poi c'è il Califfo, o meglio, c'era il Califfo.
Non credo che sulle sorti del monologo del vecchio ghepardo abbia influito la somiglianza di costui con Briatore. Di certo c'è che Califano si commuove neanche fosse nel mezzo di una gang bang e ignorando i recenti baci di Del Noce spara un imprevisto missile su Baudo che, a differenza dell'onesto amico Bonolis, i suoi amici non li avrebbe mai fatti eliminare.
Mentre Bonolis ricompone la microfrattura nello spettatore resta il dubbio che il Califfo abbia realizzato solo a cavalcioni della poltrona di aver sbagliato nuovamente qualcosa nel grande gioco delle lobby, di essere stato fregato di nuovo, dalla vita e  dagli amici, precludendosi, forse definitivamente, ulteriori ritorni.

WILL SMITH fu FRESH PRINCE
Ammetto che per quanto mi stia tendenzialmente simpatico, di Will Smith credo di non aver visto neanche un film. Tuttavia gongolo al pensiero che la cosa più bella Will Smith la fa rappando, tornando di fatto Fresh Prince, il rapper che avevo apprezzato in pieni anni 80 in compagnia di DJ Jazzy e del quale da qualche parte dovrei anche avere una cassetta.
Fresh Prince faceva parte, con i De la Soul e gli A tribe called quest di un rap tranquillo e divertito, poco incline a pose gangsta e votato, per quel poco che ne potessi capire allora, ad una danzereccia autoironia. Danza e ironia fanno da spina dorsale al suo allusivo duetto con Bonolis, ma Tyson resta Tyson e Will Smith, che pure ha interpretato Alì, non ha neanche un dente d'oro per reggere il confronto. Però si applica.

LOLA PONCE
Tempo fa, dopo non mi ricordo quale intervista fatta a non ricordo chi, girando negli uffici della sede romana della BMG, (quella stessa sede che in questi giorni è molto agitata perchè i vertici stanno decidendo di zipparla a Milano o chissà dove) m'imbattei in una signorina seminuda che sculettava vezzosa da un corridoio all'altro.
Un piccolo Tyson compiacente la seguiva passo passo  tagliando gli sguardi poggiati sul culo della signorina la quale, al tempo, stava probabilmente formalizzando il contratto che l'avrebbe portata dove la trovo stasera.
Sapendo di cantare un pezzo palloso la ragazza si denuda al vento, e cantando in mutande e reggiseno mostra quel gran culo che, come cantavano i Concido, deve averla aiutata non poco.

OPINIONISTI
Gli opinionisti, virata palese verso il format reality, litigano poco perchè il regolamento non lo consente ancora, ma si odiano tutti in maniera palese.
Al fine di smussare ogni attrito Vendrame è stato sordinato in seconda fila, ma siccome Bonolis è paraculo, viene riesumato uno dei più grandi segati della televisione degli ultimi anni, quel Marino Bartoletti di grandi competenze sportive e musicali ingiustamente cancellato da ogni palinsesto.
La mia opinione sugli opinionisti è che Ambra è stata una grande fin quando non ha avuto opinioni, ma cominciare dalla difesa a spada tratta dei Velvet non mi pare una gran mossa. In tutto ciò Christian De Sica promuove platealmente il proprio film e Sergio Endrigo promuove più discretamente il proprio libro e se il primo cita Vacanze di Natale, il secondo cita Rodari.

GIOVANI
E poi ci sono loro, i giovani, con 6 brani da eseguire, 3 eliminazioni da temere e molte stecche da cantare.

EQU
Nell'appiattimento progressivo ma costante delle mie capacità di discernimento della proposta musicale presentata, quasi tutti i gruppi mi sembrano lo stesso gruppo. Ci deve essere in giro un piallatore furioso che passa per case discografiche a mozzare le asperità, con una formina di quelle che si usano al mare per fare sempre la stessa tartaruga di sabbia, pagato apposta per farli tutti uguali, confondendo loro che si sentono fichi e la gente che li dovrebber veder tali.
Solidal con il sistema che li ha creati gli Equ sono l'ennesima tartaruga di sabbia, senza arte né parte, e senza demeriti tali che impediscano loro di cantare anche domani.

CHRISTIAN LO ZITO
Eccezion fatta per l'exploit dei furono Gazosa, il  minorenne al Festival ultimamente rappresenta una vera e propria disdetta.
Mentre brancolo nel buio della mia memoria alla ricerca del ritornello del fu André (qualcosa tipo “kcmmè, kcmmè” diceva, impossibile dimenticarlo) si appalesa accovacciato sulle scale dell'Ariston un diciassettenne efebo siculo che per fare coming out ha scelto la ribalta più clamorosa.
Vagamente marcalmondiano nelle movenze e negli sguardi più che nella voce, il piccolo fantastico stona che è un piacere, e il fatto che per far parlare di sé abbia rifiutato di mettersi le scarpe la dice lunga sulla fiducia riposta in lui dal suo staff maggiorenne.

