El partido està vencido

by Diego Bianchi il 23 giugno 2008 @ 10:00 / Cose_Nostre / 33 Commenti
Di complotti, leadership e ricambi possibili

ore 18.09
E poi sabato c'è stato il concerto della Slammer, eccezionalmente senza chitarrista, eccezionalmente cominciato durante i supplementari di Russia-Olanda, con il pubblico di Colfelice a guardare il maxischermo mentre noi suonavamo, una sensazione di strabismo collettivo bellissima che ogni gruppo dovrebbe provare prima o poi. Anch'io mentre suonavo mi sono guardato il maxischermo dal retro e ho cercato di aggiornare in tempo reale Edoardo che dall'altro lato del parco cantava, suonava nientemeno che due tastiere e non vedeva un cazzo causa leggio troppo alto.

Ma il bello di invecchiare suonando, per quanto patetico possa sembrare, è anche e soprattutto competere con l'appeal di un torneo di biliardino annusando puzzo di cipolla e sarciccia. [...]
ore 17.33
Proprio sul più bello, poco prima che l'Assemblea votasse la Direzione del Partito secondo metodi poco condivisi, ho dovuto lasciare l'Assemblea per rispettare l'impegno preso con Giachetti, uno che dall'Assemblea in questione s'era per varie vicende autosegato, e con i ragazzi di Carpedem.
Prima del mio intervento ho fatto in tempo a sentire Lucia Annunziata spiegare ai ragazzi del giovane pubblico perché, contrariamente alle apparenze, debbano ritenersi più ricchi dei loro genitori.
Il giovane pubblico in questione era composto per lo più da under 30 rutelliani ai quali ho ricordato che la condizione di under30 non può durare per sempre (quella di rutelliani probabilmente sì).
Detto ciò, il loro giro in camper per l'Italia alla ricerca del PD,(in realtà era “verso il PD”, ma ora come ora “alla ricerca del PD” mi suona meglio) del quale esiste un dvd che ancora non ho visto interamente, mi è sembrata una bella e formativa esperienza da fanga, di quelle che probabilmente dovremmo tornare a fare un po' tutti, ad averne tempo, ma soprattutto voglia.
ore 16.14
Accalorateriunioni aziendali rese più calde dall'assenza di aria condizionatam'hanno allontanato dal computer. Detto ciò, un passo indietro.
Venerdìè uscito il mio primo pezzo sul Riformista in una rubrica dalbanalissimo ma esplicito titolo “La posta di Zoro”, nella quale,allineandomi ai costumi del segretario, rispondo a lettere vere overosimili pervenutemi in settimana. La rubrica doveva uscire disabato ma l'incombere dell'Assemblea Costituente ha anticipato di unagiornata il tutto con il risultato che venerdì mattina ho visto dipersona la Binetti che mi sfogliava con gli occhi.
E veniamoall'Assemblea in questione.
C'era poca gente, e questo l'hanno già detto in molti, ma c'eranosoprattutto una tristezza contagiosa, una sensazione di sbandoorganizzativo e collettivo apparentemente inarginabile, un orgogliosoprotagonismo da retrovia, un dietro le quinte assai più presente delpalcoscenico, sicari anestetizzati, mandanti pazienti e un sensod'abbandono mai provato prima.
Che alla fine della relazione di Veltroni tutte le telecamere si sianospostate all'unisono su D'Alema è solo uno dei tanti indizi di tuttociò resi prova dall'inconsueta aggressione di Parisi a Veltroni eFranceschini, con telecamere, giornalisti e moviolisti eccitati dall'interpretazione di labiali da svolta.
In tutto ciò Veltroni ha molte responsabilità e larelazione introduttiva ha avuto il torto, a mio avviso, disottovalutare la gravità del momento interno, di fingere controllo diuna situazione degna della casa delle libertà di guzzantiana memoria. Avrei preferito che Veltroni sfidasse gli oppositori esplicitamente,nominalmente, ma non l'ha fatto, perlomeno non come mi sarei aspettato e forse ha pure fatto bene, non so, del resto lui non è fatto così e questo si sa da sempre. Però le responsabilità vanno condivise e a rendere paradossale la situazione è che in campo un'alternativa a Veltroni al momento non esiste.
Di solito c'è qualcuno che premeesplicitamente per far saltare il tappo, che si candida in primapersona; ecco, nel PD questo qualcuno ufficialmente ancora non c'è e sec'è non è Parisi che almeno ha avuto il merito di porre il problema pursenza dare la soluzione.
“Bisogna farsi popolo”, ha dettoWalter, “non dobbiamo essere un'elite di professionisti dellapolitica”, e tutti si sono messi a battere le mani, i professionistiper primi.
Quello che sembra sfuggire all'elite di cui sopraè che più importante del dover condividere una linea c'è l'esigenza diavere un Partito ficcato nella fanga che renda poi credibile qualsiasilinea.
E quel Partito al momento o non c'è o è sempre più demotivato.

