River journalism
Passare una settimana a Londra con la minaccia costante di dover fare del citizen journalism sull'esondazione del Tamigi è un'ipotesi che alla partenza non avevo preso in considerazione.
I tg inglesi in questi giorni sono monopolizzati da composti river journalist immersi nel Tamigi fino alle ginocchia che relazionano circa il livello raggiunto dalle acque e quello previsto nelle prossime ore. Siccome si è british anche e soprattutto in queste condizioni, sono maestri nel chiosare i servizi con frasi garbatamente adrenaliniche del tipo “nervous moments in this part of the world”.
Gli alluvionati, dal canto loro, pur con il divano che galleggia per la via e i pompamerda a tracolla, descrivono la propria casa come “very wet” al curious journalist di turno, esattamente come quando al mare si finisce di fare il bagno e si risponde a chi indaga sullo stato dell'acqua dicendo che è “bagnata”.
Insomma, gli inglesi stanno reagendo alla più grande alluvione dei loro ultimi 60 anni come se gli si fosse rotto l'annaffiatoio in giardino.
Facebook I tg inglesi in questi giorni sono monopolizzati da composti river journalist immersi nel Tamigi fino alle ginocchia che relazionano circa il livello raggiunto dalle acque e quello previsto nelle prossime ore. Siccome si è british anche e soprattutto in queste condizioni, sono maestri nel chiosare i servizi con frasi garbatamente adrenaliniche del tipo “nervous moments in this part of the world”.
Gli alluvionati, dal canto loro, pur con il divano che galleggia per la via e i pompamerda a tracolla, descrivono la propria casa come “very wet” al curious journalist di turno, esattamente come quando al mare si finisce di fare il bagno e si risponde a chi indaga sullo stato dell'acqua dicendo che è “bagnata”.
Insomma, gli inglesi stanno reagendo alla più grande alluvione dei loro ultimi 60 anni come se gli si fosse rotto l'annaffiatoio in giardino.
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6 commenti a “River journalism”
bel pezzo, fa molto Lucasofri, quasi al limite del Severgnini
o so, non so più er ghepardo de na vorta
Severgnini!! Il nemico numero uno di Diego! Ah ah ah! E’ vero, questo pezzo è degno del miglior Severgnini.
Sanva, purtroppo, c’hai ragione… Secondo me è l’aria Britannica!
Altrimenti non sarebbero inglesi !
Mah, io gli inglesi non li ho mai capiti molto, anzi con la loro flemma mi facevano venire i nervi… ma comunque beati loro..
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