La posta di Zoro, n.60 (dal Riformista)

Ciao Diego, cosa te ne è sembrato della partecipazione

di

Ignazio Marino alla Festa

di

Genova? Com'è andato il terzo uomo? E' piaciuto? Ha suscitato entusiasmo? – Circolo Pd Ecce Marino

Marino è andato bene, molto bene. Si vede che ha studiato. Non è più il candidato impacciato che al Democratic Party

di


Caracalla omaggiava Bettini ogni 5 minuti, non è più il temerario che, dopo aver appena varato il tormentone del “partito che deve dire dei sì e dei no”, non rispondeva all'unica domanda

posta

dal pubblico (sulla base

di

Vicenza).

Ora è spigliato e deciso, determinato e chiaro e non è un caso se

la

compagna Maria, leader bersaniana della friggitoria, ieri mi ha confidato preoccupata che “parecchi compagni della Bersani stan passando alla Marino”. Il problema del chirurgo è un altro: sceso dal palco non lo riconosce nessuno, o quasi.

Durante il tradizionale giro degli stand erano più quelli che si chiedevano chi fosse quel signore che entrava senza parannanza nelle cucine

di

quanti fossero quelli che lo omaggiavano. Ignazio si muoveva impacciato tra i fornelli, ringraziando e incoraggiando tutti, a partire da se stesso. Quando vedendolo a colloquio ravvicinato con un militante andrà

via il retropensiero che quello gli stia chiedendo un consulto medico, allora sì, si avrà definitivamente

la

sensazione

di

essere al cospetto

di

un leader politico nuovo e completo.

[...]

Ciao

Zoro
, cosa te ne è sembrato del dibattito sulla laicità? Ho visto che ha scaldato gli animi, che ci sono state discussioni, finalmente. Qual è

la

tua impressione finale? – Circolo Pd Chi Vuole Intendere In Tenda

E' stato un bel dibattito, su un tema che mai, e ripeto mai, troverà nel partito quell'agognata sintesi che su questioni del genere avrà sempre l'inevitabile odore

di

pastrocchio politicamente debole. Ho personalmente chiesto a Gentiloni, nello

spazio che gestisco qui alla festa, come sia possibile che Carra e Scalfarotto possano stare nello stesso partito. Lui mi ha risposto parlandomi

di

una grande tenda che comprenda tutti, a fare cosa non si sa, l'importante è non farli uscire dalla

tenda, tenerli lì dentro a discutere, preferibilmente senza far sapere all'esterno quali siano nel tendone le reali proporzioni tra chi

la

pensa in un modo e chi nell'altro. Contarsi sarebbe

la

soluzione, ma non va bene, è scelta estrema, che porterebbe a decidere e scontentare, meglio evitare.

Scalfarotto, Carra e quasi tutti i presenti lo guardavano perplessi, chiedendosi quanto debba essere grande una tenda per diventare ufficialmente circo, con tutto il rispetto per il circo. Che poi, quand'anche Carra e Scalfarotto trovassero

la

quadra per rimanere a piroettare nel circo PD, resto convinto del fatto che a quel punto un elettore che

la

pensa come Scalfarotto andrà a votare partiti più determinati sulle battaglie per i diritti, e chi

la

pensa come Carra opterà per partiti più moderati ancora del Pd. E nel circo resteranno solo Scalfarotto, Carra, Gentiloni e tutti i predatori

della sintesi perduta.

Caro

Zoro
, ho visto che anche Bertinotti è stato ospite della Festa. Com'è stato accolto? Che ha detto? Ha fatto autocritica? Hai letto il suo libro? – Circolo Pd Scappellamento A Sinistra

Quando ho sentito gli organizzatori che proponevano al compagno Bertinotti

di

fare un giro per

la

festa, ho pensato fosse un'occasione unica

di

documentare in qualche modo l'impatto che avrebbe avuto

la

sua immagine deambulante tra quella che una volta, tanto tempo fa, è stata anche

la

sua base. Troppa era

la

voglia

di

vederlo ungersi

di

buon grado il completo estivo

di

lino a beneficio della ritrovata empatia con le masse. E invece niente.

