La posta di Zoro, n.75 (dal Riformista)

Ciao Zoro, ti ho visto alla Direzione regionale del Pd del Lazio di qualche giorno fa. Che impressione hai avuto? – Circolo Pd Bonina La Prima

Sono andato senza sapere bene cosa aspettarmi. In mattinata avevo letto su Repubblica un'intervista a Roberto Morassut nella quale diceva abbastanza chiaramente di voler fare le primarie per il Lazio, che tempo in fondo ce n'era, e che il metodo che stava portando la Bonino a candidarsi non era democratico; tanto mi bastavaper temere momenti di caciara pugliese difficilmente giustificabili per chiunque avesse un po' d'amor proprio.

All'ingresso vari capannelli di rappresentanti locali di questa e quella mozione congressuale s'accordavano su qualcosa, non so cosa, comunque s'accordavano, inciafrugliando e impicciando alla luce delle telecamere, tanto alla luce da sperare fosse a fin di bene. E così è stato.

Alla presenza dell'esploratore Zingaretti, il segretario Mazzoli ha presentato la candidatura Bonino ai presenti con tanto di quell'ardore da far cadere addormentato più volte Migliavacca, lì presente in qualità di “compagno del nazionale venuto a vigilare sui lavori”. Quando poi è intervenuto Morassut, l'intervista del giorno stesso è parzialmente rientrata. Ha ammesso che per le primarie è ormai tardi, ma insomma, non è così che si sceglie un candidato. Poi è stata la volta di Michele Meta, della mozione Marino, come ha più volte ricordato ai più distratti (mi chiedo per quanto tempo ancora andranno avanti con i biglietti da visita delle mozioni congressuali), il quale, oltre a ripetere a mo' di mantra che per battere la Polverini ci sono ben 90 giorni (qualcuno gli dica che se va a votare tra 90 giorni troverà solo bidelli e scolaresche), ha detto che la Bonino è fichissima però comunque non è così che si sceglie un candidato. Col braccio ingessato è infine arrivata la Costa, che in quanto cattolica ha detto che lei e quelli come lei detteranno alla Bonino condizioni chiare e imprescindibili affinché rappresenti anche quel mondo lì, quello cattolico cattolico, e insomma, nel caso non si fosse capito, non è così che si sceglie un candidato. Ecco, lo dico anche io: non è così che si sceglie un candidato, anche perché il culo non sempre t'assiste.

Tuttavia, ignorando le modalità ufficiali di selezione della candidatura di Rutelli, mi resta forte la curiosità di sapere quale sarebbe stato il candidato scelto dall'ampia, collegiale e democratica discussione di cui tutti hanno lamentato l'assenza.

[...]

Diego, ma tu ci stai a capì qualcosa di quello che succede in Puglia? Ora pure Boccia si ritira? Intravedi soluzioni? – Circolo Pd Della Taranta

No, francamente no, più o meno come tutti, a partire, nientemeno, da D'Alema, che qualche giorno fa ha confessato di capirci poco financo lui che pure qualche indizio per sbrogliare la matassa dovrebbe averlo.

Boccia temo sia l'ennesimo dirigente per sempre giovane destinato a rimanere per sempre emergente senza di fatto, per limiti più suoi che del sistema, emergere mai. Il paradosso di questi giorni, con un candidato esterno al Pd (Vendola) che reclamava le primarie e uno del Pd (Boccia) che le rifiutava, era roba da incorniciare. Ora però, con l'entusiasmo di chi prende una supposta, Boccia pare essersi convinto a cercare la rivincita con Vendola, magari stimolato anche dalle voci di un nuovo, ennesimo, estenuante ritorno in pista di Emiliano circolate nelle ultime ore, ipotesi talmente assurda da risultare piddianamente credibilissima anche a lui.

Approfittando dell'evidente caciara, visto che Vendola non gli piace e che le cose faticano ad andare come da lui pianificato, rinnovo la proposta fatta su questa rubrica a fine novembre (ah, se avesse accettato già allora!): Massimo, D'Alema, falla finita! Va', e candidati! (alle primarie però, contro Vendola, che quello mica se sposta perché arivi tu)

Ciao Diego, hai visto che alla fine la Binetti comunque non se ne va neanche stavolta? E che Carra e Lusetti invece sì? Che ne pensi? – Circolo Pd Natural Mystic

La Binetti ha saltato lo squalo da tempo, e non so per quale forma di masochismo comincio a provare una perversa forma di simpatia nei suoi confronti, e più teodem o estremisti di centro se ne vanno, più mi diventa simpatica. La sua ostinazione a trovare sempre un nuovo pretesto per minacciare la ritirata salvo poi guardarsi bene dal farlo, che altrimenti, annacquata nell'acqua santiera dell'Udc nessuno l'andrebbe più a cercare, è tanto imbarazzante quanto ammirevole. Invece ammetto, in maniera colpevolmente ingenua, che ogni volta che qualche rappresentante del Pd se ne va, soprattutto all'Udc, provo poco sollievo e molto disagio.

Perché un conto è fare le alleanze con l'Udc, un conto è essere l'Udc. E avere la conferma ad ogni dipartita che il Pd un po' è l'Udc, o perlomeno lo è stato, tanto bello non è.

