Era un blues allegro

by Diego Bianchi il 8 marzo 2006 @ 08:55 / Canzonette / 3 Commenti
Non so quanto ci vorrà affinché anche nel suo caso la sua attività musicale arrivi a sembrare più incessante da morto che da vivo, però, nell'attesa di ristampe e best of e greatest hits e dvd (che in Italia non arriveranno comunque con difficoltà), compratevi Talking Timbuktu (realizzato in coppia con Ry Cooder 3 anni prima che costui andasse ad importunare, pur con splendidi esiti, vecchietti cubani), oppure Niafunké.
Sono due capolavori, da comprare senza passare per il peer to peer.
Ali Farka Toure se ne è andato ieri, Soungalo Coulibaly esattamente due anni fa (9 marzo 2004) e la faccenda comincia a farsi tremendamente seria.

Di seguito, per ricordarsi di Ali Farka Toure, o per conoscerlo per la prima volta, un po' di link.

Dal blog di Mattgy potete scaricare due mp3 di Ali Farka Toure.
Dal blog di Guto il link ad un video tratto dal film Le miel n'est jamais bon dans une seule bouche.
Dal blog di Cafe Aman il comunicato stampa della sua casa discografica

Dal sito della BBC un approfondimento un po' più in profondità di quanto non faccia oggi Repubblica (che ha già tolto il pezzo dalla home)
Da The World l'mp3 di un'intervista rilasciata nel 2000
Da Djembe.dk, il video di un'intervista (a fondo pagina) rilasciata lo scorso anno per il Roskilde Festival
Da qui, per buona parte della giornata di oggi, tanta musica di Ali Farka Toure, da ascoltare su Carbonara Sushi Station.
 
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3 commenti a “Era un blues allegro”

  1. scritto il 8 marzo 2006 12:05 da amlo

    appema ho letto la notizia sul giornale ho pensato che ci facevi il pezzo. non c’è più mistero tra di noi. dovremmo vedere altre persone.

  2. scritto il 9 marzo 2006 20:37 da mikeb

    Ricordo una sua intervista su “Chitarre” di qualche tempo fa…era un uomo vero, oltre che musicista superbo, assolutamente fiero di appartenere alla sua cultura…Era il numero di Chitarre in cui si compiangeva la scomparsa di John Lee Hooker e Chet Atkins, tra l’altro

  3. Meno male che ci pensi tu. La memoria è un lavoro serio.

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