La posta di Zoro, n.64 (dal Riformista)

La rubrica di giovedì.
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Caro Diego, una settimana fa, in una tua risposta, difendevi Penati da chi lo accusava, per aver difeso i risultati dei congressi, di “sparare sulle primarie”. Ti senti ancora di difenderlo dopo la sparata di ieri contro Franceschini e la mancanza di titolarità a fare il segretario da qui alle primarie? – Circolo Pd Soffrivo Le Pene Per Colpa Di Penati

Non nascondo lo stupore nel ritrovarmi a scrivere per due settimanedi seguito di Penati, ma si vede che la ribalta di questo congresso non offre molto altro, e va bene così. Una settimana fa il coordinatore della mozione Bersani aveva scritto parole banalmente condivisibili da chiunque avesse a cuore il destino della militanza in un partito, parole che ritenere letali per le primarie in arrivo, ma soprattutto per quelle eventualmente venture, mi pareva eccessivo e soprattutto miope.

Penati, oggi, è indifendibile. L'attacco di ieri a Franceschini, “sfiduciato dagli iscritti”, non ha senso e può solo portare danni alla causa bersaniana. Aver scelto un eiaculatore precoce come coordinatore di mozione non giova, soprattutto ad uno come Bersani che dello sfinimento dei preliminari ha fatto scuola di pensiero, al punto da lasciar intendere che con questo partito non ci volesse più fare all'amore.

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Dopo le dichiarazioni di Penati, franceschiniani e ignaziani dicono che non c'è rispetto per gli elettori delle primarie.

Cosa ne pensi? – Circolo Pd Tira Tira Tira Che Si Spezza Dai 

Da una parte si accusa di mancanza di rispetto verso gli iscritti, dall'altra di mancanza di rispetto per i non iscritti. Perché questo Partito sia così irrispettoso verso il proprio consenso potenziale, lo ignoro. Tra l'altro, tanto gli iscritti quanto i non iscritti, il rispetto loro non riconosciuto tendono comunque a guadagnarselo, prima o poi, con l'unica arma che gli è rimasta a disposizione: il voto, e non necessariamente quello delle primarie.

Hai visto che Rutelli ha detto che pare, forse, si mormora, insomma, si sta convincendo che per lui nel Pd non c' più

posto? Se ne va, pare, si dice. Che ne pensi? – Circolo Pd Scorza De Limone

Quando a Genova è salito svogliatamente sul palco della Festa del Pd per dibattere con l'incravattatissimo Orlando, Rutelli era jeansato e scamiciato di fresco, oliato e abbronzatissimo, brandente bottiglietta dell'acqua e zainetto da mare (“mi sono cambiato il costume all'area di servizio prima di Genova”, aveva confidato al suo interlocutore dell'Italia dei Valori poco prima di iniziare). Gli mancavano solo la Nivea e un paio di infradito e il kit del politico che sta dove non vorrebbe stare sarebbe stato completo. L'atteggiamento, soprattutto, rendeva il quadro meglio di ogni feticcio. Ora, a dissipare gli ultimi

dubbi, arriva il libro, atteso come il Codice da Vinci, unico depositario delle ultime volontà politiche dell'antagonista di

Alemanno. Narra Rutelli che il Pd non debba essere di sinistra e che altrimenti finiamo come in Germania, dove, non si sa perché, starebbero peggio di come stiamo noi adesso con un partito che di sinistra, anche e soprattutto grazie a Rutelli, lo è molto poco. Rutelli ha fatto sapere che a lui questo congresso non piace perché più che altro si tratta di “una conta”, e sapendo quanto a lui contarsi non sia mai piaciuto, c'è pure da capirlo. Come ha detto ieri un mio amico, se questo congresso determinasse il saluto di Rutelli, sarebbe comunque un buon risultato.

Sai qualcosa del duello televisivo in preparazione. Ma è vero che non ci si riesce a mettere d'accordo sulle regole? -  Circolo

Pd Distruzioni Per L'Uso

Tra chi lo farebbe in videochat, chi alla foce del Po e chi fumando sigari in bocciofila, come direbbe Bersani, pare non si riesca a trovare la quadra. Non si trovano le regole del dibattito (stessa domanda, stessi minuti, stessa inquadratura, na tristezza imperiale), non si è certi della sede del dibattito (Youdem fa troppo sfigato ma nessuno dei tre candidati lo dirà mai), poco si intuisce sulla data. I tre, stando anche alla recente sconvocatura della segreteria allargata, pare abbiano reali

difficoltà ad incontrarsi. A questo punto sarebbe molto divertente se il confronto tanto atteso e auspicato dalla maggior parte degli interessati alla corsa per la segreteria Pd, saltasse per incapacità di darsi regole e coordinate condivise. Sarebbe la rappresentazione perfetta dello stato di salute di un partito che, pur ambendo tornare a parlare al paese tramite un

congresso del quale al paese temo interessi ogni giorno di meno, di fatto non sa come parlare a se stesso. Come se il problema fosse il come parlarsi, piuttosto che il cosa dirsi.

