Nel fango delle opinioni

by Diego Bianchi il 24 febbraio 2006 @ 16:10 / GrandeFratello / 40 Commenti
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ore 19.40
Piove e sputazza senza sosta sulla casa del Grande Fratello, mentre lo studio-capannone rimbomba della voce di un animatore Mediaset che intrattiene i convenuti intimando loro di non chiamare, non vibrare, non filmare, non flashare, non riprodursi in alcun modo che a tutto ciò ci pensano loro che sono la televisione, e riprendere la televisione che ti riprende sarebbe memoria sprecata.
Piove e sputazza mentre passeggio da solo nei pressi di un'uscita d'emergenza del capannone-studio e sono losco, tanto losco che un addetto alla sorveglianza mi viene a chiedere chi io sia, chi stia aspettando, sollecitandomi nel fornire dettagli che possano giustificare la mia presenza in quei paraggi; desideroso di tranquillizzarlo mi avventuro in rappresentazioni di quello che di lì a poco dovrei fare, ma devo essere prolisso e noioso come un Postiglione in the rain se dopo poche parole mi lascia lì, da solo e losco come prima, sufficientemente disinnescato ai suoi occhi e tristemente innocuo ai miei. [...]
Deambulo e schivo le pozze mentre i pullman stavolta osano il parcheggio direttamente all'interno di Cinecittà, perchè da Via Lamaro stasera non si può entrare causa dimostrazione di qualche manciata di metalmeccanici o precari non meglio identificati che ostruiscono l'accesso a ciò che devono aver identificato come il centro nevralgico del mercato del lavoro; bagnati e senza telecamere, aggirati con facilità dalla logistica del nemico, veri tapini del dopolavoro, di loro nessuna traccia, nessuna prova, non esistono. Più o meno inconsapevolmente li ho aggirati anch'io entrando con la macchina dall'entrata principale di Cinecittà, con la guardia alla sbarra che sulle prime non mi voleva far entrare e che non appena gli è squillato il telefono mi ha fatto un cenno convenzionale significante “tu entra, io non ti ho visto, se ti beccano nun te conosco, che cazzo ce sei venuto a fa poi me lo spieghi un altro giorno”. Quando piove e sputazza si fingono tutti più attenti, ma l'acqua allarga la manica e dopo qualche secondo di posa il filtro cede, per tutti tranne che per i dimostranti, soli in Via Lamaro.
ore 20.10
Il disagio da documentare, se proprio vogliamo fare tv verità, stasera sarà solo quello di chi affronterà la diretta sotto l'acqua, magari dopo un viaggio di qualche centinaio di chilometri, zuppo di gioia, oltre ogni reumatismo cellulare, pronto ad immolare i bronchi sull'altare dello zoom.
Il pullman che mi passa accanto fa fatica a trattenere l'indisciplinato contenuto, che è lo stesso dell'altra volta, con le stesse capociurma e le stesse lolite che appena mi vedono nel parcheggio mi salutano a voce alta, chiamandomi per nome, dandosi di gomito, pregustando primi piani, perchè se siamo stati inquadrati insieme per qualche secondo due settimane fa ora siamo amici per la pelle, e sostenere il contrario sarebbe oltremodo sgarbato.
M'imbarazzo e le saluto sperando di non deluderne le aspettative, ma quando incontro la mia guida locale ci metto poco a capire che gli Scampia tour hanno le ore contate, che le risse delle quali giorni fa ero stato lontano testimone pare si ripetano ad ogni loro comparsata e che loro, gli amici di Amici e del GF, finiscono spesso in sfida a menar le mani. Tutto ciò al GF non piace, che va bene picchiarsi davanti alle telecamere ma dietro no, non è bello, fatica sprecata, energie buttate che tornerebbero tanto utili in altri programmi. C'è tensione uggiosa, autori e collaboratori temono il peggio, piove sempre di più, gioca pure la Roma, per non parlare delle culate della Kostner in controprogrammazione. Propongo a colei che ci assiepa di andarcene tutti a casa, o in alternativa di chiamare i dimostranti fuori Via Lamaro e chiedere loro chi vorrebbero fuori con loro, Simon o PRnato? Ma stasera non è aria, sembra che debba piovere per sempre.
ore 20.30
Vengo sistemato sul fronte opposto rispetto a due giovedì fa, tra 3 adolescenti imberbi in nomination con l'acne, nati e cresciuti nel nightmare di Centocelle, scooteristi d'assalto, fradici già all'ingresso, dall'atteggiamento indolente di chi sarebbe rimasto volentieri a giocare a stecca nella bisca sotto casa ma che per una serie di circostanze che non ricorda si è ritrovato lì, faccia a faccia con chi ha il telecomando in mano. Tutt'intorno a noi ci sono sempre i Secondigliano Nightmare, ombrelli e impermeabili col pelo, cappucci e un preservativo gigante fornito dalla produzione che ci avvolge tutti come fossimo un'enorme testa di cazzo, e la metafora è talmente facile da sembrare voluta e ritenersi offesi.
