La devolution del cuore

by Diego Bianchi il 17 febbraio 2006 @ 14:13 / GrandeFratello / 13 Commenti
Li ho rivisti i miei amichetti, li ho riconosciuti subito.
La lolita casertana e la signora napoletana stavano ancora là dove le ho lasciate una settimana fa, con i loro telefonini caldi, i sorrisi pronti, i gomiti piantati sulla balaustra. Dov'ero io ci sono ragazzi cinesi, con un ti voglio bene scritto in 4 ore, ideale ideogramma programmatico per una puntata tanto buonista nei propositi quanto triste negli esiti.
 
LA SETTIMANA
Questa settimana finalmente è successo qualcosa e Marcuzzi una volta in scena lo annuncia felice: c'è chi ha pomiciato e chi avrebbe voluto, chi ha tradito e chi ha baciato la fedina, chi ha pianto e chi ha scazzato, proprio come succede nella vita di sempre senza la prospettiva di un milione di euro da mettersi in saccoccia. [...]
Ma in questi giorni è anche il compleanno di un sacco di gente, da Leila a Lucio, dalla mamma di P.R.nato a quella di Fabiano, per non dire dell'onomastico di Valentino e della festa di tutti quelli che hanno bisogno di un dì di festa per dirsi ti amo. Tante ricorrenze esaltano gli autori che giocano forte sul valore evocativo della tagliatella ciociara ed è così che Mamma Diomira e Nonna Mafalda non possono sottrarsi al mattarello del tugurio e ai ferri delle babbucce, strumenti d'artigiano per riti nostrani, da ribadire e accentuare, difendere e promuovere, in piena devolution dei sentimenti, con un occhio al medagliere e l'altro all'audience.
DISCUSSIONI
Sgomitando a fatica nel pruriginar di eventi al caramello, le cose più interessanti della settimana s'affacciano dal video-scazzo riassuntivo, stralcio di reality dal quale si staglia come un totem d'ignoranza la tracotante e rimbobante vuotezza del sedicente poeta, uno la cui presenza mi fa spesso pensare alla persistente attualità della dicotomia che divide il mondo in trombanti e non trombanti. Franco, a differenza di quasi tutti gli altri maschi della casa, appartiene di diritto alla famiglia dei non attivi e il ceppo genealogico, evidente dal primo giorno del programma, è emerso in settimana in tutta la sua forza vendicativa.
Dopo averci provato con tutte rimbalzando come una palletta magica sull'altrui noia e fastidio, il trapezista della rima alla mononucleosi ha reagito stizzito attaccando l'altro sesso, in un trionfo di mal argomentata rozzezza troppo palese per sparire dietro zoppicanti trimetri giambici. Deposte le poesie portoghesi il saccoccione si è fatto capobranco e spalleggiato da qualche dottorando ha aggredito un po' Luila e un po' Laura.
Stando a quanto selezionato dagli autori, la tunisina avrebbe dedicato al poeta molto più tempo del dovuto, denunciando limiti di maturità tipici di chi ha l'abitudine di far capricci a prescindere da razze, culture e religioni, forte però dell'alibi che frequentando di norma la tipologia chiavante, da uno come Franco si può rimanere sinceramente sconvolti.
Ma l'araba parla, l'araba discute, l'araba è bella, l'araba fa paura.
 
POESIE E MIMI
Ma la melassa appiccica tutto, la tv influenza gli umori e mia figlia chiede alla mia signora: ” tu sei innamorata con paDiego?” La risposta per fortuna è affermativa, la bimba è rasserenata, ma la prova settimanale incombe.
Avendo investito sul poeta per elevare il livello culturale del programma, gli autori hanno l'esigenza di dar prova del generale imbarzottimento d'intelletto di chi poeta non è, e allo scopo riesumano il gioco dei mimi vestiti come Troisi a Frittole e una decina di strofe da imparare a memoria. Tra Romei romani e Giuliette tunisine, proverbi arabi e sentenze cinesi, Franco si esalta vieppiù, ma non in quanto poeta bensì in quanto nerd primo della classe che avendo imparato tutto a memoria apre e chiude file (fail) meccanicamente, il più delle volte senza capirne il senso, esattamente come facevano tanti miei ex compagni di classe completamente avulsi da ogni logica relazionale, ma pieni di bei voti. Franco era uno di loro e non appena gli si offre l'occasione di tornare sul banco di scuola è lì che si esalta, è lì che dà il meglio di sé, è lì che mentre gli altri interagiscono lui masturba il proprio ego, pago di un presunto livello culturale fine a se stesso, inutile al prossimo, adattabile a niente. Nonostante la fattorizzazione della D'Urso sia cosa fatta, il problema di come alzare intellettualmente il livello medio del GF e di chi lo guarda è sempre d'attualità (e giusto ieri la Marcuzzi ha sparato “sfavoreggiato”, ma vabbè, la D'Urso avrebbe detto “sfavorellato” o anche peggio). Magari è un'ammissione di sconfitta, ma ritengo che per portare più cultura a tutti sian preferibili le jovanottiane storture che han fatto conoscere a tutti il verso “amor ch'a nullo amato amar perdona” (anche se poi in tanti credono ancora che il seguito sia “porco cane, lo scriverò sui muri e sulle metropolitane”) che non le scoraggianti rime in rumeno dell'autore di “primavera bizantina”. Citare Dante usando Jovanotti (o viceversa) sarebbe stato a suo modo utile per abbattere le diffidenze tra cultura e ignoranza, in una dimostrazione concreta di elasticità e intelligenza che un poeta al passo coi tempi avrebbe potuto dare anche giocando nel GF. Il fatto è che Jovanotti è sicuramente tanto tanto tanto più poeta di Franco, e questo, volenti o nolenti, è un segno dei tempi.
 
