Blog, le jour de gloire est arrivé

by Diego Bianchi il 23 dicembre 2005 @ 17:17 / Glob / 1 Commento
Per vanità e per mestiere i politici italiani girano vorticosamente da un salotto televisivo all'altro, di solito sempre gli stessi, i politici e i salotti.
In campagna elettorale aumentano di quantità, raramente di qualità, i politici e i salotti, ovunque, anche su internet.
Nonostante il territorio sia ancora relativamente vergine, al momento non è dato sapere di noti politici italiani disposti a farsi intervistare per la rete, da blogger, probabilmente anche perchè nessun blogger italiano pensa a questa come ad un'ipotesi realizzabile o interessante.
Altrove invece succede e ad livelli altissimi.
In Francia, per esempio, dove Loic Le Meur, organizzatore di Les Blogs 2.0 (nel video da me realizzato sull'evento è quello che fa la lista delle nazioni partecipanti) e blogger di professione, ha appena intervistato Nicolas Sarkozy, Ministro dell'Interno francese (e futuro candidato all'Eliseo nel 2007) recentemente balzato agli oneri della cronaca internazionale per il “rude” approccio alla faccenda “banlieue in rivolta”.
L'atipica e per certi versi storica intervista di un blogger ad un ministro muove alcune riflessioni spontanee: [...]
1) in Italia nessun Pisanu si farebbe mai intervistare da un blogger, ricevendolo a palazzo e trattandolo con la stessa cortesia con cui tratterebbe un Vespa, anche perchè difficilmente un ministro italiano saprebbe valutare con cognizione di causa le potenzialità della cosa (e qui la colpa non sarebbe tutta o solo del ministro italiano, anzi, ma anche e soprattutto dei blogger italiani).
 
2) Blogger per blogger, sarebbe stato più interessante se ad intervistare Sarkozy fosse stato qualcuno di coloro che con i blog organizzavano i disordini, tanto per aggiungere un po' di pepe all'intervista sempre nel rispetto dei ruoli Ministro vs blogger. Ma anche Mathieu Kassovitz sarebbe stato sufficientemente rappresentativo del fenomeno blog, anche agli occhi del Ministro; pare difatti che ad un polemico post del regista abbia provveduto lo stesso Sarkozy a rispondere, direttamente nei commenti del post in questione.
Dalla controrisposta di Kassovitz però si desume con evidenza che:
 
3) non è vero, come dice Le Meur al Ministro a inizio intervista, che nei blog ci si dà del tu.
Kassovitz, ad esempio, se ne guarda bene e risponde a Sarkozy usando il voi.
 
4) Se sotto Natale riesci a parlare di regali con cotanto Ministro facendogli maneggiare un ipod ed estorcendogli una dichiarazione di acquisto può sembrare che tu blogger stia impacchettando una potenziale straordinaria marchetta (anche se il testimonial in questione non sembra il prototipo ideale di testimonial Apple).
 
5) Se riesci ad intervistare per 20 minuti circa uno come Sarkozy e alla questione “banlieue, racaille, varie ed eventuali” ne dedichi 3 scarsi disquisendo ossequiosamente delle potenzialità della lingua francese, se non fai già parte dell'entourage del ministro ne farai parte molto presto, anche perchè
 
6) mentre scrivo il primo risultato di Google News francese alla parola “Sarkozy” rimanda un comunicato sindacale di giornalisti che accusano il Ministro di disprezzare la categoria, soprattutto quando la categoria non lo incensa.
Pertanto
7) non importa che tu sia giornalista o blogger, se ti vuoi mettere a zerbino puoi farlo a prescindere, aumentando le possibilità che il ministro ti riceva a palazzo anche in futuro. L'importante è farlo sentire più a casa sua di quanto non sia già di fatto.
 
8) Insomma, la sensazione è che, come dice Sarkozy nell'intervista, “le monde bouges, le monde changes”, ma il come non non lo decidano i blogger.
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Un commento a “Blog, le jour de gloire est arrivé”

  1. scritto il 27 dicembre 2005 01:07 da SanVa

    Sarkozy sa bene che non sara il mezzo a far cambiare il fine

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