Think Tant, Think Tropp

by Diego Bianchi il 1 luglio 2009 @ 15:22 / Cose_Mie / 16 Commenti

Dove ci sono avvisaglie di congresso, compatibilmente con il fatto che il congresso hanno deciso di giocarselo d'estate, io vado, se non a fare cose almeno a vedere gente che dovrebbe fare cose.

Sono stato al calcio d'inizio ufficioso, l'ignorata presentazione della mozione di Mario Adinolfi al circolo Pd della Muratella. Oltre a me c'erano una troupe Mediaset in cerca di folclore democratico, e una ventina di militanti, scettici, sarcastici o indefessamente adinolfiani, comunque militanti. Due ore di dibattito e chiacchiere sulle variabili dell'adinolfismo e

relativa mozione, che è online

e parla di democrazia diretta, quella democrazia diretta che il giorno in cui più di ogni altro era possibile esercitarla, Mario preferì accantonare in nome dell'antico democristo amore per “l'amico Dario” (quando dimessosi Veltroni, all'ipotesi “primarie subito” il delegato Adinolfi preferì spalmarsi direttamente nel 99.9% di voti pro Franceschini).

Ma Mario comunque s'è ripresentato, sta lì anche se tutti fanno finta che non ci sia e insomma, onore al merito di non risparmiarsi figure di merda e risultare, al momento, più concreto dei suoi ex compagni di strada più o meno coetanei.

Che poi sono stato pure a Torino, al Lingotto, dove una serie di circostanze favorevoli e ben convogliate ha fatto sì che Franceschini e Bersani, ma anche Marino e Chiamparino, si sfidassero per la prima volta pubblicamente, davanti ad una platea disperatamente pronta a scovare cenni di leadership nell'oratore più sincero, laicamente, eticamente, moralmente, con la speranza palese che quel leader fosse nuovo e giovane e davvero terzo, qualunque cosa vogliano politicamente dire queste tre parole. E invece niente, quel leader non s'è appalesato, Serracchiani s'è arroccata a sostegno del bersaglio demolendo il quale divenne celebre (Franceschini e Veltroni), Civati è rimasto impantanato nel guado e gli altri si son guardati intorno sperando che qualcuno puntasse l'indice verso qualcuno di loro implorando “vai, salvaci tu”. Ma nessuno l'ha fatto.

[...]


Così l'occasione mediaticamente unica di candidarsi al cospetto dei favoriti è svanita, la platea è tornata a casa a mugugnare sul primo social network disponibile e un pesante senso d'inadeguatezza ha fatto breccia forse per la priva volta tra coloro che per mesi s'erano raccontati d'essere pronti, di essere quelli che stavamo aspettando, e che chissà per quanto tempo dovremo ancora aspettare.

E così tra poco parla Bersani, e domani Veltroni e D'Alema, e poi Franceschini e per quel che posso giro e riprendo, riprendo e giro, forse anche suggestionato dalla lettura di quel mattone da 745 pagine che è “Qualcuno era comunista” di Luca Telese, che almeno per le prime 290 (quelle che ho fin qui letto), ruota tutto intorno alla svolta occhettiana, alla Cosa prima del Nome, a quel congresso lungo due anni, alle conseguenze, alle cause, ai protagonisti, tanti dei quali, appunto, sono gli stessi di oggi. Ma là cambiava tutto, cascava tutto, ci si ripensava da capo a piedi, ci si faceva del male anche per eccesso d'amore, si piangeva tanto, ci si capiva poco, era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti, o così sembrava a chi aveva allora 20 anni. Qui, adesso, boh.

Nel mentre, anche se su questo brutto ma caro blog nero non ho più prodotto alcunché, per quel che vale, altrove qualcosa ho continuato a fare. Niente video, ma giro con la telecamera come se ne dovessi fare, scrivo sul

blog de La7

e sul Riformista ogni sabato (alcune cose sono pubblicate sul

sito della Fondazione Daje
), conduco

Orzo su Excite

(una trasmissione in video di un'ora circa in diretta, il martedì e il venerdì, dalle 12.00 alle 13.00, con un ospite in studio e chat con gli utenti), sudo, leggo libri e web a caso, sfoglio giornali e ascolto ipod random, penso, rigorosamente senza criterio e senza quagliare.

E tutto ciò mi conferma nella convinzione del fatto che ci sono periodi, anche lunghi, nei quali uno effettivamente pensa invece di fare, pensa tanto, molto più del solito, sicuramente troppo, così intensamente che non esce fuori niente che possa dar sostanza a tutto questo pensare, tanto fortemente che al dunque, anche per pigrizia, non ci si ricorda neanche più cosa si sia pensato di così importante, né se ne sia valsa la pena.

