Processo a se stessi

by Diego Bianchi il 3 marzo 2006 @ 14:52 / GrandeFratello / 4 Commenti
Il fine buono di programmi quali il Grande Fratello o il Festival di Sanremo è da sempre quello di far risparmiare energie al cervello, offrendo svago conciliante il relax quando non la pennica, tra una canzone e una nomination, un pettegolezzo acido e un verdetto da discutere. Il motore istituzionale di cotante macchine è la gara, con gli esiti da scrivere, il pathos da creare, le opinioni da esternare, pur nello svago, pur nella polemica, pur nella pennica. Così era una volta, neanche troppo tempo fa, quando i programmi televisivi, anche i più idioti, ambivano a creare partecipazione.
Oggi, all'inizio del 2006, in coincidenza con l'innalzamento dell'età media del genere umano, anche l'età media di ogni singola puntata di programma di punta si allunga senza ritegno, senza rispetto, trasformando lo svago in fatica, il cazzeggio in flusso di coscienza, il divertimento in agonia. Per sapere che in nomination ci finirà Franco sarà necessario arrivare esausti alle 0.40, privi delle energie necessarie per festeggiare un evento di tal portata come meriterebbe. Siamo di fronte ad errore tecnico e a danno morale provocato. [...]
Inoltre, che la controprogrammazione dell'evento di punta della settimana debba necessariamente giocare sul piano evocativo quando non emulativo è una cosa che sarà pure scritta su qualche manuale della televisione ma che la logica fatica a spiegare. Perchè un conto è se al Festival di Sanremo ribatti con il Festival di Mantova (con esiti spesso televisivamente pallosi ma presupposti concettuali diametralmente opposti) altro è se a alla Tatangelo rispondi con Laura, a Dolcenera con Manliò, a Zarrillo con Filippo, agli Sugarfree con Fabiano, ai Nomadi con Franco.
Se poi a tenere in piedi il guanto della sfida al Sanremo più depresso e deprimente degli ultimi tempi chiami il reuccio del livore, l'imitatore di Enzo Paolo, l'impalmatore di Lecciso, il metallaro delle olive tinte, uno dei pochi che financo Panariello ha avuto il coraggio di rifiutare, la parola “controprogrammazione” non ha più senso d'esistere.
Il GF6 rema per Sanremo56 e riesce a fare meno ascolti del Festival, Sanremo56 rema per il GF6 e continua nel calo d'ascolti, entrambi sono fermi in mezzo all'acqua e continuano ad imbarcarne senza pensare a quanto sia profondo il mare. Mettimece a posto 'a cuscienza, mangiammece pane e pacienza, consapevoli del fatto che a vedere queste cose comincia a rimanerci solo chi con queste cose ci lavora o spera di lavorarci in futuro.
Che poi si tratta sempre di tanta gente, ma il segnale è chiaro.
 
