La posta di Zoro, n.57 (dal Riformista)

La rubrica di oggi, estivamente di giovedì, tra settembre in piazza, partito del Sud, sondaggi più o meno attendibili, sentenze e ricorsi, privilegi e Fioroni.

Caro Zoro, sono molto contenta che Franceschini abbia promosso una grande manifestazione di piazza a settembre per protestare contro le minacce di Berlusconi alla libera informazione in Italia. Non vedo l'ora che finisca l'estate per urlare tutta la mia indignazione. – Circolo Pd Luglio, Agosto, Settembre (nero)

Dell'annunciata manifestazione a settembre sono molto contento anch'io. Ritrovarci in piazza tutti abbronzati e tonici per fare fisicamente opposizione al più abbronzato e tonico di tutti sarà corroborante e di buon auspicio per le impegnative e sfibranti settimane a seguire. Come i primi giorni di scuola dopo le vacanze, si guarderanno foto e filmini, ci si aggiornerà sui pettegolezzi estivi, si stileranno buoni propositi forti del fatto di aver ben cominciatomanifestando a difesa della libertà del Tg3.

A quel punto, ormai a fine corteo, ci chiederemo a vicenda i nomi dei nuovi direttori di rete e tg. Nel non ricevere risposte spereremo in una nostra lacuna informativa dovuta ad un tuffo di troppo, per poi accorgerci che invece ha ragione Gasparri, dicasi Gasparri, quando rimprovera il Pd di non muovere foglia in attesa dell'esito congressuale. Capiremo solo allora di manifestare a difesa di chi, nel momento dell'attacco berlusconiano, non è stato difeso nella maniera

più ovvia ed efficace: una simbolica riconferma.

E allora, chiedendoci il perché di tanta fretta, rimpiangeremo la progettualità di Veltroni, colui che organizzò mobilitazioni di popolo a prescindere, con 4 mesi di anticipo.

[...]

Ciao Zoro, hai visto che Bersani, secondo il sondaggio commissionato dal Riformista, avrebbe già vinto e il popolo delle primarie non esisterebbe più? Hai visto che Fassino s'è incazzato e vi accusa di essere il quotidiano della mozione Bersani? Tu cosa ne pensi? – Circolo Pd Le Mani Sulle Palle

Leggere quel sondaggio m'ha stupito non poco, tanto appaiono vago il campione intervistato, evidente l'intento mediatico,

controproducente per Bersani la smodata eco generata dal vuoto del dibattito estivo precongressuale. Questi sondaggi, come se non bastasse, portano notoriamente sfiga. Ciononostante, la tentazione di tastare il polso dell'elettorato più indefinito che ci sia (quello delle primarie Pd mentre è in vacanza) è forte, e confesso che anch'io, con buona pace di Fassino, sto conducendo personalissimi sondaggi balneari.

Mio zio di Parma ogni volta che m'incontra mi dice “sono incerto tra Bersani e Franceschini”; quando gli domando cosa lo blocchi, lui risponde “dietro Bersani c'è Bassolino”, che come approccio è comunque più originale del più classico “dietro Bersani c'è D'Alema”. Quando obietto che dietro tutti c'è qualcuno che non ci piace, lui si blocca più di prima, ad un niente dal passare nella percentuale dei “probabilmente non andrò a votare”. L'ultima volta che abbiamo dato vita a questo copione eravamo circondati da un gruppo di suoi amici; attesa pazientemente la fine del dialogo si sono dichiarati spontaneamente bersaniani, tutti (tutti di Parma pure loro) e il timore di accompagnarsi inconsapevolmente a tanti Bassolini ha ulteriormente bloccato lo zio. Per completezza d'informazione aggiungo che quando ho detto “zio, se vuoi puoi sempre votare Marino”, tanto lui quanto i suoi amici mi hanno educatamente ma robustamente invitato ad una più matura evoluzione del dibattito.

Un mio amico umbro ma di destra, da lettino a lettino mi ha così sintetizzato la sua visione degli schieramenti: “con Franceschini ci stanno i preti, con Bersani gli amici”. Non ho capito cosa fosse peggio ai suoi occhi. Per precisione di campione chiarisco che lui non voterà.

Infine, al ristorante, al tavolo dietro il mio, un berlusconiano arringava i commensali con la seguente dichiarazione di voto:  “voglio annà a votà per il presidente del Pd, e voglio votà Berlusconi. Ao, se po. Caccio un euro, pago, voto, manvedi. Pensa le facce de quelli der Pd quanno fanno lo spoglio: Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi….

ahahahahahahha”.

