La posta di Zoro, n.76 (dal Riformista)

Caro Diego, ho visto che sei stato in Puglia nei giorni delle primarie. Che impressioni hai avuto una volta sul posto? Era prevedibile un risultato del genere? – Circolo Pd Tanto A Poco

Sì, un risultato del genere era prevedibile, era nelle cose, nei fatti, nelle facce delle persone che non vedevano l'ora di votare, anche e forse soprattutto in quelle di chi sosteneva Boccia, anche in quella di Boccia stesso. Non ci voleva molto, davvero sarebbero bastate poche ore di iniziative elettorali per respirare l'aria che tirava e ossigenarsene. Mai come stavolta, e sì che di precedenti anche recenti ce ne sono stati, chi guida il Pd è stato tanto lontano da chi il Pd lo vota, da chi fa sempre più fatica a capire la differenza che passa tra voglia di contare nella società e voglia di contarsi sulla carta preventivamente per poi scoprire di aver fatto male i conti.

Non so cosa succederà a marzo, nessuno può saperlo ora, ma di certo c'è che chi ha votato Vendola, al di là della propria preferenza partitica, è convinto di vincere anche a marzo, e di convincere chi, se dovesse seguire i propri leader di riferimento, sulla carta non dovrebbe votarlo. Che poi fare politica dovrebbe essere soprattutto questo, riuscire a convincere delle tue ragioni, preferibilmente sulla base dei fatti, chi non la pensa come te.

Il tassinaro che lunedì m'accompagnava all'aeroporto di Bari ascoltava eccitato le notizie sulla vittoria di Vendola alla radio, gasandosi per le imbarazzanti percentuali. Lui aveva votato Vendola il giorno prima, alle regionali di cinque anni fa, alle primarie di cinque anni fa, e rivoterà Vendola a marzo 2010. Per il resto, ci ha tenuto a dirmi, vota Fini, Alleanza Nazionale prima, Pdl poi. A lui dei partiti interessa poco. Valuta le persone, i fatti, le ripercussioni sul suo lavoro, sulla sua vita, sulla sua città. E come lui molti altri. Il bello è che il merito di tutto ciò (di una giunta che per i suoi cittadini ha ben operato) è anche e per certi versi soprattutto del Pd-Pds (che di quella giunta ha fatto parte).

Roba da andarne fieri ed orgogliosi per molto, se solo il Pd fosse un partito normale.

[...]

Ma tu che l'hai visto da vicino, davvero Vendola è così bravo e ammaliatore? Davvero è il nuovo leader della sinistra? – Circolo Pd Verfo Fud

Vendola è sempre stato così fin da quando era dirigente della Fgci nazionale e io m'arrabattavo in quella romana.

In un contesto quale quello italiano dove sono tutti leader per qualche minuto, è giusto che Vendola lo sia almeno per qualche ora. Ambizioso e presuntuoso il giusto, capace e sognatore, forse pure troppo, Vendola è un istrione, tecnicamente impressionante nell'arte dell'oratoria.

Sabato sera ha parlato in piazza per circa un'ora e un quarto senza gobbo, senza appunti, senza niente di niente, a braccio, ispiratissimo, melodrammatico e battutista, sicurissimo di sé. C'è il pericolo che venga travolto dall'autostima, che si autodivori, che si convinca un giorno di essere politicamente autosufficiente. Ma occorre avere fiducia, in lui e soprattutto nel suo popolo. Che non aspettava altro che un politico che lo stesse ad ascoltare trattandolo alla pari. Se l'ego di Vendola esondasse travolgendo tutto, allora sì, quasi senza accorgersene, Nichi potrebbe rimanere solo davvero. Per ora il rischio mi pare ancora lontano.

Caro Zoro, cosa ne pensi dell'ultima uscita di Chiamparino che si è detto disponibile a collaborare per un nuovo soggetto politico all'indomani del risultato delle regionali? – Circolo Pd Ritardante

Come il caso pugliese dimostra, più gli eventi politici sono prevedibili più fanno incazzare. L'uscita di Chiamparino era tanto prevedibile che alla Snai rifiutavano le puntate.

Spesso mi capita di sentire o leggere l'analisi che segue: quando si candidò Prodi in realtà avrebbe dovuto farlo Veltroni ma preferì aspettare, quando si candidò Veltroni era il turno di Bersani che preferì aspettare, quando si è candidato Bersani era il momento perfetto per Chiamparino che, pure lui, ha preferito aspettare. Ecco, se il coraggio circolasse in dosi maggiori presso i vertici del Pd, non saremmo in costante ritardo di leadership rispetto alle potenzialità delle leadership in questione. E forse, ad aver azzeccato i tempi giusti, è plausibile pure che avremmo potuto fare a meno di cambiarne così tante in così poco tempo.

Per quanto riguarda il “nuovo soggetto politico”, va tutto bene, purché continui a chiamarsi Pd e non si perda nuovamente tempo con l'arte dell'onomastica e del trasloco. In questi anni di scatole ne abbiamo fatte di ogni forma e dimensione. Sarebbe il caso di cominciare a riempirle.