ALBANO
Il trattore di Albano arriva schizzando di fango Liorni il quale Liorni è talmente contento di mangiare in testa ad Albano che per un attimo ti viene il dubbio che le selezioni musicali dei suoi programmi su RDS non siano frutto di masochistiche priorità commerciali ma farina del suo sacco. Ma le canzoni si cantano e basta, come dice Albano, e quando i primi versi dell'atteso pezzo parlano di vanità del niente, di promesse che t'illudono e di quelli che mi han fatto male, capisci quanto, al di là di ogni pregiudizio, un uomo possa sentirsi ferito dall'esser considerato meno degno della cacca di un piccione di Povia.
Su Rai1 imperversa Pieraccioni (uno dei pochi personaggi che detesto più di Albano), l'ascolto del brano scartato riabilita per qualche minuto le scelte artistiche di Panariello e C., ma qui siamo in un reality e invece del prezzolato ma realistico pubblico dormiente dell'Ariston ci sono Marcuzzi, Liorni e i ragazzi di Scampia che con musica e speranza fanno òle e olè, e le standing ovation al mattatore di serata si sprecano come neanche ad un Congresso americano che accoglie un Premier in viaggio premio, vibrando all'unisono per un'esclusiva concessa, per una parata senza senso, per una promozione scomposta.
GOGGI
Loretta Goggi dà l'idea di una che fosse per lei si sarebbe messa da parte già da un pezzo, senza troppe pretese, contenta d'aver fatto quel che ha fatto; ma se uno come Albano circola ancora e a questi ritmi, se Spagna sta a Sanremo e Orietta Berti da Costanzo, a presenziare al GF si rischia solo di far bella figura. Ad accogliere Loretta c'è un fan club che sa di vero ma un'infità di strette di mano di brufolosi che non avendola mai vista nemmeno su un'isola a spaccar cocco la incensano sulla fiducia.
Nelle case, tapini e nababbi attendono cantanti scaldando ugole per la gran festa, sanremizzati nell'animo, mediocri e sereni, consapevoli di correre il solo rischio artistico di finire su peer to peer in una compilation del Festival. A Carnevale finito non si spiega perché la prova di canto debba dar luogo ai travestimenti studiati per la circostanza dagli autori, ma pare proprio che per cantare, anche per gioco, ci si debba vestire da buffoni, che l'abito debba fare il monaco, e che la voce sia l'ultimo accessorio richiesto, al GF come a Sanremo. Nababbi conciati da Platters di Romagna, Tapini cenciati da Bandabardò alla festa di Capodanno, Nomadi da bonzi, ognuno fa quel che può.
SETTIMANA
Le esigenze di un reality che si trascinerà anche dopo Sanremo impongono di spezzare per qualche minuto il ballo del qua qua e all'uopo concorrono i video riassuntivi della settimana trascorsa. Se il meglio è sul principio, con Franco cazziato come un ladro di polli per aver vigliaccamente fregato una bruschetta dal piatto di Manliò, la clip si snoda tutta intorno ai dudududadada di Filippo e Simona, che dopo aver tentato acrobatiche penetrazioni attraverso la grata, steccano per tutta la settimana grazie all'imprevisto acuto di Augusto. Nei panni del miglior amico di lei Augusto sequestra Simona sussurandole “stai attenta, ti dico solo stai attenta, occhio, guardati intorno” come solo uno con l'esperienza di Augusto potrebbe fare. Messa sull'avviso Simona ricorda a Filippo che essere una donna non vuol dire riempire solo una minigonna non vuol dire credere a chiunque se ti inganna; al che Filippo, dopo aver chiarito che la scenata è sempre e comunque un momento pubblico destinato ad una significativa platea (“le scenate e famo pe strada, no qui”) e aver approcciato l'ex amico Augusto con un memorabile “dice che dici che dico dice dice”, ricorda alla ragazza che questo è il tempo di vivere te fino all'ultima parte di me e non chiedermi dove e perché devi solo fidarti di me.
Piange lui, piange lei, piange il padre di lei davanti a Sanremo, ultimo baluardo utile per non sapere, non vedere, non sentire, anche a costo di sentire e sentirsi uno Zero Assoluto.
INCONTRO
L'incontro tra cantanti e concorrenti regala scampoli d'idolatria, con Fabiano felice per la tapina materializzazione in carne e tinta di un'altra icona tatuabile, Franco che apprezzando il caciocavallo portato in dono dal re mogio si fa dire da Albano che il male dei popoli è nelle radici sbagliate, e Manliò che alla richiesta di una canzone in cinese riceve da Albano un sermone sui rapporti Cina-Giappone e l'indimenticabile esibizione del brano “tato inno futtari futtari” che la coppia Manliò-Albano, in bilico tra Pizzicato Five e Leone di Lernia, canta con efficacia e disinvoltura dimostrando come anche Albano, con i pezzi giusti, possa essere un buon interprete.
Goggi intanto si fa timidamente nababba e perlustrando la casa s'avventura nel racconto di un'interessantissima serie di aneddoti sulle imprese compiute da lei e dal compagno Gianni Brezza nei cessi di Saint Tropez, roba che neanche Gianni Brezza, che pur in quei cessi pare abbia dato il meglio di sé, ascolterebbe ancora con interesse, roba che poi non puoi stare il giorno dopo a guardare gli ascolti sperando nel miracolo, te li tieni e basta. Nella sua lentezza e insensatezza il ritmo del programma è martellante e non dà respiro, e se su Rai1 c'è troppa pubblicità, su Canale5 decidono di ritardare all'infinito il primo blocco, che finalmente arriva come un'autohority liberatrice a far sembrare John Cena che monologa all'Ariston uno con qualcosa da dire.
PROVA
Le immagini di Rosario che fa bioè bioè bioè, di Franco che sfodera braccia flaccide usando Baldi per cercare alla cieca Alotte disponibili, di Filippo un po' elefante, di Laura un po' farfalla e di Manliò molto gufo con gli occhiali me lo prendi papà, precedono la canagliesca e nostalgica interpretazione del classico albanico scelto per la prova settimanale. Ed è qui, nel momento del saggio, nel momento in cui il maestro dovrebbe aiutare e sostenere nell'ombra, che l'esibizione da corrida di un metallaro logorroico e incontinente spicca definitivamente il volo, coprendo stecche e sussurri dei suoi impauriti assistiti con più vocalizzi di quanti ne abbia mai fatti Max Giusti imitandolo. La Goggi al contrario esalta la maledizione della primavera regalandomi, insieme a reminiscenze da curva, la più bella canzone sentita in tutta la serata, forte di un karaokista Filippo e di una pianobarista Laura. La prova viene vinta dai nababbi della Goggi (ma proclamata solo a notte fonda), nonostante il lancinante Votaaaaaaaateciiiii di Albano, blobbabile da qui fino al 9 aprile a beneficio di chi starà rosicando nella maniera più evidente.
 