Un casertano con ragazzetta sotto braccio socializza con i miei vicini facendo leva sul reciproco odio, misurando gli slogan antiromanisti con quelli antinapoletani, e più si ritornellano addosso bestialità più ridono e si gemellano, trovando terreno comune nella condivisione delle stesse trasferte, delle stesse sassaiole, degli stessi nemici dalla fiamma sul berretto. Diventare amico di chi odi solo per abitudine o sentito dire è estremamente facile, l'importante è decontestualizzarsi.
Posso ben dirlo io che sto lì, nelle viscere del GF, sradicato dalla poltrona di casa, dalla famiglia, dalla Roma e dal computer, decontestualizzato più di tutti, masochisticamente consapevole, a fare il gioco del nemico.
Alla mia sinistra un ragazzo mi copre a malapena con un poco virile ombrello a fiorellini, uno di quegli ombrelli che nel ballottaggio con la pioggia hanno drammaticamente la peggio e nel morire ti guardano minacciosamente negli occhi con spezzati moncherini di ferro. Visto che io tendenzialmente dirò qualcosa in favore di P.R.nato e visto che la squadra di rugby di Simon è rimasta impantanata nella pozzolana a far mischie, è a quel ragazzo accanto a me che chiederanno di dire qualcosa per Simon, anche sotto quell'ombrellino che ci copre la testa in un giorno di festa, anche se lui fa fatica a capire chi sia Simon e chi PRnato, anche se manca pochissimo ad andare in onda, ma in fondo sticazzi.
ore 21.10
Mentre Simon e PRnato vengono stipati in una specie di discoteca anni 80 in disuso, mentre la Marcuzzi riassume una settimana ben più anonima della media rivitalizzata ad orologeria dall'apparizione di colei che aveva mollato Lucio alla prima puzzetta emessa nella culla, mentre si viene a sapere che uno dei cardini di questo giovedì sarà la scoperta del fatto che anche i cinesi ingrassano, là fuori Liorni è nervoso e si ripete le frasi da dire, cercando di convincersi della bontà di un dibattito sulle personalità di PRnato e Simon, sotto la pioggia, davanti a tutti, a quell'ora.
Brufoletto accanto a me è sveglio e nel trambusto capisce prima degli altri che dovrò parlare, chiedendomi quanto mi paghino.
La risposta lo delude, la storiella di Internet gli scivola addosso come la pioggia sui capelli, poi riprende a parlare col compare di motorini smarmittati e di quanto sia bona la Marcuzzi. E' in quel momento che il testosterone blocca il suo pensiero e ritornando sui suoi passi mi sollecita a farmi pagare in natura, con un giro di Marcuzzi, che per lui, e non solo per lui, dev'essere una specie di bambola ghiandolare ad uso e consumo di chiunque abbia un ruolo nel programma.
ore 21.40
Apparire incappucciato in diretta nazionale è privilegio di pochi raramente associabile a comportamenti esemplari, me ne rendo conto, ma là fuori continua a piovere, l'ombrello del mio vicino è solo un minaccioso scheletro di ferro e il preservativo gigante, usato e gettato in terra nella fanga, segue il destino di ogni preservativo da esterna. Liorni non è tranquillo e recita gli ultimi comandamenti agli improvvisati opinionisti: “mi raccomando, concetti chiari e netti, che qui siamo in tv e l'intelligenza non paga” e tanto lo assecondiamo nella pratica che il mio vicino mischia i nomi e i concetti fin lì provati e io esprimo sordido terzismo dicendo che il peggio non è in nomination ma destinato a rimanere nella casa (questo il video). Ma nella caciara va tutto bene, anche lo sguardo che Fusar Poli Liorni regala al Margaglio cameraman che s'è incastrato nei fili e nella melma, quella melma che nell'arena delle prove sta per fare da contorno alla conquista di una medaglia da nababbo, alla fagocitazione dell'agonismo olimpico in una campestre da Rotary club, esattamente come tra una settimana si tenterà l'insonorizzazione del Festival di Sanremo con qualche acuto di Manliò. Evocare la controprogrammazione del resto funziona e anch'io, involontariamente, incappucciato mi presto al gioco, visto che di solito il giovedì sera sulla Rai c'è Don Matteo.
22.10
Niente trapela all'esterno del pathos che la rivelazione della consanguineità tra Patrizia ed Eleonora sta provocando nella casa dove nessuno aveva capito niente e dove tutti, a cose fatte, dicono di aver capito tutto da un pezzo. All'esterno l'aria è dimessa per inerzia, la capociurma dirimpetto sfodera l'alfabeto dei segni per dirmi che secondo lei c'è feeling tra Franco e Patrizia, la assecondo con un cenno del capo ignorando di cosa stia parlando e perchè lo voglia far sapere a me, il virus dell'opinionismo avanza senza pietà e nel trillar di sms che confermano inquadrature io ne mando un paio per aggiornarmi calcisticamente; del resto se non succede niente è difficile far decollare l'entusiasmo e per quel che mi riguarda io me ne andrei, il mio l'ho fatto, ho un secondo tempo da vedere ed eventualmente la madre di Lucio da analizzare. Ma quando un formale e freddo scambio di sms mi blocca, Brufoletto mangia la foglia e commenta senza indugio: “me sa che devi riparlà”.
