In cronaca

by Diego Bianchi il 13 febbraio 2006 @ 02:06 / GrandeFratello / 14 Commenti
19.30
Via Lamaro è una lunga curva che taglia in due la Cinecittà che porta soldi: da una parte i grandi magazzini, dall'altra gli studios. Al centro della via rumoreggiano tre pullman di incerta provenienza che scaricano sul marciapiede comitive di freschi maggiorenni; ragazze vestite da capodanno e ragazzi col completo da carica al celerino sciamano ad occupare il circondario. La metà di loro è aggrappata alle grate del cancello d'ingresso, libere pantere in gabbia che si muovono in circolo attaccate al telefonino, urlando ormonalmente a caso, cercando con lo sguardo il passepartout umano che le farà entrare. Mentre li osservo tenendomi a distanza penso a quello che dovrei fare: mescolarmi tra parenti e figuranti, dire qualcosa di sensato su chi io preferisca tra i concorrenti del GF, salvare la faccia, in pochi infiniti secondi, immerso a bagnomaria nella folla, senza pensare al contesto, che altrimenti è la fine. [...]
 
19.50
Il telefono trilla, supero il porchettaro e m'accodo.
Chi è in lista entra, chi ci prova rimbalza, chi aspetta guarda con invidia chi già s'atteggia e maneggia con occhi sognanti la liberatoria d'ordinanza, primo burocratico scampolo di potenziale notorietà, prova cartacea di un subitaneo micro-innalzamento di status. Le penne sono appannaggio di una ragazza allineata tra i parenti di P.R.nato, anonime bic saettano tra poster arrotolati sotto le ascelle, nessuno legge, tutti firmano.
Il primo foglio è lo scarica barile standard, il secondo ti chiede se hai intenzione di candidarti alle prossime politiche o comunali o se intendi limitarti a dichiarare in diretta il tuo voto, o fare qualcosa che possa farlo intuire. Se queste sono le tue intenzioni, sparisci prima che sia troppo tardi. La cosa un po' mi preoccupa, a prescindere.  Dentro di me parte un flebile mantra: “non far capire come la pensi, non far capire come la pensi, far capire che comunque pensi qualcosa, pensa qualcosa, ok, ce la puoi fare, non ce la potrai mai fare”.
 
20.20
Le persone che per un motivo o per l'altro superano la cortina si dividono in due gruppi. Il primo, più numeroso, è il pubblico da studio, mediamente più elegante, mediamente più truccato, mediamente più scosciato per rodati accavallamenti di gamba. Il secondo gruppo, più rumoroso, è il pubblico da cortile, fauna da rissa, quello che dà il peggio di sé per vivere in una panoramica: è il gruppo mio.
Transumiamo tra le vestigia di Cinecittà, tra Grand Canyon e vagoni d'Eurostar, rovine di western e statue sbeccate, io, le guide, i parenti di PRnato e un affiatato gruppo di buttafuori ciociari muniti di strettissimo gergo come prima arma di autodifesa. Al momento di lottizzare i parenti, interdetto chiedo alla guida “io di chi sono parente?” “Tu non sei parente di nessuno” mi tranquillizza.
Dover fingere sarebbe stato oltremodo stressante.
 
20.40
Vengo posizionato dietro una delle due balaustre, in prima fila, a metà esatta.
Alla mia destra c'è una ragazza poco più che ventenne con minicrew al seguito di cugine e sorelle, tutte di chiare origini campane, che mi chiedono “Di dove sei? Per chi sei? Devi parlà?”. Alla mia sinistra due signore anche loro campane, che mi chiedono “Di dove sei? Per chi sei? Devi parlà?”. Hanno già capito, sia le prime che le seconde, che ci sono buone possibilità che io debba parlà e per la proprietà transitiva del tubo catodico chi parla viene inquadrato; sentire il braccio della vicina più attempata sotto il mio è un attimo. “Come ti chiami?” mi fa lei. “Diego? davvero? come mio figlio! Io l'ho chiamato così perchè mi piaceva tanto Zorro. E tu perchè ti chiami così?” “Mi chiamo così perchè mio padre ha fatto il militare con uno che si chiamava Diego e gli è piaciuto”. Delusa la signora sorride e momentaneamente molla la presa. Intanto un ragazzo a petto nudo e in overdose di gelatina, studente siciliano residente negli studi di Amici, pressa e mi spalma sulla balaustra.
 