VERDONE
Una provvidenziale pubblicità ammazza definitivamente il GF6. A Sanremo c'è Verdone che truccato da sora Assunta si fa largo tra i quintali di dilettantismo e mancanza di talento sparsi in questi giorni. L'ernia per ringraziare dei fior e la scapolata per spiccare il volo da colomba bianca, la canotta di Claudio Villa e i namo, famo, venghi, sorti, i daje de tacco e i daje de punta, la zoppia e l'assestamento di dentiera, tic e mestiere, genio e nostalgia canaglia, questa sì, mi portano sane risate, gratitudine mai sopita nei confronti di un mito verso il quale non è stasera che è il caso di scagliarsi per il pur grave e colpevole sodalizio con la zeppola del piccolo, insostenibile, onnipresente Muccino, sulla comparsata del quale, comunque, ritorno sul GF.
 
FUORI ISA
Raramente nella storia del GF il pubblico da casa è stato messo di fronte a due niente di tal inconsistenza quali Isa ed Eleonora. Neanche gli epici scontri che nelle ultime edizioni portavano all'eliminazione di illustri sconosciuti da eliminare sulla base di percezioni lombrosiane avevano avuto meno appeal di questo, eppure un gioco perverso di dinamiche relazionali e superficialità autoriali ha fatto sì che si televotasse su ciò. Non sapremo mai se effettivamente qualcuno abbia tentato di partecipare all'evento mediatico, non sapremo mai quanto la Telecom si stia lamentando per il crollo del traffico, forse un giorno sapremo che musica suona Isa nei locali e quel giorno capiremo tante cose di lei, ma intanto Isa viene eliminata, fatta uscire, ospitata in studio, ingoiata, digerita ed evacuata.
 
NOMINATION
E ti viene da vivere, e ti viene da piangere, e ti viene da prendere un treno, andarre affanculo, lasciare tutto com'è, ma poi arrivano le nomination e la vita se non proprio straordinaria trova l'oro in bocca sul finale.
Come sperato, come previsto, come auspicato, Franco ci ha messo poco ad andare ufficialmente sul cazzo a tanti se non a tutti e se la giocherà la prossima settimana al televoto con Patrizia. Ora, non c'è bisogno che vi dica niente, già sapete. Eliminare Franco è un gesto per la cultura, un gesto per la poesia, un gesto per migliorare la tv, una grande occasione che non si sa quando potrebbe tornare. E poi Patrizia, voglio dì, non sarà una ragazzina, ma in fondo in fondo, vojo dì, esteticamente si difende e potrebbe tornare utile, sicuramente più della figlia. Anche perché il momento è grave e se ne rendono conto anche gli autori, che salvando dalla nomination Simona come migliore della prova, la consacrano come la concorrente dalle maggiori potenzialità d'apertura.
 
SVOLTA CULINARIA
Il bello è che Albano e la Goggi non se ne sono andati, e per evitare che il programma finisse prima sono stati tumulati nel tugurio tra prosciutti e pizze e focacce e formaggi e quando Albano urla “faremo una rivoluzione culinaria” penso che già sul finale gli autori abbiano deciso di cambiare radicalmente rotta. E anche se ormai è troppo tardi, anche se su Rai1 sta cantando con una cuffia in testa uno che si Tiziano Orecchio, la Marcuzzi recepisce il messaggio e lesta come una iena fa inquadrare la busta con il verdetto della prova accanto all'inguine desnudo, cominciando per prima, simbolicamente, il processo a se stessa. Mentre nel blu dipinto di blu naufraga la serata, in sottofondo, a vendicarsi, una voce rantola dolorante “io sono il limite di chi cerca la terra, io sono il limite di chi mi tocca, io sono l'antipatica e la bella, Io sono il mio processo”.
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4 commenti a “Processo a se stessi”

  1. Grande, grandissimo Zoro!

  2. scritto il 3 marzo 2006 16:56 da Il gabbrio

    il testo della oxa è inadeguato per una canzone, ma un capolavoro a livello di scrittura, e lo sai che sono di parte quando parliamo di Pasquale Panella.(quella canzone a sanremo fa il pari a uno zoro qualsiasi che parla di identità islamica al Grande Fratello).
    Condivido le risate su Verdone ( non tutte le sue macchiette) ma come dici tu…tutto il resto (veramente poco) sparisce davanti al talento.
    Saluti vecchio zoro, da gabriele (non muccino).

  3. scritto il 3 marzo 2006 17:29 da Franx

    Zoro sempre un grande. Il top di oggi è “Franco che sfodera braccia flaccide usando Baldi per cercare alla cieca Alotte disponibili”.

    Albano, invece, è gradevole quanto un attacco di diarrea nel bel mezzo di un incontro galante.

  4. scritto il 3 marzo 2006 19:21 da Alex

    grande zoro, da quel che leggo, sembra che ieri sera eravamo insieme a guardare la tv e a fare zapping. e su Rail 2 che se sò ridotti a trasmette Rocky?!?!?
    ps. ma l’appello alla “nostalgia” di Albano? e le frasi provocatorie di Liorni sulla sua vita privata? troppo da ridere…

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