Bertè bussò, Bignardi non aprì

by Diego Bianchi il 23 ottobre 2006 @ 12:45 / Tivvu' / 11 Commenti

Dagospia dà oggi il giusto risalto all'evento televisivo della settimana passata, l'intervista concessa da Loredana Berté a Daria Bignardi, alle Invasioni Barbariche.
E' strano come nessuno tra i blogger e i giornalisti più attenti ne abbia fin qui parlato, o così mi pare, ma Daria che non capisce (o finge di non capire, il che è forse più grave) i riferimenti della Berté a Bin Laden amico della CIA che aiuta gli americani in Afghanistan a liberarsi dei russi, è stata disarmante, e la pubblicità ad insabbiare, inquietante.
Non senza un certo disagio ammetto che se una cosa del genere fosse successa con Bruno Vespa, su blog e giornali non si sarebbe parlato d'altro. [...]
Passando dalla sostanza alla forma, Daria che capisce al contrario la risposta sulle preferenze della madre della Bertè circa il posto dove far nascere le figlie, Daria che si fa riprendere dalla Berté circa la poca chiarezza nella formulazione delle domande sulla “pistola alla tempia”, Daria che si fa dire dalla Berté quale domanda farle (“chiedimi: perché finanzi il Manifesto? Dai! Chiedimelo!”) è una conduttrice alle corde, sorpresa, stordita.
Tornando dalla forma alla sostanza, la Bertè che sciorina verità o verosimilità che ignorare non si può, è da applausi, animale da spettacolo, sgarbo sincero alle risse da bagaglino e alle bestemmie in copione.
I racconti di Dolce e Gabbana che copiano idee altrui, del premio della critica che non sale sul palco di Sanremo perché non sponsorizzato, di Borg che si drogava, andava a puttane, evadeva il fisco, era mammone figlio di mamma razzista e aveva accesso alle case più esclusive del mondo (a partire da quella Bianca), della famiglia Bush e di quella Bin Laden che s'incontrano e fanno affari, non si possono dimenticare così.
Ecco perché rivedere l'intervista, in tempi in cui trovare qualcosa di veramente spettacolare in tv è sempre più raro, mi pare doveroso.

Il video su YouTube, prima parte - Il video su YouTube, seconda parte

 

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11 commenti a “Bertè bussò, Bignardi non aprì”

  1. scritto il 23 ottobre 2006 14:16 da amlo

    e vogliamo parlare di Wilson Piquet?

  2. Quest’anno sono un telespettatore assai disattento, colgo questo tuo suggerimento e benedico youtube (anche se leinvasioni è uno dei pochi programmi che dopo qualche giorno mette online almeno parte del programma).
    Da quel che ho letto in giro però mi sembra di capire che la Daria sia meno brillante quest’anno.
    Peccato, ma ce ne faremo una ragione.

  3. scritto il 23 ottobre 2006 18:32 da Bob

    La tentazione di dire che la Bignardi abbia gestito male è forte. Tuttavia è da tenere a mente anche che la Bertè potrebbe non essere affidabile al 100%. Prova a immaginare una Bignardi che va in eccitazione da scoop biscardiano appena la Bertè comincia a parlare di Bush, Osama, CIA e dintorni, avremmo quanto meno detto che la Bignardi abbocca a tutto e insegue lo scoop quando la sua trasmissione che ha tutt’altri obiettivi. Solo Dagospia ed Excite giustamente riprendono la cosa proprio perchè il loro pubblico non è quello delle Invasioni. Io la penso così, forse sbaglio.

  4. scritto il 23 ottobre 2006 18:35 da Bob

    C’è un “che” in fuorigioco nel commento sotto, mi scuso con i lettori e con l’interessato (il “Che”).

  5. io son rimasta ferma all’intervista a raz degan….huuuuu

  6. scritto il 23 ottobre 2006 18:58 da zoro

    tutto vero, l’affidabilità, i target, ecc. ecc. però la sensazione da conduttrice untouchable comincia ad esserci e mi dispiace. E poi coerenza vorrebbe che, se il test non è considerato affidabile, non si sputtani neanche quel pallettaro di Borg. Ma lì è gossip, non è politica e quindi sticazzi dell’affidabilità, si intinga pure senza scrupolo. Non mi piace.
    Così è troppo comodo.

  7. Grazie mille Zoro, purtroppo non sono riuscito a vedere la puntata della settimana scorsa ma domani vedo di guardarmi i due link.

  8. Non credo che ci sia una volontà particolare di censura su quel punto, è che la televisione della Bignardi è così in generale, cortese e ammiccante, un po’ pettegola, ma sempre laterale.
    Oddio la televisione ‘intelligente’ in generale, mica solo la Bignardi.

  9. Vedo che resiste imperterrita l’errata convinzione che la televisione sia un mezzo di informazione. Ficcatevelo in testa: non lo è. E’ un mezzo per vendere biscotti e pannolini per signora e quant’altro voglia chi paga gli spot. L’editore di tutte e tre le televisioni italiane è uno solo: l’UPA , associazione dei grandi investitori pubblicitari, ovverossia le grandi marche al completo.
    Questo è solo un programma televisivo, anche se dentro ci hanno messo la Bertè invece che la solita velinetta ubbidiente.
    In regia prima di iniziare si saranno detti: “se svacca vai in pubblicità”. E al momento di Bin Laden e Bush: “Sta svaccando, vai in pubblicità!”.

  10. scritto il 4 novembre 2006 18:30 da a.

    non ho ben capito, la bertè avrebbe detto che a suo tempo bin laden aiutò la cia a liberare l’afghanistan dai russi?
    e dove sarebbe lo scoop volutamente silenziato?

  11. scritto il 4 novembre 2006 20:08 da zoro

    no, lo scoop non riguardava il noto contributo di Bin Laden alla liberazione dell’Afghanistan dai russi (cosa sulla quale la Bignardi ha comunque detto di “non essere informata”) quanto il fatto che la Bertè avrebbe visto di persona i Bin Laden alla Casa Bianca ospiti dei Bush (anche qui non si tratterebbe di un vero e proprio scoop ma di una testimonianza oculare). Tutto qui.

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