Barcampanile

by Diego Bianchi il 6 dicembre 2006 @ 02:15 / Glob / 18 Commenti
Il Barcamp di Torino è stato un successo, ma anche un mezzo fallimento.
250 persone circa che vengono da tutta Italia per sentirsi parlare su temi più o meno interessanti, sono un successo.
250 persone che non riescono a sentire o a dire quello che avrebbero voluto a causa del loro essere 250, sono un mezzo fallimento.
Il format Barcamp per i miei gusti è troppo democratico, soprattutto se si pretende di comprimere 50 interventi in un'unica giornata, dando spazio a tutti i candidati in ugual misura.
All'inizio c'è intransigenza ma poi inesorabilmente tutto svacca, la gente non interviene più o interviene troppo, la selezione naturale degli interventi non sempre fa emergere i più interessanti, e il vero Barcamp s'accampa in periferia. Comunque, organizzare una cosa del genere non è da tutti, e a Torino sono stati bravi assai.
Il mondo del web italiano, ora più che mai, è drammaticamente diviso in due. [...]
Da una parte ci sono quelli che fanno tecnologia (alleati con i tanti che ne parlano), dall'altra coloro che la tecnologia la usano e la animano cercando di darle un perché.
Da una parte i perfezionisti e gli innovatori della forma, dall'altra i nostalgici del contenuto e della sua creazione; gli uni hanno bisogno degli altri, ma in parecchi non la pensano così o addirittura credono, a torto, di far parte del campo avverso.
Se nella prima fase di emersione dei blog sono stati gli umanisti a prevalere, ora sono i tecnici a fare la voce grossa, è il loro momento e si agitano moltissimo, anche perché, come successo agli umanisti, sanno che non tutti raccoglieranno quanto pensano di meritare.
La verità, come mi ha detto stasera un amico, è che tutti quanti non contiamo un cazzo, fondamentalmente, quindi ognuno ci metta del suo come gli pare, possibilmente con buona fede e un briciolo di dignità, e vediamo che succede.
Detto ciò, da umanista in affanno, devo dire che mi sono ritrovato in un contesto dove per più della metà delle relazioni presentate non ho capito neanche il titolo.
Mea culpa, ma un po' pure loro.
Il problema della blogosfera italiana, si sa, è Beppe Grillo.
Nell'interessante relazione di Qix su nuovi pesi e misure della Top100 italiana, ho avuto la netta sensazione che le migliori menti della nostrana rivoluzione digitale abbiano passato parecchio del loro prezioso tempo a trovare un modo per far scendere Grillo dalla prima alla quarta posizione (peraltro riuscendoci), quando sarebbe stato meno dispendioso inserire una funzione “escludi Grillo/includi Grillo” con il problema risolto alla base.
Non esasperei così il concetto se qualcuno degli intervenuti al dibattito non avesse seriamente proposto l'esclusione di Grillo dalla blogosfera, come se qualcuno avesse i titoli per farlo, come se nella vita reale significasse qualcosa, come se a Grillo fregasse qualcosa.
A quel punto tanto vale picchiarlo direttamente, a Grillo, dare fondo ad un po' di sano blogbullismo che costringerebbe il comico a linkare i picchiatori, facendo tornare la pace.
Ogni blog è una nuvola di relazioni (qui un esempio) e più la nuvola è densa e gravida, più il blog è attivo, almeno stando ai grafici optical elaborati da Qix.
Quello stronzo di Grillo, tanto per capirci, ha una nuvola tutta gialla, il che significa: tutti lo linkano, pure io in questo post, lui non linka nessuno (tranne uno).
Invece in questo momento il centro perfetto della blogosfera italiana, sempre secondo Qix, sono Luca Conti e la sua nuvola arancione, il che significa: tutti lo linkano, pure Grillo, pure io in questo post, e lui linka tutti, ciclicamente, abbraccia tutta la galassia.
La nuvola di Luca non era a Torino perché aveva impegni più stimolanti in ambito internazionale ma la sua presenza si è fatta sentire comunque, anche e soprattutto stamattina quando ho visto questo videomessaggio nel quale dà sostanza alla top100 affermando a) di essere un nuovo opinion leader e b) di voler fare una cosa che anch'io, seppur con altra ispirazione e probabilmente altri temi, ho in mente di fare da qualche settimana.
Solo che io le cose le tengo in mente, gli altri le fanno e quindi hanno ragione loro.
Le idee però, almeno sono buone.
Questo blog ha un sacco di problemi, a Torino l'ho capito chiaramente.
Intanto i commenti.
Dopo aver ammaliato il pubblico con una mappata di minchiate come solo lui sa fare, Antonio Sofi mi ha spiegato che qui non commenta nessuno perché voi pochi che lo fate siete parecchio stronzi, vi prendete troppe libertà, vi rivolgete a me con un mucchio di sottintesi e di cose che gli altri non possono capire e insomma, quest'aria da combriccola allontana i curiosi e nessuno s'azzarda a disturbarci a meno che non si parli di Grande Fratello, che là si rompono i freni inibitori e so capaci tutti.
Per me Antonio, che pure spara un mucchio di minchiate con grande professionalità, ha sempre ragione, anche stavolta; il problema vero però è che a me la maggior parte dei commenti arriva via chat, che è luogo ancora più intimo e meno compromettente pubblicamente.
Tra l'altro, i primi a non commentare quel che leggono sono proprio quei blogger che vorrebbero essere commentati di più.
Un altro problema serio di questo blog è il template, che poi sarebbe la grafica.
Sempre Antonio mi si è lamentato pure di tutto sto nero, ma soprattutto Beggi mi ha rivelato che lui per leggere i miei post ingrandisce il font del triplo della grandezza e poi evidenzia tutto per rendere lo scritto al negativo, nero su bianco e non bianco su nero.
Ho spiegato loro che complicare la lettura di ciò che scrivo seleziona straordinariamente il lettorato, ma la verità è che sono pigro, e che un bel giorno tutto cambierà, anche se sono convinto che la mia grafica arcade, col passare degli anni, sta acquistando fascino e valore e un giorno tornerà di moda.
Ultimo problema: il blog roll, che poi sarebbero i link nella colonna di sinistra, quelli fissi e permanenti, quelli che ogni blog, almeno una volta, metteva, quelli che in questo blog partono con Amlo e finiscono con Jazz and Conversation.
Ecco, a Torino ho capito che non vanno più, la modernità richiede il loro piallamento, qualche nostalgico resiste, ma il tempo rema contro.
Compresa la vitale questione mi sono battuto (nella foto in alto scattata da Vanz, mi sto evidentemente battendo, tra Iggy Pop e i Marlene Kuntz) in onore dei blog mostrina e per l'onore di quei tanti blog che negli anni sono caduti o sono entrati in catalessi e che però continuo a linkare, a futura memoria.
Anche perché il social, per essere davvero tale, non può dimenticare chi non lotta più insieme a noi, anche se magari è gente che ha altro da fare e non viene ai Barcamp.
Facebook

