La posta di Zoro, n.67 (dal Riformista)

Caro Zoro, come hai vissuto la vittoria di Bersani? Hai visto già dei cambiamenti? – Circolo Pd Contrada Del Ribelle

L'ho vissuta bene, pure troppo, visto che nonostante si temesse un po' tutti di tirare fino all'alba in attesa della prima accusa di brogli, abbiamo invece avuto un definitivo risultato parziale già alle 22, tale da dichiarare chiusa la partita con anticipo sospetto, più a Marino che a Franceschini. Il cambio di passo, a quel punto, è stato immediato. Come un allenatore che subentra in corsa e schiera da subito le riserve di cui si fida di più, il nuovo corso ha mandato in campo ad affrontar la stampa l'emergente funzionario Montanari, in tandem col più mediaticamente rodato Migliavacca.

Il cambio di registro, a risultato acquisito, è stato dunque immediato, soprattutto visivamente, se è vero come è vero che il duo in questione ricordava le migliori performance dei fratelli Ruggeri a Croda, evocando per ingessatura e sguardo fisso il più temibile degli stereotipi di quadro uzbeko, severo e onnivoro. E' anche da questi particolari che si avverte l'arrivo di “una nuova stagione”.

[...]

Ciao Diego, che ne pensi del risultato di Ignazio Marino? Io sono molto contenta, anche se non è riuscito ad essere l'ago della

bilancia, ma ora peserà di più negli equilibri del partito, almeno spero. – Circolo Pd Lodo Marino

Ignazio Marino e tutti i sottomarini sono andati bene, questo è indubbio. Non solo. Al di là della percentuale raggiunta, so per certo che in tanti tra coloro che hanno votato Bersani hanno passato svariati quarti d'ora al giorno prendendo in considerazione l'ipotesi di votarlo, me compreso.

Se il voto per Bersani viene interpretato tra le altre cose come “di sinistra”, lo stesso si può dire senza dubbio per il consenso ottenuto da Marino, e le due considerazioni mi fanno ben sperare per la linea futura del partito. E però, li ho visti con i miei occhi, domenica sera Marino e il suo staff non erano per niente contenti. Non so cosa si aspettassero. Prima esistevano per pochi, ora esistono per tutti.

Al posto loro sarei molto contento.

Che impressioni hai avuto della giornata delle primarie? – Circolo Pd Sei Milioni In Saccoccia

Quando la mattina sono andato a Piazza Zama e ho visto la fila di vecchi al gazebo (una fila molto lunga, che i vecchi sono tanti tanti tanti), stupidamente, infantilmente e fragilmente, mi sono emozionato, e nell'emozionarmi, ovviamente, mi sono incazzato con me stesso per non aver ancora sviluppato per intero gli anticorpi giusti per proteggermi dalla tentazione degli affetti. A quel punto ho cominciato a girare per sezioni e gazebo, gazebo e sezioni. A Porta San Giovanni c'era D'Alema che stazionava vigile a presidiare il collegio, sotto il sole, senza sudare né scottarsi. A Via Crema un tazebao di tessere della Democrazia Cristiana finiva con quella del Pd. Moro e De Gasperi mi guardavano bonari. Negli uffici del suo comitato Marino mi ha comunicato le meraviglie del risultato di Riace.

Per strada Rosy Bindi ha chiamato Prodi al telefono, poi ha brindato nello stesso ristorante dove in un'altra sala mangiavano pizza i mariniani delusi. Mi ha stupito che i due tavoli non si siano uniti. A notte tarda, in un pub, Bersani interpretava Stalin, bevendo birra. E tant'è.

Ciao Zoro, hai visto che Veltroni ha subito cazziato Bersani denunciando il rischio di “deriva socialista” per il nuovo

Partito Democratico? Secondo me ha fatto bene, lui è uno dei padri fondatori del partito ed è giusto che faccia sentire la sua voce. – Circolo Pd Noi E La Vendetta Del Gazebo

Tra le dichiarazioni dei primi giorni mi sarei aspettato quella di prassi del primo segretario eletto a furor di popolo delle primarie del Partito Democratico. Una cosa di forma, di prassi, ma inevitabilmente anche di pesantissima e apprezzabile sostanza, una di quelle dichiarazioni che, se sollecitate, anche l'allenatore della Roma farebbe al nuovo della Lazio, o viceversa. Ci si attendeva un naturale gesto di fair play, chiamiamolo così, se non altro verso quel popolo di elettori tirato da tutte le parti purché elegga solo chi ci piace. E invece niente. Anzi, invece, la paura del “suicidio socialista”, che sì, lo sappiamo, è una frase estrapolata dal libro di Vespa, ma in assenza di altro, è quel che c'è, e se il 53% degli elettori ha deciso di suicidarsi, un motivo ci sarà.

Facebook

5 commenti a “La posta di Zoro, n.67 (dal Riformista)”

  1. scritto il 1 novembre 2009 17:48 da Pietro

    Zoro, mi fanno pagare 2 euri e poi quando lo spoglio arriva a 67 sezioni su 10.000 dichiarano già il vincitore e il mio voto chissà se lo guardano! Cosa dici, c’è da fidarsi di questi che a 67/10.000 dichiarano la vittoria di Bersani e poi ci danno i risultati a 3.500 sezioni e i definitivi che sembrano miracolosamente mantenere le percentuali quasi invariate? Tu che hai visto coi tuoi occhi Marino e il suo staff, non è per caso c’era qualche sospetto e molto di più? -Circolo Pd Every Vote Counts

  2. americans hate socialism

  3. scritto il 2 novembre 2009 01:28 da simonetta

    @circolo pd esterofilo: Dati definitivi della commissione nazionale al 30 ottobre: Bersani 1.603.531 voti pari al 53,15 %; Franceschini 1.035.026 voti pari al 34,31; Marino 378.211 voti pari al 12,54%. Hanno votato in tutto 3.067.821 persone.

  4. scritto il 3 novembre 2009 00:25 da Pietro

    Sì, va bene i risultati definitivi -esistono risultati anche per le elezioni in Florida del 2000. Le domande però sono: 1) possiamo fidarci o dobbiamo fidarci? 2) cos’hanno pensato gli elettori di Franceschini quando il loro candidato ha annunciato la disfatta allo 0,067% dei voti scrutinati? Folgorati sulla via dell’exit-poll. Saluti, Circolo Pd Se Non Tiriamo Neanche Mezzanotte Non Ci Divertiamo

  5. scritto il 3 novembre 2009 07:33 da Fra

    sarà tutto un gombloddo? O forse il Pd è pagato da Berlusconi per fargli da spalla? Pd e Pdl, una sola lettera di differenza, come ve lo spiegate?

Lascia qui il tuo commento


Creative Commons License