21.00
Su un sedicinoni in lontananza scorre Striscia con un servizio su Sora, io intanto faccio amicizia. Le ragazzine e le signore accanto a me sono di Napoli e organizzano ogni settimana bastimenti di carne fresca da rovesciare su Cinecittà e smistare tra gli studi di Buona Domenica, Amici e Grande Fratello. Le ragazze, ma soprattutto decine di ragazzi giustapposti a noi, provengono da Scampia, Secondigliano, Giuliano, Aversa, Caserta.
Quelli di Scampia dovranno tifare Leila, e su un cartello scrivono Forza Leila con uno stabiloboss arancione e “167 Scampia”. Chiedo conferme alla vicina che mi dice che sì, il 167 è uno dei peggio quartieri di Scampia.
Mi sento Jacona in trasferta, faccio domande, mostro interesse, si parla di mozzarelle e prodotti tipici, ma l'immedesimazione giornalistica svanisce all'istante, basta poco, basta Liorni che si ferma a scambiare due battute con me. Da quel momento, e senza discussione, sono per tutti un “personaggio televisivo”, a prescindere.
 
21.10
Liorni se ne va, il danno è fatto, e io resto lì con tutta la meglio gioventù di Secondigliano che mi guarda interrogativa e minacciosa mentre le signore mi chiedono in quale trasmissione io sia già intervenuto. “A te t'ho già visto, a te t'ho già visto, Buona Domenica la fai? Gli Affari Tuoi li fai”. Vedo doppi sensi a ogni domanda, ma quelle non scherzano e incalzano. “Amici?”, “Il treno dei desideri?”, “L'Italia in diretta?”… niente, non ci credono che non ho fatto mai niente che per loro possa aver senso e decidono che c'è un sosia che gira per studi televisivi, uguale uguale a me. Contraddirli non avrebbe senso, anche perché nessuno di loro cita le mie uniche 4 comparsate televisive della mia vita: tra il pubblico di Tandem (anni 80) a dire la parola più lunga del Paroliamo e vincere doppio album di Bennato, su TVA40 ospite dell'indimenticato Ciavatta a parlare di Appio Latino, pubblico di Gol di notte (anni 90) e su Rai Futura intervistato con Anna dalla Lipperini sul tema “blog e tv” (anni 2000).
Mentre un indomito mi scambia per Gigi d'Alessio cresce l'ostilità tra Napoli e la Ciociaria. I cori dall'una e dall'altra parte mostrano ugole arrossate e preannunciano tafferuglio imminente con spargimento cruento di piercing. Si incita il Vesuvio ma anche fiamme per Milano e già che ci siamo un po' di fuoco pure su Roma. Ma poi passano due femmine bruttarelle e tutti vogliono vedè e toccà e il bello è che quelle si aprono la scollatura fino all'areola e sfilano a un centimetro da chi, coerentemente, affonda mani e braccia ovunque sia possibile arrivare.
 
