La posta di Zoro, n.74 (dal Riformista)

Ciao Diego, ma tu cosa ne pensi di questa nuova figura dell'esploratore democratico? Hai capito concretamente Boccia e Zingaretti cosa abbiano fatto? – Circolo Pd Vasco de Gama

L'esploratore democratico in effetti mancava alla galleria di cariche e profili che in questi due anni si sono affastellati nel Pd. Se si pensa che quella dell'esploratore è mansione totalmente antitetica nella sostanza alla mai troppo apprezzata e sempre temuta prassi delle primarie (un uomo indicato dal partito individua il candidato migliore anziché farlo scegliere dal corpo elettorale del partito stesso), davvero risulta difficile capire, e poi metabolizzare, quale sia la schizofrenica logica che guida  la selezione della classe dirigente.

Inoltre, il cappello d'esploratore messo in testa a Zingaretti (incaricato di trovare qualcuno che gli levasse di torno definitivamente la questua di fan adoranti che lo reclamano ogni volta si voti per qualcosa intorno al G.R.A) e Boccia (incaricato di trovare qualcuno che lo convinca di essere l'uomo giusto per prendere un'altra tranvata da Vendola) è cosa quanto meno bizzarra, per non dire offensiva, agli occhi di chi ha partecipato alle primarie del 25 ottobre. Oltre ad eleggere Bersani, le primarie erano servite anche ad eleggere svariati segretari regionali, tra cui Mazzoli, nel Lazio, e Blasi, in Puglia. Ora, un segretario regionale fresco di mandato popolare, se non viene giudicato idoneo a ricevere il mandato di esplorare nel partito e intorno al partito della sua regione, che mandati potrà mai ricevere in futuro? E che autorevolezza potrà mai avere sul territorio? Fossi uno di loro, ora come ora, esplorato nell'intimo per ragioni di forza maggiore, mi sentirei più in imbarazzo che se mi passassero addosso un body scanner.

[...]

Caro Zoro, cosa ne pensi della candidatura di Emma Bonino a Governatore del Lazio? Il Pd deve appoggiarla oppure no? La Polverini è un osso durissimo, secondo me la Bonino non ce la fa. – Circolo Pd Radicali Per Radicarsi Nel Territorio

La cosa divertente di questa stramba strategia delle alleanze portata avanti dalla segreteria Bersani è l'apparente botta di culo che si sta per verificare nel Lazio. Qui, per provare a vincere dando la sensazione di crederci, pur con tutte le alleanze del caso e tutti i moderati contenti e tutta la compagnia delle tele del dialogo ebbra di felicità, sarebbe probabilmente bastato che uno come Enrico Letta o una come Rosy Bindi si fossero spesi in prima persona contro l'invincibile Polverini, eroina di Ballarò diventata mostro di carisma, spessore politico e sex appeal quale neanche lei ha mai saputo di essere, una specie d'incrocio tra Nilde Jotti, Rosa Luxembourg, Evita Peron e Monica Bellucci che anima gli incubi dei succedanei di Marrazzo ogni notte di più.

Visto che però i leader del Pd di sporcarsi la leadership non ne vogliono sapere, meglio della Bonino non ci poteva oggettivamente capitare. Perdere perderemo, forse. Ma siccome di recente ho già perso con Rutelli, almeno stavolta perdo contento. Se poi a corredo ci si mette pure l'ipotesi che si concretizzi finalmente la minaccia binettiana di abbandondare il Pd, non ci starei troppo a pensare su.

Ma tu hai capito quante regioni dobbiamo tenere delle undici vinte cinque anni fa per poter essere soddisfatti della tornata elettorale prossima ventura? – Circolo Pd Barra Storta

Bersani ha chiaramente detto che con i risultati delle ultime europee di regioni se ne tengono sì e no tre, plagiando in tutto e per tutto l'adagio bipartisan di ogni neoeletto per cui le responsabilità dei predecessori non finiscono mai, e le proprie non si capisce mai bene quando comincino. Se questo modo di raccontare le cose sia parte dell'abc del professionismo della politica lo ignoro, ma se fosse questo un parametro per capirlo, si può tranquillamente dire che al Pd, contrariamente a quanto sostenuto fino alle ultime primarie, i professionisti non sono mai mancati. E' tuttavia vero che, a differenza di tanti suoi colleghi, Bersani ha stupito i giornalisti presenti alla sua ultima conferenza stampa dicendo che lui non intende partecipare alla chiacchiera quotidiana e che parlerà meno di altri. Temo di non reggere il momento in cui comincerà, tra una mela e una stella cometa, tra uno tsunami e una barra dritta, a parlare anche lui di fuoco amico.