ore 10.54
Che a mandare l'Italiafuori dall'Europa siano state furie rosse e zapatere e che a sbagliarei rigori decisivi siano stati giocatori che portano il rosso e ilNatale nel nome basterebbe e avanzerebbe a far gridare al complottocattocomunista ordito con il solo obiettivo di impedire alla Carfagnadi girare in torpedone per le strade imbandierate di Roma come fece laMelandri a Mondiale vinto.
Perchè se forse non è più tanto vero comeun tempo che i successi sportivi rinforzano i governi in carica, se lanotte di Berlino allungò solo di pochi mesi l'agonia del centrosinistraprodiano, è pur vero che in semifinale ci sono arrivati Putin, Merkel,Zapatero e l'arrembante Turchia, e non è pertanto difficile immaginareche, benché in altre faccende affaccendato, a Donadoni qualche moccolosia arrivato anche e soprattutto dal suo ex Presidente.
Una partitabrutta, noiosa e prevedibile come un'Assemblea Costituente del PD hachiuso l'impalpabile leadeship di Donadoni, perché nel calcio chi perdeva via, spesso oltre i propri demeriti.
Del resto se i giocatorimigliori di questo Europeo, a parte Buffon, sono stati due che conl'Olanda non giocavano (De Rossi e Chiellini), se l'attacco non hasegnato un gol in 4 partite, e se a farci gioire per sole 3 volte sonostati un difensore su assist di un altro difensore, un attaccanteavversario su punizione e un rigore, cambiare linea è urgente enecessario.
Ora, se in politica è discutibile che l'esser giovanisia garanzia di risultati, di chiarezza di idee e di rinnovamento,nello sport la giovane età aiuta, e anche sull'esempio fornito da quasitutte le nazionali dell'europeo (Francia a parte), il Lippi bisdovrebbe portare una ventata di novità, magari lasciando liberi diessere se stessi giovani spesso criticati per eccesso di gioventù eimpunemente anestetizzati dalla voglia di diventare grandi. Percapirci, per la Nazionale è stato molto più utile e decisivo il Cassanobizzoso che pianse dopo il biscotto scandinavo 4 anni fa che non quellomaturo e diligente di questi giorni. Se poi il responsabiledell'organizzazione sarà inevitabilmente un giovane adulto come DeRossi (uno che da infortunato ha giocato comunque meglio della mediadei suoi compagni in forma), il futuro può tornare a sorriderci operlomeno a non farci sentire in imbarazzo come in questi giorni.
Dibuono ora c'è che la stagione è finita, che ci si può rilassare un po'tutti, e che a solleticarci l'adrenalina saranno colpi di mercato eritiri estivi, con il rimpianto dei bei tempi delle intercettazionitelefoniche di procuratori e dirigenti senza scrupoli, piacevolissimalettura da ombrellone della quale, ahinoi, stiamo per essereingiustamente privati.

