La posta di Zoro, n.61 (dal Riformista)

Caro

Zoro
, tu che eri là, hai capito che cosa è successo il giorno in cui Franceschini ha chiuso

la

festa

di

Genova perché costretto dalla folla? Perché c'era tutta quella gente ad aspettare un comizio che non s'aveva da fare? – Circolo Pd Condicio

A margine

di

un paio d'ore particolarmente movimentate, posso dire che le ipotesi prese in considerazione tra i presenti per giustificare il papocchio organizzativo che tanti militanti ha fatto incazzare, sono state tre.


La

prima, raccolta appena entrato nella sala dibattiti, vuole che sia stata “tutta colpa

di

D'Alema”, reo, a detta

di

buona parte dei presenti,

di

aver impedito al segretario in carica

di

avere una seconda chance

di

visibilità, il tutto con un discutibile artificio da par condicio precongressuale.


La

seconda ipotesi, sussurrata dai bersaniani radicati e camuffati nella folla, è che si sia trattato

di

un classico colpo

di

teatro democristiano, con tanto

di

equivoco aizzato ad arte da Franceschini per vedersi “costretto” dal popolo a tenere, come

di

fatto è stato, un acclamato comizio

di

chiusura, reso memorabile soprattutto dal fatto che non si dovesse tenere.

Da non sottovalutare infine

la

terza ipotesi, quella secondo

la

quale in un partito così sconclusionato e deficitario dal punto

di

vista della comunicazione interna ed esterna, sia successo tutto naturalmente, fisiologicamente e coerentemente con due anni

di

casini e incazzature bipartisan. In tutto ciò, ancora una volta,

la

frase più saggia è stata quella

di

un militante: “questi si pensano che se sentiamo un candidato una volta più dell'altro ci lasciamo convincere”.

Senza contare che poi, come spesso accade, è a parlar

di

meno che si fa più bella figura.

[...]

Caro Diego, se ne è andato il grande Mike, un mito per tutte le generazioni, colui che più

di

ogni altro ha alfabetizzato questo paese. Sono profondamente addolorato. E tu? – Circolo Pd Lo Sapete Che Domenica Prossima Si Vota?

Dei programmi

di

Mike personalmente non ne ricordo uno che mi abbia fatto dire, bambino o adulto che fossi,

“cazzo, stasera non si esce che c'è Mike”, oppure “cambia canale, voglio vedere Mike”. Mai, non m'è mai successo una volta, e sì che

di

programmi discutibili ne ho visti a secchiate, ma Mike, gaffe a parte, mi ha sempre annoiato.

Quel che ricordo bene è invece il suo appello al voto per Berlusconi nel '94 e il come, lui e tanti altri suoi colleghi, abbiano reso apparentemente innocuo, ma culturalmente e politicamente devastante, quel conflitto d'interessi

di

cui tanti politici

di

sinistra, fan o amici

di

Mike, non si sono

di

fatto mai occupati. Ora Mike è morto abbandonato da Silvio, e tanto ci

sta bastando per farne un nuovo martire della libera tv. Per vie diverse è toccata una sorte simile anche a Montanelli.

Da un po'

di

tempo gli ultimi anni

di

vita dei grandi vecchi sono sempre più spesso roba nostra, anche quando i danni veri li hanno fatti prima.

Cosa ne pensi degli attacchi

di

Ignazio Marino alla poca trasparenza nella contesa congressuale? Perché

gli altri due candidati non accettano il confronto pubblico con lui? – Circolo Pd Trova Le Differenze

Temo che con l'avvicinarsi al congresso Marino avrà ogni giorno qualche buon motivo in più per attaccare i suoi due avversari, le macchine organizzative dei quali, nonostante i buoni uffici

di

Bettini, sono comunque più attrezzate della sua per muoversi nell'emergenza e nell'eccezionalità

di

una campagna elettorale interna.

In un contesto simile non giova all'immagine

di

Bersani e Franceschini che il Corriere della Sera parli

di

un loro inciucio, né rispondere picche alla richiesta ignaziana

di

un confronto pubblico a tre. Siamo stati per settimane a rincorrere

invano Berlusconi affinché si confrontasse con Veltroni. Il suo diniego ci sembrò una scortesia democraticamente inaccettabile. Spero che Bersani e Franceschini non vogliano dare

la

stessa sgradevole impressione a buona parte dei loro elettori.