E tant'è.

 

Ciao Diego, sono calabrese e ho votato Pd ma sono molto attratto dall'ipotesi di un Partito del Sud. Secondo me ha buone possibilità di scardinare il sistema attuale dei partiti, ripercorrendo le fortunate sorti leghiste di radicamento nel territorio e rivendicazione identitaria che anche qui al Sud non mancano. Ti sembrano scenari campati in aria? – Circolo Pd Questione Centrale

Seguo distrattamente tutta la canizza alzata quotidianamente dalla Lega su questioni d'identità regionale che in quanto romano mai m'apparterranno. Sono tuttavia consapevole che il seguire distrattamente la canizza di cui sopra condurrà me e tutti quelli come me a ritrovarsi a settembre con l'Italia divisa in ducati, contee, statarelli e sultanati vari, con lingue nuove da imparare, documenti da rifare, bandiere da disegnare, inni da cantare e muri da alzare.

Di fronte a questo scenario non mi stupisce la possibile nascita di un Partito del Sud, ma nonostante l'acronimo sia PDS e sotto il Po ci si consideri tutti un po' terroni, ritengo più sensato e geograficamente coerente portare alla ribalta la questione centrale. Si dia vita dunque ad un combattivo Partito del Centro, se non altro per scombinare i piani a Casini.

Il problema vero, tuttavia, è che qualora si dovesse tornare all'antico, a me toccherebbe comunque lo Stato Pontificio, e

rispetto ad oggi non mi cambierebbe niente.

Signor Bianchi, cosa ne pensa della sentenza del Tar di impedire ai professori di religione di partecipare agli scrutini? – Circolo Pd Scrutinio Segreto

Pur non essendo professore posso dire che quello dei docenti di religione e delle discutibili modalità di selezione e assunzione nella scuola pubblica è uno degli argomenti preferiti dai docenti delle altre materie, soprattutto d'estate in spiaggia, soprattutto tra chi ad ogni agosto comincia a compulsare le graduatorie per sapere se e quando avrà la cattedra che per concorso gli spetterebbe senza placet del vicariato.

La sentenza del Tar fa sì che il tema già caldo diventi ora bollente, e che la professoressa di famiglia, biecamente illuminista, m'abbia esclamato davanti al Tg che la cosa che più la fa incazzare è che ora i professori di religione potranno godere dell'ennesimo privilegio: quello, appunto, di non fare gli scrutini.

La seconda cosa che invece ci ha fatto incazzare tutti indistintamente (una tavolata di tutti potenziali elettori Pd) è stato apprendere senza stupore che uno dei più strenui critici della sentenza del Tar sia l'ex ministro Fioroni, a conferma del fatto che dentro sto Pd, per quanto si dica, per quanto si faccia, primarie sì, primarie no, il nodo più complicato da sciogliere è capire se abbia senso unire o meno le parole centro e sinistra e se, soprattutto, ad unirle debba essere un trattino, o più verosimilmente, come in troppi sembrerebbero auspicare, una croce.

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7 commenti a “La posta di Zoro, n.57 (dal Riformista)”

  1. scritto il 13 agosto 2009 19:42 da Anonimo

    w mikela

  2. scritto il 13 agosto 2009 20:12 da Matteo

    Me sto troppo a taja…. una croce! ahhahaahha una croce hahahahaha una croce che ci teniamo sul groppone!!!! Evvive Diego… FACCI RIVEDERE ZOROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO LE VACANZE SO FINITEEEE!

  3. scritto il 13 agosto 2009 22:09 da ekatharina

    Sai qual è il problema Diego? Il problema è pensare che nel 2009 ci siano cittadini che possano sentir rappresentata la loro sfera religiosa dal Fioroni o dal Franceschini di turno. Questo si è vedere il mondo secondo categorie antichissime… E’ non voler capire che i politici cattolici hanno esaurito la loro funzione… Una volta caduto il muro semplicemente non servono più!

  4. Manifestazioni inutili come del resto inutile è Franceschini! http://oneenergydream.blogspot.com/

  5. scritto il 16 agosto 2009 22:51 da Leon de Rem

    Ma er post da Berlino?!

  6. Ma er post da Berlino?!

  7. Ma er post da Berlino?!

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