21.20
L'unico in grado di tenere a bada la mandria è Liorni; anni e anni di gangbang di quel tipo gli hanno costruito addosso un'invidiabile corazza. Ai suoi cenni il Vesuvio si fredda, la sua allenata dizione doma l'ardire e l'ardore adolescenziale, il suo sguardo penetra e feconda le mie fertili vicine, le sue istruzioni al pubblico sono squarci di silenzio nel muro del frastuono.
A pochi minuti da una diretta nazionale attesa da più di 7 milioni di persone il set è completamente fuori controllo anche perché i bodyguard sono bodyguard da prima serata e invece di imporre in qualche modo la loro mole preferiscono lanciare baci alle signorine al mio fianco, strizzare l'occhiolino ai limiti del tic e prodigare il massimo sforzo nell'invitarle a sferrare calci sulle palle di chi le importuna. Il più solerte tra loro, non a caso il meno prestante di tutti, ci intima di spegnere telefonini, macchinette ed ogni forma di recording digitale, facendo cadere per qualche secondo una pesante tegola sull'entusiasmo generale.
Tuttavia, ai margini dell'ammosciamento (che urlare è bello ma se non succede niente anche gli ultrà si rompono le palle), un intreccio di cenni convenzionali e di tecnologia in calore fa partire il collegamento tra quella fettuccia di plastica rossa e il resto del mondo.
Marcuzzi aizza Liorni che aizza la folla che aizza Liorni, ma lì non si sente niente, siamo sulla scena di un gran film muto con l'audio gracchiante, assordante e ovattato di uno stadio che gode, di una discoteca che pompa, di un pubblico troppo eccitato per mettersi di trequarti.
 
21.35
Poi, intorno a me, tutto si ferma, o così mi sembra.
La domanda appesa, l'esitazione iniziale, due concetti onesti esposti in maniera più fluida del temuto, il commento della Marcuzzi da studio e la scrittura “seduta stante” ufficializzata da Liorni (il tutto in 40 secondi, quelli del video del post precedente).
E tanto basta.
 
21.40
Tanto basta affinché gli sguardi su di me, passato il ciclone, si deformino ulteriormente.
Qualcuno mi si presenta, stringo mani, altri mi chiedono come abbia fatto ad arrivare fin lì, la prendo alla larga, accenno ad internet e così facendo infittisco l'alone di mistero su di me. “Internèt? Io c'ho paura d'internèt”, mi confida la signora al mio fianco, “io pure ci scrivo ngopp'a nternèt”, dice competitiva la sua amica, “vedi che vor dì a scrive ngopp'a nternèt?”, riflette ammirato e rammaricato uno dei quattro vigili del fuoco, anche loro napoletani, in borghese dietro di noi. Intanto la vicina più giovane s'è accucciata ai miei piedi col telefonino inframuscolo e quando riemerge rassicura le amiche che “Maria Rosaria ha detto che siamo state inquadrate benissimo!!!”. Poi, in un momento di pausa, mi mostra Ricky Martin che canta, Francesca che esce e Kledi che balla, tutto custodito in video nell'appendice cellulare della sua memoria. Rimedio un bacio perugina, strette di mano, bacetti. “Ao, noi sempre vicino a te eh”, mi ripetono le vicine, giovani e meno giovani. Le ringrazio, le tranquillizzo, annuisco, per non deluderle.
 
22.30
Intanto la puntata va avanti, Elena esce, la sua coinquilina mi sguscia davanti e la chiama, qualcuno strappa orecchini dai lobi dell'eliminata mentre guardando in camera mi limito a darle due pacche affettuose sulla testa, in segno d'esultanza.
Poi, all'improvviso, tutto finisce.
Chi è stato inquadrato porta a casa il trofeo, chi è stato lisciato ritenterà la prossima volta. M'avvio verso la macchina salutando i miei nuovi amichetti, all'esterno una rissa prende piede intorno ai pullman dei desideri, inquadrati nababbi contro non inquadrati tapini, strascichi di Grande Fratello che s'accapigliano.
Pure questa l'abbiamo fatta, pure questa l'abbiamo vista, dall'altra parte della barricata.
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14 commenti a “In cronaca”

  1. scritto il 13 febbraio 2006 09:45 da amlo

    come vedi, il napulitano sadda fa’ sempre canoscere.

  2. Il tuo post è più lungo del programma dell’unione. Essendo a dieta da oggi, lo leggerò in pausa pranzo.

  3. Le signore napoletane che scrivono “ingoppa ad internèt” sono sicuramente un campione di quelle con parlo io ogni giorno: hanno difficoltà a trovare il pulsante d’accensione d’o pc e quando lo trovano era meglio se non l’avessero mai fatto!