Io che sono uomo di mondo ormai avvezzo alle telecamere e alle scalette in rapida evoluzione gli dico che “figurati, ti pare, non è che qui si fanno le cose così, qui non s'improvvisa niente e poi guarda, manco un giro con la Marcuzzi ci scappa, quindi niente, tra poco ce ne andiamo tutti, tranquillo”, ma mentre parlo mi piazzano accanto un amico di Simon in giacchetta, uno strappato dallo studio così com'era, senza profilassi né cura, portato nella calca a fare l'amico di Simon pure lì, uno che domani avrà la febbre, uno che deve parlà pure lui, in amicizia. L'amico di Simon è un bagnato pesce fuor d'acqua più di me, ha un telefonino molto più fico della media, la giacchetta pariola che non lo impermeabilizza a dovere e un principio di cacarella avanzato; tremando con contegno mi guarda interrogativo sulla natura di tanta napoletanità all'esterno della casa, ma tempo per spiegare non ce n'è, e come se non bastasse gli autori ci ripensano e lo catapultano dall'altra parte della staccionata, tra gli amici di PRnato, che il mio è l'angolo delle opinioni e dei pensieri profondi e far confusione è peccato.
22.40
Ma di opinionisti c'è penuria, la meglio gioventù di Scampia sta prendendo il sopravvento e un virgulto dal capello cotonato mi chiede di chi sia amico io e di chi sia amico l'amico di Simon e “se esce Samuel vado addosso a lui? che dici? che dici?”. “Si chiama Saimon” gli diciamo premurosi, “Saigon? ma che cazzo di nome c'ha? Samuel non va bene?” urla a vene gonfie mentre l'amico di Saigon viene interrogato da altri due giovini che gli chiedono se abbia fatto Distretto di Polizia, o La Squadra, che più lo guardano e più è uguale uguale a uno che ha fatto RIS.
“Canosci Napoli? Ah no? E' una bellisssssssima città, a voi canosce? Torna con noi, in pullmàn”. L'amico di Samuel cerca un autore, un rugbista, qualcosa che lo protegga dai due improvvisati agenti turistici, s'accartoccia contro il muro bagnato, vuole tornare in studio ma non può perchè deve andare a dire che Simon è se stesso, cosa che di lì a poco farà.
Anche perchè Simon comincia a diventare veramente se stesso, PRnato lo era già, e nella disco in disuso invece del Fight Club sollecitato dagli autori tramite la visione di filmati deformanti e montaggi smontanti, va in onda un pacato confronto di civiltà, roba da crollo degli ascolti e trionfo del rispetto reciproco. Sotto l'acqua intuisco la situazione attraverso la plastica che protegge un televisore lontano 50 metri e all'improvviso anche gli autori e Liorni mi impallano la visuale, tornando nei miei pressi alla ricerca di un altro che dica qualcosa, possibilmente contro PRnato, possibilmente ripetendo una delle frasi che si sono scritti su un foglietto per imboccare chi non si accontenta di un ciao mamma, professori complici che passano i compiti agli alunni, senza ritegno, come un membro interno in commissione d'esame. Se quelli fanno la pace là dentro, che almeno ci si azzuffi un po' fuori. E invece niente neanche lì, e mentre la calca pressa faccio il mio secondo intervento, parole e testi superficialmente miei, tanto miei da arricchirsi di una r di troppo, che scivola via come una stone di Retornaz, attaccata alle tradizioni del “nostro blogger Diègo” (questo il video).
“Quanto je dai a Liorni pe parlà?” mi chiede uno invertendo la percezione del mio potere contrattuale mostrata poc'anzi dal mio vicino.
Perchè un'opinione ce l'hanno tutti ed è giusto che parlino tutti e se l'opinionismo dilaga quando PRnato esce è opinione diffusa che occorra sfruttarne la baldanzosità per cavarne un piano sequenza dal buco, l'orgoglio scaurino si fonde con quello scampino e per gli altri non c'è scampo, non c'è opinione che tenga che non sia quella del cameratismo da caserma catodica, della lotta nel fango, del furto d'inquadratura, del dileggio che ne consegue verso chi è rimasto tagliato fuori come un fondista fregato che crolla a un passo dal traguardo, fuori dal podio, senza gloria per i posteri.
Quando me ne vado piove ancora, rimedio dai miei il vhs che mi racconterà questa serata (e il cd che mi raccontarà la partita), per capire su chi elaborare la prossima opinione, per capire quale sarebbe stata la mia opinione in condizioni diverse, come se avere opinioni fosse una cosa facile, di questi tempi, con questa pioggia che continua a cadere, come se dovesse piovere per sempre.
 