Ultimissime. In Calabria non si fanno più le primarie tra quattro bersaniani, ma si candida direttamente uno dell'Udc a rappresentare il centrosinistra. Che ne pensi? – Circolo Pd Unione Di Calabria

Le primarie tra quattro candidati di area bersaniana facevano un po' ridere, ma avevano due caratteristiche che le rendevano interessanti, almeno agli occhi di chi come me poco o nulla sa di quella realtà locale: davano seguito a quanto previsto dallo statuto del Partito (le primarie, appunto) e vedevano in concorrenza quattro persone che in teoria, in quanto bersaniane, non avrebbero dovuto avere così tanti punti di disaccordo. Volendo vedere la cosa in maniera positiva, si poteva affermare che lì le logiche congressuali fossero definitivamente alle spalle, e tutto cominciava a rimescolarsi. Volendo essere pessimisti, di rimescolabile, laddove Bersani ha avuto consensi imbarazzanti, c'era ben poco, e quattro candidati potevano far intendere altri interessi poco giustificabili.

Poi la svolta. Niente primarie e candidato Udc per tutti. A meno di 24 ore dalla visita di Bersani a Rosarno, che è andato là per marcare una maggiore presenza del partito sui problemi del lavoro e  dell'immigrazione, e poi ha deciso che quella presenza, in futuro, sia gestita da Casini.

So scelte.

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10 commenti a “La posta di Zoro, n.75 (dal Riformista)”

  1. scritto il 18 gennaio 2010 12:32 da milena

    zoro ti rendo conto che probabilmente in piemonte avremo cota presidente della regione?? e mentre la lega avanza noi siamo qui a chiederci se sia il caso di candidare chiamparino primo in lista al consiglio che “prende un sacco di voti e tanto dopo cinque minuti si dimette”??? siamo un partito alla frutta.

  2. Diego, questo post è più gustoso del solito, e in genere i tuoi post so’ gustosi. Se vuoi tirarti su, puoi sempre leggere da me come è andato il congresso dell’Arci Gay Roma: guardie del corpo della presidenza per allontanare i soci dal voto della mozione avversaria. Più che alla frutta, direi che la Sinistra italiana sta all’ammazzacaffè.

  3. scritto il 24 gennaio 2010 22:55 da Ebe

    Ciao Zoro, mi riferisco al tuo reportage sulla Festa Democratica di Folgaria andato in onda su Rai Tre a Parla con me. Ho provato dispiacere, perchè se è vero che hai colto un momento della festa sotto-tono, tuttavia irridere alla presenza di anziani che ballano e giocano a tombola mi è sembrato ingiusto e di cattivo gusto. Ti assicuro che è raro trovare persone generose, motivate, vitali come quelle che lavorano volontariamente e gratuitamente per realizzaare le nostre “feste”, occasioni privilegiate di incontro vero, di discussione politica vera (anche e soprattutto al di fuori dei “dibattiti” ufficiali). La satira è sacrosanta, ma di norma è rivolta contro i potenti….. Una caduta di stile che voglio perdonarti perchè so che sai fare di meglio. Ebe

  4. scritto il 25 gennaio 2010 11:10 da rosy

    No, non sono d’accordo, anzi direi che nel video di Doego tutto c’è tranne la volontà di irridere. Io invece ci colgo proprio il contrario e cioè quasi tenerezza verso quei militanti dei quali purtroppo si stanno perdendo le tracce. AncorA UNA VOLTA BRAVO zORO.

  5. scritto il 25 gennaio 2010 11:47 da fred

    Ma come si fa a dire che in quel delizioso passaggio ci sia la volontà di sfottere gli anziani? Sono d’accordo con Rosy, è esattamente il contrario, a uscirna male semmai è l’immagine di un partito che non si sa rinnovare.

  6. scritto il 26 gennaio 2010 20:15 da michele

    Caro Diego, quando ti decidi a mettere uno sfondo bianco al tuo blog? Così c’è da perderci la vista… che non è esattamente ‘na goduria come con le pugnette…

  7. scritto il 27 gennaio 2010 11:15 da melania

    Scusa Diego, ma dov’è il video dell’ultima puntata di “Tolleranza Zoro”?

  8. scritto il 28 gennaio 2010 23:51 da olè

    La forma blog tende a creare un fenomeno massa più leader, tende a dare potere a chi gestisce la vicenda e a condizionare i contenuti e il modo in cui questi vengono ricevuti. Se la tv è un narcotico, il blog può essere un ipnotico potentissimo, siamo rinchiusi nelle nostre casette e non facciamo nulla. Conviene spegnere e uscire e incidere nel reale. È molto meglio. Non potrete interagire con me o con altri dopo avermi letto in questo sito, in altre parole non ho voluto un blog. Perché dopo aver osservato per anni l’evoluzione del fenomeno blog, sono giunto alla conclusione che sia troppo spesso fumo negli occhi, poca sostanza, inconcludente. Non vedo alcun rilancio democratico, o civico, o moralizzante, uscire dall’esperienza dei blog italiani. Vedo al contrario le solite storture: o i blog dei ‘divi’ col consueto strascico di partecipanti adoranti; oppure risse fra chi commenta o con il titolare dello spazio stesso, queste ultime soprattutto veicoli di sterile polemica velenosa, insulti e bassa qualità intellettuale. Meglio un sito, da sfogliare se vi va, una semplice fonte. La vostra opinione tenetela per qualcosa di molto più importante del dialogo con me: la gestione della vostra vita reale, a contatto con le persone in carne e ossa, nella lotta per civilizzare questo Paese partendo dalla propria famiglia, dal proprio vicino di casa, dalla propria strada, e poi con gli italiani per cambiare gli italiani. E’ lì che serve. E’ lì che cambia la Storia. Non su una banda larga.

  9. Spiacente ma io non posso provare simpatia per la signorina Binetti, che non lascia il partito solo perchè da nessun’altra parte avrebbe la stessa visibilità.

  10. Ma come mai non c’è l’intervista a Fulvio. Zoro fai il bravo!!!

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