FILIPPO E SIMONA
Svolto il compitino, Franco e i suoi ripetenti alla fine vincono, i tapini torneranno in sauna, ma è Filippo, a sorpresa, il migliore della prova e la cosa rovina non poco la festa dei dottorandi.
Tutto ciò perchè Filippo è un gran paraculo e lui a uno come Franco lo frega quando e come vuole, pure giocando in trasferta, pure terzinando a occhi chiusi.
Non so altrove ma a Roma di Filippi ce ne sono tantissimi e ti fregano sempre. Io stesso, per esempio, uno così, uno come Filippo, lo conosco davvero, e non volergli bene è impossibile. Filippo e questo mio amico riescono sempre nella quasi impossibile impresa di dare ragione a tutti, di risultare simpatici a tutti, di capire in tempo l'aria che tira, di non esporsi mai più del dovuto facendo sponda sul prossimo, di ribaltare in forza le proprie debolezze, a suon di battute e picchi di sensibilità, fratelli minori di grandi fratelli, figli ideali per seducenti istinti materni, schiavi del primo culo che passa anche se prossimi al matrimonio, anche se il culo è quello piatto di una come Simona.
Travolto da bacetti e sensi di colpa, dopo la condivisione del talamo Filippo si concederà un pezzo alla volta alla passeggiatrice milanese, perchè lui è fatto così e pure l'amico mio; non sanno dire di no, le tentazioni li avviluppano, ma cadranno sempre in piedi e con una battuta e una risata ti saranno sempre amici.
Tutto ciò l'ha capito Simona, che pur confessando di sentirsi una stronza non recede di un passo, consapevole di quanto la sua permanenza nella casa sia legata a doppio nodo alla domanda “o famo strano?”, alla possibilità di rendendosi calzabile come un anello ciucciato al dito.
 
PATRIZIA, ELEONORA, DOMIRA, MAFALDA
Se tanto mi dà tanto il GF6 lo vincerà uno che in questo momento magari sta leggendo questa cronaca, uno che nella casa ancora non c'è, uno che entrerà solo l'ultima settimana perchè così è se gli pare e domandarsi il senso delle cose, soprattutto al GF, non ha senso.
Succede difatti che più ci si avvicina alla fine più concorrenti entrano nella casa e per sostituire Lucio il GF decide che ne servono addirittura altri due, una mamma e una figlia, donne moderne che per una settimana non dovranno rivelare al gruppo la loro consanguineità.
Le schede delle due complici, mamma 39enne molto più bella di figlia 20enne, sono impalpabilmente normali: no dj, no modella (anche se aspirante stilista, ma a 20 anni si aspira a tutto e si inspira di tutto), no poetessa, no meteorina e la penuria di stranezze potrebbe nascondere, al di fuori del fatto che siano lì, anonima normalità.
Tuttavia, quando Patrizia ed Eleonora (questi i nomi), entreranno sul final di trasmissione portando grissini, panettone ed ipocrita entusiasmo, l'interesse nei loro confronti sarà stato già completamente risucchiato da un'altra madre e da un'altra figlia.
Mamma Dorina e Nonna Mafalda, nonna e mamma di Fabiano, mamma e figlia pure loro, personaggi dai contenuti ben più gustosi di una teglia di lasagne, regalano saggezza, lacrime e vigore, e l'inseguimento a squadre di 4 generazioni è impietosamente e televisivamente vinto dalle Supersenior d'assalto, nel ricordo di uno dei pochi reality veramente pregni mai apparsi in tv, e in quanto tale subito sparito da ogni palinsesto.
 