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40 commenti a “Nel fango delle opinioni”

  1. scritto il 24 febbraio 2006 16:15 da SanVa

    e allora voglio pure un eccellente documento video della Slammer al villa Grancassa

  2. scritto il 24 febbraio 2006 16:33 da zoro

    eh, ciairaggioneciai, cercheremo di produrre pure quello, magari con una qualità video migliore del secondo di questi due qui postati (ma la colpa non è di Amlo che me li ha fatti, bensì del satellitare terrestre che s’è comprato).

  3. e come sempre: MASSIMO RISPETTO!!

  4. scritto il 24 febbraio 2006 16:42 da SanVa

    il mega-profilattico e gli agenti turistici sono due momenti di altissima letteratura blog

  5. A Zò stò talmente cotto de lavoro che non ce la faccio manco a leggéte.. ma te giuro che domani provvedo! NEI SECOLI FEDELE!

  6. scritto il 24 febbraio 2006 17:40 da max

    Diego il secondo video nun se vede e nun se sente……
    ^__^

  7. scritto il 24 febbraio 2006 17:49 da Carolin

    zoro ma che fai?
    alla fine vai anche in trasmissione? Sono anni che ti seguo e credo che ci debba sicuramente essere un’evoluzione nella più famosa cronaca del grande fratello

  8. scritto il 24 febbraio 2006 18:06 da ciccio

    Che s’ha da fa’ pe’ campa’…. :)

  9. scritto il 24 febbraio 2006 18:42 da mimi

    oggi in macchina ascoltavo il programma di Liorni e anche lui ha citato Retornaz… ormai avete gli stessi punti di riferimento

  10. scritto il 24 febbraio 2006 18:57 da Alex

    mitico… stavolta t’ho visto in diretta, però con la scusa che te ne vai in passerella non vorrai mica farci perdere il gusto di leggere il commento alla puntata? mitico…

  11. Già ti ho detto in pvt…cmq nn riuscivo proprio a capire come ti poteva star simpatico uno come PRnato, odiosissimo veramente e contenta che sia uscito.
    Quello che mi dispiace e che nn capisco è quanto siano poco furbe le donne, continuano a nn esser solidali, a nominarsi e a dimezzarsi, sigh.
    Per me vince Filippo sto giro, è troppo forte.
    Bacini e Bacia Liorni x me.
    Asia

  12. Lungi da me esprimere giudizi morali, moralizzanti o moralizzatori.

    Sono arrivato qui passando da Achille, la mia domanda è semplice, magari qualcuno te l’abrà già fatta e puoi anche riciclare la risposta che non mi va di cercarla, ecco, insomma:

    perchè?

