Meglio tardi che mai

by Diego Bianchi il 12 maggio 2006 @ 19:18 / Calcio_Antico / 6 Commenti
Ho appena telefonato a Carlo Petrini.
“Come stai? La salute?”
“Oggi meglio, ieri ho ricominciato la chemio ed è sempre un po' dura, però oggi meglio”.
“Senti, ti chiamo solo per farci una chiacchierata, non è un'altra intervista”, gli ho detto, “volevo solo chiederti se sei soddisfatto; ora tutti cominceranno a considerare le cose che dici da anni da un altro punto di vista, ti daranno tutti ragione, ti inviteranno tutti. Magari è una soddisfazione amara, ma pur sempre una soddisfazione….” [...]
“Sì, sono 3 giorni che il telefono squilla senza sosta, ora devo andare a Lugano alla tv svizzera, e comunque alla fine sono contento, è una contentezza amara, ma in qualche modo è un riconoscimento di quanto ho detto in questi anni, più o meno da solo”.
“Quindi si può dire che io sia stato l'ultimo a intervistarti da sfigato maledetto ignorato e maltrattato da tutti?”
“Sì, si può dire questo”.
Ecco, se un mese fa vi è sfuggita, andatevi a rivedere l'intervista che ho fatto a Petrini, ci tengo; ha ancora commenti 0, su questo blog, 30 su Glob (dove è divisa per capitoli) un po' dopati dal clima di vigilia elettorale.
Ancora prima, ottobre 2005, su temi affini intervistai Oliviero Beha.
Pure rivedersi quella d'intervista (7 commenti su questo blog, appena 3 su Glob) non sarebbe male, soprattutto la parte dedicata al giornalismo sportivo (la sesta nella divisione fatta su Glob).
Sono interviste che ho fatto con passione e che ho voluto fare nonostante in quel momento l'interesse per i temi trattati fosse minore d'adesso. I blog, salvo qualche rara eccezione, non diedero molta rilevanza a questi due lavori e un po', lo ammetto, ci rimasi male.
Anche perché tutto ciò al tempo poteva anche chiamarsi controinformazione, ora non ce ne è nemmeno bisogno.
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6 commenti a “Meglio tardi che mai”

  1. scritto il 13 maggio 2006 00:33 da teresa

    OT: stasera alle invasioni barbariche la Bignardi ti ha citato nell’intervista alla Marcuzzi :)

  2. Zoro, il fatto che il gioco del calcio sia una attività-spettacolo costruita a tavolino da almeno 25 anni in Italia è una certezza sulla quale nessuno aveva dubbi. Non è disinteresse, quindi, ma è che si tratta di roba vecchia e digerita da un bel pezzo. Ma tu davvero ci credevi ancora che quei tizi la domenica giocassero spontaneamente e veramente? Suvvia. Quasi quasi è più “pulito” il televoto del tuo amato GF, eh…

    ZS

  3. scritto il 13 maggio 2006 13:32 da zoro

    no no, che c’entra, se oggi stessi cadendo dal pero non sarei andato a intervistare i personaggi in questione. Le cose che vengono fuori adesso sono cose che si sanno da anni, scritte su libri impolverati che adesso da Mondadori sono sul bancone vicino alla cassa quando paghi. Con le due interviste fatte ho solo avuto modo di verificare direttamente come davanti a un Petrini o a un Beha che portano quelle testimonianze tanta gente si comporti esattamente come si comporterebbero Moggi e il suo sistema: facendo finta di niente, nella migliore delle ipotesi. Spesso insultandoli. E’ vero quello che dici tu, è materia digerita. Purtroppo però si è fatto di tutto per rimandare il vomito, anche e soprattutto ignorare ed emarginare chi poteva fungere da stimolo.

  4. uhm, il fatto è che in italia fenomeni del genere si ripropongono periodicamente: esce allo scoperto il grande burattinaio della situazione, i suoi burattini, si scioglie il teatrino e si ricomincia di nuovo col “rinnovamento”. Poi però la storia si ripete sempre, e i furbi diventano sempre più furbi e alla fine vincono sempre.

  5. Carlo Petrini ha due palle così. Il mondo del calcio Italiano è veramente un mondo immondo, mafioso e omertoso. E non cambia MAI. Anzi, più questi viziati ignoranti vengono pagati cifre da capogiro, più corrotta diventa la situazione. Hanno rovinato uno sport bellissimo. Forza Petrini!

  6. scritto il 4 novembre 2007 22:53 da xenadrine rfa1

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