La posta di Zoro, n.73 (dal Riformista)

Caro Zoro, va bene abbassare i toni e sentirsi tutti responsabili del clima d'odio che c'è. Ma è indubbio, come dice bene Cicchitto, che non si può dire siamo tutti uguali, e che ci sono alcuni più responsabili di altri. Disturbare le manifestazioni altrui, per esempio, è un'inciviltà, e questo lo fa solo la sinistra. – Circolo Pd Clima Iodio

Se ce l'avessero detto due settimane fa che la parola “clima” sarebbe stata una delle più pronunciate dai politici nostrani in concomitanza con il vertice di Copenaghen, non ci avremmo creduto ma l'avremmo considerata una piacevole conseguenza di un'episodica eco ambientalista. E invece il clima non c'entra niente, odio e amore rivaleggiano ipocritamente lanciandosi strali da pulpiti incredibilmente senza vergogna. La ricerca di concordia annunciata negli intenti natalizi dei più porterebbe a concludere che Tartaglia sia riuscito laddove ha fallito Napolitano, ma così non è, e basta poco a capirlo. Basta pranzare intorno alle 14, vedere un salotto televisivo a caso di quelli che con buona pace di ogni confusione d'interessi ancora spostano voti, e ascoltare Patrizia De Blanck e Justin Mattera dire che no, loro non perdoneranno mai Tartaglia, il tutto al cospetto di Capezzone, Alessandra Mussolini e Paola Concia che fanno sì e no con la testa. E la colpa di questo clima che porta a non perdonare è solo nostra, nostra di noi di sinistra, che nell'immaginario collettivo della libertà eravamo tutti in piazza Duomo a contestare Berlusconi.

Che se solo quei 100 avessero fatto altro quella sera, a Cicchitto sarebbe toccato prendersi qualche responsabilità. E alla De Blanck perdonare. E invece niente.

[...]

Ciao Diego, chi è stato secondo te il più danneggiato politicamente dall'aggressione a Berlusconi? Il Pd? Di Pietro? – Circolo Pd Estremisti Di Centro

Non appena ho visto la maschera di sangue di Berlusconi, al telefono con mio padre ho sussurrato “è finita, è finita”, intuendo istintivamente come si stesse per passare rapidissimamente da un discutibile clima d'odio alla luce del sole ad un molto più viscido clima di glassa crepuscolare, verso un momento di azzeramento dialettico tale che il solo dire “Berlusconi non è il mio politico di riferimento” sarebbe valso, di lì in poi, la patente di mandante morale di ogni potenziale futura follia. In tutto ciò, a sorpresa ma non troppo, chi è rimasto politicamente col cerino in mano è stato Casini. Il moderato per eccellenza ha avuto l'ardire di lanciare ufficialmente un Comitato di Liberazione da Berlusconi con Pd e Idv a poche ore dal lancio di souvenir, e tanto è bastato al primo Sallusti di passaggio per dare del mandante morale a tutto l'Udc.

Vedere Buttiglione ribellarsi e indignarsi all'idea di aver superato Travaglio a sinistra, rende l'idea di come, a furia di stare nel mezzo guardando di nascosto l'effetto che fa, alla prima sortita coraggiosa si resti implacabilmente schiacciati.

Zoro, scusa, tutto sto casino ci ha distratti. Ma le mille piazze poi? Ci sono state? Che è successo? – Circolo Pd Mille Piazze Tranne Piazza Duomo

Eh, sì, ci sono state. Di fatto non si trattava di manifestazione, né di sit-in o comizio, ma di volantinaggio. Ogni gruppo di volantinatori si batteva 4, 5 o 6 piazze, e alla fine arrivare a mille in tutt'Italia non dev'esser stato difficile. Volantinare è roba vecchia, d'antan, fuori moda e faticosa, ma gratificante, e probabilmente efficace, visto che per quanto le forme della comunicazione possano evolversi, il volantino, a prescindere dalla modalità di stampa, non muore mai. Come le manifestazioni, che ci sono sempre state e sempre ci saranno. A Largo Argentina ho incontrato Melandri e Vita che dibattevano con alcuni rappresentanti del popolo viola. Mille piazze vs No-B day. Si sono dati appuntamento dopo essersi lisciati il 5 dicembre. Pare, e questo è un bene, che si siano addirittura scambiati i numeri di telefono. Che per quanto le forme della comunicazione cambino, di solito è la volontà a render possibili le cose.