Ad un coniatore di metafore creativo come lui dovrebbe risultare particolarmente banale e abusata, sebbene sempre utile a pararsi il culo.

Ciao Diego, hai visto ieri Anno Zero? Ti è piaciuto Vendola? Lo voteresti? – Circolo Pd Ave Nichi

Sì, ieri ho visto Santoro e Vendola e tutto il resto, e nonostante la trasmissione fosse più o meno consapevolmente congegnata per spingere la candidatura del leader di SeL a tal punto da farla risultare  insostenibile, confesso che su di me Vendola esercita un fascino tutto particolare, mi affabula, mi frega, e probabilmente, vivessi in Puglia, lo voterei. Detto ciò, non nego il disappunto provato ad inizio programma quando Santoro ha spiegato che la Bonino non era andata perché “ora che fa audience non va dove non la invitavano prima”. Ho pensato amareggiato che non appena mi sento contento di votare qualcuno, questo mi frega in meno di un'ora, ma tant'è, c'è di peggio.

Per esempio c'è che in quel salotto lì, che può piacere o meno ma a qualche milione di persone vagamente di sinistra piace e non poco, a rappresentare il Pd ci fosse nientemeno che Alba Parietti, una che vanta nel cv di essersi fatta fare la tessera del Pci da Fassino e che ha recentemente dichiarato che quando lei entra in un ristorante, Berlusconi si alza subito e Prodi no.

Poi dice che uno rimpiange Prodi.

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13 commenti a “La posta di Zoro, n.74 (dal Riformista)”