Caro

Zoro
, cosa ti rimane della festa

di

Genova? Chi il più applaudito, chi il meno, quali le parole d'ordine, quali quelle da evitare. – Circolo Pd Genova per “Noi”

Dopolavoro Democratico a parte (lo spazio

di

dibattito e cazzeggio che ho gestito per tutta

la

festa), vago a caso nella memoria: l'applauso a Fini sulla sentenza del G8, l'applauso a Marino contro Fini sulla sentenza del G8, gli applausi

ripetuti e puntuali ad ogni invocazione all'unità del partito a prescindere da chi

la

facesse, l'acclamazione per Ezio Mauro,

la

fatica

di

Marino a farsi riconoscere tra gli stand della festa,

la

standing ovation per Veltroni tipica

di

quando si battono le mani ad una persona in difficoltà cui si vuole bene,

la

pretesa

di

Veltroni

di

rimanere al centro del dibattito politico scrivendo un romanzo con cui farsi scudo nel dibattito politico, il basso e pigro profilo

di

D'Alema al cospetto

di

un Tabacci che lo superava a sinistra in proposte e applausi, lo zainetto del mare portato da Rutelli sul palco (si era cambiato il

costume alla stazione

di

servizio precedente Genova),

la

sala semi vuota per il dibattito tra Schifani e Soro, il grottesco rimbalzo

di

responsabilità tra Sassoli e Bettini nell'unico dibattito pubblico tra rappresentanti

di

mozioni avverse, Franceschini volontario tra i tavoli del ristorante cazziato dai volontari veri che non riuscivano più a lavorare, Bersani e Franceschini cazziati dai militanti prima dello spettacolo

di

Benigni, Vendola che dorme allo spettacolo

di

Benigni, il vecchio compagno 90enne che teme che i giornalisti strumentalizzino

la

caciara dell'ultimo giorno, il compagno Gianfranco Fini (omonimo del

presidente della Camera), Maria, Romano e Carlo della friggitoria e il loro congresso continuo, con tanto

di


interventi scritti a mano e declamati a mani unte, tra frisceu e panisse, che facevano tanto bene allo spirito e alla salute, nonostante i fritti.

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9 commenti a “La posta di Zoro, n.61 (dal Riformista)”

  1. Sei un grande!

  2. scritto il 10 settembre 2009 21:56 da Destrosio Al Magnesio

    Ah Zoro, a rimettete ‘n po’ a fa i video…. Ce sei andato da Atreju? O te stai a prepara’ solo pe er Congressone? Nun me di ke mo fai i video solo per Parla con Me che me cali troppo senno’. Te sei te, nun t’azzarda’ a diventa’ “l’inviato di”.

  3. Oh, dev’essere stata una bell’esperienza….

  4. visitate

  5. Che tristezza il tuo commento su Mike. Nessuno dice che lo devi considerare un “Padre nobile della patria” ma quel ricordo del 94 era totalmente fuoriluogo. E forse, visto che fai tv, dovresti andarti a rileggere l’importanza che hanno avuto certe figure nell’evoluzione del linguaggio televisivo e, persino, nel costume del paese. ciao

  6. scritto il 13 settembre 2009 09:11 da slim

    Su mike sono assolutamente d’accordo con diego e l’orgasmo collettivo che lo celebra post mortem ritengo dia il senso dell’impoverimento culturale di questo paese proprio a partire dal linguaggio televisivo. Se si dà, giustamente tanto rilievo alla novità rappresentata da lascia o raddoppia degli anni 50 vuol dire che da allora strada se ne è fatta proprio poca e che se evoluzione c’è stata questa è stata fatta a ritroso. E a questo impoverimento culturale ha, ovviamente, corrisposto anche un progressivo impoverimento della qualità della politica

  7. d’accordo con Slim e con te su mike.. cazzo, la pubblicità ultima che ha fatto….profetica… ce li rifai i videètti? manchi ai cinici…

  8. d’accordo con Slim e con te su mike.. cazzo, la pubblicità ultima che ha fatto….profetica… ce li rifai i videètti? manchi ai cinici…

  9. Sei un grande!

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