  13. scritto il 25 febbraio 2006 09:06 da sarah

    Fuori Pier Renato L’anestesista un po’ rompiballe ma sveglio e fantasioso… come svegliare adesso dall’anestesia naturale i concorrenti soporiferi e pallosi? Staremo a vedere o accenderemo il digitale terrestre per aiutarci a prendere sonno meglio della camomilla!

  14. …ma se lì ci vai a fare quello normale…. ma che ci vai a fà? così è una tristezza!!! meglio essere zoro a casa tua che uno qualsiasi in mondovisione… (o non ho capito io???). ciao

  15. Sinceramente queste tue comparsate in trasmissione mi sembrano inutili. Se non appari sei decisamente più carismatico…continua a scrivere che lo fai benissimo!
    :)

  16. Bravo.

  17. Scusami Diego sei irresistibile nei tuoi commenti sul gf. Però in tv ti assicuro sembri uno psicopatico. Se si tratta di una strategia per ottenere visibilità autorale continua pure, ma sta attento l’effetto Paolini non è così lontano!

  18. ma c’e ankora ki perde tempo guardando il GF ??? azzz :-(

  19. scritto il 27 febbraio 2006 18:45 da ale

    io invece trovo che una voce da “dentro” la televisione sia molto interessante…è il tipo di informazione che un blog dovrebbe fare

  20. scritto il 28 febbraio 2006 09:47 da ciccio

    Ciao Pluto.. mi stupisco anch’io che ci sia ancora chi guarda il GF… ma in fondo il GF è un po’ come il calcio (con tutto il rispetto per questo sport): è qualcosa di talmente facile da capire che anche il più idiota degli spettatori può dire la sua sentendosi un esperto.. a volte mi chiedo se tutto ciò non faccia parte di un disegno ben preciso di decervellamento del genere umano…

  21. scritto il 28 febbraio 2006 14:22 da brigatamompracem

    quella che definisci la “manciata di metalmeccanici o precari non meglio identificati”…non erano altro che i lavoratori precari(uso un eufemismo)dell’Atesia…il più grande call center di italia….si tratta di persone costrette da tempo ad un contratto con un compenso inferiore del 40% rispetto a un qualsiasi contratto subordinato e con contributi previdenziali risibili(pochi euro al mese)…senza tener conto che in tre mesi senza ragione già sono stati licenziati 5 lavoratori….basterebe soltanto un pò di rispetto in più…o forse bastava semplicemente chiedere a quella “manciata di metalmeccanici o precari non meglio identificati” perchè stavano lì….

  22. scritto il 28 febbraio 2006 14:35 da spartaco

    a parassita, perchè non glie lo vai a dire in faccia ai lavoratori dell’atesia che sono dei tapini del dopolavoro? che non lasciano traccia? che non esistono? che non hanno neanche una telecamera? ah si, forse perchè per parlare con loro dovresti almeno aver provato a lavorare nella tua vita e poi non so se davvero si dimostrerebbero così “aggirabili” e inesistenti con te . se avessi un millesimo della dignità che hanno quei lavoratori sfruttati dai 18 ai 50 anni, che lottano solo per aver riconosciuti i loro diritti, allora saresti un uomo, adesso sei solo un parassita. spero che la prossima volta i compagni dell’atesia ti trattino come è giusto trattare un pagliaccio (chiedo scusa ai pagliacci di professione) del genere.

  23. da un blogger che si atteggia a pseudointellettuale di sinistra mi sarei aspettato una maggiore sensibilità verso quella gente.
    li hai definiti “tapini del dopolavoro” e non so se per superficialità, ignoranza o per una qualche forma di servilismo che in ambito mediaset sembra essere, a questo punto, contagioso.. fatto sta che emilio fede non avrebbe saputo fare di meglio. Anzi! lui avrebbe almeno avuto il buon gusto di non parlarne per niente.. questo potrebbe farti guadagnare una poltrona da opinionista da maria de filippi o a buona domenica, chissà! un bel posto in poltrona sotto l’ascella di platinette che litiga con costantino… eh si.. è quello il tuo posto.. in bocca al lupo!