SABRINA GUIDA
Spinta nei promo del Festival e nei comunicati stampa della BMG come giovane da tener d'occhio, l'ex corista napoletana è destinata a rimanere tale se per farsi conoscere dal grande pubblico ha scelto l'opzione Irene La Medica, una che, comunque fortunata, non è riuscita ad andare oltre le cuffie di Radio Dee Jay.

MODA'
Gruppo inquietante già prima di esibirsi, con frontman  pipistrello indossante maglietta di Batman sotto giacca con gardenia.
Il cantante dei Modà smodatamente stona, chiedendo al fonico volume che sarebbe meglio girare nel senso contrario, se non fosse che poi rimarrebbe la musica e la situazione non migliorerebbe di molto.

VERONICA VENTAVOLI
Potrei dirvi Syria, o Silvia Salemi, oppure, tanto per stupirvi, Lisa (una big di solo due anni fa) che tanto sarebbe la stessa cosa.
Di cantanti come la Ventavoli per quel palco ne sono passate tante e tante altre temo ne passeranno ancora se con un pezzo così anonimo non è neanche più necessaria una strepitosa presenza per non venire eliminati.

MAX DE ANGELIS
L'avevo detto nella prima cronaca: uno dei giovani è stato mio alunno. Ebbene sì, per un periodo di circa 3 mesi, giorno più giorno meno, sono stato il professore di marketing di Max De Angelis.
Di marketing, capito come?
Lo so, sono cose che tolgono il fiato e delle quali ci si può pentire anche a distanza di anni, ma è la pura verità. Andò così.
Circa 7 anni fa, quando facevo il consulente prendendo soldi quando avevo k, la Confesercenti provinciale di Roma mi offrì la possibilità di insegnare marketing ad un corso utile per iscriversi al REC (Registro Esercenti il Commercio per pubblici esercizi) ed essere abilitati a lavorare presso locali somministranti alimenti e bevande.
Il marketing che insegnavo io era fatto di pochi rudimenti e facili esempi, anche perchè la mia classe era eccessivamente eterogenea.
Le lezioni erano frequentate da cinesi muti e marocchini ciarlieri, da macellai comunisti e ristoratori fascisti, da romanisti e laziali e dopo plateali risse spesso finivano, fisiologicamente, a tarallucci e vino.
Tra costoro c'era Max, che al tempo chiamavo Massimo (o Massimiliano, comunque non Max) più o meno mio coetaneo e ragazzo tranquillo, cantante di pianobar aspirante gestore di non meglio identificato locale (scopro solo in questi giorni che, dopo quel corso, ha aperto un ristorante, ora chiuso).
Finito il corso me lo ritrovai in tv a fare il vocalist dei Cornetti Caldi (il suo gruppo) negli stacchetti di Uno Mattina.
Poi niente più. Fino a questo Sanremo, dove me lo son visto davanti all'improvviso, molto più piacione di come lo ricordavo.
Tutto questo per dire che avrei preferito farmi magnatore de spaghetti al ristorante che aprì anche grazie a quel corso piuttosto che ascoltare il suo pezzo.
Senza contare che per quelle lezioni non sono mai stato pagato.

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21 commenti a “Non escludo il pacco”

  1. scritto il 4 marzo 2005 07:59 da SanVa

    Pagato?! Anvedi che risultati. In galera te dovevano mette.

  2. scritto il 4 marzo 2005 08:53 da amlo

    in galera a suona’ i bonghetti, altroché.

  3. passi sanremo! passi il tizio nella foto!
    ma uffaaa….sei sposato! eccheccavolo! peccato! sniff sniff!
    buona giornata!

  4. scritto il 4 marzo 2005 13:57 da amlo

    SEI SPOSATO? a me hai sempre detto di no! maledetto!

  5. Grande, grande, grande. Grande come la delusione che aleggia sul fans club di Califano costituito da me medesima e altri venti, venticinque bloggheri sul Cannocchiale… a domani.

  6. scritto il 4 marzo 2005 17:38 da Contessa Lupe Alberti

    mamma mia che onore!!!uno commento sul mio blog tutto per me da parte tua! Ragazzai che giornata!!(non sto sfottendo) Bisogna che legga la tua recensione del Festival, mi ricorda i bei vecchi tempi delle recensioni del Grande Fratello!Ah, per quel che riguarda Le Vibrazioni il problema è che NON VOGLIO USCIRNE!!…perciò se proprio proprio quel cd deve stare ancora a lungo vicino a te senza essere sfiorato…a buon intenditor…grazie del passaggio!Buon Festival!Contessa

  7. scritto il 4 marzo 2005 17:53 da serena

    ma quel max o massimiliano ex ristoratore leggerà il tuo commento?
    sarebbe bello se ti mandasse i soldi adesso che probabilmente li ha!
    Facci sapere se lo fa

  8. scritto il 4 marzo 2005 18:04 da zoro

    carolina, non mi doveva pagare lui, ma la confesercenti pagata da lui per fare il corso. Di questo non ha colpe.

