Ci siamo stati tutti

by Diego Bianchi il 5 settembre 2006 @ 23:16 / Libreria / 7 Commenti
Durante queste vacanze ho letto poco, molto meno della mia media vacanziera, molto meno di quando ai dieci minuti quotidiani di lettura sul cesso (autunno, inverno, primavera) riesco a sommare qualche ora di lettura spalmato al mare (estate).
Quest'estate ho letto stralci di paragrafi di guide turistiche su New York e Washington, settimanali e mensili più dei quotidiani, e ho finito Sedaris (Me parlare bello un giorno) e Fischer (Viaggio al termine di una stanza).
Se di Sedaris sapevo poco o niente e continuerò a cercare di sapere poco o niente anche in futuro, di Fischer avevo già letto con gaudio La gang del pensiero (consigliatomi da Amleto e oggetto del primo e fin qui unico episodio di PostAmlarket), nutrendo nei suoi confronti aspettative imprevedibilmente morte di fame. [...]
Viaggio al termine di una stanza si è rivelato a sorpresa una palla infinita, non c'entra niente con La gang del pensiero, e però ormai ero lì che speravo nel gran finale e l'ho finito, nonostante il gran finale non ci sia stato.
Però, mentre tutto ciò accadeva, Amleto piazzava, zitto zitto tomo tomo cacchio cacchio, un'intervista d'antologia a Roberto Saviano, autore di Gomorra, il più bel libro dell'anno.
I libri sono importanti. Adesso, poi, che si pubblicano una vrancata di libri di merda, sono importantissimi. Adesso, poi, che i giornali scrivono solo di femmine e di vini da seicento euro la butteglia, sono ancora più importanti. Gomorra è un libro come se ne trovano pochi, un libro che spiega cos'è Napoli, che ti fa capire che Napoli è davvero il salotto del sud, ma ci stanno seduti comodi comodi i camorristi.
 
Il fatto è che un'altra intervista a Saviano ormai la trovate facilmente.
Un'intervista di Amleto a Saviano la trovate solo su Excite.
 
“Come scriveva Michael Herr: Vietnam Vietnam ci siamo stati tutti. Io con il mio libro ripeto: Scampia, Casal di Principe, ci siamo stati tutti”.
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7 commenti a “Ci siamo stati tutti”

  1. scritto il 6 settembre 2006 01:48 da SanVa

    e visto che scrivono tutti mo ti tocca re-intervistare Bollani come scrittore

  2. scritto il 6 settembre 2006 09:42 da Giamaica

    Eppure Sedaris non e’ tutto da buttare. Dagli un’altra possibilita’

  3. scritto il 6 settembre 2006 18:25 da zoro

    sanva, sei troppo avanti; mi è appena arrivato il comunicato stampa del libro di Bollani. Per ora ho capito solo che è na storia de nani.

  4. scritto il 10 settembre 2006 21:45 da kurtiell

    io mi ero riproposto di leggere “e l’asina vide l’angelo” di nick cave questa estate. ma sono stato capace di andare ancora più in basso accantonando il malsano proposito e dandomi alla de-costruttiva lettura di udite udite fabio volo con il suo “è una vita che ti aspetto” e ti dirò, non l’avresti e non l’avrei mai detto, ma mi è piaciuto assai ed è pure stao un libro che mi ha fatto delle cose importanti che sto mettendo in atto. bah!

  5. Cioè hai smesso di fumare, kurtiell?

  6. scritto il 12 settembre 2006 09:36 da kurtiell

    no, sono diventato panettiere e ho fatto le pulizie generali :-)

  7. “Sono un convinto anarchista.”

    Sta a Napoli…di che si lamenta quindi?

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