Aria di festa

by Diego Bianchi il 31 dicembre 2007 @ 15:16 / Cose_Mie / 11 Commenti
Scendevo da una viuzza scura tenendo il telefonino in mano, il pomeriggio di Natale, a pancia piena, digerendo al freddo e al gelo, leggermente attardato rispetto al gruppo di parenti ormai prossimo alla luce dello struscio post-prandiale.
Un uomo, solo, mi veniva incontro in senso contrario, apprestandosi a salire la discesa che per me volgeva al termine. All'uomo non avrei fatto caso se l'orecchio libero dal vincolo telefonico non avesse captato con chiarezza un unico, lungo, continuo e liberatorio fragor di scureggia.
Ipotizzando invano varianti che escludessero l'eventualità flatulente, mi sono voltato timido verso l'uomo giunto ormai alla mia altezza, e continuando ad ascoltare passivamente il telefonino l'ho guardato con la chiara espressione di chi chiede: “ma, sbaglio o mi hai scureggiato in faccia proprio oggi che è il Santo Natale?”.
L'uomo, non potendo negare, mi ha ricambiato lo sguardo con l'espressione rea confessa tipica di chi dice: “scusami fratello, ma non ti avevo visto, con quel cappotto scuro nell'oscurità, pensavo di essere ormai solo, erano metri e metri che mi tenevo dentro sta sgasata natalizia e giunto nella penombra mi sono liberato delle scorie scorando. Ora sono un uomo che sta meglio con se stesso, il giorno di Natale”.
Ci siamo persi di vista, ma il vento sta cambiando, umanamente non ci dimenticheremo.
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11 commenti a “Aria di festa”

  1. scritto il 31 dicembre 2007 16:38 da nico

    il post precedente sembra scritto dall’ufficio del turismo di Caselle per richiamare gente, quest’ultimo in verità dissuade un po’…….comunque un paese decisamente non banale

  2. si si si, zoro, una gran bella riflessione….

  3. Auguri, Diè. e buon anno

  4. ‘Sta soria mi riporta con forza all’estate ’85 quando tornando a casa verso Torsanlorenzo (RM) trovai mi’ padre che si contorceva dai dolori per via di una colica (scoprimmo solo dopo ore e ore di interrogatorio serrato che il maledetto si era divorato mezzo albero di fichi). Io ero fogliorosato e con guida incerta lo condussi all’ospedale di Anzio. Al pronto soccorso, il malconcio si esibì in una serie di tonanti irrefrenabili e luciferine. All’inizio gli infermieri di turno ridacchiavano ma alla 30 esima si incazzarono di brutto. Un po’ per vendetta, un po’ attratti dal fenomeno decisero di ricoverarlo. Io me ne tornai a casa a 30 all’ora per evitare di ammazzarmi a causa del riso incontenibile tipo film di Alvaro Vitali. Il giorno dopo lo ritrovai in camerata stordito dai Voltaren a pompetta che gli fecero per tutta la notte per mitigare i dolori che lo tormentarono. Non potrò dimenticare però le facce dei due vicini di letto che non gli rivolsero la parola per diversi giorni…. Calboni Regna

  5. scritto il 2 gennaio 2008 03:51 da Romano

    La prima sana e fragorosa risata l’ho fatta la sera del primo davanti allo schermo del mio pc leggendo questa tua (o sua )lasciva!

  6. Le scorregge natalizie sono letali: Una flatulenza a base di carne d’agnello si mette nella sacca pure l’Enola gay e quello che c’era dentro!

  7. scritto il 2 gennaio 2008 17:29 da alè patane

    io una volta sono riuscito a sintetizzare la zona industriale di catania para para

  8. Vedo che le tue recenti frequentazioni ti stanno Luttazzizando!!!Buon anno!

  9. e quelle che quando le fai ce vole il “raschietto” per tirarle via dalla stanza e dici giulivo “sti cazzo de toner quanto puzzano”…Good Year a tutti (scusate ma per svoltare un pochino ho sponsorizzato gli auguri)…

  10. Abbiamo ben bevuto, leggo.

  11. commovente… :)

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