La posta di Zoro, n.62 (dal Riformista)

La rubrica uscita stamattina sul Riformista, dove si parla della manifestazione poi annullata, di Vespa e Garko e di congresso a 5 settimane dal voto.

 

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Ciao Zoro, andrai alla manifestazione di sabato a difesa della libertà di stampa? O pensi invece che abbiano ragione Polito e Pannella a disertare l'evento? – Circolo Pd Se Si Balla Non Vengo

Più che di libertà di stampa sarebbe preferibile, soprattutto dopo il Porta a Porta di martedì sera, parlare di libertà d'informazione in generale, anche perché il problema più che cartaceo resta televisivo. Ovviamente sabato andrò, e davvero non capisco perché sia proprio uno come Pannella, uno che ogni volta che va in tv si lamenta del fatto che non ce lo fanno mai andare, a disertare la piazza. Allo stesso modo non capisco Il Riformista, che stando agli ultimi editoriali di direttore e

vice, riformisticamente prende le distanze. Al di là del fatto che si possa essere o meno fan di Repubblica o del Riformista, di Porta a Porta o di Ballarò, quanto accaduto nelle ultime settimane (attacchi mirati a mezzo stampa, slittamenti di palinsesti di Stato e commerciali a beneficio di Berlusconi, tutele legali ritirate, contratti da rinnovare, ecc. ecc.) conferma che tante anomalie, tante eccezioni, nel paese del conflitto d'interessi colpevolmente lasciato in piedi dalla sinistra, costituiscono un problema, per tutti, tranne uno. Non vederlo è impossibile. E impossibile è non notare l'escalation di decisioni paradossali seguite da giustificazioni più bizzarre delle decisioni stesse, a meno che non si sia deciso di venire informati dal tg1 di

Minzolini. Non credo, in questo caso, che l'approccio eccebombiano del “mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente”, possa giovare all'immagine del giornale che non molti mesi fa consegnò a Berlusconi il premio come miglior politico dell'anno.

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Ciao Zoro, ma tu poi Vespa l'hai visto? Che ne pensi? – Circolo Pd Fatti Ignoranti

La prima parte l'ho persa, guardando distratto e passivo anonime partite di Champions, tra l'altro con il Milan in campo. Poi però ho fatto l'errore, ho girato, e rigirare mi è stato impossibile. Perché a me da sempre Silvio fa quest'effetto, mi catalizza. Tuttavia, come ordinerebbe Mike, la ruota ogni tanto gira. E così, nonostante lo slittamento congiunto di Ballarò e di Matrix, Gabriel Garko, protagonista della fiction in controprogrammazione su Canale 5, ha battuto Vespa e Berlusconi.

Di qui a fare di Garko il nuovo leader della sinistra è stato un attimo. Però, proprio mentre si cambiava al volo l'ordine dei relatori della manifestazione di sabato, proprio mentre Youdem andava a cambiare il proprio palinsesto ripescando Senso 45, proprio nel momento in cui Franceschini, Bersani e Marino stavano per riunirsi al fine di trovare un modo per escludere Garko dall'agone come un Grillo qualsiasi, fulminea e risolutrice è arrivata la reazione del ragazzo.

Vistosi accerchiato come l'ultimo dei Gino Flaminio, esattamente come fece l'ex di Noemi allorché chiarì che lui comunque votava Silvio e di certo non era né un camorrista né un leader di sinistra, Garko ha dichiarato di aver visto Porta a Porta senza alzarsi mai, neanche per pisciare. Che finché si scherza si scherza, ma qui vincere le primarie

è un mozzico.

