Acquaticità

by Diego Bianchi il 22 ottobre 2008 @ 05:27 / Cose_Mie / 13 Commenti
Quando Anita s'è tuffata nel cerchio verde piazzatole davanti dallanuotatrice capo, ho temuto si facesse male; lei è grossa, la piscina ècorta, ma il tuffo a bomba dalla traiettoria non ingelligentissima chene è seguito è andato a buon fine, Archimede ha avuto ragione inmaniera plateale e la piccola è riemersa ridendo e sputando, sempre ecomunque guardando le tribune.
L'ho accompagnata per la prima volta al Santa Maria, la piscina doveanch'io, alla sua età, ho cominciato a fare sport. Incuffiati di bludecine di bambini tagliavano l'acqua ognuno come poteva, chi colsostegno di un umano, chi di una tavoletta, chi in autonomia, chi constile, liberi natanti rumorosamente disciplinati per corsie.
Nel vederli dall'alto della tribuna genitoriale, nel riannusare clorocol rimbombo di grida, nel vedere i cordoli colorati con mani e bracciae gambe ad arrotolarcisi intorno in cerca di riposo, mi è tornatoaddosso quel senso di costrizione, limite e fatica innaturaleinconsapevolmente sofferto ai miei tempi. Al tempo m'applicai eprobabilmente mi divertii anche, ma se a quell'età (e anche dopo) noncorri dietro ad un pallone con qualche buona possibilità di sfogartifisicamente sull'avversario (o di subirne gli sfoghi), ho semprepensato fosse impossibile divertirsi davvero. [...]
Confermai il giudizio quando a 20 anni per qualche mese smisi con ilcalcio, dandomi all'atletica. La nostra squadra di mezzofondo eracomposta da due persone, io e un altro. Tutti i giorni un'ora di corsainsieme, e poi gli allenamenti e i conati di vomito alla fine di ogniripetuta, su e giù per il lungotevere e poi alla Farnesina. Dopo unasettimana io e sto tizio non sapevamo più di che parlare, se avessimolitigato sarei rimasto solo, pensavo, almeno al calcio non eravamo maimeno di 20, c'era scelta di chiacchiera e di scazzo, e nonostante sultartan ci fosse un buon numero di ragazze dal culo tosto a sgambettarciintorno, tornai a correre dietro al pallone, forte di una preparazionefisica mai più tornata ai livelli di quell'anno.
Guardando l'unico gruppo che non nuotava (una decina di piccolipallanuotisti maschi, a galla in fila indiana in attesa di un fischioche li abilitasse alla palombella triste), mi sono ricordato della miaunica gara di nuoto, a dorso, quando arrivato primo dopo una vasca,finii quarto perché non sapevo che ce ne sarebbe stata un'altra. Lacapriola non la sapevo fare, la mia carriera di nuotatore finì lì, aduno schizzo dal podio.
Però ci si forma, in piscina e in tribuna.
Anita incontrò la piscina un anno fa, la piscina divenne mare di lacrime, Anita e piscina si rifiutarono.
Quest'anno invece ride e si diverte e non vede l'ora di tornare amettersi la cuffia, e mentre mamma e papà la guardano dalle tribune,lei fa ciao con la mano per annunciare una nuova, breve, spettacolareimmersione a nostro uso e consumo, da noi ricambiata con applausiinsonorizzati il giusto per non entrare in competizione con genitori icui figli ancora non avvertono l'esigenza di ficcare la testasott'acqua.
Non so se Anita continuerà con la piscina, se il prossimo anno saràginnastica, o basket o lancio del peso, né so se riuscirò a seguire lesue gesta, di qualsiasi tipo saranno, con la freddezza apparente checontraddistingueva i miei sugli spalti delle borgate di Roma eprovincia.
So solo che forse questo è il nostro periodo più bello, forse, ilperiodo in cui quando esco di casa ad Anita balla l'occhio, quello cheti hanno sempre detto che prima o poi sarebbe arrivato perché le figliecon i papà hanno un rapporto speciale, in cui ti svegli alle 3 dellanotte e ti metti a scrivere di lei, così, senza avere niente diparticolare da dire, solo per ricordarti un giorno che quel periodo c'èstato.
E che mentre lei s'intristiva salutandoti, avresti messo la testa sott'acqua, ma dentro di te eri contento.
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13 commenti a “Acquaticità”

  1. scritto il 22 ottobre 2008 09:36 da Ale

    Questo sentimento popolaaAre…:-D

  2. ..le figlie coi papà hanno un rapporto speciale sino all’adolescenza, quando i papà si mettono d’impegno per rovinare irrimediabilmente anni di idillio infantile. Io lo rivorrei tutt’ora, quel papà lì e quel rapporto.