  4. tvb

  5. Io ti ho scoperto da poco. Te l’ho scritto anche qualche post fa. Tant’è che ti ho linkato subito. Mi piace come scrivi. Sei descrittivo come pochi. Mi sembrava di essere li con te mentre leggevo e sentivo persino l’odore di borotalco misto CK, misto pizza della fauna e flora Campana.
    Ho letto anche altri tuoi post (sempre sul GF) e mi fai sempre sorridere oltre ad essere ammirato dal modo sagace che hai nel digitare sui tasti.
    Alla fine di ogni tuo post però rimango pensieroso. Prima non riuscivo a capire il perchè ,ora forse però vedo un pò di luce in fondo al tunnel. Tu non fai la cronaca del GF, la tua è proprio una chiamata nell’arena dei Leoni a cui non puoi fare a meno. Entri nell’Arena con la gente che urla, e tu stai li con la spada e lo scudo aspettando qualche Leone. Ecco che cosa emerge veramente nei tuoi post sul GF, la lotta contro un “ossimoro” :amore ed odio per il GF. Forse mi sbaglio? Forse sono stato troppo esagerato? può darsi, ma è quello che sento dalle tue cronache, tanto divertenti da un lato , ma tanto drammatiche nell’altro.
    Lo ammetto e non me ne vergogno che anche io lo guardo. Non sono stato costante nelle edizioni, ma l’ho guardato, come ho guardato l’isola. Credo che una persona per capire esattamente dove si trova debba anche conoscere i fatti di costume del proprio paese. Anche quelli fanno parte dell’informazione e quindi vanno conosciuti(in questo modo puoi anche evitarli).
    Allora una domanda mi sorge spontanea: “Uno come te potrebbe parlare di qualsiasi cosa, per come lo fai bene,ma allora perchè parli solo del GF?”. Ripeto non so la tua storia , non voglio giudicarti ed ho visto negli ultimi post una certa insistenza che ,come ti ho detto, ha anche un che “di masochistico”. Oppure tendi a voler fare il critico televisivo?(saresti perfetto)
    La mia è semplice curiosità, e se non mi vuoi rispondere in pubblico puoi farlo anche in privato, basta che passi sul mio blog e troverai la mail.Se non vuoi proprio rispondere non è importante, ma ti volevo fare la domanda ugualmente.
    Ciao:)

  6. scritto il 13 febbraio 2006 16:57 da GranVia

    Complimenti.
    Ottimo post!

  7. scritto il 13 febbraio 2006 17:38 da Victor

    Si’, ma che sia la prima ed ultima volta!
    Giovedi’ rivoglio la cronaca der gieffe.

    PS: ma che parola dicesti per vincere l’album di Bennato?

  8. scritto il 13 febbraio 2006 17:48 da zoro

    ciarliero (stavo studiando i comparativi irregolari, in greco, altrimenti ciarliero-lalos non l’avrei mai detto)

  9. applausi

  10. Non avevo fatto il confronto Diego-Zorro-Zoro … mmh .. ne imparo una tutti i giorni. Bravo, bella cronaca… ;-)

  11. grandissimo Zoro… ti seguo dai tempi del blog su Excite… sono ceccanese e sono cresciuto nello stesso quartiere di case popolari di Fabiano… sto diffondendo il più possibile il tuo blog tra i miei amici e, se ne avessi bisogno, potrei darti una mano per le traduzioni Fabiano/Italino/Fabiano… lunga vita al tuo blog…

  12. ciao zoro, oggi ho letto su metro (o leggo..non ricordo) che la D’Urso ha dichiarato qualcosa del genere: La Marcuzzi è brava ma io ero un’altra cosa.
    ..non so se piangere o ridere..

  13. scritto il 16 febbraio 2006 15:28 da Nonsolorossi

    In difesa dei napoletani, una cosa: vai su http://www.a67.it e comprati il disco del gruppo…

    Detto questo, capisco perché non hai risposto all’sms. Avevo dimenticato che il cellulare lo si deve spegnere…

    Bravo Diegò…

  14. scritto il 30 marzo 2008 05:29 da soogu

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