Ciao Diego, a 5 settimane dalle primarie del 25 ottobre, cosa te ne sembra di questo congresso? Come si stanno comportando i tre candidati? – Circolo Pd Fuoco Amico

Questo dovrebbe essere il momento di discutere e dirsi le cose in faccia; farlo ora per evitare di farlo, come spesso accade, poi, è raccomandabile. Tra l'altro sentir parlare Veltroni e D'Alema e un po' tutti di fuoco amico in ogni intervista, francamente ha stufato. Come disse un signore alla Festa Nazionale di Genova alla presenza di Veltroni, “non sarà mica colpa mia che vado ad attaccare i manifesti se stiamo combinati così”. Il problema è che le cose in faccia questi non se le dicono praticamente mai, quando lo fanno lo fanno a mezzo stampa e in maniera talmente strumentale (l'attacco di Tonini sulla questione morale, la reazione di Loiero, ecc. ecc.) che l'abbozzo di discussione degenera subito in rissa. In tutto ciò Bersani dà l'impressione di muoversi come chi sente già la vittoria in tasca, s'espone meno di tutti, va ad un filo di gas

e finisce sui media soprattutto se chiamato in causa per polemiche di tessere o per come canta le canzoni dei Nomadi. Franceschini, vista la situazione, si ririposiziona sedendosi a pranzo con Di Pietro (a mangiare carbonara, e mai piatto mangiato davanti ai fotografi ebbe maggior sapor di ossimoro) e non sedendosi nel dopocena di Porta a Porta, il tutto andando lui, e non Bersani, a commemorare Occhetto e la svolta della Bolognina.

Intanto Marino continua a districarsi a fatica tra dinamiche di partito a lui ignote (“gli inciuci”) e crescente tentazione per polemiche dall'antico sapor berlusconiano (“politici di professione” e “compagni di scuola”, così ha definito i suoi due avversari), lamentandosi della poca visibilità sui media (Repubblica ha relegato a pagina 36 una sua lettera di protesta per la poca considerazione avuta da Scalfari) e chiedendo quel confronto a tre che mai avrà, ma che potrebbe dare nuovo

e magari decisivo impulso al cuore stanco del partito. Iscritti a parte, motivare l'elettorato affinché voti alle primarie, stando così le cose, sembra particolarmente difficile. Parlare delle cose che interessano davvero, come dicono tutti e tre, sarebbe bello. Tra passato e modernità, futuro e nostalgia, il presente ha le fattezze del “miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni”. L'incubo che lo sia anche per i prossimi 150 è tutt'altro che svanito.

S'inventassero qualcosa.

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6 commenti a “La posta di Zoro, n.62 (dal Riformista)”

  1. scritto il 18 settembre 2009 00:35 da simonetta

    Franceschini gira spot come un Veltroni in miniatura e Marino pensa già agli accordi da fare nel ballottaggio (come ha detto ad Orzo). Bersani non scalpita perchè non è nel suo carattere e la gara delle primarie è appena cominciata, ancora si scaldano i motori e i comitati.

  2. scritto il 18 settembre 2009 09:15 da antonio

    secondo me la gara per le primarie non comincerà mai, perchè è troppo rischioso portare al voto chi non è tesserato, inquanto è una massa ignota, meglio portare al voto chi si conosce (i tesserati più qualche quattro o cinque amici di ognuno di loro), contarli sulle mani e con una semplice differenza capire se sono più o meno dell’”avversario”.

  3. scritto il 18 settembre 2009 09:16 da antonio

    ovviamente è “in quanto” non “inquanto”

  4. Copio tuo paragone candidati su http://lovedieccomarino.blogspot.com ciao cacioman

  5. Zoro, ma torni con Tolleranza Zoro o quella stagione è finita? No perchè le primarie e il congresso del PD senza di te sarebbero inutili.

  6. pannle e i radicali non andranno alla manifestazione per un motivo preciso, cioè che la libertà di informazione non si invoca come arma politica e elettorale, ma come diritto universale, che può andare anche contro i propri interessi. Il problema della libertà di stampa ci fu anche nel periodo 2001-2006, eppure nessuno invocò manifestazioni, e magari se si fossero fatte all epoca oggi la situazione sarebbe diversa, chissà. se ora c’è scarsa libertà di informare i cittadini(perchè questo è il problema)è per gli inciuci, per la mammi con l assenso di craxi che sperava in berlusconi per la sponda socialista su mediaset per aumentare i voti, MA ANCHE (e veltroni stavolta c’entra) peril baratto che ilpci fece con berlusconi per prendersi raitre e dargli 3 canali a lui. un peccatooriginale che non si può smacchiare tanto facilmente, nemmeno con una manifestazione del genere.

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