Ciao Diego, hai visto che il Pdl candida la Polverini? E noi? Che si fa? – Circolo Pd Dalla Polvere Alla Polverini

Ho visto, e come mi disse Paola Concia manifestando qualche mese fa contro l'omofobia fianco a fianco con la Polverini, “so cazzi nostri”. A quella fiaccolata erano presenti tra gli altri anche Marrazzo e Zingaretti. Non so quanto l'ex governatore del Lazio, l'attuale presidente della provincia e la sindacalista Ugl potessero immaginare in quel momento la piega che avrebbero preso gli eventi di lì a poco e gli scenari di ascesa e discesa che si sarebbero loro spalancati, ma tant'è, la sostanza, al momento, è quella confessata dalla Concia. A non moltissimi giorni da una tornata elettorale che inevitabilmente segnerà la nuova segreteria Bersani, ancora non si sa chi candidare, né come scegliere il candidato (primarie sì, primarie no). E Zingaretti non può essere l'unico nome spendibile in ogni competizione fuori e dentro il Grande Raccordo Anulare. A meno che non si confessi di non avere nel Lazio una classe dirigente presentabile, candidabile, competitiva. Se così stessero le cose, perdere sarebbe inevitabile, ma anche giusto.

Facebook

7 commenti a “La posta di Zoro, n.73 (dal Riformista)”

  1. scritto il 20 dicembre 2009 22:17 da Syb

    Caro Zoro, mi accodo a questo post per sottoporti una questione che mi tormenta da giorni. So che le vicissitudini elettorali di questa triste lombardia ti toccano meno di quelle romane, ma mi piacerebbe tanto sapere cosa pensi della candidatura di Penati contro Formigoni, e soprattutto del suo fermo proposito di allearsi con chiunque purchè non si tratti di rifondazione. E già che ci sono, buone vacanze!

  2. Non sono così convinto che la Polverini sia una candidata così forte. E’ forte perché ovviamente il PD è debole in questo momento (Marraso! che mito come lo pronuncia Natalia) ma credo che sia indovinata dal punto di vista mediatico, settore in cui si è costruita molto bene pur non avendo numeri da capogiro (tutta sta forza l’UGL non ce l’ha per me). Con l’UDC e un candidato buono, e conosciuto (evitare nome sconosciuti tipo quello della comunità di S. Egidio) si può vincere. Evitare minestre riscaldate (per evitare la fine di Rutelli).

  3. Io non capisco una cosa (in realtà sono molte le cose che non capisco, ma per praticità ne espongo solo una): perché il caso Tartaglia dovrebbe essere il segno del clima d’odio, quando già nel 2005 B. si era preso una cavallettata da tale Roberto Dal Bosco? forse che il gesto di un ingegnere con turbe psichiche è più politicamente significativo di quello di un muratore?

  4. scritto il 22 dicembre 2009 22:36 da Anonimo

    Vorrei permettermi di ricordare che in democrazia il diritto al dissenso è sacrosanto. Se uno fa un comizio in luogo aperto al pubblico, si espone a tutti i rischi connessi alla democrazia, compreso questo, e lo accetta, come succede e succederà ancora in tutto il mondo. Invece mi sembra di capire che evidentemente ormai quest’idea populista di democrazia annacquata sia accettata persino dalla base del PD, e invece di criticare mister B. perchè non sa cosa sia la democrazia, si deleggittima chi esercita un proprio diritto… PS: due ragazzi contestatori dopo il comizio sono stati malmenati da alcuni giovani PDL…

  5. scritto il 23 dicembre 2009 10:27 da rrrromana de tivoli

    da qnd è ke scrivi sul riformista??? un bacino da francesca romana de tivoli

  6. Caro Diego, dici bene: se Zingaretti è l’unico che può battere la Polverini, è bene che Zinga rimanga alla provincia e alla Regione ci vada la Polverini, a questo punto sarebbe carino anche evitare di fare le elezioni, che notoriamente costano un casino. Ritiriamoci per manifesta inferiorità e amen. Ci si prova la volta dopo, saltando una legislatura.

  7. http://oggi.jimdo.com/ Qualcuno vorrebbe l’Italia come il Far West, dove chi è più forte (comunque lo sia diventato) costruisce la ferrovia.Beh! se l’Italia viene vista come il Far West,difendiamo la diligenza dall’assalto. La diligenza trasporta i nostri valori, i nostri diritti che sono poi i valori e i diritti universali. La diligenza è composta da persone di diverse religioni, di diverse idee politiche, di diverso ceto sociale, di diverse professioni ma da persone uguali nella volontà di veder rispettate le regole del gioco e che non ci stanno a sottomettersi agli attacchi che lungo il cammino subiscono. Gli attacchi alla diligenza arrivano da diverse direzioni:destra, sinistra, sopra, sotto.Chi resiste agli attacchi è unito da un legame, da un filo sottile ma robusto come una fune.RESTIAMO UNITI E RESPINGIAMO GLI ATTACCHI

Lascia qui il tuo commento


Creative Commons License