18 commenti a “Barcampanile”

  1. Scalzato dal numero uno finalmente potranno dire “Beppe Grillo ce l’ha più grosso ma non lo sa usare” (blogroll, commenti, template, le solite cose).

  2. scritto il 6 dicembre 2006 11:03 da gabbronski

    Grande zoro, ti seguo con affetto e anche con interesse.
    Ma il tema di oggi non e’ il polonio o il font dei blog.
    E neppure il voto taroccato.
    Il vero tema di oggi è : Gigi d’Alessio “intatangelato”.

  3. La tua ironia è sempre dissacrante. Bravissimo, soprattutto quando parli di Grillo. Però ho provato a fare come Beggi ed ho notato notevoli miglioramenti; ma d’altronde si sa, i portali sono morti.

  4. mancava il canale televisivo di pandemia finanziato da 80 milioni di euro del governo francese… :) ))

  5. Zoro, il tuo è uno tra i miei blog preferiti, ti leggo da anni anche se non ti commento quasi mai. Non so perché, mi viene da fare così. La grafica nera è poco leggibile, ma mi piace molto e mi dispiacerebbe se tu la cambiassi.

  6. Apperò e bravo zoro; l’altro giorno scrivevo a Maestrini (su dot-coma) di come avessi tolto Mafe dal blogroll dopo averla sentita al barcamp. Invece te dopo averti letto ora e visto al barcamp ti aggiungo…Gran bel post!

