Budajest on Saturdaje

by Diego Bianchi il 28 giugno 2008 @ 09:19 / Cose_Nostre / 5 Commenti

Del secondo giorno in un altro mondo che poi sarebbe il nostro

ore 11.55
Spronato dalla mia precedente cazziata Alfredo si è rimesso a lavorare e ha pure scritto sul suo blog.
Si torna a parlare di Kenya. Al microfono Daudi Were che illustra il ruolo dei citizen media in Kenya prima delle ultime elezioni. Un “Obama effect”, tra le altre cose, giocava a favore della blogosfera kenyana.
I blogger sono stati i primi a capire e denunciare dopo le elezioni che qualcosa stava andando per il verso sbagliato, l'ottimismo è andato via rapidamente, cominciano gli scontri, si usano vari strumenti per far sapere all'esterno cosa succedeva (blog, twitter, mobile phone). Si stabiliscono nuove spontanee collaborazioni.
Kenia Unlimited è il principale aggregatore di tutto ciò. [...]

ore 11.38
Armenia (Onnik Krikorian) e ora Venezuela, con Luis Carlos Diaz:la cosa buona e brutta del nostro paese è che abbiamo troppo petrolio. Si scusa per l'inglese approssimativo: “sono abituato a difendermi in spagnolo”.
Luis parla di media politicizzati e di una nuova egemonia (Chavez) al potere senza spargimento di sangue.
“Chavez wanted to change the constitution outside the rules but with elections”, dice Luis. E pure questo concetto mi suona familiare. Il suo blog personale è questo qua.
Onnik e Luis sono autori di Global Voices, come quasi tutti gli altri di cui ho parlato in precedenza.

ore 11.25
Hamid Tehrani parla di Yarane Baran (linko il sito per puro piacere estetico) a pro reformist association of bloggers”, parla per primo nel panel che tratta le campagne elettorali. Si parla di Iran e di “reformists” come “serial losers”.
A proposito. Oggi è uscita la seconda puntata della Posta di Zoro sul Riformista (che uscirà ogni sabato). Io ancora non l'ho vista, ma mia madre ne ha comprate due copie e le vendite del quotidiano dovrebbero essere schizzate.
Poco fa ho fatto una bellissima gaffe, della quale mi sono accorto solo io, credo, ma ci sono rimasto di merda lo stesso. Mentre scrivevo ho provato la sensazione che qualcuno alle mie spalle stesse sbirciando. Mi sono girato. Dietro di me l'unico non vedente presente in sala. Sono una merdaccia. Vabbè.
Alfredo s'è eclissato al suolo, da dove sta non vede niente, forse sente ma non so quanto la cosa lo aiuti.
Ormai ha mollato.

ore 10.35
Ha preso la parola Cristina, Bolivia, ma è senza voce, però si sforza. Qui una sua intervista, qui il progetto Voces Bolivianas cui aderisce grazie a Rising Voices.
Questo è il suo blog, dedicato alla diffusione della cultura indigena, “che non è molto rappresentata nella blogosfera boliviana”.
Il siriano che abbiamo intervistato ieri a telecamere spente ci ha confidato che è un gran tifoso del Milan
Certi attivisti so fatti così, si sbattono tanto per la democrazia, e poi tifano Milan.

ore 10.30
Alfredo ha fatto. Un'indiana gli ha fregato il posto che aveva cercato di tenersi prima di andare al cesso. Ma qui vita mea mors tua e quindi mo sta in piedi.
Ieri sera grandi chiacchierate con Archippe Yepmou (Internet sans frontieres), mezzo francese mezzo camerunse che ci ha preso molto per il culo per Berlusconi e per il Papa, ma che dopo un po' ha esclamato “Rocco Siffredi is my God”, e ha smesso di deriderci.
Archippe è anche sostenitore di Barack Obama e ha organizzato un network di blog francesi a sostegno del candidato.
A sostegno di Barack qui ci sono soprattutto Catherine e Laura, due ragazze americane che quando parlano di Barack passano dalla modalità serie professioniste organizzatrici e amministratrici dell'evento a quella di fan che hanno visto la luce.
Ovviamente pure loro ci prendevano per il culo per Berlusconi e perché siamo razzisti e abbiamo tutti questi problemi con l'immigrazione. E' più tosta di quanto pensassi essere Italiani non oppressi in mezzo ad un'organizzazione che si occupa di oppressi.

ore 10.10
Niente, avevo cominciato a scrivere ma m'è saltato tutto. Ricomincio.
Alfredo è ancora al cesso, mentre qui si presenta Rising Voices, megaprogettone multimediale di quelli che al Bloglab chiameremmo local blog. Prima ha parlato Collins, un artista di strada che coordina altri artisti in Kenya, e ora Catalina, Colombia, del progetto Hiperbarrio. Si mostrano video. Belle cose, dopo vedo se riusciamo ad intervistarli. Intanto ieri sera è arrivata pure Eleonora Pantò, per Global Voices Italia, che dovrebbe esser presentata oggi.
Ora parla Mially, Madagascar. Comincia con una mappa. Mai dare per scontato che la gente sappia dov'è il Madagascar.
Il progetto che sta presentando si chiama Foko. In tutti questi casi si dimostra come portare la buona novella di Internet laddove non è arrivata e probabilmente non arriverebbe mai se le persone che mi stanno intorno al momento s'occupassero d'altro.

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5 commenti a “Budajest on Saturdaje”

  1. Ho fatto tardi perchè mi sono dovuto fare la barba senza schiuma da barba!

  2. Qui hanno varato il lodo Schifani bis, hanno scoperto che a giugno fa caldo e che in Rai ci sono i raccomandati.Nella pagina ‘POLITICA’ di repubblica.it, oggi, la prima notizia è l’importantissimo reportage su ‘le favorite ai tempi del cavaliere’.Perché forse abbiamo una stampa davvero così libera che possiamo permetterci un’indigestione di gossip.Mah.

  3. a giudicare dai problemi degli altri paesi per ora noi siamo quelli presi peggio..siamo quasi in monarchia..diglielo zoro a sti qua di global, digli di invaderci..invaderci ma daje..

  4. scritto il 28 giugno 2008 15:53 da Leon De Rem

    che..bello I am very emozionata!

  5. scritto il 28 giugno 2008 18:18 da Ismaele

    Ma dai, hai lavorato pure di sabato..Sono ammirato.Infangato forever, oramai.

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