Proprio quando il giro ha avuto inizio, sono arrivati a circondarlo alcuni giornalisti a caccia

di

lanci d'agenzia, e lui è entrato in trance, totalmente, augurandosi che

la

strada fosse più lunga possibile.

Interrogato sulle sorti della sinistra, Fausto è partito dalla Linke tedesca per arrivare al Burkina Faso, non ha disdegnato una paronamica su Ecuador, Belize e Suriname, ha fatto una capatina nello Sri Lanka e forse s'è interrotto sulle socialdemocrazie dell'Ontario, forse, probabilmente, più o meno.

Quella messa in scena passando indifferente davanti a tutti gli stand della Festa è stata una supercazzola planetaria

di

rara efficacia, realizzata al cospetto

di

taccuini drammaticamente vuoti. Perché

di

Italia Fausto non voleva parlare, anzi, s'è proprio incazzato quando qualcuno gli ha chiesto pareri sul Pd, pareri che poi, in qualche modo, ha comunque dato. L'uomo è fatto così. Se ha davanti una telecamera o una penna, egli dichiara, sempre e comunque, purché, come sottolineava

Corrado Guzzanti, non si capisca un cazzo

di

quello che dice.

Ciao

Zoro
, hai sentito che applausi per Ezio Mauro? Davvero è lui il leader del Pd? Davvero siamo messi così? – Circolo Pd Mozione Ezio

Ho sentito, ma soprattutto ho visto. Pochi hanno preso gli applausi che ha preso lui, forse nessuno, e il motivo non è difficilissimo da intuire. Pochi, forse nessuno, riescono a tenere un dibattito

di

un'ora e mezza sembrando convinti delle cose dette. Pochi, praticamente nessuno, riescono a mettere insieme quei quattro cinque punti che un

partito d'opposizione dotato

di

buon senso ed effettivo radicamento nel proprio elettorato dovrebbe elencare

di


questi tempi da ogni pulpito messo a disposizione.

Chiamare Berlusconi col proprio nome e trattarlo per quello che è,  difendere

la

libertà d'informazione, lottare per i diritti e

la


laicità, condannare il razzismo in ogni sua forma, pretendere limpidezza nei comportamenti amministrativi e nelle spartizioni delle cariche, battagliare contro il precariato, per il lavoro, per

la

scuola, per

la

sanità, non inciuciare più del lecito alla ricerca

di

discutibili alleanze.

Sembrare più

di

sinistra che

di

centro.

Questo, stando qui da dieci giorni, è quello che mi sembra voglia

la

stragrande maggioranza

di

chi gira per

la

festa,

di

chi ci lavora,

di

chi assiste ai dibattiti. Mauro, e in parte addirittura Fini, l'hanno capito. Altri sembrano più lenti.

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2 commenti a “La posta di Zoro, n.60 (dal Riformista)”

  1. scritto il 12 settembre 2009 10:13 da da cesa

    dall’ultima risposta devo capire che stimao messi proprio male

  2. Caro Zoro, seguo con divertita passione il tuo blog e anche quello della fondazione Daje. Da elettrice di sinistra (PCI-PDS-DS ed infine PD) credo che sia giunta l’ora che la classe dirigente di questo partito si faccia da parte. La scelta tra Franceschini e Bersani è una non scelta. Marino non sarà un maturo leader politico, anzi non è proprio un politico. Infatti parla in modo comprensibile a tutti ed ha un’idea del partito molto simile a quella che gli elettori senza tessera in tasca hanno. Così io ho fatto la tessera solo per sostenere Marino, come piccolo investimento in una minuscola speranza di rinnovamento. Secondo me se il PD non si rinnova radicalmente, chiude.

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