  1. 10.01.2010 La posta di Zoro, n.74 (dal Riformista) Ciao Diego, ma tu cosa ne pensi di questa nuova figura dell’esploratore democratico? Hai capito concretamente Boccia e Zingaretti cosa abbiano fatto? – Circolo Pd Vasco de Gama L’esploratore democratico in effetti mancava alla galleria di cariche e profili che in questi due anni si sono affastellati nel Pd. Se si pensa che quella dell’esploratore è mansione totalmente antitetica nella sostanza alla mai troppo apprezzata e sempre temuta prassi delle primarie (un uomo indicato dal partito individua il candidato migliore anziché farlo scegliere dal corpo elettorale del partito stesso), davvero risulta difficile capire, e poi metabolizzare, quale sia la schizofrenica logica che guida la selezione della classe dirigente. Inoltre, il cappello d’esploratore messo in testa a Zingaretti (incaricato di trovare qualcuno che gli levasse di torno definitivamente la questua di fan adoranti che lo reclamano ogni volta si voti per qualcosa intorno al G.R.A) e Boccia (incaricato di trovare qualcuno che lo convinca di essere l’uomo giusto per prendere un’altra tranvata da Vendola) è cosa quanto meno bizzarra, per non dire offensiva, agli occhi di chi ha partecipato alle primarie del 25 ottobre. Oltre ad eleggere Bersani, le primarie erano servite anche ad eleggere svariati segretari regionali, tra cui Mazzoli, nel Lazio, e Blasi, in Puglia. Ora, un segretario regionale fresco di mandato popolare, se non viene giudicato idoneo a ricevere il mandato di esplorare nel partito e intorno al partito della sua regione, che mandati potrà mai ricevere in futuro? E che autorevolezza potrà mai avere sul territorio? Fossi uno di loro, ora come ora, esplorato nell’intimo per ragioni di forza maggiore, mi sentirei più in imbarazzo che se mi passassero addosso un body scanner. [...] Caro Zoro, cosa ne pensi della candidatura di Emma Bonino a Governatore del Lazio? Il Pd deve appoggiarla oppure no? La Polverini è un osso durissimo, secondo me la Bonino non ce la fa. – Circolo Pd Radicali Per Radicarsi Nel Territorio La cosa divertente di questa stramba strategia delle alleanze portata avanti dalla segreteria Bersani è l’apparente botta di culo che si sta per verificare nel Lazio. Qui, per provare a vincere dando la sensazione di crederci, pur con tutte le alleanze del caso e tutti i moderati contenti e tutta la compagnia delle tele del dialogo ebbra di felicità, sarebbe probabilmente bastato che uno come Enrico Letta o una come Rosy Bindi si fossero spesi in prima persona contro l’invincibile Polverini, eroina di Ballarò diventata mostro di carisma, spessore politico e sex appeal quale neanche lei ha mai saputo di essere, una specie d’incrocio tra Nilde Jotti, Rosa Luxembourg, Evita Peron e Monica Bellucci che anima gli incubi dei succedanei di Marrazzo ogni notte di più. Visto che però i leader del Pd di sporcarsi la leadership non ne vogliono sapere, meglio della Bonino non ci poteva oggettivamente capitare. Perdere perderemo, forse. Ma siccome di recente ho già perso con Rutelli, almeno stavolta perdo contento. Se poi a corredo ci si mette pure l’ipotesi che si concretizzi finalmente la minaccia binettiana di abbandondare il Pd, non ci starei troppo a pensare su. Ma tu hai capito quante regioni dobbiamo tenere delle undici vinte cinque anni fa per poter essere soddisfatti della tornata elettorale prossima ventura? – Circolo Pd Barra Storta Bersani ha chiaramente detto che con i risultati delle ultime europee di regioni se ne tengono sì e no tre, plagiando in tutto e per tutto l’adagio bipartisan di ogni neoeletto per cui le responsabilità dei predecessori non finiscono mai, e le proprie non si capisce mai bene quando comincino. Se questo modo di raccontare le cose sia parte dell’abc del professionismo della politica lo ignoro, ma se fosse questo un parametro per capirlo, si può tranquillamente dire che al Pd, contrariamente a quanto sostenuto fino alle ultime primarie, i professionisti non sono mai mancati. E’ tuttavia vero che, a differenza di tanti suoi colleghi, Bersani ha stupito i giornalisti presenti alla sua ultima conferenza stampa dicendo che lui non intende partecipare alla chiacchiera quotidiana e che parlerà meno di altri. Temo di non reggere il momento in cui comincerà, tra una mela e una stella cometa, tra uno tsunami e una barra dritta, a parlare anche lui di fuoco amico. Ad un coniatore di metafore creativo come lui dovrebbe risultare particolarmente banale e abusata, sebbene sempre utile a pararsi il culo. Ciao Diego, hai visto ieri Anno Zero? Ti è piaciuto Vendola? Lo voteresti? – Circolo Pd Ave Nichi Sì, ieri ho visto Santoro e Vendola e tutto il resto, e nonostante la trasmissione fosse più o meno consapevolmente congegnata per spingere la candidatura del leader di SeL a tal punto da farla risultare insostenibile, confesso che su di me Vendola esercita un fascino tutto particolare, mi affabula, mi frega, e probabilmente, vivessi in Puglia, lo voterei. Detto ciò, non nego il disappunto provato ad inizio programma quando Santoro ha spiegato che la Bonino non era andata perché “ora che fa audience non va dove non la invitavano prima”. Ho pensato amareggiato che non appena mi sento contento di votare qualcuno, questo mi frega in meno di un’ora, ma tant’è, c’è di peggio. Per esempio c’è che in quel salotto lì, che può piacere o meno ma a qualche milione di persone vagamente di sinistra piace e non poco, a rappresentare il Pd ci fosse nientemeno che Alba Parietti, una che vanta nel cv di essersi fatta fare la tessera del Pci da Fassino e che ha recentemente dichiarato che quando lei entra in un ristorante, Berlusconi si alza subito e Prodi no. Poi dice che uno rimpiange Prodi.

  2. Come ho appena scritto su un altro blog, Vendola è un comunista, cattolico e omosessuale, un mix che teoricamente lo farebbe stare sul cazzo a tutti (in quanto comunista ai moderati, in quanto cattolico ai comunisti, in quanto omosessuale militante ai cattolici), eppure vinse contro ogni pronostico le primarie prima e le elezioni dopo (ricordo con divertimento che si vociferava che la destra avesse mandato i propri scagnozzi a votare alle primarie per Vendola, scegliendosi così un avversario perdente), da governatore fa una delle poche cose che si possano dire di sinistra negli ultimi tempi (la legge regionale contro la privatizzazione del acquedotto, emanata a ridosso di quella nazionale in senso opposto), Nichi era il nostro Obama di Bari, la sua vittoria fu una piccola rivoluzione culturale in una regione conservatrice e a tratti reazionaria, osteggiare la sua candidatura a favore di una paraculissima alleanza con l’Udc è la cosa meno Politica e più politica (no, non è un refuso, notare le iniziali), che il Pd potesse fare.

