La posta di Zoro, n.56 (dal Riformista)

La rubrica di ieri, tra Berlinguer, Grillo, Mephisto ed Eurodisney, dove a causa di una settimana di scollegamento copio senza saperlo il titolo

di un post di Spinoza
. E vabbè.

Caro Zoro, cosa ne pensi delle ultime parole di Veltroni sulle maggiori capacità d'innovazione di Bettino Craxi rispetto ad Enrico Berlinguer? – Circolo Pd Hammamet

Quando mio padre mi ha dato il buongiorno raccontandomi l'ultima esternazione dell'ex segretario del più grande partito riformista der monno nfame, ho pensato scherzasse, che va bene avere qualche problema di posizionamento dopo tanti anni sulla cresta dell'onda, ma a tutto, anche all'ego di Walter, c'è un limite, un limite che può essere nome, un nome che può essere Berlinguer, Enrico Berlinguer.

E invece no. Solo, in cerca d'autore e accantonato financo dalle dinamiche congressuali franceschiniane, Walter è definitivamente zompato oltre se stesso, oltre il maanchismo, a caccia di un applauso di Stefania Craxi, per ottenere il quale occorreva affermare quello che neanche Intini forse avrebbe detto in questo modo. Ma Walter è fatto così, ama scoprire l'alba ogni giorno, preferibilmente negando le albe passate. Pertanto, lui che non è mai stato comunista, ma s'iscrisse al

Pci solo grazie al carisma di Berlinguer, accantona senza imbarazzi l'ispirazione di una vita, a beneficio del leader suo contrario (che in Africa, a differenza di Walter, alla fine c'è andato davvero,

come ha ricordato il blog Knut Wicksell

commentando la notizia).

Essendo sempre più moralmente questionabile il fatto che dal giorno della sua morte ad oggi il mito berlingueriano sia stato sbrindellato da chiunque fosse a corto di argomenti, ritengo che una moratoria sull'utilizzo del nome Berlinguer sia a questo punto tristemente opportuna (soprattutto se in una settimana sia Beppe Grillo che Walter Veltroni ne citano l'esempio, e quello che gli rende più onore, paradossalmente, è il primo).

[...]

Ciao Diego, volevo dire che i dirigenti del Pd hanno fatto bene a negare la tessera a quel qualunquista di Grillo. Il Pd è una

cosa seria, da qualche parte toccherà pure cominciare a farlo capire. – Circolo Pd Te Lo Do Io Il Pd

La clausola statutaria che impedisce ad un iscritto di avere doppia tessera di partito è stata sufficiente a sventare le ambizioni piddine di Pannella; allo stesso modo basterebbe la norma che vincola i candidati ad essere iscritti da giugno per concorrere alla segreteria del Pd, per ringraziare Grillo lasciandolo ad osservare gli sviluppi del congresso come un simpatizzante qualunque. Ma se, come emerso da ogni dichiarazione in merito rilasciata dell'impanicata dirigenza Pd, è per questioni di cv che Grillo non può prendere parte a quel grande e democratico e riformista e innovativo evento di popolo che sono le primarie che eleggeranno il nuovo deus ex machina democratico, allora le prese per il culo il Pd se le cerca. E se le merita.  Al di là delle sconsolate considerazioni sul fatto che un partito che ha paura di misurarsi con Grillo sta molto peggio di quanto possa rivelare qualsiasi tornata elettorale, non mi risulta che Calearo, tanto per portare esempi recenti, abbia riscontrato difficoltà a tesserarsi al Pd (e a diventarne addirittura rappresentante in parlamento). Anzi, il suo bizzarro pensiero ha costituito per il Pd pubblico motivo di merito e di vanto, e chi muoveva qualche osservazione di sostanza e coerenza diventava un passatista, disfattista con preoccupanti venature nostalgiche. Ora, in virtù di questo e altri casi simili, come stupirsi se Grillo ha pensato (sinceramente o provocatoriamente poco cambia) di candidarsi con il Pd e non altrove? E perché impedirglielo? Tra l'altro, così facendo, si nega a priori l'ipotesi di avergli fatto cambiare opinione sull'importanza dei partiti e su tante altre cose.

Che è un po' come negare l'essenza stessa della politica.

Caro Zoro, cosa ne pensi delle parole di Ignazio Marino sulla questione morale nel Pd in relazione all'arresto del presunto

stupratore coordinatore di circolo del Torrino? – Circolo Pd Mephisto

Lì per lì, più o meno come per le parole di Veltroni su Berlinguer e Craxi, non ci volevo credere. Prendre le mosse dal caso di uno stupratore seriale per arrivare a colpire il doping del tesseramento napoletano era esercizio da brividi, carpiato mortale alla portata di nessuno, men che meno di un esordiente senza rete. Ma 'sti leader nuovi sono sfrontati, per farsi notare prendono il toro per le corna anche a costo di finire infilzati come a San Firmino, e se poi fanno il chirurgo delle ferite se ne fregano e vanno avanti per la loro strada.

E così la questione morale nel Pd è di nuovo pubblicamente scoppiata, un po' a cazzo, ma è riscoppiata. A farmelo capire però, non è stato tanto il raccapricciante caso di Luca Bianchini, e nemmeno la denuncia a tutta agenzia del senatore Marino, bensì il fatto che appena si è sparsa la notizia che il presunto stupratore era un coordinatore di circolo Pd, in molti, per non dire in troppi, si sono messi subito a cercare di capire a quale mozione avesse aderito.


Ciao Diego, ma che ti è successo? Sono preoccupato. Non ti ho visto né alla presentazione della mozione di Franceschini né

all'intervista di Bersani a Caracalla. Come mai? – Circolo Pd Qui Quo Qua Ma Pure Lì Lò e Là

Eh lo so, queste spirali delle mozioni danno dipendenza, e come se non bastasse i sensi di colpa sono dietro l'angolo; capita che se vai a sentire Fassino arringare gli ex Ds ti senti poi in dovere di presenziare ad una convention di Letta; se non puoi seguire Adinolfi a Las Vegas allora prendi con più leggerezza l'impossibilità di seguire Civati alla Balduina, e così via.

Per quel che posso seguo tutti; questa settimana però, incredibilmente, sono riuscito a staccare, avviando a fatica un processo di disintossicazione estivo quanto mai necessario. Ora devo solo capire perché il giorno in cui Franceschini ha presentato la sua mozione e Bersani ha parlato alla festa di Caracalla, io sono finito sulle montagne russe di Eurodisney, a sparare a caso nello spazio, tra nuvole e mostri, Pluti e Topolini, spendendo soldi per mettermi in fila per ore (con file di destra sempre più scorrevoli di quelle di sinistra), con la speranza scettica di recuperare le emozioni di un tempo.

Dev'esserci un significato profondo, primario, o forse no, sono solo pippe mentali, comunque democratiche, difficilmente riformiste.

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5 commenti a “La posta di Zoro, n.56 (dal Riformista)”

  1. A Eurodisney? Vicino vicino… non t’è scappata voglia di andare a qualche pallosissima covention del PS francese? ;) Allora ti sei disintossicato sul serio! :)

  2. Mi dicono che Eta Beta sta con Marino.. Confermi?

  3. Bello !!!

  4. Mi dicono che Eta Beta sta con Marino.. Confermi?

  5. Mi dicono che Eta Beta sta con Marino.. Confermi?

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