  3. Bel post, Diego. Ma pensi mai al giorno in cui tua figlia inizierà ad interessarsi di politica? Pensi mai al giorno in cui dovessi scoprire che è filo-berlusconiana e magari vuole fare la velina? Non scherzo. Ricordo sempre lo sguardo di mio padre, ultima generazione di una stirpe di democristiani di sinistra, quando mi vide a 5 metri d’altezza a issare lo striscione sul palco per un comizio del MSI…Avevo 16 anni, poi la vita ci ha fatto re-incontrare a mezza strada: entrambi col PD. :)

  4. groppo in gola

  5. scritto il 22 ottobre 2008 15:54 da Cinzia

    Momenti così sono talmente belli che ho fatto in modo di moltiplicarli per tre….però non ho la forza di svegliarmi di notte per raccontarli!!!

  6. scritto il 23 ottobre 2008 09:56 da Maria Assunta

    sono commossa!

  7. scritto il 23 ottobre 2008 10:33 da aldo

    ormai è diventata una sana abitudine, ogni mattina, una delle prime cose è leggere i tuoi blog. chiaramente non si può condividere tutto il tuo pensiero, (mi riferisco in particolare al “miracolo di Sant’Anna e al suo regista), però, credo che potevi evitare di citare il nome della piscina dove porti tua figlia. Chi non è di Roma forse non lo conosce, ma noi di Roma e per di più di San Giovanni lo conosciamo benissimo e leggerlo nei tuoi blog e saperti suo frequentatore ha provocato un certo fastidio, per ciò che sei stato e rappresenti nella sinistra e ciò che è il Santa Maria. Potevi semplicemente non nominarlo, non nè avrebbe risentito il racconto nè la tua storia personale.

  8. scritto il 23 ottobre 2008 13:58 da romanainvalpadana

    Varter c’è caduto sul loft, tu sulla piscina…. I valori “immobiliari” della sinistra

  9. un po’ Moretti, ma bello… (e te lo dice una nuotatrice tardiva).Ah e mi hai fatto anche tornare in mente i miei 2 anni di atletica (compresi i conati di vomito).E la forma mai più ritrovata del tempo… nostalgia!!

  10. scritto il 24 ottobre 2008 00:14 da zoro

    Aldo, manifesto tutta la mia più profonda ignoranza in materia. Qual è il problema del S.Maria? Per me è solo una delle piscine più vicine a casa mia. E’ dei preti (o delle monache, non lo so), ma in piscina non ve n’è traccia molesta, ci vanno molte delle amichette di mia figlia, un’istruttrice è mamma di un’amica sua e la piscina dove abbiamo portato Anita invano l’anno scorso era quella a Piazza Lodi (per dire che abbiamo anche provato alternative). Insomma, è più un caso che altro che vada lì e ne sono stato frequentatore solo la volta qui descritta; da buon padre in realtà dovrei esserlo di più.Circa il mio pensiero su Spike Lee, qui non mi ricordo d’aver scritto niente (forse sul blog su la7 ho parlato dell’episodio legato all’autografo che mi sono fatto fare, ma per me Spike resta un mito fino a prova contraria), il film non l’ho ancora visto (e magari questa potrebbe essere la prova contraria), di conseguenza non ho ancora un pensiero particolare su quel film. Tutto qui.

  11. scritto il 24 ottobre 2008 08:49 da claudio

    Al commento sul “…pensi mai a quando tua figlia…”, aggiungerei:1) Diventera’ Juventina 2) Si iscrivera’ ai Young Dem ed andra’ a fare le scuole di politica (gia’ sai!)3) Reincontrera’ Aksel a 16 anni…facciamo 17, cosi’ Aksel andra’ sul sicuro

  12. scritto il 25 ottobre 2008 17:10 da mariangela

    Mi hai fatto piangere, mannaggia a te

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