  3. Caro Diego, siamo ancora una volta perfettamente d’accordo. Ti invito anche a badare a cosa è successo al palinsesto di Radio Rai Due, perché lo sfacelo di una radio di Stato non è poca cosa e occorre fare rumore: http://anellidifum0.wordpress.com/2010/01/10/non-si-uccide-cosi-radio-rai-due/

  4. scritto il 11 gennaio 2010 03:06 da angelica

    provo un leggero senso di nausea. Che dite, è grave?

  5. caro Diego, ho scritto alcune righe di commento alla puntata di Annozero. Vendola sa parlare, dice cose intelligenti, ma alla fine sono slegate dalle nostre esigenze… http://czechfood.blogspot.com/2010/01/highway-61-revised-elezioni-regionali.html

  6. scritto il 14 gennaio 2010 20:51 da Anonimo

    madonna che testa de cazzo riotta…

  7. scritto il 14 gennaio 2010 21:54 da giogos

    Povero Riotta. Pensa che ho la sua eta’ e che lo stimavo come giornalista e persona. Forse se google e’ il principale motore usato (non l’unico peraltro) e’ perche’ funziona abbastanza bene, anche a detta di chi ne capisce un po’. Ne facessero uno migliore che noi non si ha tempo! Tu continua cosi’ e complimenti anche per la sobrieta’ con cui NON hai replicato a tutte le fesserie dette, semmai ascoltando con ovvio interesse gli intervent di Negroponte. Ciao giogos

  8. scritto il 15 gennaio 2010 00:16 da Massimo

    Beh Zoro, mi sembra che ci abbia messo poco a scoraggiarti con la Bonino. Vi siete sorbiti Veltroni per un anno e passa, cos’e’ siete abituati bene?

  9. scritto il 15 gennaio 2010 14:46 da Alberto

    veramente bello, complimenti, un sorriso in tutta questa tristezza…la bonino, la bonino…

  10. scritto il 15 gennaio 2010 15:46 da Anonimo

    Scusa se sfotto ma ieri Riotta ti ha mazzolato, nonostante non solo avessi ragione da vendere, ma fossi stato correttissimo e persino prudentissimo nelle tue affermazioni. Sono cose che capitano. A volte la gente di sinistra sa essere molto presuntuosa e arrogante, persino più di quella di destra.

  11. scritto il 15 gennaio 2010 19:31 da serghej

    Generalmente sei grande, però, probabilmente, se davvero vivessi in Puglia, ti accorgeresti che quello che ha praticato davvero Vendola in 5 anni di governo è stata soprattutto l’arte di paludarsi mediaticamente, atteggiandosi come una sorta di berlusconcino dell’ultrasinistra. Io vivo in Puglia e ti assicuro che dice molte chiacchiere, proprio quelle che possono piacere ad uno di sinistra che le legge a tanti km di distanza, ma nella prassi del suo governo ha fatto il gioco delle tre scimmiette ed ha tradito moltissime speranze che avevamo riposto in lui cinque anni fa. Soprattutto, ha fatto finta di non vedere lo sporco che i suoi amici e sodali accumulavano, il clientelismo e l’affarismo diffuso, facendo finta di avere poche diottrie. Adesso dice che il popolo della Puglia è con lui, ma se davvero fosse così non ci sarebbe bisogno dell’UDC per cercare di vincere contro il centrodestra. In realtà il popolo della Puglia se ne sbatte le palle del candidato del centrosinistra e tutto il teatrino pro o contro le primarie è praticamente solo una grande faida interna al PD. Il suo braccio di ferro sulla ricandidatura, ispirato da un ego smisurato, è la pessima riedizione della “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana memoria e mi sembra destinato allo stesso “vittorioso” epilogo. Però fa molta scena ed è formalmente il governante più a sinistra dell’occidente, ovvero una icona, e noi che abbiamo visto che il re è nudo siamo solo degli stronzi. Buona fortuna, allora, ma non contasse su di me.

  12. scritto il 16 gennaio 2010 02:30 da simonetta

    Caro Diego tu sai quanto ti stimo, ma mi pare che tu abbia molta fretta. Davvero pensi che in due mesi e mezzo un segretario possa costruire un partito? Veniamo da due anni di vuoto assoluto di politica e di identità che hanno dato spazio a personalismi e cordate di ogni genere, quelle stesse che provocano ritardi e mal di pancia sulle candidature. A me pare già un miracolo se arriviamo tonici alle elezioni di marzo.

  13. Ma come mai non c’è l’intervista a Fulvio. Zoro fai il bravo!!!

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