ELIMINAZIONE LEILA
Temevo succedesse giovedì scorso, con me lì presente, e invece la mia pubblica dichiarazione di sostegno a Leila e P.R.nato coincise con l'auspicata uscita di Elena e con l'unica volta in cui il parere dei digitanti terrestri ha fraternizzato con il mio.
Ma la mia totale discordanza con l'elettorato da reality si evidenzia ancora una volta allorché dalle case di chi guarda parte compatto il tiro allo straniero e Leila viene eliminata precedendo di non molto addirittura la favoritissima Manliò, caricatura di cinese alla quale è bastata una settimana con qualche mossetta in meno per esser nominata prima e quasi eliminata poi.
Le fasi dell'eliminazione sono lente e tese come un end di curling, si salvano i maschi, si salva la Cina, è finale Italia-Tunisia, è scontro di civiltà, è l'ossimoro della fabbrica del sorriso, è Simona che sussurra che sta per finire inculata e fa pure il gesto con la manina, è Leila che fissa la telecamera per sapere quanti Calderoli ne caldeggino l'uscita, è solidarietà per il Malawi, è Leila che infine viene silurata, piallata, chimicamente cancellata.
La Rula Jebreal de noantri non a caso è protagonista dell'uscita più fredda della storia del GF, tanto per saluti interni quanto per abbracci esterni; Liorni è quasi imbarazzato da un clima moscio e surreale, dove neanche i figuranti se la sentono di far caciara per una tunisina non più stronza della media italica e dove l'unico a masticare amaro è Fabiano in preda al raffreddamento improvviso degli ormoni.
Tutti gli altri festeggiano, in particolare Rosario, vero raccomandato di questa edizione, frutto marcio dei triccheballacche, siciliano senza solidarietà per l'unica più meridionale di lui.
 
LIORNI A MILANO
Ma i meridionali veri abitano al nord e il viaggio di Liorni a Milano, a casa di Simona, stana dall'anonimato un uomo che ne avrebbe fatto volentieri a meno, uno che in quel momento avrebbe voluto essere caso da Sciarelli, ma che siccome la figlia è un po' zoccola deve inevitabile esporsi al pubblico ludibrio, perchè così vuole il gioco, così vuole Liorni, così vuole la vita. Con una caccola in fuorigioco il signore spiega che lui della figlia nella casa non vuole vedere niente, anche perchè quel poco che ha visto gli è bastato per scoprire che la figlia fuma, che la figlia è tatuata, che la figlia è piena di silicone, che la figlia s'accoppia e tante altre cose che solo un matrimonio avrebbe dovuto permettere ma che invece sono già realtà, per lui e per qualche milione di italiani.
L'uomo è distrutto, mortificato negli affetti e nei valori, Supersenior nostalgico e coerente nel fingere che le cose non accadano. Forzarlo ad impugnare il telecomando è violenza allo stato puro, mancanza di rispetto, atto di guerra in missione di pace.
 
LEILA IN STUDIO
E' inutile prendere per il culo Francesca che non sa cosa siano gli algerini (da lei scambiati per abitanti della Nigeria, o della Norvegia), quando se si deve scegliere una musica vagamente arabeggiante si conosce solo il pur ottimo Khaled. Per commentare un programma che ha sede in Marocco e una concorrente con natali in Tunisia, in due giorni Endemol e Mediaset han fatto più ricco un grande artista algerino. E' come se una tv araba mettesse i Gipsy King per musicare una medaglia d'oro italiana, ma dato che dalle nostre parti si esulta perché la Pausini vince grammy cantando in spagnolo, forse nel nostro caso il problema non si pone.
Seduta sul trespolo Leila esterna alterità in ogni sguardo, registra con disprezzo e distacco il video con gli apprezzamenti sul suo conto e abbozza con spirito olimpico anche quando la Marcuzzi si fa Ventura e le dice del tototrans come si direbbe ad Albano che la Lecciso l'ha lasciato. La bolla Platinette invece di decollare esplode, Luila torna Leila con uno sbatter di ciglia e la morbosità viene spenta di colpo, nella speranza che la voglia di spettacolo non porti la ragazza a fare il trans nel prossimo film di Boldi e De Sica.
 
