Del Sudan non so niente

by Diego Bianchi il 11 giugno 2007 @ 21:54 / Tivvu' / 7 Commenti
Rai Uno che manda in prima serata di venerdì un film come Hotel Rwanda seguito da ore di dibattito sulle sorti dell'Africa, con servizi d'approfondimento, ospiti competenti ed emozionanti, toni e contenuti alla portata di tutti, è una cosa che se non l'hai vista non ci credi e che se l'hai vista lo devi scrivere, che poi te la dimentichi.
Insomma, tutto fa schifo e tutto va a scatafascio, non c'è più morale e non c'è più decoro, però se per puro culo t'imbatti in 4 ore ad alto contenuto informativo, in qualche modo devi ringraziare.
Perchè quando succede, lì sì, c'è la coda lunga della memoria, è una cosa che ti resta impressa e spinge a cambiare atteggiamenti. [...]
Proprio la mattina di venerdì ero passato da Feltrinelli col Santa, guru e maestro di vita (non lo linko perché non mi viene in mente niente cui linkare il suo nome, ma ciononostante è maestro di vita lo stesso), e passando davanti al nuovo libro di Dave Eggers dedicato al Sudan gli avevo detto “vedi, questo è uno che pure se non ne hai mai letto niente ne devi saper parlare; certi ambienti se non hai letto qualcosa di Eggers non li puoi manco avvicinare, ti schifano proprio”, e l'ho lasciato lì, forte di una fiera alterità snob tipica di chi è consapevole di non avere voglia e tempo di leggersi Eggers e ha trovato una buona scusa per non farlo.
Poi il giorno dopo, con in testa la serata sul Rwanda, contravvenendo ai miei più immotivati e per questo saldi pregiudizi, mi sono comprato quel libro.
Perché onestamente va detto, io del Sudan e del Darfur non so niente o quasi.
Ne leggo ogni tanto, ma poi mi scordo. Compro e sfoglio ogni settimana l'Internazionale, ma sempre più spesso finisco a leggerne le recensioni dei dischi, o dei libri e sempre più raramente gli articoli di cronaca e approfondimento. Perché è fatica.
E allo stesso modo poco o niente sapevo del Rwanda mentre in Rwanda si scannavano, nel 1994, quando di lì a pochissimi mesi sarei andato a fare lo scapestrato neolaureato proprio in Belgio.
E allora, se la materia è ostile, ingarbugliata e poco nota, anche un libro romanzato di un autore per il quale hai diffidenza può aiutare a partecipare alle cose in tempo reale, magari anche solo per evitare lo stordimento di farsi sorprendere a distanza di tanti anni da un film.
Che se è vero che l'ignoranza è fisiologicamente tanta, sempre più spesso ho la sensazione che la mia sia troppa.
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7 commenti a “Del Sudan non so niente”

  1. scritto il 12 giugno 2007 08:56 da amlo

    io a te in libreria non ti ci mando più. se manco er santa ti frena..

  2. …eppoi mi piace il “può aiutare a partecipare alle cose in tempo reale”. So dieci anni che se stanno a fa a strisce laggiù…

  3. scritto il 12 giugno 2007 16:38 da zoro

    è che non hanno smesso, e il mejo tardi che mai vale per tutti

  4. Ciao! Noi cerchiamo nel nostro piccol odi portare avanti una campagna per una maggiore informazione sul Darfur e sulle crisi umanitarie dimenticate!

  5. sei sempre un guru. Dovrei postare di meno e pensare di più.

  6. in genere non vado in giro a linkare i miei post, ma tengo a questo libro come se lo avessi scritto io. non amo di eggers tutto indistintamente, ma lo compro sempre a scatola chiusa, perché gli riconosco un talento fuori dall’ordinario, e con questo libro mi ha ampiamente ripagata della fiducia. :-)

  7. scritto il 13 novembre 2007 14:16 da ben

    grande libro

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