Quando la Slammer partecipò a Sanremo

by Diego Bianchi il 4 marzo 2006 @ 01:24 / Slammer / 5 Commenti
C'è stato un giorno, più o meno 10 anni fa, in cui l'Original Slammer Band decise di partecipare al Festival di Sanremo.
Pur sapendo che era è e sarà sempre tutto un magnamagna dove il più pulito c'ha la rogna e tanto so tutti uguali ecc. ecc. ecc. decidemmo di far finta di niente, di seguire le istruzioni che qualche mellifluo annuncio letto di sguincio sui giornali andava sollecitando e che noi, avendolo intercettato per puro caso, interpretammo come inequivocabile segno di predestinazione.
Chiunque può partecipare a Sanremo“, diceva lo spot, ma ben presto ci accorgemmo che così non era, non tanto o non ancora per mancanza di raccomandazione, ma proprio per ostacoli regolamentari, dal momento che ogni candidato, non dico partecipante selezionato, ma candidato a fare la fila per partecipare, necessitava e immagino necessiti ancora di contratto discografico, un po' come quelli che chiedono pluriennale esperienza professionale a ventenni in cerca di lavoro. [...]
La cosa ci stupì non poco dato che la leggenda narra spesso di giovani band maledette e sporche che registrando con un bongo sfondato e una chitarra scordata un demotape spedito all'Ariston con un piccione viaggiatore si ritrovano d'un tratto in testa alle classifiche, ma la realtà la trovammo diversa, maledetti e sporchi non siamo mai stati, e nonostante avessimo già un repertorio di pezzi nostri da far invidia in quantità e qualità a quello di parecchi dei big che avrebbero partecipato, la prima cosa da presentare non doveva essere una bella canzone bensì qualcuno che presentasse noi.
I giorni alla scadenza della presentazione della candidatura erano pochissimi e per una band come la nostra che è stata spesso solleticata ma mai posseduta, risolvere in poche ore il problema storico di ogni giovane musicista (il contratto, l'impegno discografico) appariva impresa inutile se non impossibile.
La momentanea fiducia nei nostri mezzi di persuasione e quella riposta in quelli tradizionali di comunicazione ci portarono a cercare la casa discografica sulle Pagine Gialle (internet era ancora poco sfruttata per simili cause e poi non c'erano neanche i blog, erano tempi grami); contattammo randomicamente le etichette che per un motivo o per l'altro ci ispiravano, offrendo agli incuriositi interlocutori pluriennale esperienza, vasto repertorio per la scelta del pezzo sanremese, professionalità in fieri ed evidente nonché ingenua incoscienza.
Fu così che per la prima e unica volta nella sua diciassettennale carriera la Slammer, all'improvviso e quasi per gioco, ha avuto per qualche settimana un'etichetta discografica di riferimento, e non un'etichetta di un pincopalla qualsiasi, bensì quella di uno storico gruppo quale i Pandemonium, già compagni d'avventura di Minghi, Rino Gaetano, Renato Rascel, Gabriella Ferri, Edoardo Vianello e fieri protagonisti nel Sanremo 79 con l'indimenticata hit Tu fai schifo sempre.
I Pandemonium non avevano nulla da perdere e trovarono nel nostro approccio e nei nostri pezzi buona parte dello spirito che li aveva portati in quei giorni a rappresentare a teatro uno spettacolo dal programmatico titolo 20 anni di clamorosi insuccessi; per pochi giorni fummo fan dei Pandemonium che ci piacquero nei modi, nelle idee e anche e soprattutto nelle vocalist, signore non più giovani ma conturbanti e procaci navi scuola dall'approccio materno.
Ci incontrammo a teatro, a Testaccio, dove andammo a vedere il loro spettacolo e consegnandogli il materiale dal quale pescare. Accadde così che la scelta dei nostri nuovi discografici cadde ben presto su Mentalità Skizzata (testo - video live), preterintenzionale inno dei tifosi del fu Sora, brano mezzo reggae, mezzo ragga, mezzo tarantella, tanto d'impatto dal vivo quanto masochisticamente complicato nella versione incisa su cd, ma tant'è, quello eravamo, prendere o lasciare, e loro presero.
Bene, a quel punto avevamo i discografici, avevamo la canzone, mancavano le foto.
Se è vero come è vero che tante band cominciano la propria carriera con un servizio fotografico e poi, eventualmente, con un accordo o una strofa, noi di servizi fotografici veri non ne abbiamo praticamente mai fatti e anche ciò può aiutare a capire meglio il nostro destino autolesionisticamente cinico e baro. Non abbiamo ora e non avevamo allora un'immagine curata, foto ufficiali, niente di niente e arrangiare un servizio fotografico in Cartiera fu un'operazione tanto necessaria quanto imbarazzante, nonostante fossimo tra noi e sapessimo tutti perché stavamo facendo quello che stavamo facendo. Confezionato un improbabile book di 3 foto, il santo plico con tanto di cd, foto, dettagli anagrafici nostri, dettagli anagrafici dell'etichetta discografica e testo della canzone era praticamente pronto, quando una telefonata dei nostri capi del momento aggiunse un'ulteriore complessità.
Nell'analisi dettagliata delle strofe i Pandemonium trasecolarono e a poche ore dai termini della consegna c'ingiunsero di cambiare una parola del testo. Sanremo al tempo non ammetteva volgarità, non accettava parolacce, non era quello il luogo della trasgressione e il verso “non c'è stronzo che è marrone” così com'era non poteva andare, occorreva cambiarlo (il testo lo trovate qui).
A quel punto, quand'era ormai troppo tardi anche solo per immaginare di cambiare il testo inciso, cedemmo al compromesso di rieditare il testo su cartaceo, optando per un “non c'è sbronzo che è marrone“, criptico, idiota e plausibile più o meno come la richiesta di cambiare il testo.
A quel punto eravamo pronti, avevamo tutto e andammo a fare la fila davanti all'ufficio che accettava i giovani artisti del prossimo Festival di Sanremo.
In una strada dalle parti di Viale Mazzini gente strana si parlava da colleghi, truccati, mascherati, sicuri, già affermati prima ancora di fare le scale.
E tra loro noi.
Senza socializzare entrammo, consegnammo il pacco, ricevemmo un numero identificativo e ce ne andammo.
Fu così che iniziò e finì la nostra unica partecipazione al Festival di Sanremo.
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5 commenti a “Quando la Slammer partecipò a Sanremo”

  1. scritto il 4 marzo 2006 11:36 da amlo

    mbeh? e il commento del sanva?

  2. scritto il 4 marzo 2006 13:54 da M.B.

    Non si può pensare di arrivare a Sanremo senza prima essere passati Castrocaro, che diamine! O almeno, parte della leggenda consiste anche in questo, che Castrocaro sia un viatico sicuro ma necessario per Sanremo.

  3. scritto il 5 marzo 2006 16:47 da SanVa

    Se qualcuno mi avesse detto: “tu un giorno incontrerai i Pandemonium!”; io avrei risposto: “i Pandechi?”. Tuttavia “tu fai schifo sempre” e’ una grande hit ingiustamente dimenticata.
    E pure a Sanremo abbiamo partecipato: grazie Slammer!

  4. scritto il 6 marzo 2006 09:19 da Giamaica

    Beh ora io e Amlo ci sentiamo meglio. Grazie Sanva.

  5. scritto il 9 marzo 2006 01:19 da e.br

    quella dello sbronzo l’avevo rimossa

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