  24. Giovedì andrai a Roma o a Sanremo? :)

  25. scritto il 28 febbraio 2006 16:47 da zoro

    Chi mi legge spesso sa che sono solito affrontare temi seri con ironia e temi leggeri con serietà, ma siccome qui non ci sono manifesti programmatici in bella vista, spiego.
    Da parte mia il rispetto per vicende come quella dei precari Atesia è tanto e tale che sono l’unico che in questa puntata del GF ha parlato di chi stava là fuori a protestare (o perlomeno non ne ho letto altrove).
    Ho scritto “di loro nessuna traccia, nessuna prova, non esistono” perché nessuno in tv ha dato loro la visibilità che dimostrando davanti al GF speravano di avere (mi sembrava evidente anche un solidarizzare con loro da parte mia, ma se così non fosse pazienza, l’importante è chiarirsi). Li ho definiti “tapini del dopolavoro” perché nella puntata del GF andata in onda giovedì scorso i concorrenti indossavano magliette con su scritto “dopolavoro tapini” e il gioco di parole e il contrasto tornavano utili a descrivere una situazione grottesca, con precari di fuori e presunti dopolavoranti dentro. Non sono andato in Via Lamaro perché da quel che sapevo la dimostrazione era una cosa successa nel pomeriggio e probabilmente già finita nel momento in cui sarei arrivato là; col senno di poi forse avrei dovuto verificare di persona, e comunque non è mai troppo tardi per parlarne, ammesso e non concesso che possa interessarvi che sia io a parlarne, nel più reciproco rispetto, sempre e comunque, pseudointellettuali o no, di sinistra o no.

  26. scritto il 1 marzo 2006 07:05 da Pasquale Bizzarro (Caserta)

    ueeuheuheh
    Sembravi uscito da un romanzo medievale.
    Mi hai divertito molto, segui come sempre con occhio molto critico tutta la faccenda e le descrizioni e le riflessioni sono ironiche e riflessive, naturalmente mentre leggevo, tutto ho pensato fuorchè un tuo “disprezzo” verso gli scioperanti, anzi ho intravisto tutt’altro, immagino come il confronto delle due realtà in un cosi’ breve periodo possa averti particolarmente colpito. Per chi, come me, segue da tempo i tuoi interventi sul tema, è stato uno spasso vederti faccia a faccia con Liorni, ma mi son chiesto una cosa: Liorni so che sa di Zoro ma lo ha collegato con Diego il blogger, ha capito realmente chi eri? e soprattutto sorridevi per il faccia a faccia col Liorni (io fossi in te mi sarei quasi pisciato sotto) o perchè, chessò, sei timido e davanti a tanti telespettatori…
    rispondimi Diego
    Grazie

    p.s. ho annotato la località a fianco al nome perchè so che ti incuriosiva una volta sapere i tuoi lettori da dove si collegassero.

  27. Ore 23 e 42.
    L’orologino della macchinetta dei blog va un tantino avanti….

  28. scritto il 7 marzo 2006 20:21 da Lisa

    Scusa Zoro ma il Buon Butù?

  29. scritto il 16 ottobre 2008 20:41 da veltronianaconvinta

    Sn una tua fan ma veltroni è il mio love!!!!!diego for ever

  30. scritto il 16 ottobre 2008 20:41 da veltronianaconvinta

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  31. scritto il 16 ottobre 2008 20:41 da veltronianaconvinta

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  32. scritto il 16 ottobre 2008 20:41 da veltronianaconvinta

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  33. scritto il 16 ottobre 2008 20:42 da veltronianaconvinta

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  34. scritto il 16 ottobre 2008 20:42 da veltronianaconvinta

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  35. scritto il 16 ottobre 2008 20:42 da veltronianaconvinta

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  36. scritto il 16 ottobre 2008 20:42 da veltronianaconvinta

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  37. scritto il 16 ottobre 2008 20:42 da france

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  39. scritto il 16 ottobre 2008 20:42 da france

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