Mal di faretra

by Diego Bianchi il 12 agosto 2008 @ 11:11 / Mia_cara_Olimpia / 6 Commenti
“Mo je la ficca je la ficca mo je la ficca guarda come je la ficca je la ficca ficca”.
Prega così dietro di me uno che tutti chiamano Giangio, accento testaccino e volume della voce tarato col contagiri per non disturbare ma caricare di fomento anche una gara di tiro con l'arco. Chi sia Giangio non lo so (appurerò poi essere parente di un allenatore), ma tra metropolitane colline pechinesi ci si gioca l'oro, in una delle specialità più assurde che pubblico possa pensare di intendere dal vivo, molto più assurda della scherma, pura presenza fisica e morale da portare lì anche bendati, che tanto sarebbe lo stesso.
“Je la ficca mo je la ficca” sussurra in loop, freccia dopo freccia sto Giangio al quale dopo ogni ficcata un gruppo di amatori arcieri italiani di su del Po dà gran pacche sulle spalle farcite di “ostrega” e “mona” e altre padanìe a me ostili.
Xian è divertito, ammirato, contagiato. La precisione, la concentrazione, il controllo dei nervi, tutta roba molto cinese messa in pratica da italiani per lo più sovrappeso, atleti di testa e di braccio, onanisticamente perfetti, giunti a colpi di “ficca ficca” ad una freccia, una sola, l'ultima, dal bersaglio più grosso. [...]
Mi ci aveva portato Xian lì, che io ieri neanche volevo uscire di casa, che ieri mattina non ero un fiore di loto, non stavo una crema, insomma, ero oggetto di stoccate di cagotto che mi rifiuto ancora adesso di pensare possano in qualche maniera associarsi alla cena del giorno precedente a base di criceto all'arancia offerto dal menu di un ristorante pieno di candele dove m'aveva portato il solito solerte Xian, nell'ennesima tavolata serale partita con una rosa di 5, 6 persone puntualmente sbragata in inconcludente gita scolastica. Con me e Xian si sono via via radunati davanti all'Intercontinental volontari cinesi, volontari italiani (tra cui la mia pusher di tute Federica), giornalisti italiani (tra cui Severgnini con il quale comunque non ho mai parlato) e alcuni atleti in libera ma timida uscita per la città (due enormi pesisti portoghesi, uno smilzo lottatore honduregno e parte della squadra di baseball del Canada). E io, tra tante cose, ho preso il criceto, perché ste cose se non le mangi qui non le mangi più e devo dire che pure l'ipotesi cane, che non ho ancora trovato ma neanche cercato, mantiene il suo fascino fantozziano. Comunque, il criceto alle arance sa per lo più d'arance, di carne ce ne sta poca e le ossa ti si spezzano in bocca ma non sanno di molto, scrocchiano, che è comunque piacevole.
Poi la nottata a sognare centometriste bahamensi, criceti girare la ruota degli intestini e il primo allungo al cesso.
E poi albeggia la nebbia e suona la porta e “alco, alco”, mi dice convinto Xian, “folse olo coll'alco” (non è un luogo comune, i cinesi usano davvero le elle al posto delle erre), mi dà la dritta Xian mentre decidiamo le gare di giornata da vedere. Per niente convinto, tra Pellegrini, Manaudou e cagotto, le opzioni mi sembrano altre, ma se deve essere “alco” che alco sia, se si può andare a cercare oro ci si metta in lunga marcia, passivamente, con la mano sulla pancia ma con bel portamento, in una specie di enorme agriturismo di città, tra gente cui fisicamente, finalmente, non ho nulla da invidiare.
Ed è tutto perfetto, per un po', o quasi.
Sti coreani automatici non sbagliano mai e stanno sul cazzo a tutti tranne ai cinesi, che pure se sono la maggioranza, nel calcolo delle percentuali non vanno contati, non valgono, quindi stanno sul cazzo a tutti sti coreani automatici che non sbagliano mai, o quasi. Perché poi invece steccano e Giangio sussura un condivisbile “attaccateve ar cazzo” e tal Nespoli, il più giovane e atletico del gruppo, ha l'incarico di rubare ai ricchi coreani per dare a noi poveri italiani.
E lì Giangio inspiegabilmente tace, gli amatori arcieri padani chiudono gli occhi (due si voltano), i coreani s'inceneriscono da soli, io non so dove guardare e faccio rimbalzare le pupille a caso, a faretra carica e chiappe strette e non per la freccia che sta per deflorare lo smog pechinese.
Nespoli tende il braccio, la freccia gli arriva quasi nel culo ma non parte, e quando la scoccata sta per passare dal pensiero di Nespoli all'apertura di tutti i telegiornali d'Italia, Xian sussurra a voce imprevedibilmente alta “jelafica jelafica jelafica!”.
Sguisssssh.
Il dardo parte, decolla, ancheggia e ammicca.
Spuffffff.
Il dardo atterra nel pagliaio tondo e colorato, nell'anello sbagliato, cilecca, gioco partita incontro, oro alla Corea, boati cinesi, io dico “cazzo” e guardo Xian avvelenato, lui mi guarda e mi fa “sorry” girandosi verso l'uscita, Giangio alle mie spalle caccia il bestemmione e gli amatori arcieri padani se ne vanno paonazzi e ingrati, senza neanche salutarlo.
Xian vicino a me sente di aver squarciato la tela del dialogo tra sorte e metalli pregiati, ma lui sa che ci sarà una prossima volta. Vorrei spiegargli che certe cose non si fanno mai, che gli equilibri perfetti non si alterano per nessuna medaglia al mondo, che se lui è cinese cinese deve restare e però sono più teso di un arco coreano, mi scocco di scatto oltre Giangio e Xian e vado a scaricare balisticamente la delusione in un cesso Ming, che centrare il bersaglio, in certe condizioni, non è mai stato così difficile.
Facebook

6 commenti a “Mal di faretra”

  1. In qualità di padrona di una cricetina deliziosa (NON nel senso del gusto! :-) ) mi delurko per dire: no, il criceto a cena NO!!! (Per quanto riguarda la carne di cane, non l’avevano tolta dai menu per non turbare la sensibilità occidentale?)

  2. il bestemmione padano conteneva il termine BUEO vero?Galiazzo era a scuola mia, un asino pazzesco però nel frattempo e argento, e probabilmente anzi speriamo si ripiglia l’oro individuale.Bravo lui e pure tu che che ner cesso hai fatto centro..io vado a barcellona per una settimana

  3. scritto il 12 agosto 2008 15:58 da scriptabanane

    a zoro. il criceto sconcerta, ma si capisce. del partito democratico se dice gnente in cina? a parte bettini, voglio dì, hai provato a chiedere a xian che ne pensa del governo ombra?comunque sò soddisfazioni ori argenti e mirra…

  4. scritto il 12 agosto 2008 23:44 da bobo

    ho smesso alle ossa dei criceti che scrocchiano…il cagotto funziona anche a distanza di parecchi fusi…

  5. scritto il 13 agosto 2008 12:04 da romanainvalpadana

    ..ma una Daje!! glie l’hai urlato ?

  6. Se ti azzardi solo ad assaggiare un po’ di cane, rompiamo l’amicizia!

Lascia qui il tuo commento


Creative Commons License