Che poi passare tutto sto tempo a pensare è un alibi.

E sparire un attimo.

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16 commenti a “Think Tant, Think Tropp”

  1. Se questo e’ tacere, keep on. Se questo e’ pensare, mai trop. Il punto e’ che quegli altri la’, fra circoli-lingotti-jovinelli-web e militanti di base ( repubblichini, cioe’ complici dei poteri che dicono di detestare ma invece – de facto – contribuiscono a mantenere : lettori di Repubblica, il partito giormale che, come i partiti tutti ha come principale obiettivo la propria tasca ) , pensano troppo e fanno niente. Anzi no, qualcosa fanno: ridono delle disgrazie proprie, e si sentono progressisti, pure! Chi glielo dira’, caro Zoro, che la risata li ha gia’ sepolti? Daje, ci “pensi” lei. Omaggi dal sergente Valsia.

  2. Finalemte ! Pensa che proprio oggi stavo per cancellare il feed! Hai visto come gli è partito il “gran simpatico” sul “simpatico” della Serachiani ? Ma allora lo sanno anche loro che su quel piano non hanno chances.

  3. scritto il 1 luglio 2009 16:56 da Bischero

    non so chi sia ma comunque omaggi al sergente Valsia. Fanga, Melma, Daje! il grande assente è la verità, quanto inizieranno a vuotare il sacco? o vogliono tutti fare la fine di Andreotti, vecchio e solo con i suoi luridi segreti. Grande Zoro, ci becchi sempre!

  4. scritto il 1 luglio 2009 17:50 da Nastykid

    Grande Diego. Ce ne vorranno di anni. L’unica soluzione sarebbe quella di AZZERARE la direzione del PD. E ricominciare con facce nuove. Leggiti “infinite gest”, so’ 1300 pagine ma almeno scorrono ! :-)

  5. Potevi dirmelo che venivi a Torino :-)

  6. Vvisto stamattina un accenno di Orzo con Civati.. ma che l’hai convinto a candidarsi? D’accordo con te, il momeno giusto era il Lingotto, che la Serra, credo, ce la si era già giocati da mo’. E tutto sommato, vista l’ingenuità dell’intervista a Maltese, boh, tanto bene non avrebbe fatto. Boh.

  7. scritto il 2 luglio 2009 02:06 da Simonetta

    ma un video lo puoi pure mettere su, come una volta e anche senza Parla con me, così fai e pensi meno. In ogni caso, sparire è un attimo, non fa al caso tuo.

  8. scritto il 2 luglio 2009 13:03 da Maurizio Brasa

    Che ora fai? È un’ora inglese, si va, agguanta la mia mano e ce ne andiamo… tanto di noi si può fare senza, e chi vuoi che noti mai la nostra assenza

  9. Siamo già in sbattimento per quello che succederà, non vogliamo dirlo ne pensarlo , ma il cervello non ha limiti e pensa..

  10. E’ ormai palesemente troppo tardi. Personalmente avrei gradito un Marino, anche solo per provare a recupaerare quai miliadi di voti (il mio compreso) che il PD sta allegramente buttando nella spazzatura da anni, per non avere il craggio di prendere una posizione forte ed unitaria sulla laicità ed i diritti. Ma ormai, sinceramente, non c’è più tempo per nulla.

  11. scritto il 3 luglio 2009 10:08 da Ciccillorn

    Se ti candidi, io ti voto. Sicuro. Daje.

  12. scritto il 3 luglio 2009 16:05 da andreab

    e invece pare che Marino ci sia… questo il suo manifesto http://www.unita.it/news/congresso_pd/86055/il_manifesto_di_ignazio_marino spero vada avantoi x dare un contributo laico a ‘sto partito

  13. scritto il 3 luglio 2009 17:04 da zagoff

    Ho ascoltato (meglio dire letto sul suo fb)il linguaggio politico della Serracchiani: E questo sarebbe il nuovo? Frasi fatte in politichese stretto, leccaculaggini vari, strizzamenti d’occhio a uesto e quello… ci vuole ben altro per convincere gli italiani che CONVIENE non votare più a destra…

  14. scritto il 9 luglio 2009 13:21 da iginia gazzotti

    che bello averti stanato.Folgorata dal tuo Zoro in parla con me,non sapevo però nemmeno il tuo nome;ti scopro pistolando su facebook.Una domanda su Civati: sveglio è sveglio,attivo sul web come pochi, ma non sarà per caso che ha un ego un po’sovrabbondante?solo un pochino sai stamani si scrive anche la recensione. A me questi autoriferiti fanno un po’ paura,non ci diventerà come Dalema?

  15. sergente Valsia.

  16. Here you are talking about Hinduism though, while your initial post implied a Buddhist

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