Facebook

33 commenti a “El partido està vencido”

  1. e comunque, è ufficiale: Berlusconi al governo porta sfiga al paese!

  2. scritto il 23 giugno 2008 11:25 da paoladl

    titolo: Patto Gene Nazionale(scusate è lunedì e fa caldo)

  3. scritto il 23 giugno 2008 11:32 da Pigi

    su su, pensate all’Olanda o alla Francia… ;) Comunque il tema sicurezza è sempre più sentito: hanno sparato un paio di volte sul portiere, menomale che era spagnolo e non rumeno…Bagni maledetto, porta più sfiga del nano.Titolo: sicurezza sul rigore :)

  4. scritto il 23 giugno 2008 11:33 da Pigi

    su su, pensate all’Olanda o alla Francia… ;) Comunque il tema sicurezza è sempre più sentito: hanno sparato un paio di volte sul portiere, menomale che era spagnolo e non rumeno…Bagni maledetto, porta più sfiga del nano.Titolo: sicurezza sul rigore :)

  5. Titolo (che va ancora meglio se Zoro ci parlerà un po’ dell’assemblea del PD e ci dice quello che la stampa di regime non dice): ¡Aja Zoro!

  6. Vorrei solo far notare che l’ultima volta che siamo riusciti a vincere due competizioni importanti di fila (mondiali 1934 1938) c’era il regime. Che l’eliminazione possa farci sperare in un Berlusca “ammorbidito”?

  7. Per la miseria non ricordo dove ti avevano citato. Penso sul Corriere della sera Magazine… sì, credo proprio lì. C’erano 4-5 citazioni presi da altrettanti blog, tra cui una tua citazione su Veltroni, non ricordo altro.Titolo: Fuori, ma a testa alta. O anche “A testa alta, ma fuori”. O anche usare la parola “esclusi” anzichè fuori.

  8. Come se vede che sei romanista… :-P

  9. scritto il 23 giugno 2008 11:58 da lobanovsky

    Titolo: Regalo Di Natale: torna Lippi?

  10. zoro, l’unico commento positivo di Ceccarelli è per te http://tinyurl.com/48gfnaNella sala semideserta un’allegra marcetta rock fa cadere le braccia. Alle 10 e 20 ci sono Follini, Carra, Zanone e il mitico Diego Bianchi, che gira i corrosivi video “Tolleranza Zoro”,

  11. scritto il 23 giugno 2008 12:01 da paulus

    I rigori dell’estate

  12. scritto il 23 giugno 2008 12:14 da Gatto

    Schiaffi di Rigore?(tanto per metterci dentro pure Parisi, vah)

  13. scritto il 23 giugno 2008 12:17 da Marzia

    La partita è stata lungamente noiosa e che sarebbe finita così ne avevo avuto presagio dopo l’intervista prepartita a quel capoccione di Zidane presente in quel di Vienna… Prrrr!per il titolo appoggio paulus…

  14. scritto il 23 giugno 2008 12:17 da Gatto

    Oppure: “Il giorno di Veltronadoni”

  15. un titolo calcistico potrebbe essere “Zapateri battono zappatori”, sennò stando un po’ sul politico si può fare “Essere leader oggi”, “Discutiamo tutto, tranne la leadership” o “Sicurezza! (di perdere)”