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6 commenti a “La posta di Zoro, n.64 (dal Riformista)”

  1. scritto il 3 ottobre 2009 14:26 da Claudia

    Con le tue ultime frasi, hai descritto esattamente ciò che una comune cittadina, non iscritta al partito sente e vede….e ahimè, credo sia esattamente lo specchio di ciò che è!!! Mi son venuti gli occhi lucidi a leggerle, in quanto mi rendo conto che le persone su cui riponiamo fiducia in questo momento, come unica alternativa, non ce la faranno mai. Un pò come nel film 300…tanta gloria, tanta strategia, tanto coraggio, ma sempre una missione suidida è…per di più, non mi sembra di vedere neanche soldati valorosi. Mi sento su un burrone ad aspettare che mi buttino giù; l’ennesimo fallimento sembra sempre dopo l’angolo. è tanto chiedere che qualcuno ci faccia camminare a testa alta? che per difenderci dalle accuse, piuttosto che puntare il dito contro l’altra parte, possiamo dire “guarda quanto siamo bravi NOI”? Eppure di carne fresca, sveglia, giovane, in questo Paese non ne manca mica…c’è tanta di quella gente con le palle quadrate in giro…Vabbè…scusate lo sfogo. Un abbraccio Diego, perchè te lo meriti.

  2. “Dopo le dichiarazioni di Penati, franceschiniani e ignaziani dicono che non c’è rispetto per gli elettori delle primarie. Cosa ne pensi?” mah.

  3. scritto il 3 ottobre 2009 16:26 da Carneade

    Mo’ che Zoro è sulla bocca di tutti, in attesa che presto passi allo stomaco e poi diventi merda, mi sento ancora di consigliargli di finirla di rovinare la sua immagine con questa saga inutile su un partito inutile. Tutto quel che il dalemismo tocca, diventa merda. Finchè D’Alema è il miglior garante del berlusconismo, quindi del merdismo, tutto da Marino fino a Zoro alla Serracchiani all’ultimo degli elettori di centrosinistra, tutto e tutti diventeranno nauseabonda merda. Zoro, lascia perdere! Va beh poi uno si sente occupato , si sente importante e gli pare di fare qualcosa come i vecchi al ricovero ed allora oh occupati di quel cazzo che ti pare… Ma se c’hai amor proprio, datti alle passeggiate nella natura o alla pittura, lassa perde sti stronzoni.

  4. scritto il 3 ottobre 2009 22:25 da slim

    Complimenti a Carneade per la finezza del linguaggio, Diego vai avanti, siamo con te

  5. E’ vero, se il risultato di questo congresso fosse l’uscita di Rutelli e della sua corrente comprensiva di Opus Dei, sarebbe un ottimo risultato, altro che! Anche perché potrebbe segnare al contempo il rientro di Fabio Mussi e di Sinistra Democratica… Insomma si rifà il PDS!

  6. scritto il 5 ottobre 2009 13:44 da diego

    Ah Zoro, sai che c’è? C’è che er Pd vedrà pochi votanti alle primarie, perchè i militanti se sò rottie er cazzo di un congresso ndò nun se parla de gnente. Poi se pijerà na tranvata alle Reggionali, e dirà: Evabbè, però noi siamo un partito giovane, che s’ha da costruì! Noi c’abbiamo la democrazia interna, abbiamo fatto pure un congresso serio! A quel punto i militanti diranno: Congresso serio?! Ma che, quello che se sò contati prima de fallo? Quel congresso che m’ha fatto dì “affanculo, io nn voto alle primarie”? Quello che m’ha fatto votà DiPietro alle Reggionali, o m’ha fatto astenè?!?!?! A PD, Rutè, Bersà, Ignà, Francè, D’alè, e pure te Warter, MA VAFFANCULO! E allora il PD crollerà…

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