NOMINATION
Raramente ho visto in tv qualcosa di più subliminalmente offensivo per le donne della nuova regola imposta per le nomination. Partendo dal dato oggettivo che le donne sembrano incapaci di giocare e ragionare in squadra, il GF decide di porre un argine alla moria delle vacche proteggendole come neanche il WWF o la Prestigiacomo potrebbero fare, limitando la possibilità di venir nominati ai soli maschietti, che cime non sono ma due conti in più sanno farli.
Il bello è che nessuna fanciulla s'offende e tutte contente di sfangarla perdono l'ennesima opportunità per ostentare personalità, reclamando dignità. Mentre Simon e P.R.nato vengono mandati al macero da un po' tutti, Mafalda e Diomira impastano e cuciono, attrici naturali nella parte di se stesse, sacre vestali d'orgogliose tradizioni, matriarcalmente al comando di un programma senza palle.
 
TAGLIATELLE PRIDE
E' anche per Diomira e Mafalda che persa Leila tifo Fabiano, consapevole del fatto che non gli sto facendo un favore. Fabiano è la semplificazione del pensiero, uomo primordiale, ormone e istinto, genuina ignoranza e salde radici, identità forte e cuore di latta.
Quando vede la mamma in video piange, ma piange di più perchè si rivede mentre fa la prima comunione perché è quello l'evento che più di altri evoca appartenenza culturale, è quello l'evento che racconta agli amici una volta rientrato nella casa e solo una quintalata di tagliatelle può commuovere di più, determinando una volta per tutte chi è leader e chi no, chi fabbrica il sorriso e chi no, chi rappresenta meglio gli italiani e chi no, più di una poesia senza poesia, oltre ogni par condicio.
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13 commenti a “La devolution del cuore”

  1. scritto il 17 febbraio 2006 15:55 da Franx

    “il trapezista della rima alla mononucleosi ha reagito stizzito attaccando l’altro sesso, in un trionfo di mal argomentata rozzezza troppo palese per sparire dietro zoppicanti trimetri giambici” è da premio Nobel! Immenso come sempre, nonostante le distrazioni olimpiche.

  2. scritto il 17 febbraio 2006 16:06 da SanVa

    L’araba fa Nietzsche. E ora onta su me per 7 generazioni, per aver messo per iscritto questa boiata di battuta. (lo “dovevo” fare, non potevo non farlo)

  3. Chiamateme quando PRenato e Simon se meneno..

  4. Non esiste in nessun altro punto dell’infinita rete una tale ricchezza di informazione, introspezione e analisi del programma televisivo noto come Grande Fratello.
    Ecco, l’ho detto.

  5. scritto il 17 febbraio 2006 17:31 da Victor

    “Ma i meridionali veri abitano al nord e il viaggio di Liorni a Milano, a casa di Simona, stana dall’anonimato un uomo che ne avrebbe fatto volentieri a meno, uno che in quel momento avrebbe voluto essere caso da Sciarelli, ma che siccome la figlia è un po’ zoccola deve inevitabile esporsi al pubblico ludibrio, perchè così vuole il gioco, così vuole Liorni, così vuole la vita.”

    M’hai fatto patire un po’, ma l’attesa per una cronaca che non voleva comparire sul monitor del mio computer è stata ampiamente ricompensata da questo passaggio,un giubilo che ha trovato la sua massima esaltazione nell’espressione successiva sulla caccola in fuorigioco.
    Chapeu Zoro, chapeu…

  6. scritto il 17 febbraio 2006 18:39 da L"invidioso

    Zoro, eri e resti un grande.
    Un Plushenko una spanna sopra qualsiasi altro blogger/opinionista/giornalista che si occupa di reality (o fintality) show.
    Temevo di perderti, in una lucarelliana spirale di eventi, dopo la scrittura “seduta stante” invece rieccoti piu’ in forma, piu’ intelligente e piu’ tagliente che mai.
    Ti chiedo scusa se i miei commenti a questo blog sono solo di elogio e complimenti, ma non riesco a scriverti altro.
    Ciao, L”

  7. il gf è un pretesto, una chiave ermeneutica di una modernità melanconica e decandete, direi quasi mitopoietica, giusto perchè so che il termine ti piace. ;) Bravo Diego, bravo davvero.

  8. scritto il 18 febbraio 2006 13:34 da Frizzolina

    Zoro, il vero spettacolo è il tuo commento!!!
    Un bacio

  9. scritto il 20 febbraio 2006 11:45 da Alex

    …fettuccine, non tagliatelle! mi raccomando, a Ceccano ci teniamo! :-)

  10. scritto il 20 febbraio 2006 16:30 da Nonsolorossi

    Continua la subliminale esperienza di seguire quest’anno il gf solo attraverso te…

  11. maddaiiiiiiiiii!
    aspetto l’secuzione del libero della pattinatrice russa, faccio zapping e chi ti becco al Gf

    zoro!

    madaiiiiiiiiiii!

  12. ero posso trovo?

  13. scritto il 5 giugno 2006 14:32 da georg

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