  16. scritto il 23 giugno 2008 12:19 da Fabio Salierno

    L’assemblea nazionale, recita lo Statuto vota a maggioranza dei suoi membri e non a “maggioranza dei presenti”, come qualcuno ha arbitrariamente interpretato.Quindi, poiche’ erano presenti circa un terzo dei membri, l’assemblea nazionale non poteva deliberare. La formazione della volonta’ negli organi collegiali e’ infatti sottoposta a precise regole che, se violate, rendono l’atto deliberativo nullo o quantomeno annullabile qualora qualcuno lo impugnasse. Mi rendo conto del disagio politico che ha attraversato il gruppo dirigente che si e’ visto di fronte ad un’assemblea priva di rappresentativita’. Ma la forzatura fatta e’ stata forse peggiore del male: si sarebbe ad esempio potuto riconvocare l’assemblea magari in giornata festiva, nel frattempo adottando una delibera “provvisoria” giustificata dall’urgenza di dare comunque un assetto al Partito. In questa maniera nessuno avrebbe potuto parlare di atto giacobino e si sarebbe giuridicamente gestito l’impasse politico.Forzando la mano e facendo deliberare un organo che, in realta’, non avrebbe potuto, si e’ data l’impressione di una scarsa attenzione alle regole di funzionamento del PD medesimo, con cio’ demotivando probabilmente ulteriormente i delegati i quali troveranno inutile la loro partecipazione futura, visto che tanto le cose vanno avanti lo stesso…Fabio Salierno

  17. scritto il 23 giugno 2008 12:28 da bobo

    “Rigor mortis (Donadoni dance)”

  18. oppure “l’atteso ricambio (delle regole)”

  19. Beh, titolo quasi obbligatorio:La grana in Spagna blocca la Carfagna

  20. Parisi: Donadoni tragga le conseguenze

  21. scritto il 23 giugno 2008 12:53 da giac

    Che bello, ero sicuro di aprire il blog e vedere un sacco di idee da titolo tra il politico e il calcistico, e puntualmente ne rido insieme a voi. A me era venuto in mente questo: POLITICALLY: CORRECT. Buttare fuori l’Italia destrorsa, per la Spagna zapateriana, dev’essere stato goduriosissimo. Viva Zapatero! E dai, giocando così male non potevamo sperare di arraffare pure la semifinale, già tanto che abbiamo passato il girone senza fare manco un gol vero su azione, e nnamo, e su…

  22. “Zapateri, zappatori e gente che non c’entra nulla”

  23. scritto il 23 giugno 2008 14:14 da Leon De Rem

    ..Palle rosse di Natale

  24. tristezza a palate,speriamo che mandino via tutti tranne derossi,grosso,buffon e chiellini

  25. scritto il 23 giugno 2008 14:45 da Leon De Rem

    ..(dona) Doni: palle di Natale e di De Rossi

  26. come si può voler male a questo omino qui?http://farm4.static.flickr.com/3187/2601504751_ea30e097cf_o.jpg

  27. scritto il 23 giugno 2008 16:18 da corto

    siccome mi prendo tutta la responsabilità della sconfitta non avendo scritto il benaugurante “daje Italia” prima del quarto il titolo che propongo è “No Daje No Party” oppure un sintetico “Olè”

  28. scritto il 23 giugno 2008 16:35 da Leon De Rem

    ..che non si ingrana..bello!

  29. scritto il 23 giugno 2008 17:24 da mattiaq

    Da fuori la sensazione era quella, ma adesso mi togli ogni speranza. sono riusciti a distruggere la vecchia organizzazione del partito e adesso anche a cacciare via quelli che in autunno si erano fatti venire un po’ di entusiasmo e che potevano essere la nuova base. A questo punto mi domando chi resta. Pensano davvero di poter fare tutto da soli e che la gente continui a votarli anche se viene presa regolarmente a pesci in faccia?

  30. scritto il 23 giugno 2008 18:09 da mattiaq

    Dice Cuperlo che vi siete visti all’assemblea. Qualche notizia per Dajespia? Quelche possibilità che si rimescolino un po’ le carte?

  31. Commento solo il punto che dice:”Il bello di invecchiare suonando…”Beh, direi che il bello di invecchiare suonando è che uno non muore giovane facendo altro…Dottordivago

  32. Cos’è, non lo fai il video sull’ultima assemblea del PD? O per pietà ti stai astenendo?

  33. Berlusconi non andrà a Matrix. Penso che torneranno a concertrarsi sull’8 luglio.

Lascia qui il tuo commento


Creative Commons License