  7. L’ossessione per Grillo è abbastanza incomprensibile, però, ecco, possibile che di tutti gli interventi che c’erano si parla solo del blogroll, delle statistiche e dei commenti?
    Io mi sono seguita con gusto roba sui CSS, sugli hacker, sul web 2.0, ho chiacchierato con programmatori bravissimi che mi hanno risolto a voce un tot di problemi, ho conosciuto persone (te per primo) che leggo da anni, eppure tu per primo parli solo dei soliti noti, eccheppalle.

  8. Vorrei solamente fare una precisazione: il “format” del BarCamp a Torino NON è stato applicato del tutto, quindi non mi prodigherei troppo nel dire che non funziona. :)
    Già il fatto che hai notato che “all’inizio c’era intransigenza”, significa che all’inizio non era quel format. ;)
    Ma non mi dilungo, ho già descritto in dettaglio pro e contro nel mio post di commento.

    Per il resto, non posso che sottoscrivere Mafe e notare che, autocritiche positive a parte, forse il tono del post è eccessivamente “tutto bianco o tutto nero”. Io non parlerei di “colpe”, ad esempio. O non parlerei di due fazioni, che davvero non percepisco.
    Non so…

  9. scritto il 6 dicembre 2006 17:17 da zoro

    Mafe, non è cattiva volontà, è solo questione di capacità e tu in certi contesti sei evidentemente più brava di me. Io qui ho parlato di quello che ho visto, e sopratutto di quello che ho capito. Certo, qualcosa m’è scappato, ma c’è sempre tempo. Non ho parlato del tuo intervento, per esempio, che pure ho seguito con molto interesse, come sai. O dell’intervento di Simone Morgagni, uno dei migliori. E poi diciamola tutta: io qui sopra parlo quasi sempre di soliti ignoti, ma tu sei passata oggi che parlavo dei soliti noti, eccheppalle.

  10. Ma guarda che capisco, è solo che, ma che te lo dico a fare.
    ;-)

  11. mappata di minchiate mi garba, per me anche tu hai sempre ragione :)
    Quanto alla distinzione so del provocatorio affetto e della voglia di bridging (tiè, ce l’ho messo anche qui) :)

  12. Letto e apprezzato solo ora.

  13. scritto il 9 dicembre 2006 16:48 da eio

    complimenti per la raffinata analisi della top100. ti comunico che ho scritto personalmente allo staff che si occupa del blog di Grillo per invitarli all’uso di feedburner, che è l’unica cosa che discrimina.
    ancora complimenti.

  14. Io non ti avevo mai letto, ma da oggi suppongo che comincerò a farlo.

    Che il web sia diviso in due, e non solo quello italiano, è cosa risaputa: gli esperimenti di successo nel panorama mondiale derivano dal giusto equilibrio tra i due.

    Io odio i populisti, ma Grillo lo adoro: non lo classificherei un
    problema. Se dietro il suo staff non c’è persona che gli spieghi le
    differenze tra nuvola gialla e nuvola arancione, il problema non è
    il suo.

    Non so dove volesse arrivare Beggi con i suoi consigli: se parlava
    di “user science” ha ragione al 100%. Se voleva cambiare un gusto,
    problemi tuoi: si dice “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò
    che piace.”

    Giù le mani da Pandemia.

    Non sono stato al Barcamp, non sò neache se andrò a quello i Roma, la mia città: sono diventato PIGRO gli ultimi anni e non ho una certa dimestichezza con la razza umana (homofobia?), però ho capito la tipologia di interventi e di persone che possono esserci. Essendo un evento “dal basso” non si può cambiare nulla, va bene così!!!

    Non inserire il mio blog tra i tuoi link qualora ti passasse nella mente: o và in porto un progetto entro breve o sparirò definitamente dalla blogsfera. No problem, non se ne accorgerà nessuno.

  15. scritto il 11 dicembre 2006 10:18 da alè patane

    zoro, sai che ti apprezzo nonostante non commenti quasi mai i tuoi blog, perdonami in anticipo per il consueto off topic, però

    ARIDATECE AMLO!

  16. analisi lucida e intelligente, complimenti davvero.

  17. A post bukoskiano deve corrispondere commento in tono equivalente: il vero problema della blogosfera è che molti dei blogger sono come gli storni che infestano Roma: volano in formazione appresso a quelli che stanno davanti e tutti insieme scaricano una valanga di cacca tutta nello stesso posto. E quando il posto è diventato un letamaio cambiano zona.

Lascia qui il tuo commento


Creative Commons License