La posta di Zoro, n.66 (dal Riformista)

Ciao Zoro, cosa ne pensi della mossa di Franceschini di nominare Touadì suo eventuale vice in caso di vittoria alle primarie? – Circolo Pd Ritmo Nel Sangue

Conosco troppo poco la carriera politica dell'unico parlamentare nero per avere un'opinione poco più che vaga.

So per certo che è nero, e il fatto che presentandone la vicecandidatura Franceschini ne abbia ricordato il colore “per uscire

dall'ipocrisia e sfidare la destra”, è cosa importante che ne rafforza l'aspetto simbolico. C'è attesa per i prossimi simboli destinati all'eventuale e collegiale vicesegreteria. Ci sarà una donna. Non sarebbe male anche un precario, un giovane, un professore e un omosessuale, ma non escludo si possano concentrare tutti i profili succitati, simbolicamente, in un'unica figura.

Tornando a Touadì, per passare dall'apparenza alla sostanza del simbolo scelto, per quel poco che so e ricordo posso dire che tanto mi colpì favorevolmente la sua elezione nelle liste dell'Italia dei Valori quanto mi impressionò negativamente il passaggio di lì a poco tra i banchi del Partito Democratico.

[...]


Bianchi o neri che siano, quelli che eletti nella lista di un partito decidono, qualunque sia la ragione, di cambiare partito una volta in Parlamento, non mi sono mai piaciuti moltissimo. Lo considero un malcostume tra i tanti, palese scorrettezza verso chi ti ha eletto, a prescindere da quali siano le appartenenze di partenza e di destinazione. Di lui ricordo anche alcune stecche nel cantare By the rivers of Babylon in un sit-in contro i respingimenti, e il ritardo di circa un'ora con cui arrivò in sezione a presentare la mozione Franceschini perché “bloccato dall'altra parte della città, a Cinecittà” (15 minuti di metropolitana rispetto al luogo dov'era atteso).

Insomma, la mossa franceschiniana è molto positiva, a voler pensare bene, molto strumentale, a voler pensare male.

Il problema è che davvero non so cosa pensare, se non che, dato il precedente di Franceschini, tra non molto potrebbe essere proprio Touadì il segretario del Partito Democratico.

Ciao Diego, secondo te in quanti andranno a votare domenica?  – Circolo Pd Secondo La Questura

L'imprevedibilità è l'unica cosa prevedibile del Partito Democratico.

Però è molto probabile che il primo tormentone da gestire in sede di commento sarà legato ai risultati dell'affluenza ai gazebo. D'Alema ha previsto due milioni e mezzo circa di elettori, Franceschini ha messo l'asticella a due milioni, da lì in su, per lui, sarebbe un successo. Si ignora se sia più la scaramanzia o il realismo a tenere i pronostici dell'ex vice di Veltroni lontano dai tre milioni e mezzo che elessero Veltroni.

Si ignora se sia più la voglia di un'ampia legittimazione per un successo di Bersani o la smania di incolpare Franceschini di aver demotivato anche il popolo delle primarie a far avvicinare le previsioni di D'Alema ai tre milioni e mezzo che elessero Veltroni.

Zoro, come si piazzeranno i tre candidati? Quali le percentuali? – Circolo Pd Forbici,  Forchette E Coltelli

L'imprevedibilità è l'unica cosa prevedibile del Partito Democratico.

Però è molto probabile nonché auspicabile, per il bene di tutti, che il primo arrivato, chiunque sarà, lo sia con uno scarto di voti ampio, indiscutibile, incontestabile.

Se così non fosse, se il conteggio delle schede non rivelasse da subito un chiaro vincitore e l'adrenalina continuasse a scorrere tra i protagonisti fino a tarda notte, , sarebbe tutto molto divertente, agonisticamente stressante, probabilmente memorabile come lo fu la notte della vittoria di Prodi per 24mila voti, ma politicamente devastante, temo.

La berlusconiana o afghana prospettiva che accuse di brogli, scorrettezze e questioni morali di qualunque tipo prendano il

sopravvento sull'evento coprendo di ridicolo il tutto, mi deprime al solo immaginarla.

Per ritrovarsi spaccati a metà (o in tre), bisogna essere decisamente più maturi di quanto il Pd abbia fin qui mostrato di essere.

Zoro, ma tu, domenica, ci vai a votare? E per chi voti? – Circolo Pd Vota E Fai Votare

Siccome sono andato a votare alle primarie “finte”, dove votai Veltroni, a maggior ragione andrò a votare a quelle “vere”. Cosa avrei intenzione di votare, per quel che può valere, lo direi senza problemi, non avessi quelli legati all'indecisione di una scelta fatta con certezze via via minori e con la tentazione tuttora costante di farne un'altra. Ma fare dichiarazioni di voto, quando non sei convinto, serve a poco. Di certo, come è stato per Veltroni, il voto che darò domenica sarà un motivo in

più per non essere d'accordo con me stesso ogni volta me se ne presenterà l'occasione dal 26 ottobre in poi.

E le occasioni, anche se spero il contrario, temo non mancheranno.

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4 commenti a “La posta di Zoro, n.66 (dal Riformista)”

  1. scritto il 25 ottobre 2009 11:05 da Shangaino

    “Bianchi e Neri sono tutti uguali”

  2. scritto il 25 ottobre 2009 13:54 da melania

    Certo, tutti uguali. Ma ti sembra serio indicare per la carica di VICE SEGRETARIO NAZIONALE di un qual si voglia partito, uno che fino a qualche mese fa in quel partito manco ci stava? Alla faccia della demagogia …

  3. “Bianchi e Neri sono tutti uguali”

  4. “Bianchi e Neri sono tutti uguali”

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