La posta di Zoro, n.86 (dal Riformista)

by Diego Bianchi il 11 aprile 2010 @ 09:14 / La posta di Zoro (Il Riformista) / 8 Commenti

Caro Zoro, ho visto Bersani a Otto e mezzo, e mi è parso di capire che la maggior parte delle sue risposte alle domande sui recenti risultati elettorali convergessero sulla tesi per cui il Pd sta comunque migliorando le sue prestazioni se rapportate ai dati elettorali che hanno preceduto la sua segreteria. Per quanto tempo può durare questo genere di spiegazione? – Circolo Pd Il Cerino

L’estate scorsa Veltroni, in quel della festa di Caracalla, glissando per l’ennesima volta sulle ragioni che portarono Alemanno al Campidoglio, disse che prima o poi al nuovo sindaco sarebbe toccato prendersi qualche responsabilità sullo stato delle cose in città, smettendo di conseguenza di accollare le colpe a chi c’era prima di lui. Il vezzo di prendersela con i predecessori è tuttavia abbastanza diffuso, nonostante la sua breve storia, anche nel Pd. Ogni risposta di Bersani sui risultati delle regionali difficilmente prescinde dalla situazione disperata che si è trovato a dover affrontare dal momento della sua vittoria alle primarie. Questo c’era, sulle europee siamo migliorati, io di questo rispondo, ergo, non ho perso io, ma chi c’era prima. Veltroni, dal canto suo, appena vede l’indice accusatorio rivolto verso di sé, ha gioco facile nel rispondere che il suo Pd è arrivato al 33%, lo facessero gli altri se ne sono capaci, e poi in fondo lui ha perso solo due regioni, non quattro. A questo punto, procedendo per esclusione, resta da capire di quali nefandezze si sia macchiato il povero Franceschini, comodo scaricabarile bipartisan, indifesa terra di mezzo tra il partito tutto fiducia e fantasmi del Lingotto e quello con la barra dritta e l’orecchio a terra. Sua la colpa, suo il danno, sua la beffa di essersi fatto mettere in mezzo, cronologicamente e politicamente parlando.

Ciao Diego, ora che non ci saranno più elezioni per tre anni finalmente potremo dedicarci alle riforme. Sei contento? Come pensi debba muoversi il Pd? – Circolo Pd Ampio E Condiviso

Ho timore che tre anni passati a parlare di riforme istituzionali possano far venire la voglia di rimpiangere tre anni zeppi di elezioni perse e di proiezioni ed exit poll sbagliati. Pochi argomenti sono drammaticamente noiosi e poco comprensibili, sideralmente distanti dalle esigenze di chi vota e politicamente pretestuosi come l’angosciante esigenza di riforme “ampie e condivise” che dopo ogni elezioni torna pressante e puntuale (scrivere sta frase sul Riformista dà una strana ebbrezza). Le uniche riforme istituzionali che chi non è parlamentare capisce senza bisogno d’interpreti sono quelle che prevedono meno eletti con meno soldi e meno potere, e in questa direzione soprattutto bisognerebbe muoversi. Bersani sembra essere dello stesso avviso, e continua a dichiarare che non dovranno essere le riforme il tema di dibattito principale dei prossimi giorni, a meno che non siano “sociali”. Dati i precedenti del Pd, però, un po’ di paura ce l’ho. Tra il dire e il fare c’è di mezzo la tentazione di contare qualcosa e di farlo sapere, soprattutto se è tanto tempo che per un motivo o per l’altro non riesci più a incidere sull’esistente. Quando poi la tentazione è forte, pur di fare l’amore con qualcuno ci si innamora un po’ di tutti. Dopo aver flirtato tanto e concluso niente con Fini prima e Casini poi, i nostri più deboli istinti sembrano ora irresistibilmente attratti dalle rudi grazie della Lega, partner forse meno avvenente degli altri ma decisamente più concreto e paradossalmente più affidabile (ma ci vuole poco) della sirena più infida di tutte, la solita, quella con cui il Pd, non tanto tempo fa, imbastì il più improbabile dei corteggiamenti: Berlusconi. La tela di quel dialogo, a volerla vedere, sta ancora lì per terra tutta strappata, monito perenne di uno dei tanti momenti in cui, per amor di riforma e narcisismo, cademmo platealmente in tentazione senza godere mai.

Ieri ti ho visto a Piazza Vittorio alla festa della Polverini. Che impressione t’ha fatto? – Circolo Pd Primavera Nove Contro Undici Co Na Gamba Sola E Il Braccio Teso

Per perversione personale mal dissimulata da lavoro, dopo aver assistito ai bagordi di Piazza del Popolo, sono stato pure a Piazza Vittorio, dove lo stato maggiore della destra romana aveva deciso di rifesteggiarsi con vigore e gratitudine. Lo striscione a caratteri fasci “Benvenuta a Casa Pound” affisso su un palazzo all’ingresso della piazza era il più ossequioso dei saluti romani che Renata potesse ricevere, l’innesto nel territorio poteva iniziare.
Nonostante le metafore usate dagli oratori per descrivere la vittoria dei senza lista contro gli antidemocratici fan del panino sembrino non finire mai, alcuni luogotenenti del Pdl laziale scandivano minacciosi che un casino del genere non deve accadere mai più; per tutta risposta Gasparri prometteva loro e al suo pubblico che d’ora in poi della presentazione delle liste se ne occuperà lui personalmente (e il pubblico, non si capisce bene rassicurato da cosa, applaudiva). La Polverini, ormai definitivamente trasformata nel capopopolo che nessuno, soprattutto tra i suoi, pensava che fosse, minacciava la giunta uscente di rivelare le grandi porcherie d’appalti e consulenze e impicci vari compiute nell’ultima settimana di campagna elettorale, e tanto è bastato per scaldare gli animi di tutti (pure i miei, che aspetto curioso di sapere).
Dopo averla vista tracannare champagne per l’ennesima volta, il rado pubblico militante e il folto pubblico occasionale si sono disciplinatamente messi in fila ai due tendoni (o gazebo) predisposti per la cena. Mentre un pretenzioso ensemble jazz suonava al cospetto di sedie ormai vuote, porchetta, vino e pasta fredda passavano di mano in mano, di vecchio in vecchio, di senegalese in pakistano. Pensare alle feste dell’Unità è stato un attimo, poco consolatorio, molto inquietante.