  9. scritto il 4 marzo 2005 21:41 da monicard

    forse il ritornello di De Andrè è quello di “Michè”?
    “stanotte Michè,
    si è impiccato ad un chiodo perchè
    non poteva restare
    treant’anni in prigione
    lontano da te…”
    ma perchè dicono tutti che sei sposato? Non conoscono la convivenza?
    ciuz

  10. scritto il 5 marzo 2005 00:45 da SanVa

    la convivenza sai … e’ come il vento … (etc. etc.)

  11. scritto il 5 marzo 2005 01:44 da SanVa

    Azz! Mi hanno tolto Sanremo 2005 da raiclick prima che potessi vedermi una serata. Giuro che ieri c’era.

  12. scritto il 6 marzo 2005 00:39 da piero

    E’ proprio vero! io vivo in inghilterra e l’unico modo per guardarmi il Festival e’ (o meglio era) Raiclick! Mi hanno fatto gustare le prime due puntate e poi l’hanno eliminato. Ho trovato dei link su internet per rivedere le prime due serate… ma io le voglio tutte!
    Ho mandato un’email alla redazione di Raiclick ma ovviamente non mi risponderanno :o (((

  13. Califfo è un mito

  14. scritto il 15 giugno 2005 12:45 da Eco

    ma chi è questo tipaccio che si è inventato la storia su Max De Angelis? Hahaha mi ha fatto ridere un sacco…. cmq sicuramente ti sei sbagliato! Max non ha seguito nessun corso di marketing… ti assicuro ke ti confondi con qualcun altro.. oppure sei proprio tu confuso di tuo :)

  15. scritto il 29 giugno 2005 12:40 da Simypa

    Io credo invece a differenza della sua intelligenza non messa in atto prtpp che Max o Massimo come preferisce chiamarlo sia il migliore in assoluto in quanto sa dare veramente un senso logico alle sue canzoni e questa sì che finalmente è musica, poi se il suo problema sono i soldi che non ha ricevuto a quei tempi beh ormai non c’è niente da fare, peggio per lei che ha accettato allora di insegnare al corso ora cosa vuole? Sminuire Max non è certo un colpo da MAESTRO non crede? Si faccia più cultura sulla musica xchè non ne capisce proprio nulla!!!! Vergogna

  16. scritto il 29 giugno 2005 13:23 da Simypa

    Ribadisco sa qual’è la differenza tra lei e Max De Angelis? Che Max sfrutta tutta la sua bravura che è la musica, la sua stupenda voce e soprattutto la sua intelligenza x diventare qualcuno, mentre lei è soltanto un critico che non gli va bene niente e nessuno, sparando solo cazzate all’impazzata e restando sempre nessuno, anzi + cazzate spara + si fa cattiva pubblicità principalmente da solo.
    A Palermo le xsone come lei che in genere sono + le donne, vengono definite come coloro che non hanno altro da fare che parlare male della gente in genere e sputare solo veleno addosso agli altri, per ottenere il primo posto di cosa non lo so proprio. Allora io da 24enne mi permetto di darle un consiglio tenga in considerazione le buone maniere con gli altri che forse e sottolineo forse avrà qualche posto tra la società!!!

  17. scritto il 4 marzo 2006 02:16 da Anonimo
  18. scritto il 27 ottobre 2006 20:18 da Serena

    Non permetterti di parlare così di Lola Ponce!
    E’ una grandissima cantante e che il contratto che ha è grazie alla sua bellissima voce, e non al suo sedere! E’ evidente ke ti fermi troppo alle apparenza..
    la canzone nn è pallosa ed era vestia così x rapprensentare una camicia da notte, la stessa che ha nel video clip, dato ke la canzone si chiama Sleep, dormi in inglese..
    Lola è una xsona straordinaria, dolce e gentilissima, che non si venderebbe mai come dici tu solo perchè è anche bella oltre ad essere brava.
    Non giudicare ki nn conosci e guardati allo specchio prima di parlare.

  19. scritto il 27 novembre 2006 18:30 da claudia

    brava!!! serena.. e vero chi nn conosce lola ponce nn si deve permettere di parlare male.. di lei….

  20. scritto il 27 gennaio 2007 22:35 da Lucy'88

    Mi spiace aver letto solo adesso questo commento…cmq da come parli si capisce benissimo che tu Lola Ponce non la conosci minimamente!dovresti vergognarti a parlare così delle persone che non conosci,ma sopratutto di lei,che è un angelo,era vestita in quel modo per il video,e dopo ha una sensualità isitintiva e se “sculetta”non deve di certo da conto a persone come voi,che di lei non avete capito propio nulla!e cmq lei è diventita famosa in italia grazie al musical NOTRE DAME DE PARIS,non a quello che pensi tu!

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