La posta di Zoro, n.83 (dal Riformista)

Ciao Zoro, scusa ma non ci sto a capì più niente. La Consulta ha per ora salvato il decreto interpretativo, il Consiglio di Stato deve esprimersi sul milionesimo ricorso del Pdl di Roma e il Tar ha riammesso la lista di Sgarbi. E mo? – Circolo Pd Sgarbi Quotidiani

E mo boh. I pochi esami di diritto che ho dato non sono rimasti memorabili nel mio curriculum universitario, per cui ti sono vicino nel disorientamento e mi limito a fare il tifo per una fine rapida e il meno dolorosa possibile della campagna elettorale più priva di contenuti cui sia capitato d'assistere negli ultimi anni.

La sola ipotesi che, ad una decina di giorni dal voto, l'uso dei nostri certificati elettorali possa dipendere dal costo di mercato di Sgarbi (che si presta a fare con la sua lista da “soccorso azzurro di Berlusconi” al prezzo di “quattro assessorati, poi riducibili a tre”) la dice lunga sullo stato delle cose. Se per uno come Sgarbi si dovesse rimandare il voto con conseguente riapertura dei termini per la presentazione delle liste, tanto vale caldeggiare fortemente la definitiva discesa in campo di Aldo Busi, ex naufrago anticlericale appena bandito da ogni tv Rai come un talk show qualsiasi in tempi d'elezione. Non so quale sia il prezzo di Busi, ma nessuno più di lui in questo momento ha chiari i meccanismi del reality, elettorale o televisivo che sia.

Vabbè, ma poi la manifestazione di sabato t'è piaciuta? Ci ha fatto bene o ci ha fatto male? – Circolo Pd Quasi Amalgama

Sì, m'è piaciuta, e male di certo non ha fatto. Mi sono piaciuti Vendola e Bersani, ma soprattutto m'è piaciuto l'apparente spirito non dico unitario, ma sicuramente meno litigioso del solito che arrivava dal palco alla piazza (che su quello della piazza grossi dubbi non ci sono mai stati). Certo, camminare nel retropalco faceva una strana impressione. Parecchi protagonisti più o meno consapevoli degli ultimi anni di storia del centrosinistra, transumavano mesti in zona mista, gestendo alla meno peggio i contatti diretti o filtrati col popolo, di qualunque colore questo popolo fosse tinto.

Qualcuno si salutava, molti si resistevano vicendevolmente. D'Alema e Veltroni, per esempio, sono stati per almeno 20 minuti a non più di 10 metri di distanza. Il primo rispondeva alle domande infiorettando sul suo rapporto con i giornalisti (“ormai, per come la penso su di voi, anche se scrivete qualcosa di giusto sui miei spostamenti, mi sento costretto ad andare altrove per potervi poi dare torto”), l'altro stazionava di lato con le figlie, salutando curiosi e amici,  all'apparenza defilato ma ben visibile a tutti nel suo orgoglioso  defilarsi. Tra loro neanche un ciao con la manina. Lo so, sono ingenuo, ma a me ste cose fanno comunque impressione.

Zoro, hai visto che hanno arrestato Frisullo? Basta con  questa giustizia ad orologeria pre-elettorale! Nessuno tocchi Vendola! – Circolo Pd Toghe Daltoniche

La maggior parte degli elettori di sinistra è da sempre usa a porsi problemi elettorali in relazione ad arresti o avvisi di garanzia nei propri ranghi. Viceversa, dall'altra sponda il complotto e la persecuzione sono alleati dialettici sempre validi alla bisogna, soprattutto in campagna elettorale. Pertanto, per  quale motivo un arresto di là dovrebbe rafforzare e uno di qua creare  smottamenti è interrogativo che, al di là di qualsiasi superata questione di superiorità morale, prima o poi sarebbe interessante porsi.

Bersani ostenta autocontrollo e dichiara giustamente di attendere il  lavoro della magistratura. Di certo c'è che Frisullo è sotto inchiesta  da mesi e un arresto a dieci giorni dal voto tanto normale non è, ma  siccome è giusto dare l'esempio, spero vivamente che nessuno del  centrosinistra intoni la solfa delle toghe azzurre.

Vendola, che resettò giunta e Frisullo (dimessosi) otto mesi fa, non  credo subirà particolari contraccolpi da questa vicenda. Di certo c'è  che, nel caso Boccia avesse vinto le primarie di febbraio, per la parte  dalemiana del partito che tentò quell'operazione (e alla quale Frisullo  apparteneva), la campagna elettorale sarebbe stata ancora più  complicata. Anche per questo, col senno del senno di poi, quella sfida  con Vendola sembra ogni giorno più incomprensibile.

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8 commenti a “La posta di Zoro, n.83 (dal Riformista)”

  1. scritto il 21 marzo 2010 22:07 da marco 2

    zoro, so che te l’avranno già detto in tanti, e se non l’hai fatto avrai i tuoi buoni motivi. ma non puoì cambiare il formato grafico del blog…ci capito spesso, ma è veramente difficile leggerlo, fa male agli occhi. con grande stima.

  2. scritto il 22 marzo 2010 11:34 da Anonimo

    ha ragione Marco 2

  3. Marco 2, ecco la soluzione: Sottolinea il testo che devi leggere col mouse, diventa nero/grigio con sfondo bianco… (almeno così diventa a me, uso firefox su linux mint) Provaci… secondo me funziona!

  4. scritto il 24 marzo 2010 00:38 da marco 2

    @antonio sì, lo faccio anche io, ma non capisco perchè i caratteri devono essere così maledettamente piccoli…

  5. CTRL+rotellina del mouse CTRL+(tasto +) e passa la paura, bella zoro ti stimo.

  6. scritto il 31 marzo 2010 01:25 da Tommaso

    Ma com’è possibile che nella provincia dell’Aquila abbia vinto la destra dopo tutto questo?…per di più con un candidato che definire tardone è un complimento?

  7. Ma come mai non c’è l’intervista a Fulvio. Zoro fai il bravo!!!

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