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8 commenti a “La posta di Zoro, n.86 (dal Riformista)”

  1. [...] [Da Il Riformista, tutto completo sul blog di Diego] [...]

  2. scritto il 11 aprile 2010 16:29 da luisa monaco

    il cambiamento di colore di Piemonte, Calabria, Campania e Lazio, il successo in tutto il centro-nord della Lega, il forte astensionismo..sono secondo te da imputarsi ad una pessima campagna elettorale nostra, che anziché incentrarsi sui programmi regionali -partito per partito- e sulla crisi economica crescente (tassi di disoccupazione sempre + alti, tagli alla Scuola pubblica, alla ricerca ecc..) si è soffermata sull’infimo gossip di escort, intercettazioni, speculazioni, liste ripetutamente respinte e cadute nel tragicomico, per gente che ostinatamente ha voluto la libertà di votarne i candidati?

  3. scritto il 13 aprile 2010 16:00 da Mauro

    Caro Diego, ritengo, con gli stessi dubbi di chi urlazza con le vene gonfie oggi, che questo bendetto Paese sia immobilizzato da un coacervo di ipocrisie e conformismi che non si possono narrare. Perche’ gli ipocriti e i conformisti, a differenza di quanto raccintato dalla vulgata, non stanno principalmente in parlamento. E allora possiamo scegliere se ubriacarci e andare contro un platano, ma vestiti da Dio… oppure dire che sono tutti uguali e che la casta fa schifo. Magari facciamo tutte e due le cose.. magari per non guardarci negli occhi, per non scoprire il vuoto..
    Ti prego Diego, non cercare soluzioni semplici anche tu. E forse non e’ vero che Bersani ha detto tutte cagate… e forse i problemi cominciano da quanto abbiamo “costruito intorno a te”…. e forse, e forse se un po’ tutti avessimo un po’ piu’ di dubbi…. c’hai mai pensato? Non e’ piu’ ammesso alcun dubbio, oggi. non ne ha piu’ nessuno. Tutti pieni di soluzioni.

  4. ammazza, voi fa a gara de dubbi co me? Guarda che sto allenatissimo sa.

  5. Troppo ottimismo rega’, troppo.
    Tocca vola’ piu’ bassi.

  6. scritto il 15 aprile 2010 10:55 da Mauro

    vabbuo’ Diego, allora ti chiedo di aiutare anche noi coglioni che continuiamo a cucinare alle feste e per cambiare il PD non cerchiamo telecamere per sparargli come fa il 100% dell’intellighenzia confor….. ops… televisiva. Magari continuiamo a credere che si debba farlo al circolo…. mentre lo scrivo mi scopro, per i canoni attuali, ancora piu’ coglione…. e felice di esserlo (ero felice anche quando me lo diceva belusconi… pensa te!).

  7. ciao Diego,mi sarebbe piaciuto seguirti dal vivo a Perugia..visto che sono lì da qualche mese.. per poi avere la possibilità ..come hanno fatto miei colleghi ..di chiederti di persona questo che ora ti chiederò da qui:Ma come è possibile che per quanto siamo alla deriva non abbiamo più politici ..perlomeno parlo per noi sinistrati …che siano degni di rappresentarci ,che possano dire o che abbiano il coraggio di dire ..e prendere posizioni in difesa di una parte cospicua di cittadinanza che è completamente soppiantata e rassegnata rispetto all’avanzare di questa malcelata dittatura e falsata democrazia..
    nascondendosi dietro un dito evitano posizioni..(vedi il pd)..anche rispetto un destrorso come Fini.. sono incapaci di esprimersi e prendere posizione ..come paralizzati soggiogati dal Berluska..Napolitano che firma firma firma…tutto ciò che il Grande Capo e il suo codazzo di politici_adepti gli propinano..e a chi resta l’arduo compito di rappresentare questi poveri sinistrati anime in pena?…A voi.. ai comici agli attori ai poeti (che dovrebbero fare tutt’altro) pare che vi sia stato affidato questo compito di dare voce oppure naturalmente è giusto che in mancanza di altri siate voi a rappresentare questa voce di dissenso..in pratica la mia domanda è questa la politica non la fanno più i politici di mestiere ,ma i comici o gli ex comici la storia nostra ne è piena di questi esempi..vedi il movimento dei girotondini di Moretti i grillini,tu ..Questo stato di cose secondo te è indice di un nuovo modo di fare politica che vede la trasposizione del politico sul comico o è il comico che va in soccorso di una politica che fa piangere?
    e poi ci sono i giornalisti..ma quali..quelli che comunque per parlare devono far parte di una casta?Ma questa è libertà?Una volta in un cesso di Roma lessi “l’anomalia incentiva il progresso”..potrebbe fare il caso nostro?
    Ciao ste

  8. scritto il 27 aprile 2010 22:23 da oooooooooooeeeee

    annate a guardà so sito è curioso

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