Scusa Zoro, ma tu hai capito alla fine cosa sarebbe meglio che accadesse in Puglia e nel Lazio a marzo? Dovessero vincere Vendola e Bonino, per il Pd sarebbe una vittoria o una sconfitta? – Circolo Pd Gufidem

La situazione è talmente paradossale e confusa da far sì che una domanda del genere sia pertinente. Purtroppo le scorie del congresso sono ancora molto ingombranti e in troppi si stanno sedendo sulla sponda del fiume aspettando marzo. Cosa ognuno auspichi di veder passare nel fiume è materia da psicanalisi. Paradossalmente Bersani e D'Alema, per non passare per sempre come coloro che ne sanno di Puglia come di Groenlandia, dovrebbero sperare in una sconfitta di Vendola.

Per veder riconosciuta la visionarietà della loro strategia d'alleanze, dovrebbero tifare anche contro la Bonino. Contro Vendola e Bonino dovrebbero andare anche i pensieri inconfessabili dei veltronianfranceschiniani nel caso avessero in animo di attaccarsi subito ad un fallimento elettorale dell'attuale segreteria. Se invece Vendola e Bonino dovessero vincere, a denti stretti dovrebbero esultare tutti, masticando comunque amaro. I primi per aver toppato ogni strategia, i secondi per il culo dei primi.

Facebook

8 commenti a “La posta di Zoro, n.76 (dal Riformista)”

  1. Zoro, scusa se cambio argomento, ma oggi sul Sole 24 ore Gianni Riotta ti dà dell’intelligente, non sei preoccupato? Saluti, Salvatore D’Agostino

  2. scritto il 31 gennaio 2010 13:26 da Serena Laudisa

    Diego… per la 47a puntata di Tolleranza Zoro perché non senti Gigi a proposito di De Luca in Campania…magari ci illumina.

  3. scritto il 1 febbraio 2010 15:56 da Antòn

    ciao Zoro… secondo me, avremmo bisogno di una classe dirigente che smettesse di imporre le proprie candidature al popolo votante, e invece fungesse da catalizzatore delle scelte della società civile (vd Puglia). Purtroppo per far questo, penso bisognerebbe prima ripulire il pd dalla classe dirigente stessa e dalla vecchia nomenklatura, e permettere il ricambio generazionale, tanto atteso e mai compiuto. Questo renderebbe il pd un partito, e non una commistione di partiti, con l’effetto di riavvicinare la base ai vertici della piramide…

  4. scritto il 2 febbraio 2010 22:06 da Nicola

    Zoro, una domanda, secondo te perche’ la sinistra ha completamente rinunciato a sfidare la destra qui in lombardia e a milano, nella roccaforte di lega, pdl, e cielle? A tutti quelli che come me, essendo contemporaneamente di sinistra e milanesi, sopravvivono a se’ stessi, e’ perfettamente chiaro che la destra cadra’ politicamente se e quando cadra’ qui. Noi siamo pronti. Sono anni che siamo pronti. Siamo talmente pronti che forse lo siamo un po’ troppo. Dopo anni di governo di destra la sinistra potrebbe contare sul naturale spostamento di un po’ di voti di alternanza. Un candidato presentabile attirerebbe sicuramente un bel po’ di curiosita’ e molta meraviglia. Qua c’e’ tanta gente di IDV (tangetopoli fan club) tanta gente di sinistra storica da anni sotto naftalina. Un po’ di milizia si sinistra-sinistra che stanno talmente allo stremo che si attaccherebbero a chiunque… Insomma al posto di candidare il solito martire votato alla sconfitta ma qualche primaria qua? Un po di casino? Se anche gli viene fuori un candidato troppo giovane o troppo a sinistra tanto che gli frega? la sconfitta e’ comunque nei piani no? Eventualmente potrebbe venire fuori dal cesto qualcuno che crea qualche problema o qualche dubbio costringendo la destra a investire risorse maggiori (e quindi meno per le altre regioni) per essere sicura di vincere… no? Sto delirando? Ma qual e’ la strategia per la lombardia? Hanno fatto sto pasticcio di primarie in puglia, ma che fanno brutta figura se fanno delle primarie aperte in lombardia? Dove sta la strategia qui? Ma scusa…. se vuoi accoppare il serpente non lo devi trafiggere dalla testa? Forse questa me la ricordo sbagliata…

  5. scritto il 3 febbraio 2010 08:50 da Nemb0Kid

    Salvatore, si parla di Zoro anche su Libero, esattamente qui: http://www.libero-news.it/blog.jsp?id=979 Io sarei molto preoccupato :-)

  6. scritto il 4 febbraio 2010 11:20 da serena

    La situazione in Lombardia, come spiega Nicola, dove il PD dimostra scarso coraggio candidando il futuro sicuro perdente, non e’ molto dissimile dalla situazione in Emilia Romagna, dove si e’ rinunciato a candidare una persona nuova e innovativa, preferendo ricandidare per la terza volta (e forzando lo statuto !) il pur buon Errani. Ma possibile che nel regno della sinistra e del PD, dove davvero non ci si attendono risutati o ribaltoni clamorosi, non si poteva osare un po’, mostrando che si e’ in grado di costruire una valida nuova alternativa classe dirigente? Questa mancanza di coraggio generalizzata sembra purtroppo la cifra del PD nazionale.

  7. thanks for sharing.

  8. Nella mia sfera di cristallo, che da 6 anni non sbaglia un colpo, c’è il filotto: Bresso, Bonino e Vendola. Ma mentre di Vendola sono proprio sicuro, quella che se la gioca per una buccia di pera è la Bonino. Anche perché la sua avversaria è popolare e piuttosto stimata a sinistra.

Lascia qui il tuo commento


Creative Commons License